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OSIRIDE

Divinità agricola, occupandosi di agricoltura finì col rappresentare anche la Luna, il Cielo, il Nilo e la stessa Terra e in questa veste divenne anche dio dei defunti.

Il dio della terra Geb e la dea del cielo Nut si amavano al punto di non separarsi mai ed erano così strettamente uniti da non lasciare alcuno spazio agli esseri che sarebbero dovuti nascere. Il loro padre Shu decise allora di dividerli: con un piede tenne Geb in basso e con una mano sollevò Nut in alto.

In tal modo Nut potè partorire quattro dèi gemelli: i due maschi, Osiride e Set, e le due femmine, Iside e Nefti, Osiride sposò Iside e Set sposò Nefti. Ma Nefti amava segretamente Osiride: per questo Set prese a odiare il fratello e a meditare la vendetta.

Osiride e Iside divennero re e regina dell’Egitto, e insieme governarono saggiamente, insegnando al popolo i culti per onorare gli dei, l’arte di costruire i templi, la coltivazione delle messi, e molte altre cose ancora. Set osservava come i due regnanti erano benvoluti e cio ne accresceva il rancore. Un giorno, durante una festa, Set mostrò ai convitati un meraviglioso cofano mortuario, fatto di legno pregiato e lavorato con grande maestria.

Poi, con l’aria di chi sta scherzando, disse: «Vedete quest’opera mirabile? Ebbene, io la donerò a chi riuscirà a entrarvi esattamente, toccandone con il corpo tutte le pareti!» In molti provarono a entrare nel cofano, ma per alcuni risultava troppo piccolo, per altri troppo grande. Quando toccò a Osiride, il dio si mise a ridere e disse: «L’hai promesso, Set! Se il cofano mi sta bene, me lo donerai!» «Non temere, Osiride» rispose Set con un ghigno malvagio. «In tal caso non te ne separerai mai!» Osiride si coricò nel cofano, che risultò della sua esatta misura (appositamente così l’aveva fatto costruire il fratello).

Ma quando il re d’Egitto fece per uscirne, subito accorsero i complici di Set che lo ricacciarono dentro. Quindi chiusero il coperchio, lo inchiodarono e lo sigillarono con acqua bollente. Poi presero il cofano e lo gettarono nel fiume Nilo. Il povero Osiride, chiuso là dentro mori soffocato. Quando Iside ricevette la terribile notizia, si disperò. Poi, indossati gli abiti a lutto, cominciò a cercare la bara del marito lungo tutto il corso del Nilo. A ogni villaggio si fermava per avere informazioni, ma nessuno aveva visto nulla. Un giorno, però, alcuni bambini assicurarono di aver visto il cofano galleggiare sulle acque e dirigersi verso il mare. Finalmente Iside, dopo tanto cercare, trovò il cofano nella terra di Biblo, in Fenicia. Carìcatolo su una nave, lo riportò in Egitto e lo nascose in una palude segreta. Purtroppo Set, durante una battuta di caccia, capitò in quella palude e scopri la bara del fratello. Allora, adirato, aprì il coperchio del cofano e ridusse il corpo di Osiride in pezzi che sparpagliò per tutto l’Egitto. Quando Iside scoprì l’accaduto, pianse a lungo.

Salì su una barca di giunchi con la sorella Nefti e partì alla ricerca dei pezzi di Osiride. Quando li ebbe ritrovati tutti, Iside chiamò Anubi, il dio dei morti dalla testa di sciacallo, affinché imbalsamasse il corpo di Osiride. Anubi esegui quanto gli era stato richiesto e, quand’ebbe terminato la sua opera, Iside tentò la sua più grande magia. Iside e Nefti si trasformarono in falchi e presero ad agitare le ali sopra la salma di Osiride. Continuarono in questo modo per un pezzo finché, improvvisamente, il cadavere ebbe un sussulto. Poi apri gli occhi e si pose a sedere. «Amor mio!» esclamò Iside, mentre riprendeva il suo solito aspetto. «Amor mio!» esclamò Osiride tornato in vita. E i due sposi si abbracciarono ancora una volta. Fu una notte d’amore, l’unica che la magia consentiva, ma in quella notte fu concepito Horus, il figlio che un giorno avrebbe vendicato il grande padre dalle malvagie azioni di Set, e che avrebbe governato il mondo con la medesima saggezza. Osiride mori nuovamente, ma solo nel corpo. Il suo spirito raggiunse il regno dell’Oltretomba e ne divenne il sovrano.

Ora, in quel luogo, egli giudica le anime dei morti e dispensa premi e punizioni, secondo il merito di ciascuno.

Tratto da “Miti e leggende di tutti i tempi” editore HAPPY BOOKS

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