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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Thu, 09 Jul 2009 22:58:09 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Henry V - Agincourt 1415 - M. Berettoni (8/9)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/henry_v_8</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/henry_v_8</guid>
	<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 12:15:18 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/henry_v_8#comments</comments>
    <category>tecniche_modellistiche</category><category>ambientazione</category><category>passo passo</category><category>pittura figurini</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Henry_V_35_0.jpg" class="left" border="0" width="432" height="326" alt="Henry V - Ambientazione " /><br clear="both" /></p>
<p>Il terreno, dopo un fondo marrone (tierra marron) </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_36.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Henry V - Ambientazione © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_36.jpg" width=432/></a></p>
<p>ha subito lavaggi con nero diluito e dry brush con marrone chiaro, marrone arancio, ocra e beige. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_37.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Henry V - Ambientazione © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_37.jpg" width=432/></a></p>
<p>Poi è stato ricoperto di erba sintetica.<br />
Quest&#8217;ultima è stata poi colorata con varie tonalità di verde e marrone.<br />
Per il tronco dell&#8217;albero è stato usato un marrone scuro, tendente al grigio, trattandosi di albero secco lavorato poi con lavaggi e dry brush alternati.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_38.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Henry V - Ambientazione © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Henry_V_38.jpg" width=432/></a></p>
<p>La realizzazione dell&#8217;ambientazione si può fare prima di tutto il resto in modo che, alla fine, basti semplicemente collocare la figura al suo posto.<br />
In questo caso, però, ho preferito farla poco alla volta man mano che procedevo con la pittura del figurino, così da alternare momenti che richiedevano molta concentrazione, con altri più rilassanti.<br />
Per questo lo stato di avanzamento del terreno si può osservare nelle foto che riproducono altre fasi del processo di pittura.</p>
<p>&nbsp; </p>
<p><strong>- Fase 1 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/03/henry_v_1"><i>Preparazione del pezzo per la pittura</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 2 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/03/henry_v_2"><i>Realizzazione delle parti metalliche</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 3 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/04/henry_v_3"><i>Assemblaggio/finitura delle parti metalliche</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 4 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/04/henry_v_4"><i>Realizzazione delle parti in tessuto</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 5 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/05/henry_v_5"><i>Realizzazione dell&#8217;araldica</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 6 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/05/henry_v_6"><i>Realizzazione dell&#8217;incarnato</i></a></strong><br />
<strong>- Fase 7 - <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/henry_v_7"><i>Realizzazione di tutti gli altri elementi </i></a></strong> </p>
<p>Continua&#8230;.<br />
&nbsp; </p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center bgColor=#ffffff>
<tbody>
<tr>
<td align=right width="70%">
<a href="mailto:marcoberettoni@hotmail.it">Marco Berettoni</a><br />
<i>[<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2005/01/195038.shtml">Gallery</a>]</i><br />
<a href="http://www.figurini.it/"><i>Figurini.it</i></a></td>
<td align=middle width="20%"><img height=80 src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/MarcoB.jpg"/></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp; </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090709121518"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090709121518?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090709121518" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090709121518&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F07%2Fhenry_v_8"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il terreno, dopo un fondo marrone (tierra marron) 


ha subito lavaggi con nero diluito e dry brush con marrone chiaro, marrone arancio, ocra e beige. 


