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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:01:25 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Sturmscharfuhrer - Ugo Giberti</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/sturmscharfuhrer</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/sturmscharfuhrer</guid>
	<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 19:33:52 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/sturmscharfuhrer#comments</comments>
    <category>models_gallery</category><category>fronte di anzio</category><category>kit 1/35</category><category>seconda guerra mondiale</category><category>sturmscharfuhrer</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Sturmscharfuhrer_0.jpg" class="left" border="0" width="432" height="432" alt="Sturmscharfuhrer " /><br clear="both" /></p>
<table width=432 align=center border=0>
<tbody>
<tr>
<td align=middle bgColor=#dadffe><b>Sturmscharfuhrer - 1° Battaglione  Waffen SS “Vendetta”<br />Fronte di Anzio/Nettuno - Marzo 1944</b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<table width=360 align=center border=0>
<tbody>
<tr>
<td align=middle bgColor=#dadffe>Kit Soldati, 1/35</td>
</tr>
<tr>
<td align=middle bgColor=#dadffe>Pittura ad acrilico</td>
</tr>
<tr>
<td align=middle bgColor=#dadffe>Foto - Atelier Master Miniatures e Aleks Michelotti</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<table width=432 align=center border=0>
<tbody>
<tr>
<td bgColor=#dadffe><strong>Bibliografia</strong>:<br />
Indispensabili il testo di Guido Rosignoli “<em>RSI uniformi,  distintivi, equipaggiamento e armi</em>” Editore Albertelli e quello  della Osprey il n 420 collana Men at Arms “<em> The Waffen ss (4)</em>”. <br />
Ho utilizzato anche “<em>Le forze armate della RSI</em>” di Carlo Cucut edito dal  Gruppo Modellistico Trentino (pubblicizzato anche su Zimmerit) e l’ormai introvabile testo storico  di Ricciotti Lazzero “<em>Le SS Italiane</em>” editore Rizzoli</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<table width=432 align=center border=0>
<tbody>
<tr>
<td align=middle bgColor=#dadffe>Ulteriori informazioni e approfondimenti nel sito:<b> <a href="http://www.ugogiberti.it">www.ugogiberti.it</a></b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_2.jpg" target=_blank><img alt="Sturmscharfuhrer © Ugo Giberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_2.jpg" width=420/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_3.jpg" target=_blank><img alt="Sturmscharfuhrer © Ugo Giberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_3.jpg" width=420/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_4.jpg" target=_blank><img alt="Sturmscharfuhrer © Ugo Giberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_4.jpg" width=420/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_5.jpg" target=_blank><img alt="Sturmscharfuhrer © Ugo Giberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_5.jpg" width=420/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_6.jpg" target=_blank><img alt="Sturmscharfuhrer © Ugo Giberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Ugo_Giberti/Sturmscharfuhrer_6.jpg" width=420/></a></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091107193352"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091107193352?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091107193352" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091107193352&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F11%2Fsturmscharfuhrer"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Sturmscharfuhrer - 1° Battaglione  Waffen SS “Vendetta”Fronte di Anzio/Nettuno - Marzo 1944







Kit Soldati, 1/35


Pittura ad acrilico


Foto - Atelier Master Miniatures e Aleks[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>“Mirage” IIICJ - Massimo De Luca</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/mirage_iiic</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/mirage_iiic</guid>
	<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:11:21 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/mirage_iiic#comments</comments>
    <category>aerei_e_mezzi</category><category>kit eduard</category><category>mirage</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Mirage_IIICJ_00.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="Mirage IIICJ" /><br clear="both" /><br />
Per quelli che&#8230;:<br />
&#8230; arrivati a casa si appartano subito in un angolino, aprono la scatola appena acquistata e si guardano rapiti il contenuto,<br />
&#8230; armeggiano poi avidamente staccando le fusoliere per cogliere subito le dimensioni e la sagoma,<br />
&#8230; consultano il foglio delle istruzioni e dei colori, confrontando il tutto con le foto,<br />
&#8230; pensano che tra i momenti più appaganti del modellismo, in assoluto, questo sia il più bello&#8230;<br />
Bene guys!<br />
Se siete tra questi, allora, il Mirage IIICJ Eduard è il kit che fa per voi: plastica, tanta plastica, librettino di istruzioni e colorazioni, foglio decals suntuoso e coloratissimo con numerose varianti, fotoincisioni per il seggiolino, mascherine pretagliate! Insomma c’è tutto!<br />
Non abbiamo veramente quasi nessuna scusa per mancanza di alternative o aftermarket per non iniziare questo kit.<br />
Certo non ci sono limiti (carta di credito a parte) che il modellista si ponga per portare a termine un dato soggetto ma Eduard, in questo caso, ci da una grossa mano per levarci ogni incertezza. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_07.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_07.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_14.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_14.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><strong>Montaggio</strong>:<br />
La prima cosa che salta subito all’occhio ed al tatto del modellista è la plastica del kit, molto morbida, troppo forse.<br />
Difatti il mio kit presentava una notevole svergolatura sia di una delle semifusoliere che della parte inferiore delle ali (che diventa zona pozzetto anteriore).<br />
A tentare di piegare le parti, forzandole, si rischia di vedere subito una preoccupante riga bianca sulla plastica segno di una rottura imminente.<br />
Inoltre si può notare anche come siano minime anche le superfici di riscontro per l’incollaggio e bisogna porre molta attenzione nell’allineamento delle semifusoliere.<br />
Attenzione anche durante l’inserimento della “vasca” dell’abitacolo tra le fusoliere perché se l’incastro delle parti non avviene correttamente creandosi una forzatura si rischia di ritrovarsi un Mirage con il muso a “banana”.<br />
Quindi, fate molte prove a secco e verificate che la chiusura sia perfetta, al limite togliete plastica in eccesso.<br />
Per fortuna la Eduard ci fornisce un peso di piombo sagomato da infilare nel cono radar cosa che semplifica la vita.<br />
Anche la palpebra del cruscotto è un po’ sovradimensionata e il montarla così com’è fa rischiare che il parabrezza trasparente rimanga sollevato di qualche decimo di mm dalla battuta di incollaggio.<br />
Perciò levate anche qui un po’ di plastica dai lati della palpebra e fate prove a secco con il vetrino.<br />
Dopo viene il turno delle ali, scomposte in tre parti principali e che permettono tra l’altro la possibilità di “smuovere” un po’ le superfici mobili.<br />
Anche qui attenzione a seguire bene le istruzioni per i vari alettoni.<br />
Il montaggio delle prese d’aria e della parte interna è un po’ cervellotico, ma risolto questo oramai il nostro elegante modellino è praticamente tutto montato.<br />
Bisognerà ora porre solo attenzione alla fase di stuccatura e carteggiatura specie se abbiamo intenzione di riprodurre un velivolo in metallo naturale.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_02.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_02.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><strong>Verniciatura </strong>:<br />
sicuramente la “ragione d’essere” della scatola sono gli esemplari con i “triangoloni gialli” di identificazione dipinti sulle ali durante la guerra dello “Yom Kippur”.<br />
Questi attirano molto la nostra attenzione specie se oramai siamo modellisti assuefatti da insegne a bassa visibilità e dal “tutto grigio” ma, fermandoci un attimo di più a sfogliare il librettino delle colorazioni fornito dal kit, ecco che potremmo dirigere anche le nostre attenzioni su una finitura che è sempre stata lo spauracchio tramandatosi di padre in figlio per generazioni intere di modellisti: il metallo naturale ovvero il non colore per eccellenza!<br />
Per quel che mi riguarda tale finitura, se da una parte è molto spettacolare ed esalta non poco le linee eleganti del prodotto Dassault, dall’altra è sempre stata per me di difficile attuazione per la delicatezza dei colori metallici tipo smalto o Metalizzer lucidabili che non sopportano le manipolazioni eccessive o mascherature…..almeno fino ad ora. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_03.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_03.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_04.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_04.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p>Ho subito scartato i famosi Alclad vietati in casa per la loro puzza oramai leggendaria.<br />
La mia scelta è caduta quindi su due colori Tamiya acrilici: Flat Aluminium e Chrome Silver.<br />
A prima vista sembrano uguali ma una volta spruzzati la differenza tra i due si vede.<br />
Ho dato una prima mano di Silver, dopodiché, verificato che non ci fossero imperfezioni di sorta, ho fatto un esperimento: ho passato su tutto il modello la cera Future a pennello.<br />
Si, a pennello. Ho scoperto che data con questo strumento si stende meglio che ad aerografo, o meglio, il risultato per me è migliore che non quando uso l’aerografo.<br />
Questo fa si che il modello sia manipolabile e, soprattutto, mascherabile, visto che avevo in mente di non usare molte delle decals rosse usate per rappresentare le zone di avviso di pericolo del velivolo ma, di verniciarle direttamente.<br />
A questo punto ci ritroviamo con un modello interamente argento cosa molto noiosa visivamente, sarà dunque necessario differenziare alcuni pannelli del velivolo a testimonianza dei diversi materiali usati nella costruzione.<br />
Qui saranno indispensabili foto del velivolo reale per capire dove sono le differenze. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_05.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_05.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_06.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_06.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p>Una volta individuate le aree si mascherano si spruzzano con il Flat Alluminium sia puro che miscelato con una punta di nero, oppure di azzurro o marrone per differenziare i materiali ma anche il grado di “cottura” del metallo in determinate zone.<br />
Fatto questo il modello comincia a dare “soddisfazione” visiva.<br />
Ulteriore “botta di vita”: a bassissima pressione ho ripassato con nero diluitissimo i pannelli del modello.<br />
Si può ora dipingere il radome grigio scurissimo (mai usare il nero puro!). </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_08.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_08.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><strong>Mascherature</strong>:<br />
Ora viene il bello, ma se non siete amanti del brivido potete passare allo step successivo usando le decals della scatola, altrimenti proseguite pure la lettura ma tenete conto che se sbagliate in questa fase potreste anche esaminare la possibilità di dover ricominciare tutto da capo sverniciando completamente il modello.<br />
Sulle prese d’aria del Mirage sono presenti delle aree curve di delimitazione e di avviso pericolo. Inoltre sulla deriva, per la versione da me scelta, c’è anche uno chevron insegna di reparto.<br />
Ripeto ci sono le decals (le decals Eduard dello chevron però sono di colore errato), ma il risultato ottenibile con le mascherature è senz’altro superiore.<br />
