Questo sito contribuisce alla audience di

Il Dolore e il Segreto della Felicità

La vita spesso è dolore,un dolore continuo e a volte insopportabile . . . . . . . ma guardandosi attorno si può vedere che esiste qualcuno che può darci un vero e proprio esempio da seguire.


Il Dolore e il Segreto della Felicità .


La vita spesso è dolore,un dolore continuo e a volte insopportabile . . . . . . . ma guardandosi attorno si può vedere che esiste qualcuno che può darci un vero e proprio esempio da seguire.


La vita è un alternarsi di dolore e gioia,di momenti belli e momenti brutti, ma se si ha poi una patologia ed in special modo seria, allora si perde la voglia di combattere ed i momenti di gioia diventano sempre di meno fino a sparire totalmente.

Spesso,troppo spesso un piccolo ma continuo dolore si trasforma in un macigno immenso da trasportare con le forze e la voglia di reagire che giorno dopo giorno vengono sempre di meno.

Essere felici e cercare di vivere una vita normale allora diventa davvero un sogno difficile da realizzare.

Molte patologie che hanno il dolore ,localizzato o diffuso, come sintomo principale, come ad esempio la ” Fibromialgia” rendono molto, molto sofferente chi le sperimenta e spesso nulla riescono a risolvere i medicinali dei più diversi proposti (a volte anche senza un minimo di basi di raffronto sperimentali) tanto che alla fine. molti medici. si rifugiano in trattamenti (comunque chimici) che vanno ad interferire sull’umore con antidepressivi ,stimolatori della serotonina ed inibitori vari,che tamponano o procrastinano il problema ma non lo risolvono.

 

 

Quale può essere l’approccio giusto che un uomo sofferente deve avere con la sua continua ed estenuante patologia ?

Quali possono essere le scelte giuste ,la strada da percorrere per sentire di nuovo la voglia di lottare e soprattutto di vincere la malattia?

 

 

Ognuno di noi è un mondo a se stante ,con “movimenti” assolutamente esclusivi e personali……anche se superficialmente sembriamo tutti uguali ,tanto che per i medici “a volte” non abbiamo un nome e cognome ma siamo solo semplici patologie ;. . . .. . … . una Ipertensione, una depressione,un’ influenza ,una appendicite…………………….

ognuno deve avere il coraggio di scendere nel profondo dentro di se a trovare la forza e le motivazioni per accendere la lampada che possa far chiaro nell’oscurità della malattia.

Una luce che possa riuscire a diradare le nebbie del dolore che offuscano il pensiero e la voglia di reagire.

Ed allora questa luce potrebbe essere la scoperta della Felicità ………………..

Parlare di felicità a chi ogni attimo della propria vita soffre è molto difficile e puo’ sembrare un controsenso ma per un momento fermiamo la nostra consentita diffidenza e portiamo la nostra attenzione ad un altro mondo della sofferenza.

 

 

Da una attenta ed esauriente ricerca mondiale si è evidenziato che portatori di grossi handicap ,come ciechi o sordomuti non soffrono di depressione………….

Che cosa possiamo allora capire da questa ricerca ?

Sicuramente non vedere ,non sentire e non parlare non deve essere molto bello e gratificante….ma perchè allora queste persone non si ammalano di depressione…infondo dovrebbero averne motivo ????!!!!!

La prima cosa che si evidenzia è che vivono in un mondo staccato da stimoli esterni di Stress e il loro obbligato vivere all’interno di sé li ha portati ad una grande e forzata immersione nel loro profondo , quindi un contatto ravvicinato con la propria consapevolezza……

La consapevolezza a sua volta li ha portati all’accettazione del proprio modo di vivere tanto che la loro voglia di vivere è veramente molto forte e di esempio per tutti.

 

 

” Vicino casa mia ogni giorno passava un signore cieco con il suo cane pastore tedesco con la croce rossa sulla pettorina…..ogni giorno affascinato mi ritrovavo a guardarLI camminare insieme ,scansare gli ostacoli ,attraversare l’incrocio ,scansare le auto………la voglia di parlare e di conoscerli era tanta ed un giorno casualmente avvenne che tra di noi ci fu uno scambio occasionale di parole che portò me e loro ad incontrarsi e parlarsi quasi ogni giorno.

Complice di tutto cio’ fu il mio Siberian Husky Enosh che attirato da Shila mi ci fece quasi sbattere contro.

Ed ogni giorno quando Nello sentiva la mia voce , gli si illuminava il volto di un bellissimo sorriso e con le sue parole rivolte all’insù verso l’alto ci si raccontava tante cose.

 

 

 

Ciò che conobbi era un uomo forte e coraggioso ma soprattutto sereno…così sereno che mi fece riflettere tantissimo…la sua voglia di ridere e di condividere parole ed impressioni mi fece da scuola di vita …. e ne rimasi fortemente colpito tanto che quando lessi lo studio sulla felicità che comprendeva un capitolo su gli ammalati di cecità mi venne subito alla mente il signore cieco che avevo conosciuto. ”

 

 

L’esempio di queste persone ci circonda,perchè se ci guardiamo davvero intorno ci accorgiamo che ce ne sono molte…nel mio quartiere c’era un ciabattino che era sordomuto sposato con una signora (sordastra) che stava con lui nella piccola bottega……non ricordo il suo nome ma ricordo il suo sorriso la sua voglia di trasmettere gioia ed amore a tutti …… ed era davvero tanta la gente che andava da lui a farsi riparare le scarpe ……. anche se non ci si parlava (quasi) però un sorriso c’era sempre per tutti.

 

 

 

L’esempio luminoso di queste persone dovrebbe farci riflettere profondamente e ci dovrebbe insegnare un poco di più sulla vita ed il suo vero valore.

 

 

 

Eppure l’insegnamento che queste persone ci danno con il loro esempio ha un suo fine che non fa che avvalorare la storia (allegorica) che si racconta in India sulla divinità SHIVA che aveva voluto nascondere la risposta di tutti i perchè dell’uomo dentro di lui ,perchè sapeva che difficilmente avrebbe guardato dentro di se per trovare la soluzione dei propri problemi.

Shiva sapeva che l’uomo sarebbe stato attirato a guardare fuori,magari lontano nei posti più reconditi ma non dentro di se……..

 

 

 

Adesso non possiamo dire che basti guardarci dentro per risolvere dolori e problemi di salute….ma sicuramente lì dentro c’è una lampada che dovremmo avere il coraggio e la voglia di accendere perche potrà fare luce su di una strada che ci potrà portare alla guarigione…..una strada che esiste per tutti e che sta a noi trovare .