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Efesto

Identificato con Vulcano dai Romani, era il dio del fuoco.

statuaFiglio di Zeus e di Era. Secondo la tradizione era nato debole e fragile tanto che Omero ci dice che la madre lo gettò dall’Olimpo( Iliade 18.395). Trovò accoglienza presso le divinità marine Teti e Eurinome che lo tennero con loro nove anni, durante i quali abitò in una grotta fabbricando gioielli per loro.

Poi, tornò sull’Olimpo dove divenne il fabbro degli dei. Si narra che un giorno durante una lite tra la madre e Zeus egli prese le difese di quest’ultima e il padre lo scagliò per la seconda volta giù dall’Olimpo, questa volta andò ad atterrare sull’isola di Lemno dove venne accolto dagli abitanti.

Secondo alcuni scrittori fu allora che rimase zoppo, mentre per Omero questo avvenne nella prima caduta. In seguito tornò di nuovo sull’Olimpo. Nel suo palazzo aveva la fucina dove aveva forgiato le armi di Achille, lo scettro di Agamennone.

Nell’Odissea la sua sposa era Afrodite, che tuttavia gli fu infedele tradendolo con Ares. La tradizione vuole che Elio, il sole, rivelò ad Efesto il tradimento e che il dio colse in fragrante i due adulteri imprigionandoli in una rete invisibile, permettendo al marito di mostrarli agli altri dei.

Nell’iconografia viene presentato come un uomo barbuto, con il mantello e mentre lavora nella sua fucina.Virgilio nelle Georgiche e nell’Eneide affianca al dio l’aiuto dei ciclopi e li descrive nell’atto di fabbricare i fulmini di Zeus.

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