Eduard fornisce le mascherine autoadesive ma io, con il mio inguaribile masochismo modellistico, ho provveduto da me con il famoso e ottimo nastro telato da carrozziere. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_07.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_07.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p>Prendendo a base le decals ho disegnato sul nastro il profilo dopodiché, dopo una bella ulteriore passata di Future a pennello, ho mascherato ed ho iniziato a spruzzare il rosso sulle prese d’aria (incrociando dita delle amni e dei piedi e tutto ciò che altro potevo).<br />
Ho usato il rosso non puro ma spento con una punta di bianco (occhio che non diventi rosa!!!) e giallo.<br />
Buona la prima, buona la seconda ed il peggio è passato! Gli “chevron” in coda diventano una passeggiata dopo le prese d’aria.<br />
Per quest’ultimo la Eduard ha toppato clamorosamente il colore delle decals fornendoli di colore blu! Errore: il colore per il 119° squadron era il rosso!!!       </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_09.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_09.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><strong>Finitura e decals</strong> (o viceversa!):<br />
Ora passiamo a dare un bel lavaggio di “terra di Siena” ad olio nelle pennellature facendo debordare sempre un po’ il colore dato, questo per poter poi sfruttare il leggero effetto filtro nella successiva fase di pulitura.<br />
Si possono ora mettere le decals facendo attenzione soprattutto alla delicatezza delle walkways sulle ali.<br />
Incolliamo i carrelli facendo attenzione al particolare angolo convergente di quelli principali, mettiamo i portelli, i serbatoi (scelta tra quelli tipo supersonico o da 825 Lt.), il tettuccio e l’armamento.<br />
Io ho optato per serbatoi supersonici e due Aim-9 D Sidewinder.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_10.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_10.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><strong>Insegne e collocazione storica</strong>:<br />
Il modello rappresenta un Mirage III CJ (“Shahak” per l’aviazione israeliana) numerale “768” in servizio nel 119° squadron durante la “Guerra dei Sei Giorni” nel 1967. Con questo velivolo il pilota Avraham Salmon abbattè nel giugno del 1967 due MiG19 Egiziani.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_11.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_11.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_12.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_12.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_13.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_13.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_14.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_14.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_15.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_15.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p><strong>Conclusione</strong>:<br />
Un bel modello nel complesso dove l’unico difetto, o almeno per me tale, è la morbidezza eccessiva della plastica che può provocare deformazioni indesiderate.<br />
Per il resto sono un fanatico delle belle linee morbide ed eleganti del Mirage IIIC che sono state ben catturate dalla Eduard.<br />
La colorazione metallica infine non fa che esaltare  la purezza delle forme e la cui riuscita in modo soddisfacente è fonte di appagamento modellistico assoluto (ma anche per ogni modellista che si accinga  tale finitura credo sia lo stesso).<br />
Ringrazio gli amici del forum “Modeling Time”, per la cui partecipazione al “Group Build Dassault” questo modello è stato completato (e nei tempi previsti aggiungo io visto le lunghe interruzioni estive!!), per i loro consigli ed incoraggiamenti.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_16.jpg" target=_blank><br />
<img SRC="http://www.kitshow.net/images/Massimo_De_Luca/Mirage_ IIICJ_16.jpg" alt="Mirage IIICJ © Massimo De Luca - Click to enlarge" WIDTH="432"/></a></p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right><a href="mailto:blumax68@alice.it">Massimo “pitchup” De Luca</a><br />
© 2009<br />
[<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2007/11/314179.shtml">Gallery</a>]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091106211121"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091106211121?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091106211121" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091106211121&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F11%2Fmirage_iiic"/></p>
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	<description>Per quelli che&amp;#8230;:
&amp;#8230; arrivati a casa si appartano subito in un angolino, aprono la scatola appena acquistata e si guardano rapiti il contenuto,
&amp;#8230; armeggiano poi avidamente[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Andrea Miniatures, novità di Novembre 2009</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/andrea-miniatures-novita-di-novembre-2009</link>
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	<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 21:23:58 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/andrea-miniatures-novita-di-novembre-2009#comments</comments>
    <category>novit_modellistiche</category><category>andrea miniatures</category><category>Édouard detaille</category><category>evil shadow</category><category>hans-joachim marseille</category><category>norman rockwell</category><category>outback avenger</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Andrea_Logo.jpg" class="left" border="0" width="180" height="121" alt="Andrea Miniatures" />Dal sito <a href="http://www.andrea-miniatures.com">Andrea Miniatures</a>,  le nuove proposte modellistiche per gli appassionati di figurini.<br />
La rassegna inizia con un kit in 90mm intitolato &#8220;<em>Il trofeo</em>&#8221; rappresentante un dragone del IV Reggimento di linea del 1806 che brandeggia un vessillo nemico al termine della battaglia.<br />
La figura e&#8217; stata riprodotta prendendo spunto da un dipinto di Édouard Detaille, inesauribile fonte di ispirazione per gli scultori del periodo napoleonico.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/1"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/S8F5001.jpg" alt="Il trofeo" width="432" /></a></p>
<p>Il kit e&#8217; prevalentemente in metallo con alcune parti in resina come la base e la bandiera.<br />
E&#8217; presente, all&#8217;interno della confezione, anche una piccola guida alla pittura, codice del kit: S8-F50.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/2"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_S8F5002.jpg" alt="Il trofeo" width="96" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/3"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_S8F5003.jpg" alt="Il trofeo" width="86" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_S8F5004.jpg" alt="Il trofeo" width="94" height="130" /></a></p>
<p>Rimanendo sulla stessa scala, ecco un altro interessante kit rappresentante Hans-Joachim Marseille ripreso in bella posa.<br />
La <em>Stella d&#8217;Africa</em> fu uno degli indiscussi assi della Seconda Guerra Mondiale e operò principalmente in Nord Africa dove ottenne la maggior parte delle sue vittorie. Non fu mai sconfitto in battaglia ma morì, nel 1942, per un guasto tecnico del suo Messerschmitt Bf 109G.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/9"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/TR0801.jpg" alt="Hans-Joachim Marseille" width="432"/></a></p>
<p>Il codice del kit è: TR-08.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/10"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_TR0802.jpg" alt="Hans-Joachim Marseille " width="114" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/11"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_TR0803.jpg" alt="Hans-Joachim Marseille " width="94" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/12"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_TR0804.jpg" alt="Hans-Joachim Marseille " width="108" height="130" /></a></p>
<p>Altra fonte ispiratrice per le realizzazioni Andrea Miniatures sono le illustrazioni di Norman Rockwell; da una di queste, <em>Santa with Elves </em>del 1922, e&#8217; tratto il <em>Riposo di Babbo Natale</em>, una nuova proposta per la serie “A Wonderful World&#8221; .</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/17"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/WY0401.jpg" alt="Riposo di Babbo Natale" width="432"/></a></p>
<p>Il kit, in 54mm, e&#8217; in metallo; il suo codice: WY-04</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/18"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_WY0402.jpg" alt="Riposo di Babbo Natale" width="105" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/19"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_WY0403.jpg" alt="Riposo di Babbo Natale" width="94" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/20"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_WY0404.jpg" alt="Riposo di Babbo Natale" width="130" height="94" /></a></p>
<p>Dalla stampa al cinema per celebrare una serie che ebbe molta fortuna all&#8217;inizio degli anni &#8216;80: Mad Max (Interceptor) interpretata da Mel Gibson.<br />
Proprio l&#8217;attore, e&#8217; raffigurato nel figurino dichiarato come &#8220;<em>Outback Avenger</em>&#8221; per aggirare le eventuali royalties.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/5"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/SGF14501.jpg" alt="Outback Avenger" width="432"/></a></p>
<p>Il kit, in 54mm, e&#8217; in metallo; il suo codice: SG-F145</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/6"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_SGF14502.jpg" alt="Outback Avenger" width="94" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/7"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_SGF14503.jpg" alt="Outback Avenger" width="94" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/8"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_SGF14504.jpg" alt="Outback Avenger" width="94" height="130" /></a></p>
<p>L&#8217;elenco delle novità termina con un nuovo &#8220;pezzo&#8221; della <em>Warlord Saga</em>: Nalach, un&#8217;ombra maligna o se preferite &#8220;Evil Shadow&#8221; come indicato sulla confezione.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/13"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/WS02401.jpg" alt="Evil Shadow" width="432"/></a></p>
<p>Anche in questo caso, come per i precedenti, il kit e&#8217; in metallo, 54mm; il suo codice: WS-024</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/14"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_WS02402.jpg" alt="Evil Shadow" width="85" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/15"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_WS02403.jpg" alt="Evil Shadow" width="82" height="130" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-112009/16"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-112009/thn_WS02404.jpg" alt="Evil Shadow" width="94" height="130" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right>
<a href="mailto:giaba@supereva.it">Giaba</a><br />
[ <a href="http://www.kitshow.net">www.kitshow.net</a> ]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p><strong>NOTA</strong>: le immagini sono di proprietà Andrea Miniatures</p>
<p>&nbsp;&nbsp; </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091105212358"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091105212358?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091105212358" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091105212358&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F11%2Fandrea-miniatures-novita-di-novembre-2009"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Dal sito Andrea Miniatures,  le nuove proposte modellistiche per gli appassionati di figurini.