Poi è stato ricoperto di erba[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Ho fotografato il Rockwell B1–B Lancer - Giuseppe Penna</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/ho-fotografato-il-rockwell-b1%e2%80%93b-lancer-giuseppe-penna</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/ho-fotografato-il-rockwell-b1%e2%80%93b-lancer-giuseppe-penna</guid>
	<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 19:54:24 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/ho-fotografato-il-rockwell-b1%e2%80%93b-lancer-giuseppe-penna#comments</comments>
    <category>aerei_e_mezzi</category><category>fotografare i modellini</category><category>fotografia in ambito modellistico</category><category>in evidenza</category><category>rockwell b1–b lancer</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/B1B_01.jpg" class="left" border="0" width="432" height="320" alt="Rockwell B1-B Lancer" /><br clear="both" /><br />
Chi mi conosce, sa che la fotografia abbinata al modellismo, mi procura da qualche tempo emozioni nuove.<br />
Costruire un modello , poi collocarlo nel suo giusto contesto, infine scattare fotografie al soggetto appena terminato, senza l’ausilio del ritocco fotografico, ne sfondi artificiali, mi permette di coltivare due hobby nel medesimo tempo.<br />
Forse ho già scritto in qualche altro articolo quanto affermo, ma lo vorrei ribadire, aldilà di qualsiasi dubbio, che nel modellismo, in tutte le sue forme e scale, sia esso, aereo, navale, carri, auto e quant’altro senza uno sfondo adeguato, avvilisce i lavori presentati. </p>
<p>Infine, l’avvento di Siti in Internet dedicati al modellismo in generale, a mio  parere, ha dato e darà in futuro, sempre più  rilevanza alla fotografia in ambito modellistico.<br />
Chi di Voi non ha mai visto modelli stupendi, fotografati con lo sfondo di un selciato o, quello orribile delle piastrelle del terrazzo di casa?<br />
Ma, sia chiaro, non voglio dare lezioni a nessuno.<br />
Ognuno è libero di presentare i propri lavori nella forma e nei modi più confacenti.<br />
Così, ogni tanto, preso dall’entusiasmo, mi presento sul Sito di Supereva del caro amico Giacomo Banche con qualche novità&#8230; fotografica, mettendomi a disposizione di chiunque voglia darmi idee e consigli, sperando a mia volta  di essere utile a qualcuno quando propongo nuove presentazioni.</p>
<p>Passando al modello, ho sempre avuto un debole nel fotografare un modello in volo, questa situazione, riduce notevolmente la quantità di ore di lavoro, a scapito della qualità, chiudendo vani dei carrelli, portelli vari, mortificando il lavoro di dettaglio. Certo. Ma, l’emozione di fotografarlo in aria, nel suo&#8230; ” habitat naturale “, in tutta sincerità mi intriga parecchio. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_02.jpg" target=_blank><img alt="B1–B Lancer © Giuseppe Penna - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_02.jpg" width=420/></a> </p>
<p>Ed ecco il Rockwell B-1 B Lancer della Revell in scala 1/72.<br />
Di per sé, il modello,  qualitativamente, l’ho trovato abbastanza scarso, un buon modellista, dovrebbe consumarsi i gomiti per costruirlo in modo decente, anche mettendo le mani nell’after market dedicato, questo enorme modello, presenta nella parte anteriore qualcosa di sbagliato rispetto all’originale.<br />
Questo difetto è sin troppo evidente.  E francamente non so se ne vale la pena costruirlo con tutti i sentimenti giusti.    Convinto di non sbagliare in questo giudizio. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_03.jpg" target=_blank><img alt="B1–B Lancer © Giuseppe Penna - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_03.jpg" width=420/></a> </p>
<p>Per contro, il modello è di grande effetto, maestoso, forse più, del vecchio B. 52.<br />
Ma se qualcuno di Voi, per caso, volesse cimentarsi, in questo genere di costruzione, raccomando di rifare alcuni pezzi, perché i portelli dei carrelli incollati in posizione chiusa non sono tutti precisi.<br />
Provare per credere.<br />
Niente paura, il plasticard sa fare miracoli.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_04.jpg" target=_blank><img alt="B1–B Lancer © Giuseppe Penna - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_04.jpg" width=420/></a> </p>
<p>IL COLORE: Nel foglio di istruzioni troverete sulla colorazione dell’intero modello la lettera < O> in tantissime lingue, dove in Italiano, cita letteralmente: Colore  CARRO ARMATO, opaco - !!?? – Non spaventatevi, trovate da qualche parte i colori acrilici REVELL (vasetto quadrato) e avrete così un ottimo Panzergrau,  n. 78 – di sicuro effetto. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_05.jpg" target=_blank><img alt="B1–B Lancer © Giuseppe Penna - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_05.jpg" width=420/></a> </p>
<p>Infine usate della comune lenza di nailon da pesca, con una resistenza di circa 2 Kg  alla trazione, per sostenere questo colosso, fate un foro sul dorso della fusoliera, sull’esatto Centro di Gravità che troverete facilmente, divertitevi a fotografarlo, se volete, con lo sfondo a Voi più congeniale. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_06.jpg" target=_blank><img alt="B1–B Lancer © Giuseppe Penna - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_06.jpg" width=420/></a> </p>
