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Insegnare ed imparare a respirare I

L’imprinting respiratorio e i suoi effetti.( Prima parte ) Con i bambini per crescere insieme

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Imprinting ( impronta) è una parola di origine anglosassone ormai entrata nel nostro vocabolario anche perché non vi erano vocaboli che in una sola parola riuscissero a riunire tutti i significati che esprime la parola imprinting nel suo attuale significato.
L’imprinting nasce dagli studi di Konrad Lorenz e a Eckhard Hess, due celebri studiosi del comportamento, a loro si deve il merito di aver individuato il meccanismo dell’ “impronta” (o appunto imprinting), che da dopo la nascita lega alla madre i piccoli di specie animali diverse.
Nell’essere umano le cose non vanno in modo diverso.
A differenza che in natura per molte specie animali, il piccolo”d’ uomo” non è da subito autonomo ma per sopravvivere, ha bisogno che qualcuno si occupi di lui, non soltanto per alimentarlo o accudirlo, ma anche per trasmettergli, con la sua presenza e le sue interazioni, sicurezza e ottimismo….ingredienti importanti per la sua sana crescita.
Nei primi mesi e per tutto il primo anno di vita, la mamma (o un suo sostituto), è colei che viene incontro ai bisogni del piccolo con una vasta gamma di comportamenti spontanei che accolgono, avvolgono, tollerano, giustificano, valorizzano, proteggono, consolano. La vicinanza, il contatto fisico, la voce ed il respiro sono i veicoli attraverso i quali si alimentano il senso di sicurezza e il benessere psicologico del bambino. Quando un neonato piange è talvolta sufficiente parlargli dolcemente o sussurrargli una filastrocca perchè si calmi o diminuisca l’intensità del pianto, quasi che la voce funga da carezza tranquillizzante.
Il pianto e la consolazione sono soltanto due dei tratti che contribuiscono alla costruzione della relazione di attaccamento: i bambini conquistano gli adulti anche con le fattezze del volto e del corpo, con i vocalizzi, i sorrisi, il profumo della pelle, gli sguardi, i movimenti, le posture e soprattutto con il senso di protezione che riescono a suscitare.
L’attivazione dei comportamenti parentali è legata in buona parte ai sentimenti che si provano a contatto con un piccolo: ad esempio il far sorridere un bambino, a consolarlo, ottenere la sua attenzione genera nelle persone che se ne occupano un sentimento, di efficacia e di piacere che innesca un dialogo fatto di segnali significativi e gratificanti per entrambi.
In più, per la mamma che allatta entrano in gioco fattori ormonali che la rendono propensa ad “innamorarsi” del proprio bambino ed a continuare con lui, anche dopo la nascita, quel rapporto simbiotico che aveva durante la gravidanza, quando lo percepiva come parte di sè.
Un’altra dimensione importante nel cementare la relazione bambino-figura di attaccamento è la “cuddliness”, un termine inglese traducibile solo così: il cuddliness è la capacità del neonato di rannicchiarsi e abbandonarsi nelle braccia di un adulto.
La buona disposizione del bambino a modellare il proprio corpo su quello dell’adulto che lo tiene tra le braccia e a rilassarsi indica la sua completa fiducia e la disponibilità a ricevere affetto.
Quando lo si tiene rannicchiato sul proprio corpo, quando lo si culla, gli si parla o gli si canta una canzoncina, il piccolo sente che qualcuno si sta occupando di lui, che gli si attribuisce un valore e a sua volta si “attacca” a chi lo cura.
Crescendo, distingue sempre meglio le persone che lo accudiscono ed alle quali si affeziona.
E’ fragile, ma se qualcuno gli vuole bene si sente fortissimo, onnipotente.
Ciò che è fondamentale in questa fase è che il piccolo senta che si tiene a lui, che non è soltanto curato e sostenuto fisicamente, ma è anche nella mente di qualcuno e che questo qualcuno vuole il suo bene.
Nella dinamica dell’imprinting e quindi dell’attaccamento, una mamma che abbia le indispensabili qualità di base per poter svolgere il suo ruolo, crea per il bambino un clima in cui sono possibili sia l’esplorazione creativa sia la verifica della realtà, e il graduale distacco da lei nei tempi e nei modi migliori per il futuro approccio alla vita che il piccolo crescendo dovrà affrontare.
Un passaggio molto importante per non dire fondamentale dell’imprinting madre figlio è legato al respiro.
Infatti il neonato fino da subito guarda in continuazione la sua figura di riferimento soprattutto nei momenti di massima intimità quando ad esempio succhia il latte dalla mamma o viene comunque alimentato.