La rassegna inizia con un kit in 90mm intitolato &amp;#8220;Il trofeo&amp;#8221; rappresentante un dragone[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Ferrrari F2008 - Mario Galimberti</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/ferrrari_f2008</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/ferrrari_f2008</guid>
	<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 13:02:57 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/11/ferrrari_f2008#comments</comments>
    <category>automobili</category><category>automodellismo</category><category>ferrari f2008</category><category>kit in scala 1/43</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/2008FerrariF2008_Europa_0.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="Ferrrari F2008 " /><br clear="both" /><br />
Il 2008, ha visto nuovamente la casa di Maranello confermarsi campione del Mondo Marche, mentre il titolo piloti è sfumato nell’ultimo GP a pochi metri dal traguardo.<br />
Tameo, nella consueta scala 1/43, ha dedicato a questa monoposto tre kits standard, relativi alle vetture utilizzate nei GP di Francia, Italia ed Europa, oltre a quello apribile della vettura utilizzata nel GP del Brasile.<br />
In questa stagione, la casa italiana ha utilizzato due differenti cofani motore, in alcune gare la parte posteriore del cofano sfoggiava una curiosa pinna stabilizzatrice.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/2008 Ferrari F2008_Europa_a.jpg" target=_blank><img alt="Ferrrari F2008 © Mario Galimberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/2008 Ferrari F2008_Europa_a.jpg" width=432/></a></p>
<p>La scelta della vettura vittoriosa nel GP d’Europa è stata dettata proprio dal fatto che questo è l’unico kit di Tameo relativo ad una vettura dotata di questo particolare.<br />
Come per la vettura del 2007, il colore è il Rosso Micalizzato, quindi bisogna dare una prima mano di Tamiya Silver Leaf  TS 30 e poi una seconda mano di Tamiya TS-39 Mica Red.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/2008 Ferrari F2008_Europa_b.jpg" target=_blank><img alt="Ferrrari F2008 © Mario Galimberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/2008 Ferrari F2008_Europa_b.jpg" width=432/></a></p>
<p>La scocca ingloba la parte anteriore della pinna posta in fianco agli sfoghi d’aria delle pance, mentre il piccolo alettoncino presente al centro della pancia è realizzato in un unico pezzo. Questo accorgimento permette una estrema semplicità nel maneggiare la scocca.<br />
Ovviamente bisogna sempre fare molta attenzione ai retrovisori, che come sulla F2007 sono montati su dei supporti rivolti all’esterno, però il fatto che questi supporti sono delle fotoincisioni riduce notevolmente l’eventuale rischio di rottura in caso di urti accidentali. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/2008 Ferrari F2008_Europa_c.jpg" target=_blank><img alt="Ferrrari F2008 © Mario Galimberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/2008 Ferrari F2008_Europa_c.jpg" width=432/></a></p>
<p>Per quanto riguarda la decorazione, sui lati dello snorkel e sull’ala posteriore è presente un logo con delle barre verticali.<br />
Per le leggi in vigore che proibiscono la pubblicità dei tabacchi il kit viene commercializzato senza queste decals.<br />
Bisognerà quindi ricavarle da qualche foglio decal appositamente realizzato per il completamento dei die-cast. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/2008 Ferrari F2008_Europa_d.jpg" target=_blank><img alt="Ferrrari F2008 © Mario Galimberti - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/2008 Ferrari F2008_Europa_d.jpg" width=432/></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=5 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td vAlign=center align=right width="25%"><img height=80 src="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/LOGO_MMC_2009.jpg"/></td>
<td align=middle width="50%"><a href="mailto:m.galimba@tiscali.it">Mario Galimberti</a><br />
 [<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2004/02/149100.shtml">Gallery</a>]<br />
  <a href="http://www.mediolanummc.eu"><i>Mediolanum Modelling Club</i></a></td>
<td align=middle width="25%"><img height=80 src="http://www.kitshow.net/images/Mario_Galimberti/Mario_thumb.jpg"/></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091104130257"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091104130257?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091104130257" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091104130257&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F11%2Fferrrari_f2008"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il 2008, ha visto nuovamente la casa di Maranello confermarsi campione del Mondo Marche, mentre il titolo piloti è sfumato nell’ultimo GP a pochi metri dal traguardo.
Tameo, nella consueta scala[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>D-Day, Omaha Beach - Adriano Costa</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/d_day</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/d_day</guid>
	<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 21:49:52 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/d_day#comments</comments>
    <category>diorami</category><category>d-day</category><category>omaha beach</category><category>rangers</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/AC_DDAY_00.jpg" class="left" border="0" width="432" height="305" alt="D-Day, Omaha Beach " /><br clear="both" /><br />
Guardando il famoso film: Salvate il soldato Ryan, e soprattutto l’impressionante  parte dello sbarco, mi e’ venuta la voglia di ricreare il dramma in un diorama, mare compreso.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_03.jpg" target=_blank><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_03.jpg" width=432/></a></p>
<p>Prima di tutto ho preparato i soldati che rappresentano i Rangers utilizzando un kit Dragon modificandoli, trasformandoli per l`occasione e poi pitturandoli.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_02.jpg" target=_blank><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_02.jpg" width=432/></a></p>
<p><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_04.jpg" width=397/></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_05.jpg" target=_blank><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_05.jpg" width=432/></a></p>
<p>Sopra una base di legno di 21 x 11 cm ho preparato una protezione per la colata della resina, preparando prima un fondo di sabbia incollata di 1,5 cm.<br />
Sistemati i due sbarramenti anticarro, ho inserito i soldati e del materiale caduto al mare come: elmetti, fucili, casse e bidoni di benzina incollandoli nel fondo.<br />
La colata della resina si e’ svolta in varie fasi di 1 cm per volta.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_06.jpg" target=_blank><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_06.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_07.jpg" target=_blank><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_07.jpg" width=432/></a></p>
<p>Per fare le onde ho aspettato con pazienza che la resina si andasse poco a poco seccando, stirandola con delle pinze, per creare il movimento delle onde voluto </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_08.jpg" target=_blank><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_08.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_09.jpg" target=_blank><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_09.jpg" width=432/></a></p>
<p>Le esplosioni sono state costruite con la resina sopra una base di pezzi di plastica trasparente.<br />
I soldati, pitturati in acrilico, sono stati verniciati con trasparente brillante per dar l`idea del bagnato.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_01.jpg" target=_blank><img alt="D-Day, Omaha Beach © Adriano Costa - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Adriano_Costa/AC_DDAY_01.jpg" width=432/></a></p>
<p>&nbsp;  </p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right><a href="mailto:novarte@cantv.net">Adriano Costa</a><br />
[<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2008/04/328273.shtml">Gallery</a>]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;  </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091031214952"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091031214952?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091031214952" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091031214952&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fd_day"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Guardando il famoso film: Salvate il soldato Ryan, e soprattutto l’impressionante  parte dello sbarco, mi e’ venuta la voglia di ricreare il dramma in un diorama, mare compreso.

Prima di tutto ho[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Sommergibilista tedesco - Pietro Ballarini</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/sommergibilista-tedesco-pietro-ballarini</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/sommergibilista-tedesco-pietro-ballarini</guid>
	<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 13:33:10 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/sommergibilista-tedesco-pietro-ballarini#comments</comments>
    <category>_model_gallery_</category><category>kit belgo models</category><category>scala 120mm</category><category>sommergibilista tedesco</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/PB_sommergibilista_0.jpg" class="left" border="0" width="432" height="432" alt="Sommergibilista tedesco" /><br clear="both" /></p>
<table width=432 align=center border=0>
<tbody>
<tr>
<td align=middle bgColor=#dadffe>Sommergibilista tedesco</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<table width=420 align=center border=0>
<tbody>
<tr>
<td width="20%" bgColor=#c3edc3>Kit</td>
<td></td>
<td align=left bgColor=#dadffe>Belgo Models</td>
</tr>
<tr>
<td bgColor=#c3edc3>Scala</td>
<td></td>
<td align=left bgColor=#dadffe>120mm in resina</td>
</tr>
<tr>
<td bgColor=#c3edc3>Pittura</td>
<td></td>
<td align=left bgColor=#dadffe>Mista Smalti/Acrilici</td>
</tr>
<tr>
<td bgColor=#c3edc3>Note</td>
<td></td>
<td align=left bgColor=#dadffe>Modificata la posizione delle braccia, autocostruzione della plancia e ringhiera, tubo metallico dentro tondini cavi di plasticard.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_1.jpg" target=_blank><img alt="Sommergibilista tedesco © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_1.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_2.jpg" target=_blank><img alt="Sommergibilista tedesco © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_2.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_3.jpg" target=_blank><img alt="Sommergibilista tedesco © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_3.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_4.jpg" target=_blank><img alt="Sommergibilista tedesco © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_4.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_5.jpg" target=_blank><img alt="Sommergibilista tedesco © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_5.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_6.jpg" target=_blank><img alt="Sommergibilista tedesco © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_sommergibilista_6.jpg" width=432/></a><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<table cellSpacing=5 cellPadding=5 width=420 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right><font size="3"> Pietro Ballarini</font><br />
<font size=1>© 2009</font><br />
[<a href="http://guide.dada.net/modellismo_statico/interventi/2004/01/148290.shtml">Gallery</a>]
  </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091030133310"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091030133310?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091030133310" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091030133310&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fsommergibilista-tedesco-pietro-ballarini"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Sommergibilista tedesco







Kit

Belgo Models


Scala

120mm in resina


Pittura

Mista Smalti/Acrilici


Note

Modificata la posizione delle braccia, autocostruzione della plancia e ringhiera,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Revell, novità di Ottobre 2009</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/revell-novita-di-ottobre-2009</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/revell-novita-di-ottobre-2009</guid>
	<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 18:53:25 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/revell-novita-di-ottobre-2009#comments</comments>
    <category>novit_modellistiche</category><category>66 shelby gt-350r</category><category>ah-1f cobra</category><category>albatross d.iii</category><category>büssing 8000s 13</category><category>do 27 grzimek</category><category>f/a-18 d wild weasel</category><category>ferrari california</category><category>junkers ju 290 a-7</category><category>kazon fighter</category><category>maquis fighter</category><category>obi-wans jedi starfighter</category><category>republic gunship</category><category>trabant 601</category><category>u.s.s. voyager</category><category>vw t1 samba bus</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/04062.jpg" class="left" border="0" width="400" height="287" alt="Albatross D.III" /><br clear="both" /><br />
La <a href="http://www.revell.de/">Revell</a> annuncia, attraverso il suo sito, le novità di imminente uscita.</p>
<p>Apre un Albatross D III, l&#8217;aereo più impiegato e rappresentatrivo dell&#8217;aeronautica tedesca durante la I Guerra Mondiale.<br />
Il Kit in scala 1:72 si compone di una ventina di pezzi.<br />
Altre utili informazioni si possono recuperare direttamente dal <a href="http://www.revell.de/manual/04062.PDF">foglio di istruzioni</a> disponibile sul sito.<br />
<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/4"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04062_istr_01.jpg" alt="Albatross D.III" width="432"" /></a></p>
<p>Codice del kit:  <strong>04062 - Albatross D.III</strong></p>
<p>Si passa poi al moderno F/A 18 Hornet, versione D (two-seat)  in scala 1:144.<br />