<p>Desidero infine ringraziare, attraverso queste note, un valido modellista, Silvio Pietropaolo che nelle  recensioni di alcuni miei lavori presentati ultimamente  su questo ottimo Sito, mi incoraggia sempre, con passione e, con tanti complimenti, a proseguire nella attività non solo modellistica ma anche fotografica.<br />
Grazie Silvio!.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_07.jpg" target=_blank><img alt="B1–B Lancer © Giuseppe Penna - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_07.jpg" width=420/></a> </p>
<p>Un cordiale, amichevole saluto .</p>
<p>Buon Modellismo a Tutti.</p>
<table align=center>
<tbody>
<tr>
<td><img alt="Giuseppe Penna" src="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/Pino_Golf.jpg" width=200/></td>
<td><a href="mailto:pennagiuseppe@libero.it">Giuseppe <i>Pino</i> Penna</a> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>P.S. – In alcune foto, ingrandendole sul Vostro P.C. – potreste intravedere un filo di nailon sul dorso della fusoliera, in corrispondenza del C.di G. (Centro di Gravità) del medesimo.<br />
Volutamente, è la prova che niente è stato ritoccato nelle fotografie che appaiono scure, ma è la particolare vernice a renderle così; questo per evidenziare l&#8217;aspetto &#8220;furtivo&#8221; del suo volo alle basse quote.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_08.jpg" target=_blank><img alt="B1–B Lancer © Giuseppe Penna - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giuseppe_Penna/B1–B_08.jpg" width=420/></a> </p>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090706195424"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090706195424?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090706195424" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090706195424&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F07%2Fho-fotografato-il-rockwell-b1%25e2%2580%2593b-lancer-giuseppe-penna"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Chi mi conosce, sa che la fotografia abbinata al modellismo, mi procura da qualche tempo emozioni nuove.
Costruire un modello , poi collocarlo nel suo giusto contesto, infine scattare fotografie al[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Moschetiere Veneto - Pietro Ballarini</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/pb_moschetiere_veneto</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/pb_moschetiere_veneto</guid>
	<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 14:31:21 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/pb_moschetiere_veneto#comments</comments>
    <category>_model_gallery_</category><category>kit friulmodellismo</category><category>moschetiere veneto</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/PB_Moschettiere_Veneto_0.jpg" class="left" border="0" width="432" height="432" alt="Moschetiere Veneto" /><br clear="both" /><br />
&nbsp;</p>
<table width=432 align=center border=0>
<tbody>
<tr>
<td align=middle bgColor=#dadffe>Moschetiere Veneto</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<table width=420 align=center border=0>
<tbody>
<tr>
<td width="20%" bgColor=#c3edc3>Kit</td>
<td></td>
<td align=left bgColor=#dadffe>Friulmodellismo</td>
</tr>
<tr>
<td bgColor=#c3edc3>Scala</td>
<td></td>
<td align=left bgColor=#dadffe>54mm metallo bianco</td>
</tr>
<tr>
<td bgColor=#c3edc3>Pittura</td>
<td></td>
<td align=left bgColor=#dadffe>Acrilici</td>
</tr>
<tr>
<td bgColor=#c3edc3>Note</td>
<td></td>
<td align=left bgColor=#dadffe>Il gatto e&#8217; in plastica (Tamiya), la cappelletta in gesso (calco Verlinden), i fiori secchi ridipinti in rosso</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_Moschettiere_Veneto_2.jpg" target=_blank><img alt="Moschetiere Veneto © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_Moschettiere_Veneto_2.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_Moschettiere_Veneto_3.jpg" target=_blank><img alt="Moschetiere Veneto © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_Moschettiere_Veneto_3.jpg" width=432/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_Moschettiere_Veneto_1.jpg" target=_blank><img alt="Moschetiere Veneto © Pietro Ballarini - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Pietro_Ballarini/PB_Moschettiere_Veneto_1.jpg" width=432/></a></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<table cellSpacing=5 cellPadding=5 width=420 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right><font size="3"> Pietro Ballarini</font><br />
<font size=1>© 2009</font><br />
[<a href="http://guide.dada.net/modellismo_statico/interventi/2004/01/148290.shtml">Gallery</a>]
  </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090703143121"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090703143121?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090703143121" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090703143121&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F07%2Fpb_moschetiere_veneto"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>&amp;nbsp;



