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IL VASO DI " PANDORA "

I mali che affliggono l'uomo sono il suo dolore la sua disperazione ma la sua intelligenza ed il suo amore hanno fatto sì che la sua vita divenisse più lunga e migliore." Pandora" scoprendo il suo vaso trasmise all'uomo tutti i mali....ma trasmise anche la speranza ed ogni volta che l'uomo scopre qualcosa per la sua salute ecco che vince una nuova battaglia che lo fa sentire grande al pari degli dei...

Dal sito ” www.ibambinichesorridono.it ”

Erano troppo cattivi e superbi gli uomini da qualche tempo. Giove, il possente nume che governava il Cielo e la Terra ne era proprio stanco.”Bisogna punirli” si disse. E, chiamato presso il suo trono il fabbro Vulcano gli comandò di fabbricargli una donna. “Fabbricare una donna!!! Ma non é la stessa cosa che cesellare lo scudo di Minerva o sbalzare l’armatura di Marte!” gli disse. “Obbedisci!!” ripeté Giove, severo. “Ho bisogno di castigare gli uomini che stanno diventando veramente malvagi!” E Vulcano obbediente se ne tornò alle sue fucine e cominciò a costruire la donna. Con le braccia vigorose, la modellò in argilla dal capo alle piante, la fece disseccare, le plasmò con dita sapienti un volto soave, la colorò di tenero rosa e le diede come anima una scintilla del fuoco divino che ardeva nei forni immensi dell’Olimpo. Allora la donna aprì gli occhi, sorrise e le sue membra si mossero con grazia; era in tutto simile alle bellissime Dee. Accorse Minerva ad ammirarla e le donò una cintura di perle e un abito ricchissimo di porpora e gemme; le Grazie le adornarono il petto e le braccia di gioielli scintillanti; Venere, la dolce dea dal sorriso adorabile, sparse sulla testa della fortunata ragazza tutte le più squisite grazie femminili, mentre le Ore dalle lunghe trecce dorate inghirlandavano la donna appena creata con serti di rose vellutate e profumate. Anche Giove volle offrire il suo dono alla bellissima mortale, prima di mandarla fra gli uomini.”Io ti metto nome Pandora ” disse Giove. “E il tuo nome vuol dire la donna “di tutti i doni” e a quelli che hai ricevuto ora, aggiungo il mio. Eccolo, tu porterai questo vaso con te, quando andrai sulla terra. Esso contiene tutti i mali che possono far piangere, soffrire, rovinare gli uomini. Guardati dunque dall’aprirlo, essi sfuggirebbero tutti per il mondo; mentre invece chiusi lì dentro, rimarranno imprigionati in eterno e non potranno nuocere a nessuno”. La donna accolse grata il dono del nume e su di un cocchio a forma di cigno, scese sulla Terra ove il Fato aveva stabilito che dovesse diventare la sposa di un re. Ma la curiosità, a poco a poco, prese a roderle il pensiero: che cosa dunque conteneva il prezioso vaso intarsiato donatole da Giove? Tutti i mali aveva detto il nume? Ma come erano fatti? Quali erano? E se avesse aperto appena un pochino il coperchio e avesse curiosato con precauzione da uno spiraglio? Piano piano la donna sollevò il coperchio, ficcò il viso nella breve fessura, ma dovette staccarsene subito inorridita. Un fumo denso, nero e acre usciva a folate enormi dal vaso e mille fantasmi orribili si delineavano in quelle tenebre paurose che invadevano il mondo e oscuravano il sole. C’erano tutte le malattie e tutti i dolori e tutte le brutture e tutti i vizi. E, tutti rapidi, inafferrabili, violenti, uscivano dal vaso irrompendo nelle case tranquille degli uomini. Invano Pandora, cercava affannosamente di chiudere il vaso, di trattenere i Mali e di rimediare al disastro. Il Fato inesorabile si compiva e da quel giorno la vita degli uomini fu desolata da tutte le sventure scatenate da Giove. Quando tutto il fumo denso fu svaporato nell’aria e il vaso parve vuoto, Pandora guardò nell’interno: c’era ancora un grazioso uccellino azzurro; era la Speranza, l’unico bene rimasto ai mortali a conforto delle loro sventure. Giove aveva punito gli uomini con la curiosità rovinosa di Pandora, aveva voluto che i Mali fossero liberi di causar loro infiniti castighi, ma aveva anche donato alla vita travagliata che egli stesso aveva imposto all’umanità, un dolce azzurro conforto:la Speranza che non abbandona nessuno.