Nel kit sono presenti due versioni di decals: nella prima si può realizzare il &#8220;Fighting Bengals&#8221; del 224 Squadrone basato a Beaufort, South Carolina USA, mentre il secondo e&#8217; il &#8220;Rought Raiders&#8221;, il velivolo di addestramento della base di Lemoore. California. </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/5"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04064.jpg" alt="F/A-18 D Wild Weasel" width="400" /></a></p>
<p>Anche in questo caso le <a href="http://www.revell.de/manual/04064.PDF">istruzioni</a> possono fornire altri particolari </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/6"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04064_istr.jpg" alt="F/A-18 D Wild Weasel" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>04064 - F/A-18 D <em>Wild Weasel</em></strong></p>
<p>E&#8217; il turno dello Junkers Ju 290, nato come velivolo da trasporto nel periodo pre-bellico e poi trasformato in ricognitore e bombardiere grazie al suo lungo raggio di intervento.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/7"><img class="centre" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04285.jpg" alt="Junkers Ju 290 A-7" width="400" /></a></p>
<p>Il kit e&#8217; in scala 1:72 ed è presente un foglio decal per due versioni; ulteriori informazioni sul <a href="http://www.revell.de/manual/04285.PDF">foglio delle istruzioni</a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/8"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04285_istr.jpg" alt="Junkers Ju 290 A-7" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>04285 - Junkers Ju 290 A-7 Attacker</strong></p>
<p>Tra i velivoli ad ala rotante, l&#8217;AH-1F Cobra fu per un lungo periodo tra i più efficaci elicotteri da combattimento americani e fu utilizzato nella Guerra del Golfo prima di essere sostituito dall&#8217;AH-64.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/9"><img class="centre" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04646.jpg" alt="AH-1F Cobra" width="400" /></a></p>
<p>Il kit in scala 1:48 e&#8217; scomposto in circa 80 pezzi; e&#8217; possibile realizzare una versione USA operante in Irak nel 1991 ed una, attuale, israeliana: anche in questo caso, il <a href="http://www.revell.de/manual/04646.PDF">foglio delle istruzioni</a> ci fornisce altre informazioni.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/10"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04646_istr.jpg" alt="AH-1F Cobra" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>04646 - AH-1F Cobra</strong></p>
<p>Il Do 27 fu il primo velivolo interamente costruito in Germania dopo la II Guerra Mondiale. La sua versatilità e le sue ottime performance ne fecero un velivolo di successo esportato in vari paesi.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/11"><img class="centre" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04745.jpg" alt="Do 27 Grzimek" width="400"/></a></p>
<p>Il modello incluso nel kit fu probabilmente il più famoso della serie: il DO 27 registrato come D-ENTE fu utilizzato da Michael Grzimek per l&#8217;osservazione degli animali selvaggi in Tanzania sul finire degli anni &#8216;50.<br />
La sua caratteristica livrea zebrata divenne molto popolare specialmente dopo la realizzazione di un documentario da parte del professor Grzimek che ottenne l&#8217;Oscar: dall&#8217;aereo infatti vennero riprese bellissime scene del parco del Serengeti.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/12"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04745_1.jpg" alt="Do 27 Grzimek" width="130" height="69" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/13"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04745_2.jpg" alt="Do 27 Grzimek" width="130" height="69" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/14"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04745_3.jpg" alt="Do 27 Grzimek" width="130" height="69" /></a></p>
<p>Il kit e&#8217; in scala 1:32 ed e&#8217; adatto a modellisti esperti sopratutto per la colorazione, come da <a href="http://www.revell.de/manual/04745.PDF">istruzioni</a>.</p>
<p>Codice del kit: <strong>04745 - Do 27 &#8220;Grzimek&#8221; Serengeti</strong></p>
<p>Rimanendo in tema aeronautico si passa alla fantascenza con la riproduzione di alcune navi spaziali che hanno fatto la storia delle serie TV e del cinema.<br />
Da Star Trek, la mitica U.S.S. Voyager:</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/15"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04801.jpg" alt="U.S.S. Voyager" width="400"/></a></p>
<p><a href="http://www.revell.de/manual/04801.PDF">Foglio istruzioni</a>.</p>
<p>Codice del kit: <strong>04801 - U.S.S. Voyager (Star Trek)</strong></p>
<p>Sempre dalla serie Star Trek, un caccia dei Maquis:</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/16"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04809.jpg" alt="Maquis Fighter" width="400" /></a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/17"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04809_1.jpg" alt="Maquis Fighter" width="130" height="71" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/18"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04809_2.jpg" alt="Maquis Fighter" width="130" height="71" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/19"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04809_3.jpg" alt="Maquis Fighter" width="130" height="71" /></a></p>
<p><a href="http://www.revell.de/manual/04809.PDF">Foglio istruzioni</a>.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/20"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04809_istr.jpg" alt="Maquis Fighter" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>04809 - Maquis Fighter (Star Trek)</strong></p>
<p>La serie termina con un caccia dei bellicosi Kazon:</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/21"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04810.jpg" alt="Kazon Fighter" width="400" /></a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/22"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04810_1.jpg" alt="Kazon Fighter" width="130" height="71" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/23"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04810_2.jpg" alt="Kazon Fighter" width="130" height="74" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/24"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_04810_3.jpg" alt="Kazon Fighter" width="130" height="82" /></a></p>
<p><a href="http://www.revell.de/manual/04810">Foglio istruzioni</a>.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/25"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/04810_istr.jpg" alt="Kazon Fighter" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>04810 - Kazon Fighter (Star Trek)</strong></p>
<p>Terminata una serie televisiva, si riapre con un filone cinematografico: Star Wars; in questo caso il livello di difficoltà di costruzione dei kit e&#8217; sicuramente inferiore rispetto ai precedenti in quanto i pezzi sono dipinti e non e&#8217; necessario l&#8217;uso della colla per l&#8217;assemblaggio.<br />
Ecco lo starfighter utilizzato da Obi Wan Kenobi :<br />
<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/26"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/06666.jpg" alt="Obi-Wans Jedi Starfighter" width="400" /></a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/27"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_06666_1.jpg" alt="Obi-Wans Jedi Starfighter" width="130" height="72" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/28"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_06666_2.jpg" alt="Obi-Wans Jedi Starfighter" width="130" height="85" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/29"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_06666_3.jpg" alt="Obi-Wans Jedi Starfighter" width="130" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>06666 - Obi-Wans Jedi Starfighter (Clone Wars)</strong></p>
<p>Segue la nave da battaglia della Repubblica:</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/30"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/06667.jpg" alt="Republic Gunship" width="400" /></a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/31"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_06667_1.jpg" alt="Republic Gunship" width="130" height="84" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/32"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_06667_2.jpg" alt="Republic Gunship" width="130" height="83" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/33"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_06667_3.jpg" alt="Republic Gunship" width="130" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>06667 - Republic Gunship (Clone Wars)</strong></p>
<p>E&#8217; ora il turno delle automobili; la prima novità riguarda la Shelby GT350 R, la vettura sportiva prodotta da Carroll Shelby sulla base della Ford Mustang.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/34"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07193_1.jpg" alt="'66 Shelby GT-350R" width="400" /></a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/35"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07193_2.jpg" alt="'66 Shelby GT-350R" width="130" height="72" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/36"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07193_3.jpg" alt="'66 Shelby GT-350R" width="130" height="65" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/37"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07193.jpg" alt="'66 Shelby GT-350R" width="130" height="73" /></a></p>
<p>La scala del kit e&#8217; in 1:24 le <a href="http://www.revell.de/manual/07193">istruzioni</a> disponibili nel sito Revell possono fornire altre informazioni utili sul modello.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/38"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07193_istr.jpg" alt="'66 Shelby GT-350R" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>07193 - &#8216;66 Shelby GT-350R</strong></p>
<p>Ecco il turno della Trabant, la più famosa automobile prodotta nella Repubblica Democratica Tedesca, ne furono costruite quasi 3 milioni di esemplari!</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/39"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07256.jpg" alt="Trabant 601" width="400" /></a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/40"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07256_1.jpg" alt="Trabant 601" width="130" height="65" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/41"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07256_2.jpg" alt="Trabant 601" width="130" height="72" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/42"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07256_3.jpg" alt="Trabant 601" width="130" height="66" /></a></p>
<p>Il kit in scala 1:24 si compone di circa 90 pezzi, anche in questo caso, il manuale di <a href="http://www.revell.de/manual/07256">istruzioni</a> offre dettagli aggiuntivi.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/43"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07256_istr.jpg" alt="Trabant 601" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>07256 - Trabant 601 Limousine</strong></p>
<p>Una macchina da sogno: la Ferrari California, un coupè tra i più eleganti e potenti al mondo grazie alla tecnologia derivante direttamente dalla F1.<br />
Il kit è in scala 1:24, le relative istruzioni al <a href="http://www.revell.de/manual/07276 ">link</a>.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/44"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07276.jpg" alt="Ferrari California" width="400" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>07276 - Ferrari California (open top)</strong></p>
<p>Dalla macchina irraggiungibile al pulmino più simpatico, simbolo di una intera generazione: il Volkswagen Transporter T1 <em>Samba Bus </em>.<br />
Lanciato negli anni &#8216;60, fu il mezzo di trasporto ideale di Hippie e figli dei fiori.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/45"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07399.jpg" alt="VW T1 Samba Bus" width="400" /></a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/46"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07399_1.jpg" alt="VW T1 Samba Bus" width="130" height="68" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/47"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07399_2.jpg" alt="VW T1 Samba Bus" width="130" height="76" /></a>&nbsp;<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/48"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/thn_07399_3.jpg" alt="VW T1 Samba Bus" width="130" height="77" /></a></p>
<p>Il kit in scala 1:24 è particolarmente dettagliato ed e&#8217; adatto ad un modellista abbastanza esperto, le <a href="http://www.revell.de/manual/07399">istruzioni</a> aiuteranno a capire la qualità del soggetto.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/49"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07399_istr.jpg" alt="VW T1 Samba Bus" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>07399 - VW T1 Samba Bus</strong></p>
<p>La carrellata finisce con il Büssing 8000S, uno tra i più conosciuti camion degli anni &#8216;50 che operarono nella ricostruzione della Germania dopo la guerra.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/50"><img class="centre" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07498.jpg" alt="Büssing 8000S 13" width="400" /></a></p>
<p>Il kit è particolarmente curato nei dettagli, la sua scala 1:24, gli oltre 200 pezzi sono apprezzabili nelle <a href="http://www.revell.de/manual/07498 ">istruzioni</a>.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/revell-102009/51"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/revell-102009/07498_istr.jpg" alt="Büssing 8000S 13" width="432" /></a></p>
<p>Codice del kit: <strong>07498 - Büssing 8000S 13</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right>
<a href="mailto:giaba@supereva.it">Giaba</a><br />
[ <a href="http://www.kitshow.net">www.kitshow.net</a> ]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>NOTA: le immagini sono di proprietà Revell</p>
<p>&nbsp;&nbsp; </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091029185325"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091029185325?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091029185325" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091029185325&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F10%2Frevell-novita-di-ottobre-2009"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>La Revell annuncia, attraverso il suo sito, le novità di imminente uscita.
