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PESCI

Costellazione di origine babilonese, rappresenta il pesce che salvò Derceto, dea siriana della fertilità, quando cadde nel lago di Bambyce, vicino l’Eufrate.

A testimonianza dell’origine babilonese, i Greci ambientarono il mito intorno al fiume Eufrate, nel periodo immediatamente successivo alla disfatta dei Titani contro gli dèi.

Gea, la madre Terra, accoppiandosi con Tartaro, la parte più bassa degli inferi dove Zeus imprigionò i Titani, dette vita a Tefeo, un mostro orribile gigantesco fiammeggiante dalle cento teste di drago.

Esiodo narra del suo strano verso, che a volte era un muggito, a volte un ruggito, a volte un sibilo di serpente e talvolta anche un guaito di cucciolo.

Gea mandò il mostro contro gli dèi: Pan lo avvistò per primo e consigliò loro di mimetizzarsi in animali. Afrodite e suo figlio Eros , si rifugiarono in un canneto sulla sponda del fiume Eufrate: il vento spaventò la madre che invocò aiuto alle ninfe e saltò in acqua con il figlio in braccio.

Secondo alcuni due pesci avrebbero dato soccorso ai due riportandoli a riva sui propri dorsi; secondo altri invece i due sarebbero stati mutati in pesci.

Secondo Igino, invece, un uovo cadde nell’Eufrate e due pesci lo trascinarono a riva. In seguito alcune colombe lo covarono e da esso nacque Afrodite che ricompensò i due pesci immortalandoli nel cielo. Secondo Eratostene i due pesci sarebbero figli del Pesce Australe

Ecco come Igino racconta in “Astronomia” – II, 41:


Il Pesce chiamato australe sembra raccogliere con la sua bocca l’acqua sparsa dall’Acquario. Salvò un tempo Iside in difficoltà, si pensa. Per ringraziarlo di questo servizio, pose al cielo l’immagine del pesce e quelle dei suoi figli di cui abbiamo parlato precedentemente. Perciò molti Siriani non mangiano pesci e onorano le loro statue dorate come dei Penati. Ctésias anche scrisse di ciò

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