Lo sguardo dei due si incrocia in continuazione e mentre il piccolo vive insieme alla mamma momenti di massima soddisfazione apprende da lei il suo modo di respirare.
Così, facilmente il piccolo “copia “ come la mamma respira e quindi da lei prende tutte le sue dinamiche respiratorie.
Infatti mamme ansiose trasmettono ansia al loro piccolo mentre mamme serene calme e rilassate trasmettono solamente rilassata felicità.
Molte delle patologie infantili nascono purtroppo in questo momento in cui il bimbo ancor prima di parlare impara a ricalcare il respiro della madre o della persona ed esso di riferimento..
Così, attraverso il ricalco del cattivo respiro materno si possono spiegare facilmente i perché dell’innesco di molte patologie che sono legate al cattivo respiro.
Le più importanti e più diffuse sono chiaramente le allergie e soprattutto l’asma.
Oggi i bambini che hanno problemi di asma sono in Italia il doppio di quelli che l’avevano dieci anni fa ed il fenomeno è in continuo aumento.(Fonte ultimo congresso di medicina interna di Roma ).
Partendo dall’esperienza degli studi del Dott:Buteyko sappiamo come l’asmatico sia un perenne iperventilatore e come l’iperventilazione (prendere troppo respiro) sia causa prima della sua patologia…a questo punto se sovrapponiamo i respiri di una mamma asmatica (quindi che iperventila) in un bambino che potenzialmente ricalchi il suo dna(quindi con genetiche predisposizioni alle malattie respiratorie) ci accorgiamo che è come avere una bomba in mano e andare ad accendere la miccia con un fiammifero….la bomba sicuramente prima o poi esploderà.
Quello stesso neonato anche se potenzialmente debole dal punto di vista genetico invece potrà benissimo non avere alcun problema di salute se sua madre si comporterà con lui nel momento dell’esempio in modo virtuoso cercando di respirare correttamente e non trasmettendo affatto i suoi errori respiratori.
Purtroppo malgrado tutto ancor oggi le conoscenze sul respiro, su quale sia il modo corretto per eseguirlo sono assolutamente scarse, mamme in “attesa” e molte in allattamento avrebbero bisogno di corsi sul respiro per riuscire a dare esempi positivi ai loro piccoli.
Purtroppo non si da sufficiente importanza al respiro non rendendosi conto che è da li che nascono o si risolvono molte importanti patologie..
Spesso, quando parliamo di ciò, troviamo non solamente mamme stupite ma anche pediatri,ostetriche puericultrici….tutte persone che dovrebbero conoscere queste problematiche e che invece restano profondamente colpite di quante implicazioni sul respiro non sono a loro conoscenza.
Si possono infatti eliminare molte problematiche anche importanti lavorando con le mamme in attesa in quanto i piccoli già “all’interno” della mamma “respirano” con lei e la quantità di CO2 nel loro organismo dipende direttamente da quella della mamma.
Quindi se la madre è una persona che iperventila farà di loro già dei potenziali iperventilatori dal momento in cui saranno autonomi nel respiro.
Altro importantissimo capitolo sul respiro è quello legato alle giovani mamme, le primipare per intendersi, che spesso sono vittime della depressione post partum.
Questo tipo di depressione trae le sue origini anche e non solo dal cattivo respiro indotto dallo stress e dalle paure che accompagnano questo per loro importante ma incognito capitolo della propria vita.
Il senso di inadeguatezza, le paure latenti innescano un modulo respiratorio sbagliato a volte fatto di continui respiri a volte invece intervallato da grossi respiri profondi che in ultimo non sono che iperventilazione vera e propria.
Le patologie che vi si accompagnano possono essere anche dispnea, ansia e soprattutto attacchi di panico.
Conoscere il giusto respiro in Gravidanza ed Allattamento sarebbe un dovere ed un diritto di ciascuna mamma ma purtroppo oggi si tende a dare più importanza ad un tipo di pannolini ad una pappa o ad un nuovo tipo di passeggino che alla conoscenza di cose fondamentali come il respiro.
Il metodo Buteyko ha le carte in regola per trasmettere compiutamente le conoscenze sul buon respiro che dovrebbero essere un importantissimo patrimonio di ciascun essere umano e del quale nessuno dovrebbe fare a meno.
Auspichiamoci che da parte di chi è coinvolto nel difficile lavoro di contatto con le future o giovani mamme abbia attenzione al capitolo legato al respiro dando la possibilità a molti più bambini di non contrarre malattie evitabili.

Completano l’articolo :

L’imprinting respiratorio e i suoi effetti.( Seconda parte )
Insieme per crescere meglio………

L’imprinting respiratorio ed i suoi effetti ( Terza parte)
Esperienze di vita vissuta.