Apre un Albatross D III, l&amp;#8217;aereo più impiegato e rappresentatrivo dell&amp;#8217;aeronautica tedesca durante la I[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Maggiore dei Bersaglieri -  Andrea Tallillo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/maggiore_bersaglieri_a_tallillo</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/maggiore_bersaglieri_a_tallillo</guid>
	<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 13:08:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/maggiore_bersaglieri_a_tallillo#comments</comments>
    <category>soldatini</category><category>anniversario della liberazione</category><category>bersaglieri</category><category>bologna 1945</category><category>regio esercito</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/logo_bersaglieri.jpg" class="left" border="0" width="180" height="181" alt="Bersaglieri" />Quando si celebra l’anniversario della Liberazione, invariabilmente si rischia di trascurare l’importante ruolo avuto dai reparti del Regio Esercito , che risalirono la penisola distinguendosi in molti combattimenti, nonostante le molte difficoltà d’ordine pratico e quelle frapposte dagli Alleati. Anche questi combattenti, senza nulla togliere ad altri compatrioti, seppero indicare la via del riscatto morale dell’Italia, i reparti Bersaglieri poi lo fecero tra i primi, ancora a fine 1943. Nel nostro piccolo di modellisti, vogliamo ricordare questi Bersaglieri del 1945, le cui uniformi non sono difficili da riprodurre, anzi…ma andiamo agli antefatti.</p>
<p><strong>Il prologo</strong><br />
   Verso al metà dell’aprile 1945, erano ormai quasi in grado di sfondare in direzione del Po, puntando su Verona e sfruttando il successo aprendosi nella pianura padana sino alle montagne. Il piano americano prevedeva uno sfasamento tra l’attacco del IV Corpo e del II polacco, per poi procedere con essi affiancati al Gruppo di combattimento Legnano del Regio Esercito, per lasciare l’entrata in Bologna al II. Le difese tedesche correvano a sud della città felsinea, su di una Linea chiamata Gengis Khan, della loro consistenza effettiva non è facile avere un’idea precisa neanche al giorno d’oggi. Ormai, comunque, le divisioni tedesche erano tali solo di nome, a corto un po’ di tutto e quasi isolate dalla Germania. Conservavano però una solida esperienza nei combattimenti difensivi ed una duttile azione di comando. La sproporzione di forze, che restava di 2 a 1 per le fanterie ed artiglierie e 3 a 1 per i corazzati facevano presagire una conclusione lineare. Alla reazione tedesca d’artiglieria e dei lanciarazzi Nebelwerfer gli Alleati risposero con massicci concentramenti d’artiglieria e continui attacchi aerei. La notte del 15 questo ‘ammorbidimento’ divenne molto intenso e le brecce nello schieramento tedesco si fecero ampie. Già dal 16 i Gruppi di combattimento italiani marciarono a tappe forzate, ma nella notte del 20 aprile i reparti tedeschi ruppero il contatto.<br />
  Radio Londra avverti’ dell’imminente arrivo delle truppe alleate ed alle 24 del 20 aprile le retroguardie tedesche lasciavano la città, lasciando indietro sparuti gruppi di soldati giovanissimi. Il giorno dopo, un sabato, alle 7.30 circa, i primi reparti alleati entravano in città, erano i polacchi del 9° Battaglione Fucilieri dei Carpazi (3 a Brigata di Fanteria), che da Porta Mazzini (oggi Porta San Vitale) risalirono Via San Vitale, per dirigersi alle due torri ed in Piazza Maggiore. Subito la notizia si diffuse e chi arrivò dopo potè sfilare tra la popolazione, che vedeva la fine di un lungo incubo, le più gravi traversie della guerra e le distruzioni causate dai bombardamenti, che nei quartieri attorno alla ferrovia avevano raggiunto il 90% delle abitazioni. Fra i soldati che entrarono in città, i più acclamati non potevano essere che gli italiani, si trattava dei Bersaglieri del Battaglione Goito, facente parte della ‘Rud Force’ polacca che agiva dal giorno prima lungo la Statale 9, col compito di riempire il vuoto lasciato dalle unità che avanzavano verso Nord-Ovest. Dopo aver subito il ‘fuoco amico’ da parte dell’artiglieria americana, aveva superato l’Idice ed il Savena, arrivando alle 5.30 alla periferia della città. Il reparto, dalle uniformi inglesi ma con l’elmetto adornato dalle inconfondibili, italianissime piume aveva partecipato al vittorioso scontro di Poggio Scanno, procedeva con alla testa il suo comandante, maggiore Romolo Guercio, ufficiale leggendario, reduce di Russia e più volte decorato. </p>
<p><strong>Il reparto </strong><br />
   I nostri fanti piumati, arrivati nella prima grande città del Nord liberata, non venivano dal nulla, ed il cammino per potersi battere di nuovo, stavolta per conquistare la dignità di paese da restituire alla democrazia non fu certo privo di ostacoli. Da un primo Corpo Italiano di Liberazione erano nati sei Gruppi di Combattimento, costituiti nel settembre del 1944 e comparabili – coi loro circa 9.500 uomini ciascuno, divisi fra due reggimenti fanteria, uno d’artiglieria, un battaglione genio e trasmissioni e servizi vari - alle divisioni binarie del Regio Esercito. Solo quattro entrarono in linea, sostituendo gradualmente alcune divisioni alleate e dando incalcolabile contributo morale alla rinascita del nostro Esercito.  Del Gruppo Legnano faceva parte il reggimento Fanteria Speciale, su due battaglioni alpini ed uno bersaglieri, quest’ultimo ottenuto anche per contrazione dei due (XXIX e XXXIII) del 4° reggimento. Il perdurante clima di diffidenza degli Alleati, specie da parte inglese, non consenti’ l’assegnazione di aliquote corazzate. L’equipaggiamento era buono, con armi leggere e veicoli inglesi, ma il reparto non poteva rendere per intero nelle fasi di movimento e disponeva di scarse artiglierie d’appoggio. Dopo un lungo periodo addestrativo, il Legnano passò alle dipendenze della V a Armata americana nel febbraio 1945, arrivando al fronte il mese successivo; gli toccò in sorte una parte spettacolare dopo un periodo d’attività di pattuglie e colpi di mano. Dopo un primo sfondamento delle linee tedesche il 18 aprile, nella zona di Cà Merla, nel giro di tre giorni arrivò a Bologna vincendo alcune resistenze tedesche.   </p>
<p><strong>L’uniforme</strong><br />
    I reparti del C.I.L. erano privi di adeguati rifornimenti di vestiario e l’esaurimento delle scorte nei magazzini di Napoli pose un serio problema. Non restò che dotare le nostre truppe d’equipaggiamento e vestiario alleato, ed operando i Gruppi di Combattimento sul versante adriatico, di competenza della 8 a Armata, esso fu quello di provenienza inglese. Il processo di riequipaggiamento durò abbastanza a lungo, perché le nostre forti tradizioni avevano impedito ai reparti di avere un aspetto al 100% ‘all’inglese’.<br />
L’uniforme dei bersaglieri del Goito era cosi’  composta dal giubbetto e pantaloni in pratica e robusta – nonché pesante -  saia cachi verdastro della ‘Battledress’, dei tipi modificati e semplificati allora in uso. Il giubbetto allora in uso era di un tipo privo delle patte coperte delle tasche ed a bottoniera esposta. I pantaloni erano di taglio più aderente, con fodera ridotta alla zona dei glutei e senza più strisce inferiori per unire il fondo nelle ghette, i bottoni erano di materiale plastico scuro. Oltre alle tasche laterali, c’erano un taschino aperto con una piega in prossimità del fianco destro ed un tascone sulla coscia sinistra. Le ghette di canapa, alte circa 15 cm, nella loro parte bassa erano sagomate per alloggiare meglio il collo del piede; venivano fermate con due corte cinghiette esterne, chiuse con fibbiette in ottone posteriori. Le calzature erano gli scarponcini inglesi in cuoio nero, con suola chiodata e fornimenti metallici al tacco. I pantaloni erano sorretti dal cinturone – disponibile in tre diverse lunghezze – in tela di canapa, alto 6.5 cm e con le due estremità piegate su loro stesse a tenere le due parti della fibbia in ottone e fermate con due passanti nello stesso materiale.<br />
   La piccola battaglia interiore legata all’adozione di nuove uniformi fu superata anche trasferendo su di esse le fiamme al bavero – sulle quali restarono in vigore le stellette, segno della militarità italiana, i fregi sulla manica sinistra, mentre i gradi degli ufficiali dalla fine del gennaio 1945 erano tornati sulle controspalline, sottoforma di stellette e galloni. Sulla manica sinistra, poco al di sotto della spalla era portato un tricolore di stoffa con al centro, in nero, la sagoma del celebre guerriero di Legnano. Le camicie erano kaki e se non si portava il giubbetto si usava un pullover di lana kaki con collo a v, con parte inferiore e polsini in maglia e larghe asole sotto alle spalle, per farvi passare le controspalline sottostanti e potervi cosi’ portare i gradi da ufficiale. Per tutti, l’elmetto era il classico tipo Mk II colore marrone scuro opaco, a padella, con soggolo elasticizzato; il piumetto era fissato anche alla reticella di juta, color verde o marrone in diverse tonalità. Se ne conoscono mimetizzati a vernice, a volte col distintivo del corpo, in nero a mascherina. Sottufficiali ed ufficiali portavano anche la bustina italiana modello 42, in tela kakhi chiaro con visiera, il fregio anteriore era in rayon nero. Truppa e sergenti usavano ancora il fez cremisi con fiocco blu oppure, come copricapo da fatica, un berrettino di lana khaki.<br />
La buffetteria era quella inglese modello 37, in tela di canapa molto robusta, color marrone tabacco chiaro con finimenti in ottone; con l’uso il colore diventava un pallido verde-khaki. La borraccia era di forma rettangolare, coperta in panno khaki scuro, la sua imbracatura era in canapa, le estremità superiori andavano unite alle estremità sporgenti delle bretelle, sul fianco destro. Il tappo era in sughero, con una corta cordicella. Per quanto riguarda l’armamento, per la truppa si usava principalmente il fucile Enfield N. 4 Mk I od il mitra Thompson delle prime versioni, mentre gli ufficiali conservavano se possibile sia il mitra Beretta che l’omonima pistola calibro 9 corto, ritenute ancora valide come armi. La pistola era portata con la fondina originale, in cuoio, a volte tinta di bianco. </p>