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Questa è la storia di Pandora , una storia mitologica interessante perchè porta la nostra attenzione ,la nostra riflessione all’essere umano così tristemente superbo tanto da meritare la punizione di Zeus . . . . .ma anche e soprattutto sulla speranza che alla fine di ogni perodo buio regna dentro ogni essere umano…la speranza che lo anima anche quando è colpito dai più diversi mali ,e che sempre lo fa reagire con la sua intelligenza ed il suo amore.

E’ proprio l’amore che differenzia l’uomo da ogni altra creatura che vive su questa terra…ed è l’amore per la vita e per gli “altri” che lo induce a cercare di alleviare le sofferenze di chi ha bisogno.

Molte volte illustrando le patologie che il Metodo Buteyko risolve mi sento un pò in imbarazzo anche solo a parlarne…..sono tante, tantissime…e molte persone mi guardano con aria di sufficienza pensando di essere di nuovo davanti ad una storia magari mitologica come quella di “Pandora” .

Quante volte durante le serate di presentazione del metodo, cercando di spiegare in poche parole il meccanismo del suo funzionamento, la gente rimane sconvolta nel sentire che patologie apparentemente molto diverse tra di loro poi in fondo non sono che tutte figlie della stessa matrice, della stessa carenza.

Tutto troppo maledettamente semplice !

Eppure tutto è davvero maledettamente semplice !


Dobbiamo renderci conto che la nostra fisiologia non è una cosa complicata e che se si riesce a comprendere di fare attenzione a pochi parametri importanti legati, al cosa si mangia, al cosa si beve e soprattutto al come si respira ecco che la nostra salute sarà molto facile da gestire .

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Buteyko per primo ha scoperto che la cattiva respirazione associata a cattive abitudini alimentari porta inevitabilmente l’uomo a infilarsi nella spirale della malattia…una spirale dalla quale si può anche uscire

Infatti la salute è un bene grande ma non irraggiungibile un bene che ha strettamente a che fare con le buone abitudini.

Buone abitudini che iniziano anche e soprattutto dal nostro modo di respirare, nel nostro vivere comune, nel parlare e nel dormire.

Il respiro infatti è la vera matrice della nostra esistenza in vita ed è anche il filo conduttore che attraversando gli anni ci porta a completare la nostra esistenza attraversando tutte le tappe della crescita umana.

Comprendendo il respiro, la sua dimensione, il suo significato, si può stare certi che la nostra crescita sia fisica che psicologica ne trarrà grande giovamento.

Non a caso in tutte le culture in cui si fa ricerca della “conoscenza” del sè profondo si crea una stretta connessione con il respiro che è considerato a ragione la parte divina dell’essere umano !

Spesso durante i corsi Buteyko, malgrado l’obiettivo sia solamente di natura fisica (il raggiungimento dello stato di salute ) si assiste, durante gli esercizi, a vere e proprie “prese di coscienza” del proprio sé profondo con persone che iniziano a piangere, di un pianto molto profondo ed intimo, un pianto pieno di significati molto personali e che ognuno sperimenta dentro di sé.

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Se “Pandora”quel giorno non avesse avuto la curiosità di aprire il vaso forse oggi l’uomo non avrebbe avuto a che fare con il dolore, la malattia…ma non avrebbe neanche conosciuto il significato ed il valore di un qualcosa di molto prezioso ed importante come la Speranza !


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