Moschetiere Veneto







Kit

Friulmodellismo


Scala

54mm metallo bianco


Pittura

Acrilici


Note

Il gatto e&amp;#8217; in plastica (Tamiya), la cappelletta in gesso (calco[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Sigfrido - Marco Berettoni</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/mb_sigfrido</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/mb_sigfrido</guid>
	<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 06:03:04 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/07/mb_sigfrido#comments</comments>
    <category>diorami</category><category>in evidenza</category><category>la saga dei nibelunghi</category><category>lindgast</category><category>sigfrido</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Siegfrid_0.jpg" class="left" border="0" width="432" height="398" alt="Sigfrido " /><br clear="both" /><br />
“<em>Ma di là pure un guerriero si era avanzato molto vigilante contro il nemico, a protezione… Egli portava un brillante scudo d’oro…: era il re Lindgast.<br />
Il nobilissimo straniero gli andò incontro in aria di sfida… Essi diedero di sprone ai cavalli, con le lance in resta sui rispettivi scudi.<br />
Dopo il colpo di lancia, i corsieri trasportarono velocemente i due figli di re… e quei due uomini armati dalla collera s’attaccarono con la spada.<br />
Allora il re Siegfried colpì tanto violentemente che tutta la pianura ne echeggiò… Da tre gravi ferite che egli fece al re, attraverso la sua lucente cotta d’armi… il sangue scaturì sotto il taglio della spada.<br />
Il coraggio di Lindgast ne fù abbattutto e chiese al suo nemico di avere salva la vita</em>”<br />
La Canzone dei Nibelunghi, canto IV, 181-188)</p>
<p>La realtà storica in cui si deve inquadrare questa scenetta è quella del primo quarto del V secolo quando la stirpe germanica dei Burgundi, dopo avere costituito un proprio regno attorno a Worms, tentò di ampliarlo sulle coste della provincia romana belgica.<br />
Il magister Militum dell’impero d’Occidente, Ezio, e Teodorico, re dei Visigoti, spinsero i loro alleati Unni contro il re dei Burgundi, Gundahar.<br />
Nel 437 questi venne ucciso assieme a 20.000 guerrieri ed il suo regno invaso.<br />
Siamo nel periodo della migrazione dei popoli, quando, tra il IV e V secolo, ai confini di un impero romano oramai in declino, diverse tribù e stirpi germaniche in continua lotta tra loro percorrevano l’Europa occidentale cercando stanziamenti più o meno stabili. In questa situazione emersero figure di grandi capi militari, ricchi principi guerrieri che si mettevano a disposizione di questo o quel potentato, offrendo la propria abilità militare.<br />
Può essere stato il caso di Siegfried, principe delle popolazioni germanico-frisoni residenti a Colonia Traiani (Xanten), che si reca alla corte di Gundahar e lo aiuta a sconfiggere Danesi e Sassoni (ed analoga potrebbe essere stata anche l’origine di Artù). Attorno alla luminosa figura di Siegfried, dai connotati più leggendari che storici, fiorirono i canti epici e nacque la leggenda dei Nibelunghi, di Sigfrido, l’eroe nazionale germanico e della sua spada Balmung.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_1.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Sigfrido © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_1.jpg" width=432/></a></p>
<p>La leggenda di Sigfrido, nata sulle sponde del Reno tra il IV e V secolo, venne diffusa oralmente dai bardi nella scandinavia.<br />
Fu poi in Islanda, dopo la colonizzazione Norvegese, che questa si concretizzò nella raccolta epica scritta del poema conosciuto come Edda.<br />
Il poema racchiude tutta la mitologia nordica dei popoli germanici e gli antichi canti di guerra. Fra questi la canzone dei Nibelunghi, che narra le imprese di Gundahar, di Attila (re Etzel), di Teodorico (re dei Visigoti) e dei Burgundi.<br />
La canzone consta di 39 avventure o canti e narra di come il principe di Xanten, Siegfried, uccisore di draghi e possessore del tesoro dei Nibelunghi, si rechi alla corte Burgunda di Worms, per sposare la bella Crimilde, sorella del re Gundahar.<br />