<p> <a href="http://www.kitshow.net/images/Andrea_Tallillo/AT_Maggiore_Bersaglieri_1.jpg" target=_blank><img alt="Maggiore dei Bersaglieri © Andrea &#038; Antonio Tallillo - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Andrea_Tallillo/AT_Maggiore_Bersaglieri_1.jpg" width=432/></a></p>
<p><strong>Il figurino </strong><br />
   Per averne uno ispirato alla famosa foto scattata al maggior Guercio verso le 9.30 di quel 21 aprile, in Via Rizzoli, il procedimento è abbastanza facile. Si sceglie un figurino dal kit Tamiya ‘British Infantry on patrol’ e se ne usano solo la testa con l’elmetto e le gambe. Dopo la solita pulizia da eventuali segni di stampo, si può passare all’innesto del busto, recuperato dalla banca dei pezzi – non buttare via quasi niente si rivelerà ancora una volta utile. Trovato un busto adatto, resta da aggiungere la parte inferiore del maglione sotto al cinturone già stampato sui pantaloni. In pratica basta un po’ di stucco, anche per raccordare le nuove braccia affinché non si notino segni di giunzione. La testa stampata tutt’uno col busto va eliminata – era troppo brutta – e preparato un incavo con una fresetta per potervi innestare la testa Tamiya con l’elmetto. Questo è già stampato con la reticella mimetica e cosi’ c’è solo da aggiungere il piumetto, costruito con tante striscioline di lamierino da dentifricio, resta poi da incollare la borraccia con la sua cinghietta, il binocolo appena sotto al petto e la fondina per pistola Beretta al cinturone, fondina ricavata scavando pazientemente un altro busto. Completa l’equipaggiamento un mitra Beretta Italeri, mentre la basetta per l’esposizione è stata arricchita con l’incollaggio tramite bicomponente di una basetta più piccola, in piombo, riproducente un selciato. </p>
<p> <a href="http://www.kitshow.net/images/Andrea_Tallillo/AT_Maggiore_Bersaglieri_2.jpg" target=_blank><img alt="Maggiore dei Bersaglieri © Andrea &#038; Antonio Tallillo - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Andrea_Tallillo/AT_Maggiore_Bersaglieri_2.jpg" width=432/></a></p>
<p> Ultimo tocco è la colorazione, altrimenti resterebbe un figurino ben poco accattivante ! Noi usiamo, come la vecchia guardia, ancora gli smalti Humbrol come base, per i pantaloni si tratta di una miscela di Matt 29 con una punta di Matt 62, il maglione lo si può rendere bene con un’altra miscela di 1/3 HI  (Italian Sand), 1/3 Bianco opaco – 1/3 di Matt 26. L’elmetto è dipinto in Matt 29 e nero per scurirlo appena, con reticella ripassata in Matt 26 ma ‘a pennello secco’, il piumetto va trattato con il nero al quale si aggiunge una punta di verde per dargli lucentezza. Per il viso, descrivere le varie operazioni porterebbe via troppo spazio e del resto è importante sviluppare una propria tecnica più che copiare. Per ultima, si applica una velatura di colori ad olio Nero e Seppia per dare risalto alle pieghe, sempre senza esagerare.<br />
   Ringraziamo l’amico bolognese DOC Tonioli Lorenzo per il paziente aiuto nel fornire documentazione e tutta la Sezione di Verona della <em>Associazione Nazionale Bersaglieri</em>, per lo spirito che ci fa andare avanti.</p>
<p> <a href="http://www.kitshow.net/images/Andrea_Tallillo/AT_Maggiore_Bersaglieri_3.jpg" target=_blank><img alt="Maggiore dei Bersaglieri © Andrea &#038; Antonio Tallillo - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Andrea_Tallillo/AT_Maggiore_Bersaglieri_3.jpg" width=432/></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right>
<a href="mailto:gruppomodellistiscaligeri@yahoo.it">Andrea &#038; Antonio Tallillo</a><br />
© 2009<br />
[<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2006/02/245175.shtml">Gallery</a>]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bibliografia</strong>:</p>
<li>Uniformi e distintivi dell’Esercito Italiano 19933-1945 – Albertelli 1981</li>
<li>Uniformi e distintivi dell’Esercito Italiano nella 2 a Guerra mondiale – 1940-1945 SME 1988</li>
<li>The Italian Army 1940-1945 (1) – Europe 1940-43  MAA 340 - Osprey Publishing 2000</li>
<li>I Bersaglieri 1836 – 2007 – Itinera Progetti – 2008</li>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091026130835"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091026130835?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091026130835" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091026130835&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fmaggiore_bersaglieri_a_tallillo"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Quando si celebra l’anniversario della Liberazione, invariabilmente si rischia di trascurare l’importante ruolo avuto dai reparti del Regio Esercito , che risalirono la penisola distinguendosi in[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Curtiss P 40 B Tomahawk MK II B - Stefano Foresti</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/curtiss_p_40</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/curtiss_p_40</guid>
	<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 08:51:39 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/curtiss_p_40#comments</comments>
    <category>aerei_e_mezzi</category><category>curtiss p 40</category><category>kit aml</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Curtiss_P_40_00.jpg" class="left" border="0" width="432" height="362" alt="Curtiss P 40" /><br clear="both" /><br />
Il Curtiss P40 si può sicuramente considerare uno dei velivoli protagonisti della seconda guerra mondiale alla pari dei classici Spitfire, BF 109, FW190 ed altri.<br />
La sua proverbiale robustezza e adattabilità lo resero famoso e amato dai piloti alleati;fu infatti presente in tutti i teatri di guerra, dall’artico al torrido deserto, fino alle umide giungle asiatiche e venne utilizzato fino alla fine della guerra con successo nei più svariati impieghi.<br />
Le prime serie operative di questo versatile caccia furono le versioni B e C; esse erano praticamente una evoluzione dell’antecedente P 36 Hawk, il quale manteneva infatti la stessa cellula, ali e fusoliera compresa, con qualche miglioria.<br />
La differenza sostanziale era nel propulsore: al posto del motore radiale venne montato il nuovo Allison v12 raffreddato ad acqua e stessa cosa era l’armamento : 4 mitragliatrici da 7,62 alari e 2 da 12,7 disposte in caccia sopra il motore.<br />
In futuro, invece le versioni successive furono ampiamente modificate, l’armamento fu potenziato: venne portato a 6 mitragliatrici da 12,7(tutte alari), vennero cambiate le vetrature, migliorata la struttura e dotato di un motore più potente (con la caratteristica ampia presa d’aria sottoil muso).<br />
Il P40 b ebbe il battesimo del fuoco durante la guerra cino-giapponese; esso infatti fu il più importante caccia del gruppo volontari americani di Chennault, le famosi tigri volanti, nonostante il numero ridotto e le condizioni difficili, riuscirono a tenere testa all’aviazione nipponica abbattendo numerosi aerei nemici.<br />
Le cose però cambiarono quando i giapponesi ebbero in dotazione il famoso “Zero” dalla velocità e maneggevolezza nettamente superiori.<br />
Nella seconda metà del 1940, mentre la guerra infuriava in Europa, gli inglesi erano rimasti soli a contrastare gli eserciti dell’asse e molti esemplari, che inizialmente dovevano essere impiegati nel conflitto asiatico, vennero consegnati alla RAF e ai paesi del Commonwealt per essere utilizzati principalmente in Africa settentrionale.<br />
Nel deserto il P40 dava il meglio; infatti, mentre gli aerei italiani e tedeschi erano alle prese con le tante problematiche causate da un ambiente così ostile (sabbia, caldo, ecc.), il Tomahawk (nome attribuito dalla R.A.F.) dimostrò tutta la sua affidabilità e resistenza, ottenendo comunque considerevoli risultati in combattimento.</p>
<p><strong>Il kit</strong></p>
<p>Il modello, prodotto dalla ditta ceca AML, all’apertura della scatola presenta una piacevole sorpresa: il kit è arricchito da un abbondante set in resina, una lastrina di fotoincisioni e capottine in acetato.<br />
Il tutto ad un prezzo veramente accettabile!Le stampate in plastica, però, hanno qualche problema: i dettagli sono grossolani (tipo short run) e le incisioni un po’ profonde con i bordi arrotondati.<br />
Purtroppo i pezzi non combaciano molto bene e questo causerà alcuni problemi nelle varie fasi del montaggio ; quindi per ottenere un buon risultato finale sarà indispensabile aumentare il lavoro di rifinitura.<br />
Quindi le mie speranze di fare un modello semplice e veloce sono sfumate fin troppo presto……</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_01.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_01.jpg" width=432/></a></p>
<p><strong>Interni</strong></p>
<p>Prima di tutto ho carteggiato abbondantemente i due gusci e le ali per ridurre la profondità delle incisioni; poi nella fusoliera all’altezza dell’abitacolo bisogna ricreare le due luci, una per parte, di formazione azzurre, così le ho riprodotte praticando un piccolo foro e incollandoci sopra una cornicina in fotoincisione prelevata da un set della “Rehead”.<br />
Successivamente ho cominciato a dettagliare gli interni. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_02.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_02.jpg" width=432/></a></p>
<p>Nel set in resina offerto dal kit vi sono il pavimento della carlinga e le paratie laterali di ottima fattura con i dettagli perfettamente riprodotti però non si montano facilmente e necessitano di un notevole lavoro di rifinitura con lime e carta abrasiva per adattarli alle semifusoliere precedentemente assotiliate all’osso.<br />
La stesso procedimento è stato effettuato per le pedaliere e il cruscotto in fotoincisione che bisognerà ridurlo di dimensione facendo attenzione di non rovinare i buchi dei manometri per consentire gli alloggiamenti delle culatte delle mitragliatrici riprodotte in plasticard, le paratie sono state migliorate aggiungendovi altri particolari riprodotti con pezzetti di plasticare e vecchie fotoincisioni dei filo di rame di vario spessore e servito per simulare cavi elettrici, manette del gas ed altri dettagli, il sedile (in resina) è stato arricchito con le cinture di sicurezza (fotoincisioni) e i cuscini riprodotti con del stucco Putty Tamyia.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_03.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_03.jpg" width=432/></a></p>
