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Milano: settimana della moda

Il mady in Italy ha ancora da insegnare, e deve saperne qualcosa anche quel direttore tanto temuto dai media Anna Wintour di Vogue che dopo varie polemiche slla durata della settimana della moda, non[...]

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Il mady in Italy ha ancora da insegnare, e deve saperne qualcosa anche quel direttore tanto temuto dai media Anna Wintour di Vogue che dopo varie polemiche slla durata della settimana della moda, non disdegna di presentarsi in tempo alle sfilate, magari per imparare un po’ cosa significhi far davvero moda, visto che l’America in qesto è ancora molto indietro.

Perchè la Wintour vole rimanere a Milano solo dal 26 al 28 perché poi deve correre subito dopo a Parigi, così tutti sono pronti a modificare gli impegni presi precedentemente, restringendo la settimana in quegli unici giorni “utili” perchè “Valgo solo se in prima fila ho la Wintour”. Questa era la volontà degli stilisti nei giorni di organizzazione del calendario della moda milanese.

A Parigi la kermesse si svolgerà secondo in piani previsti, a Milano, invece, come riporta Repubblica, la Wintour detta legge. Spiega infatti Mario Boselli, presidente della Camera della Moda:

“La direttrice di Vogue America ha sollecitato gli stilisti a concentrare le sfilate in pochi giorni perché oltreoceano, nella prima settimana di marzo, incombono gli Oscar. Questo discorso l’ha fatto con gli italiani, ma anche con i francesi che sfilano dopo di noi. Solo che a Parigi nessuno ha messo mano al calendario. Qui, invece, è successa la rivoluzione”.

Ecco a voi il calendario di questa ultima giornata di sfilate, ossia domenica:

Ore 09,00 La pelle lavorata come ferro battuto di Marni.

Ore 10,30 L’abito in maglia di Anteprima.

Ore 11,15 Byblos.

Ore 13,00 Il corsetto di Dolce & Gabbana.

Ore 14,00 Il bolerino di Iceberg.

Ore 15,00 Stampe animalier di Roberto Cavalli.

Ore 16,00 Missoni.

Ore 17,00 Salvatore Ferragamo.

Ore 18,00 Ermanno Scervino.

Ore 19,00 Versus.

Ore 20,00 Aquilano Rimondi.

Si resta sempre stupiti di fronte a tanta creatività.

L’Italia rimane sempre la numero uno nella moda!