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La broncodisplasia polmonare

La broncodisplasia polmonare nei bambini nati prematuri come risultato della respirazione forzata.



La displasia broncopolmonare

Da uno studio dell’università di Padova su i bambini con complicazioni polmonari nati prematuri si ha la conferma di come la ventilazione forzata, adoperata nelle terapie intensive neonatali sia in definitiva fonte di ulteriori problemi per queste creature che fin dalla loro prematura nascita debbono lottare per sopravvivere.
Non si prendono in considerazione invece le esperienze che si sono fatte a riguardo della pratica scoperta per caso in Colombia nel 1978 quando a causa della mancanza di incubatrici si decise di porre i bambini nati prematuri sotto i vestiti delle madri a diretto contatto della loro pelle ottenendo risultati talmente evidenti che la stessa OMS (organizzazione mondiale della sanità) sancì la bontà del metodo e lo consigliò battezzandolo (Kangaroo Mother Care) metodo del canguro o marsupioterapia.
Questa esperienza fu ripresa anche in Sud Africa nel Mowbray Maternity Hospital dal professor Nils Bergman con ottimi risultati sia in termini di sopravvivenza che di qualità della vita dopo la successiva dismissione dall’ospedale.
E’ importante parlare anche dell’esperienza della neonatologa austriaca Marina Marcovic che ha sperimentato la tecnica della marsupioterapia registrando anch’essa risultati positivi .
In seguito alla sua decisone di adoperare questa tecnica ha dovuto scontrarsi con le resistenze dei colleghi che malgrado i suoi incontrovertibili dati a favore non accettarono le sue proposte innovative.
Marina riportò i dati del suo lavoro e malgrado questi fossero assolutamente positivi finì che dopo la morte di due bambini fosse accusata di “mancata assistenza” e radiata dall’ordine dei medici !!!!
Questi i dati dell’esperienza viennese della Marcovic:

Mortalità dei prematuri sotto i 1500 grammi scesa dal 28%(valore della media Austriaca) al 15%:

Mortalità dei prematuri con peso sotto i 1000 grammi tra cui alcuni al di sotto dei 700 grammi dal 55% al 24%.

Danni a lungo termine dovuti ad emorragie cerebrali scesi dal 30% al 4%

Danni irreversibili dovuti alla ventilazione forzata dei prematuri con displasia broncopolmonare, scesi dal 60% allo 0 % !!!!

Nessun danno all’apparato visivo ne a quello intestinale.

Possibilità di dismissione dei bambini più piccoli al raggiungimento del peso di 1200 grammi mentre la medicina ufficiale dismette i piccoli al raggiungimento di 2500 grammi .

Questi dati molto importanti si commentano da se e comunque dimostrano ancora una volta come spesso si trascuri la medicina naturale a favore di una medicina meccanochimica che spesso offende l’organismo e non rende dignità all’uomo nel suo insieme apportando modificazioni anche profonde ed a volte irrecuperabili a causa dei trattamenti forzati come nel caso delle displasie broncopolmonari da trattamento con respirazione forzata in reparti intensivi post natali.
La domanda che ci facciamo è :
Le pratiche mediche sbandierate come irrinunciabili per salvare la vita ai piccoli nati prematuri, non è che provochino più danni di quelli che si vorrebbero prevenire ?
Leggendo le conclusioni del dipartimento di pediatria dell’università di Padova il dubbio esiste e più che un dubbio è un brivido di terrore per quanti bambini vengono ogni anno sottoposti a respirazioni forzate che quasi sicuramente farà di loro dei piccoli poveri ammalati senza colpa forse anche per tutta la vita.

Relazione dell’università di Padova:

Per concludere:
Nella marsupioterapia entrano in gioco moltissime implicazioni positive a tutti i livelli che non si possono riassumere nella visione della madre come culla termica ma anche e soprattutto come generatrice di sicurezza e di fiducia nella nuova vita che questa piccola creatura sta affrontando.
Questo speciale “ con-tatto “madre bambino può generare l’importante ricucitura della ferita che ogni bambino nato prematuro più di altri percepisce, quella ferita che l’amore e solamente quello può essere in gradi di rimarginare.
Nell’ambito a noi riservato, quello di osservatori del giusto respiro, dobbiamo dire che le esperienze fatte con la marsupioterapia non fanno che accreditare ancor più le scoperte di Buteyko e confermano quanto viene spiegato e sperimentato nei corsi dove si insegna il metodo.
Non possiamo che auspicarci che sempre più bambini possano vivere senza malattie respiratorie in special modo se causate dal brutale intervento a volte evitabile di forzate terapie.

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