<p>L’abitacolo è stato verniciato ad aerografo con il classico Interior green della USAF che ho riprodotto miscelando i seguenti colori Tamiya 10 parti XF 4, 8 parti XF 62, 4 parti XF62 e 2 parti di XF 8, il tutto è stato poi trattato con un lavaggio di colore bruno ad olio per conferire profondita e lumeggiato con una passata a dry brush con un verde più chiaro a smalto;<br />
Il sedile è stato dipinto in metallo naturale mentre il cruscotto in nero opaco successivamente drybrusciato con un grigio chiaro con il compito di fare risaltare le cornici degli strumenti. </p>
<p><strong>Montaggio</strong> </p>
<p>Parecchio stucco del tipo Tamiya putty è stato utilizzato per chiudere la fessure tra le due semifusoliere in particolare per combaciare la presa d’aria inferiore (in resina) al muso dell’aereo, questa parte si deve raccordare anche all’ogiva dell’elica e dato che ci sono tre millimetri in eccedenza sono stato costretto a rinforzare l’interno del accessorio in resina con un pezzetto in plasticard per poter limare tutto il materiale senza correre il rischio che la presa d’aria si sfondi.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_05.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_05.jpg" width=432/></a></p>
<p>La zona del motore è stata migliorata aggiungendo la cerniere dei vani armi e la sedi delle viti dei pannelli facendo dei fori precisi con una micropunta di 0,3.<br />
Le carenature delle mitragliatrici sono state forate per permettere l’alloggiamento delle canne in resina e incollate a fianco della presa d’aria superiore, sempre una buona dose si stucco ha permesso un corretto allineamento seguendo il profilo del muso.<br />
Altra nota dolente sono i trasparenti in acetato offerti dal kit, i vetri laterali sono troppo grandi e spessi, sono stati riprodotti con un acetato più sottile e sagomati nella misura corretta, bisogna ricordarsi di fare i due fori nel vetro sinistro in corrispondenza dei tappi di rifornimento dell’olio (giallo) e della benzina (rosso) che avevo precedentemente riprodotti con due dischetti in plasticard.<br />
Stesso problema anche per la capottina, troppo alta e stretta, bisogna tenere presente che nelle versioni B e C il parabrezza si raccordava anche ai lati dell’abitacolo perciò e molto importante che le dimensioni laterali siano perfette, ho ripiegato facendo uno stampo in acetato utilizzando come master il parabrezza del kit Accademy che ho riportato alla giusta proporzione carteggiandolo accuratamente.<br />
Per il tettuccio apribile è stato sufficiente carteggiare la parte inferiore dell’originale fino a portarlo all’altezza giusta, le guide di scorrimento sono state riprodotte con due striscioline di plasticard sagomate.<br />
I flabelli dei radiatori vengono forniti dal kit sia in plastica che in fotoincisione, ho optato per i secondi molto più particolareggiati, i petali vanno incollati e piegati a seguire la curvatura del cofano inferiore, aggiungendovi i ganci e i braccetti di chiusura sempre fotoincisi.</p>
<p><strong>Ali e carrelli </strong></p>
<p>La scatola fornisce una serie di fotoincisioni molto curate per dettagliare i pozzetti dei carelli, ma anche in questo caso bisogna lavorare parecchio per adattarle. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_09.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_09.jpg" width=432/></a></p>
<p>I vani fotoincisi delle ruote sono troppo profondi e non ci stanno nelle ali, è necessario scavare parecchia plastica con l’aiuto di una fresa montata sull’minitrapano e ridurre lo spessore fino ad avere lo spazio per un corretto montaggio, sono stati fissati con l’aiuto di rinforzi in plasticard per consentire un incollaggio sicuro e robusto. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_10.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_10.jpg" width=432/></a></p>
<p>Gli stessi problemi si sono presentati anche per gli alloggiamenti delle gambe dei carrelli, bisogna fresare parecchio e assotiliare le pareti con le lime per adattare le fotoincisioni alle sedi.<br />
Le superfici mobili delle ali e i timoni di coda sono stati sostituiti con i corrispettivi accessori in resina sicuramente meglio dettagliati e con effetto telato bene in evidenza, il montaggio non è stato però molto semplice, si è dovuto lavorare parecchio di lima e carta abrasiva nelle semiali per consentire un perfetto incastro onde evitare che si notassero spiacevoli fessure.<br />
Il raccordo tra la semiala inferiore e la fusoliera non è corretta, ho dovuto incollarci degli spessori in plasticard e rifinire il tutto con una buona dose di stucco per livellare lo scalino formatosi, sempre lo stucco mi è servito per colmare tutte le giunzioni alari purtroppo poco precise. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_14.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_14.jpg" width=432/></a></p>
<p>Sulla superfice alare mancano gli sportelli di caricamento delle mitragliatrici, perciò è necessario rifarli con l’aiuto di un incisore della Squadron, il minitrapano invece mi è servito per praticare i fori per l’inserimento delle canne delle armi finemente dettagliate provenienti dal set in resina.<br />
Le gambe dei carrelli vanno prima di tutto ripulite dalle bave di fusione utilizzando la punta di un cutter di conseguenza sono state migliorate aggiungendovi i compassi degli ammortizzatori riprodotti con pezzetti di profilati “Evergreen” e i tubini dell’olio rifatti con del filo di rame del giusto spessore, la struttura tubolare del ruotino di coda è stata autocostruita con segmenti di vario diametro aggiungendovi anche i cavi del comando di chiusura degli sportelli rifatti con pezzettini di sprue filato.<br />
Le ruote sono fornite in resina dal kit e non necessitano di particolari migliorie infatti sono riprodotte molto fedelmente con il caratteristico effetto peso e dal battistrada finemente inciso. </p>
<p><strong>Colorazione</strong></p>
<p>L’aereo che ho deciso di riprodurre è il Tomahawk MK II matricola :AN 413 del pilota officer J.Bartle in forza al 112° squadron in Egitto nel ottobre 1941.<br />
Questo velivolo era dipinto con il classico schema mimetico utilizzato dalla RAF in Nord Africa, middle stone e dark hearth per le superfici superiori e azure blue le parti inferiori, il muso era decorato con una vistosa bocca di squalo la quale caratterizzava tutta la 112° squadriglia infatti era denominata lo Shark squadron. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_18.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_18.jpg" width=432/></a></p>
<p>Il modello è stato dipinto a mano libera ad aerografo con i colori acrilici Gunze: H 71 Middle stone e H 72 Dark hearth leggermente schiariti con del bianco, L’azur blue è stato ottenuto miscelando i seguenti colori : H 56 -10 parti, H 25- 4 parti, H 326 – 4 parti e H322 4 parti.<br />
Anch’esso e stato smorzato il tono aggiungendovi qualche goccia di bianco.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_19.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_19.jpg" width=432/></a></p>
<p>I pozzetti dei carrelli e l’interno dei flabelli sono stati dipinti con lo zinc cromate yellow americano che ho riprodotto utilizzando il colore Tamiya XF 4 a mio parere perfetto come tono.<br />
La tipica bocca di squalo è fornita in decal dal kit, suddivisa in tre sezioni con il fondo nero, però in tutti i libri e riviste che ho consultato il profilo di questo aereo viene rappresentato con una shark mouth diversa; le fauci sono più aperte e i canini sono particolarmente sviluppati tipo vampiro; dato che non ho trovato nessun riscontro fotografico ho deciso di seguire la mia documentazione riproducendola ex novo direttamente sul modello.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_21.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_21.jpg" width=432/></a></p>
<p>Con una serie di mascherature e cercando di essere più preciso possibile, ho dipinto prima le zone in rosso poi i contorni della shark mouth in nero, la dentatura è stata riprodotta con dei triangolini sagomati di decal bianca posizionati con pazienza uno ad uno, un lavoro particolarmente noioso ma necessario per ottenere la giusta precisione.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_22.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_22.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_24.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_24.jpg" width=432/></a></p>
<p>Dopo aver fissato le decal, prelevate da vari fogli delle marche Carpena, Aeromaster e Tally Ho, sono passato ad invecchiare il modello. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_26.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_26.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_25.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_25.jpg" width=432/></a></p>
<p>L’ambiente in cui questo velivolo era operativo non era particolarmente salubre quindi è necessario abbondare con lo stato di usura e di sporco, le foto d’epoca lo confermano: si vedono dei tomahawk con le tinte talmente usurate che non si nota la differenza dei toni di colore senza contare olio che trabocca da tutte le parti. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_27.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_27.jpg" width=432/></a></p>
<p>Il modello è stato trattato con un lavaggio ad olio utilizzando una miscela di colore bruno e nero insistendo soprattutto nella zona del motore, sempre con delle tinte scure ad olio ho applicato delle velature nella zona dei radiatori inferiori riproducendo delle abbondanti perdite di liquidi lubrificanti. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_29.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_29.jpg" width=432/></a></p>
