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Insegnare ed imparare a respirare II

L’imprinting respiratorio e i suoi effetti.( Seconda parte ) Insieme per crescere meglio………

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Secondo una antica leggenda, quando un bambino nasce possiede la conoscenza di tutte le vite precedenti.
Un angelo appare e lo istruisce a mantenere questo segreto.
Pone il dito sulle labbra del bambino che allora dimentica tutto.
Una traccia del gesto dell’angelo però rimane: è il piccolo solco tra le labbra ed il naso.
Ed è in quel momento che il neonato fa il suo primo respiro ed emette il suo primo grido…

Dopo una prima parte dedicata alla descrizione dell’implicazioni dell’imprinting madre figlio con un occhio di riguardo a quello respiratorio facciamo ora un rapido giro intorno al mondo guardando come le mamme di diverse popolazioni vivono il loro rapporto con i loro bambini a riguardo del respiro e non solo.
Partendo dalle osservazioni di queste abitudini si possono trarre molte intelligenti considerazioni su come gli uomini già in tempi remoti avessero capito come alcune abitudini fossero positive per la buona crescita dei loro figli.
Ad esempio, negli indiani d’america era uso tramandare da madre in figlia un detto: ”Che la madre ponga sempre attenzione che il suo piccolo respiri solamente dalla bocca, che non tenga mai la bocca aperta e che porti con se il suo piccolo fasciato ovunque essa vada”.
Come nella cultura pellerossa in molte altre parti del mondo, in differenti continenti, le madri fasciano ancora oggi stretti i bambini a se ed in questo modo limitano la capacità respiratoria del piccolo il quale, a dispetto della costrizione, respira sicuramente bene e senza alcun problema.
Qualche pediatra ha avanzato dubbi su questo tipo di costrizione respiratoria ma l’esperienza invece ha evidenziato come i bambini di certe popolazioni ove è in uso questo tipo di “fasciatura” siano assolutamente esenti da patologie respiratorie.
E non si può neanche attaccarsi al fatto che in quelle zone del mondo non ci sia inquinamento ne è prova il fatto che ad esempio, in Australia e Nuova Zelanda, paesi notoriamente liberi da inquinamento l’incidenza dell’asma nei bambini è tra le più alte del mondo, uno ogni tre/quattro .