Siegfried diviene amico di Gundahar ed assieme compiono eroiche gesta nella battaglia contro gli invasori Sassoni e Danesi guidati dai re Lindger e Lindgast.<br />
Siegfried aiuta Gundahar a conquistare Brunilde, la valchiria, ma la sua bravura suscita la gelosia e l’odio dei guerrieri Burgundi con Hagen in testa.<br />
Nell’unico punto in cui il sangue di drago ucciso da Siegfried non ha coperto la pelle dell’eroe, rendendola invulnerabile, Hagen guida a tradimento il giavellotto che toglie la vita a Siegfried. Ma Crimilde giura vendetta: privata con l’inganno da Hagen e Gundahar dell’oro del Reno, si offre in sposa ad Attila, re degli Unni. Invitati alla corte di quest’ultimo, a Vindobona (Wien), i Burgundi vanno incontro all’ira di Crimilde: nell’orgia di sangue che ne segue tutti gli eroi vengono sterminati, mentre con Hagen muore il segreto di dove sia stato celato l’oro del Reno.<br />
Per molti secoli la canzone dei Nibelunghi rimase quasi dimenticata, finchè il grande poeta e musicista Wagner (1813-1833) fece rivivere gli antichi eroi germanici, nei suoi quattro capolavori: “L’oro del Reno”, “La Valchiria”, “Sigfrido”, “Il crepuscolo degli dei”.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_2.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Sigfrido © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_2.jpg" width=432/></a></p>
<p><strong>Sigfrido</strong>.<br />
Per ricostruire l’armamento di Sigfrido, gli autori si sono rifatti a quanto descritto nel Nibelungenslied, rapportandolo alle fonti archeologiche dei quel tempo, che l’area dell’alto Reno e le paludi danesi hanno splendidamente restituito.<br />
In particolare i sacrifici dei bottini di guerra e le offerte di armi nelle paludi e nei laghi, legate alle pratiche religiose dei Germani, costituiscono una straordinaria fonte per le caratteristiche degli armamenti del nord-Europa. Ne è risultato un misto di equipaggiamneto romano-germanico dalla sfavillante bellezza. L’impatto culturale dei romani produsse un armamento altamente decorativo e fastoso, un misto tra elementi classici e tecnologia militare germanica.<br />
Il nostro principe guerriero ben poteva essere il leader di un gruppo di barbari federati che avevano militato nell’esercito imperiale.<br />
La bellezza di Sigfrido è più volte ricordata nell’opera. Anche se manca una descrizione fisica accurata, possiamo immaginarlo come un guerriero dal bel viso, occhi blu, senza barba e dai lunghi capelli biondi che fuoriescono dall’elmo.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_3.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Sigfrido © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_3.jpg" width=432/></a></p>
<p><strong>Lindgast</strong><br />
Il re danese figura come un guerriero nord-germanico equipaggiato secondo lo stile dei catafratti romani.<br />
La decorazione delle armi, gli oggetti e gli accessori denotano la presenza dell’ornamentazione geometrica e zoomorfa, tipicamente germanica. Nulla è detto dell’aspetto fisico di Lindgast: si può pensare ad un giovane guerriero danese, fulvo, con barba e baffi incorniciati dall’elmo. </p>
<p>Quando ho aperto questo vecchio kit della Soldiers, opera di Adriano Laruccia, aquistato anni fa e lasciato nell’armadio per tutto il tempo, sono rimasto sorpreso dalla qualità elevatissima della scultura, ricca di numerosi dettagli tutti resi alla perfezione. E su tutto il dinamismo e la drammaticità del momento.<br />
A corredo del kit c’è poi un esauriente libercolo (in 4 lingue!!) autore Raffaele d’Amato, dove è scritto quanto ho riassunto sopra e che inoltre descrive dettagliatamente tutti i singoli elementi del vestiario e dell’armamentario dei due contendenti e con dei bei disegni del progetto di scultura.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_4.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Sigfrido © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_4.jpg" width=432/></a></p>
<p><strong>Due parole sulla pittura</strong>.<br />
Il mantello ed il cavallo di Sigfrido, assieme ai pantaloni ed alla tunica di Lindgast, costituiscono gli unici elementi “variabili” per la pittura.<br />
