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L'ibis

Uccello sacro presso gli antichi egizi, che lo veneravano perchè, dopo le piene del Nilo liberava dai rettili le terre dalle quali le acque si erano ritirate divorandoli.

L'ibisEra oggetto di un culto particolare che faceva sì che venisse imbalsamato dopo la morte e seppellito nei cimiteri degli animali sacri.

Si disseta solo di acqua limpida, per questo motivo i sacerdoti egiziani utilizzavano per alcuni riti sacri solo l’acqua di cui si dissetava questo uccello, in quanto pura e incontaminata.
In Egitto Osiride era spesso raffigurato con la testa di ibis.

L’uccello era inoltre incarnazione di Thot, e come tale protettore della parola, dell’astronomia,dei maghi e dei guaritori.

Nel mondo classico era associato alla figura di Ermes.

Ovidio è autore di un poemetto in distici elegiaci intitolato appunto Ibis, caratterizzato da toni di invettiva violenta, contro un anonimo avversario, prima suo amico e poi calunniatore. La metafora era già stata usata da Callimaco contro un suo nemico.

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