Oggi grazie alle conoscenze, all’esempio di queste madri, l’uso della fascia sta ridiventando di primaria importanza “un nuovo utero fuori dall’utero”, la continuazione dell’esperienza all’interno della mamma, che avvolge, massaggia, aiuta a regolare la temperatura corporea, il ritmo cardiaco e quello respiratorio.
Grazie allo “stretto” contatto il bambino sente “la musica” del cuore della mamma, il suono del suo respiro e ne ricalca il ritmo.
A riguardo è molto interessante il metodo “inventato” da un pediatra colombiano in un ospedale a Bogotà nel 1978.
La sua idea nacque a causa della mancanza di incubatrici; esso prevede di posare il bambino prematuro, nudo, a contatto pelle a pelle tra i seni della sua madre o del padre coperto da una morbida copertina o fascia.
Il genitore diventa così “termoculla” del proprio bambino prematuro.
I primi successi furono da subito inaspettati ed esaltanti.
Questi bambini, tenevano la loro temperatura corporea, non morivano per infezioni, crescevano meglio (assumendo la stessa quantità di latte degli altri), non avevano apnee e crisi bradicardiche e “le loro madri li abbandonavano di meno”.
A più di vent’anni dai primi successi, l’OMS nel 2003 ha pubblicato le linee guide per la marsupioterapia !
Molti studi eseguiti negli ultimi vent’anni in tutto il mondo confermano scientificamente, che il contatto tra genitore e bambino ( prematuro o a termine) gioca un ruolo importantissimo nel legame genitore-bambino, ed è fondamentale per la sua crescita ponderale, per la gestione della temperatura corporea e della respirazione regolare, per lo sviluppo psichico e sociale del piccolo.
Le implicazioni positive del “portare” il bambino legato a se con fasce di vario modello o tipo come fanno molte comunità di umani in varie parti del pianeta offre al bambino innumerevoli vantaggi anche e soprattutto dal punto di vista salutare.
Il “portare il bambino” vuol dire muoverlo in continuazione, far seguire al suo corpo i movimenti più o meno ritmici del genitore.
Un famoso pediatra tedesco Bonnet descrive così l’effetto ritmico della “marsupioterapia” sul bambino portato:
“ Mentre si cammina (per esempio facendo una passeggiata) e durante il lavoro fisico (per esempio nel campo, in orto) i movimenti sono sempre ritmici.
Dopo un po’ di tempo la frequenza respiratoria, i passi e il battito cardiaco si mettono in armonia , come si è scoperto nelle ricerche della medicina sportiva.
Questo rilassa e equilibra il sistema psichico vegetativo di chi porta il bambino.
Il bambino portato lo sente e si rilassa di conseguenza.
E poi gli stessi movimenti ritmici lo rilassano e riesce ad addormentarsi e a digerire meglio.
” Molti studi effettuati negli ultimi dieci anni soprattutto in ambito della patologia neonatale provano non solo la caratteristica rasserenante del movimento ritmico sul bambino ma anche i suoi effetti positivi sull’attività cardiaca, respiratoria, intestinale e sul tono muscolare.”
Importante è notare come in questo modo si instauri un perfetto affiatamento tra il piccolo trasportato e chi lo porta, questo affiatamento porterà ad incentivare molte variabili psicofisiche di cui il respiro è l’asse portante.
I soliti gratuiti detrattori affermano che i bambini portati sono più calmi degli altri, dormono di più e sono generalmente più tranquilli perché soffrono di una cronica “insufficienza” di ossigeno dovuta a causa della compressione toracica.
Gli studi del Dott. Buteyko invece spiegano facilmente l’esatto contrario e dimostrano che tutto il sistema neurovegetativo umano trae un grande giovamento da una “corretta e misurata” respirazione ed il fatto che questi bambini si abituino a respirare quantità corrette di aria li porta sicuramente ad essere maggiormente protetti dal rischio malattie respiratorie.
Nel reparto di patologia neonatale dell’ospedale pediatrico di Colonia, dove la marsupioterapia viene consigliata e studiata da tempo, hanno eseguito uno studio su 24 bambini pretermine e 12 bambini a termine per verificare se i bambini portati nella fascia in posizione verticale o orizzontale soffrono davvero di insufficienza di ossigeno rispetto ai bambini sdraiati nelle culle.
Durante il test fu registrata l’ossigenazione, il battito cardiaco, il flusso aereo nasale, il respiro addominale e i movimenti.
Risultato:
I bambini portati nella fascia non erano assolutamente a rischio di peggioramenti clinicamente rilevabili dell’ossigenazione e del battito cardiaco.
A dimostrazione di come questa scelta sia importante e positiva basti pensare che in questo ospedale nel periodo estivo fanno uscire a passeggio i bambini prematuri “portati” dai loro genitori con una fascia lunga in posizione anteriore a partire da un peso minimo di 1000 gr.
Non sta qui a noi parlare delle innumerevoli positività della marsupioterapia che sul piano di crescita psicologica ed attitudinale del cucciolo d’uomo sono tantissime ma sta a noi rimarcare come anche da questa esperienza particolare di imprinting si possa comprendere come l’uomo da sempre in località molto diverse e lontane tra loro abbia capito come i suoi cuccioli abbiano bisogno di affiatarsi con i propri genitori e come questo affiatamento sia ottenibile anche e soprattutto mantenendo uno stretto contatto con il piccolo attraverso il “portarlo con se”.
Preme comunque far notare come il significato della parola AFFIATATO sia opportuno nell’identificare un particolare legame tra due o più soggetti e come il respiro in questo caso sia veicolo di legame di vicinanza di assonanza.

Completano l’articolo:

L’imprinting respiratorio ed i suoi effetti ( prima parte )
Con i bambini per crescere insieme.

L’imprinting respiratorio ed i suoi effetti (terza parte )
Esperienze di vita vissuta.