<p>Con dei colori metallici che vanno dall’alluminio fino al gun metal ho ricreato innumerevoli graffi e piccole scrostature soprattutto nella zona dei raccordi alari per simulare i continui interventi e calpestii dei piloti e dei meccanici, ho concluso l’invecchiamento servendomi della polvere dei pastelli scuri grattati per riprodurre fumi di scarico e sbuffi vari.</p>
<p><strong>L’ambientazione</strong></p>
<p>Ho voluto realizzare una scenetta ambientata in un campo d’aviazione in Africa settentrionale, una torrida giornata di Ottobre del 1941.<br />
Un gruppo di avieri, approfittando del momento tranquillo della pausa pranzo, decidono di scattare una foto ricordo accanto all’aereo che successivamente dovranno rifornire di carburante, munizioni ed eseguire le manutenzioni del caso.<br />
I figurini sono composizioni di vari pezzi provenienti da dei set della Preiser e CMK abbondantemente modificati nella postura, l’ufficiale accanto all’elica dell’aereo è un soldato tedesco dell’africa korps in cui vi sono state sostituite le braccia e la testa, la giberne e le buffetterie sono state asportate con l’utilizzo di frese montate sull’minitrapano, successivamente vi è stato aggiunto il cinturone il cordino attorno al collo e la fondina della pistola.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_32.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_32.jpg" width=432/></a></p>
<p>Il soldato a torso nudo seduto era in realtà con la camicia e pantaloni lunghi per “svestirlo” è stato necessario carteggiarlo profondamente e con l’utilizzo di frese e lime e stato riscolpito cercando di riprodurre la muscolatura delle gambe e del busto più proporzionate possibili, lo stesso trattamento è stato applicato alle gambe dell’aviere che sta scattando la foto, logicamente non si può pretendere una riproduzione anatomica perfetta, ma visto la scala, il risultato è accettabile. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_33.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_33.jpg" width=432/></a></p>
<p>I tipici elmetti dei “Tommys” provengono da una scatola di soldatini della Revel cho ho clonato in resina per poterli elaborare a mio piacimento, le cinghie sotto gola sono state riprodotte con delle striscioline di nastro adesivo metallico.<br />
Tutti gli accessori della scenetta come le gavette, la borraccia, le tazze e la macchina fotografica sono stati autocostruiti utilizzando dei frammenti di plasticard e dei pezzetti di fotoincisioni di recupero mentre i bidoni, le casse e le taniche provengono da varie scatole di accessori in scala 72.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_34.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_34.jpg" width=432/></a></p>
<p>Dopo aver dipinto i figurini con gli acrilici Vallejo, ottimi per realizzare, sono passato alla preparazione della basetta.<br />
Prima di tutto ho incollato un leggero strato di pasta da modellare Dash sopra alla basetta di legno, ad essiccazione avvenuta è stata impolverata con della sabbia finissima fissata con un velo di Vinavil diluito, il terreno è stato verniciato con delle tinte terrose chiare come il Buff e il Deck tan Tamiya, e trattato con dei leggeri lavaggi scuri ad olio, i dettagli sono stati fatti risaltare grazie ad un abbondante spazzolata a drybrush con dei toni color crema.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_36.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_36.jpg" width=432/></a></p>
<p>Per rompere un la monotonia cromatica della mia ambientazione desertica ho voluto dare qualche tocco di vegetazione incollando qualche ciuffo d’erba e qualche arbusto secco utilizzando le setole tagliate di un vecchio pennello.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_37.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Curtiss P 40 © Stefano Foresti - Click to Enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Curtiss_P_40_37.jpg" width=432/></a></p>
<p>Ho concluso il diorama posizionando tutti gli accessori nei punti predefiniti cercando di rendere la scenetta più naturale possibile. </p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td vAlign=center align=right width="30%"><img height=80 src="http://www.kitshow.net/images/DriveeFly_firma.jpg"/> </td>
<td align=middle width="40%">
<a href="mailto:silvestri66@interfree.it ">Stefano Foresti</a><br />
<a href="http://www.drivefly.it"><em>Drive &#038; Fly - Modena</em></a>
</td>
<td align=middle width="30%"><img height=80 src="http://www.kitshow.net/images/Stefano_Foresti/Foresti_Stefano.jpg"/> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091024085139"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091024085139?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091024085139" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091024085139&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fcurtiss_p_40"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il Curtiss P40 si può sicuramente considerare uno dei velivoli protagonisti della seconda guerra mondiale alla pari dei classici Spitfire, BF 109, FW190 ed altri.
La sua proverbiale robustezza e[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Henry V - Agincourt 1415 - M. Berettoni (9/9)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/henry_v_9</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/henry_v_9</guid>
	<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:48:14 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/10/henry_v_9#comments</comments>
    <category>tecniche_modellistiche</category><category>ambientazione</category><category>passo passo</category><category>pittura figurini</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Image1.jpg" class="left" border="0" width="162" height="180" alt="Enrico V" /><br />
Come sappiamo uno degli elementi che caratterizzò la battaglia di Agincourt, orientandone addirittura l&#8217;esito, fu il fango, abbondante in seguito alla pioggia caduta il giorno prima sul terreno arato da poco.<br />
Ora io ho immaginato Enrico prima della battaglia, mentre decide come schierare i suoi uomini.<br />
Tra quelli del suo seguito ci sarà sicuramente stato un addetto alle armi e  all&#8217;armatura.<br />
Quindi una leggera sporcatura con terre varie delle parti basse del figurino e dello scudo mi è parsa sufficiente per un re che si è appena abbigliato per la battaglia indossando un&#8217;armatura probabilmente pulita e lucidata le sera avanti. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_39.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Henry V - Ambientazione © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_39.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_40.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Henry V - Ambientazione © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_40.jpg" width=432/></a></p>
<p>Era il 23 ottobre, qualche foglia autunnale caduta dagli alberi dei boschi vicini e portata dal vento non guasta.</p>
<p>Il figurino e&#8217; terminato:</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_41.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Henry V - Ambientazione © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_41.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_42.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Henry V - Ambientazione © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_42.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_43.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Henry V - Ambientazione © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_43.jpg" width=432/></a></p>
<p><strong>- Fase 1 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/03/henry_v_1"><i>Preparazione del pezzo per la pittura</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 2 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/03/henry_v_2"><i>Realizzazione delle parti metalliche</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 3 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/04/henry_v_3"><i>Assemblaggio/finitura delle parti metalliche</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 4 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/04/henry_v_4"><i>Realizzazione delle parti in tessuto</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 5 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/05/henry_v_5"><i>Realizzazione dell&#8217;araldica</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 6 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/05/henry_v_6"><i>Realizzazione dell&#8217;incarnato</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 7 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/henry_v_7"><i>Realizzazione di tutti gli altri elementi (elmo, armi, cinte, fibbie)</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 7 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/henry_v_8"><i>Ambientazione</i></a></strong> </p>
<p>&#8230; FINE!</p>
<p>&nbsp; </p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center bgColor=#ffffff>
<tbody>
<tr>
<td align=right width="70%">
<a href="mailto:marcoberettoni@hotmail.it">Marco Berettoni</a><br />
<i>[<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2005/01/195038.shtml">Gallery</a>]</i><br />
<a href="http://www.figurini.it/"><i>Figurini.it</i></a></td>
<td align=middle width="20%"><img height=80 src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/MarcoB.jpg"/></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp; </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091021064814"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091021064814?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091021064814" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091021064814&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fhenry_v_9"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Come sappiamo uno degli elementi che caratterizzò la battaglia di Agincourt, orientandone addirittura l&amp;#8217;esito, fu il fango, abbondante in seguito alla pioggia caduta il giorno prima sul[...]</description>
	
	</item>
    

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