Per il resto poche alternative. I colori scelti sono quelli che vedete nelle immagini. Le parti metalliche sono state lucidate e poi differenziate con i lavaggi ad olio di varie tonalità. I metalli gialli in alcuni casi sono stati prima dipinti con pigmento per stamperia e poi ripassati con il giallo trasparente e con gli oli. In altri casi dopo la lucidatura è stato passato direttamente giallo o arancione trasparante e poi un lavaggio ad olio.<br />
Per quanto riguarda l’ambientazione ho usato quella fornita nel kit, che aveva già la giusta pendenza ed i fori per le zampe del cavallo e per la figura a terra, integrandola e raccordandola alla base di legno con del das. Ho poi deciso di riprodurre un declivio di erba alta ed ho ricoperto tutto con ciuffetti di materiale preso dalle palline che si trovano lungo le spiagge. Li ho presi a mazzetti, tagliati pari alla base ed incollati con vinavil. Sono partito dall’alto, facendo una striscia di ciuffi e poi lasciando seccare la colla. E poi di nuovo, fino alla base, inserendo ogni tanto dei fili più lunghi di erba sintetica. Una volta finito ho colorato con l’aerografo partendo da un verde scuro e poi aggiungendo verde chiaro e giallo.<br />
Il cavallo è stato realizzato partendo da un fondo acrilico, con già un accenno di luci ed ombre e terminandolo poi con gli oli.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_5.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Sigfrido © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_5.jpg" width=432/></a></p>
<p>Una scenetta questa molto bella, anche se abbastanza impegnativa da dipingere e ancora una volta uno spunto ed un’occasione per allargare le proprie conoscenze. Ho già recuperato dalla biblioteca la canzone dei Nibelunghi e presto cercherò anche di reperire le musiche di Wagner. Credo che anche il risultato della pittura sia migliore se ci facciamo coinvolgere un poco da quello che stiamo facendo.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_6.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Sigfrido © Marco Berettoni - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/Siegfrid_6.jpg" width=432/></a></p>
<p>Buon modellismo a tutti.</p>
<table cellSpacing=6 width=420 align=center bgColor=#ffffff>
<tbody>
<tr>
<td align=right width="70%">
<a href="mailto:marcoberettoni@hotmail.it">Marco Berettoni</a><br />
<i>[<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2005/01/195038.shtml/">Gallery</a>]</i><br />
<a href="http://www.figurini.it/"><i>Figurini.it</i></a></td>
<td align=middle width="20%"><img height=80 src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Berettoni/MarcoB.jpg"/></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090702060304"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090702060304?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090702060304" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090702060304&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F07%2Fmb_sigfrido"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>“Ma di là pure un guerriero si era avanzato molto vigilante contro il nemico, a protezione… Egli portava un brillante scudo d’oro…: era il re Lindgast.
Il nobilissimo straniero gli andò[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Legolas - Giaba</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/legolas-giaba</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/legolas-giaba</guid>
	<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 19:40:25 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/legolas-giaba#comments</comments>
    <category>soldatini</category><category>bloom</category><category>il signore degli anelli</category><category>la terra di mezzo</category><category>legolas</category><category>tolkien</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/GIABA_LEGOLAS04.JPG" class="left" border="0" width="432" height="466" alt="Legolas" /><br clear="both" /></p>
<p>Spesso mi capita di innamorarmi a prima vista di un figurino.<br />
Come tutti i colpi di fulmine, durano pochi giorni, il tempo di acquistare il kit o non trovarlo affatto e pian piano il tutto svanisce nel rincorrere un nuovo kit in uscita.<br />
Molti di questi &#8220;colpi di fulmine&#8221; finiscono nella grande collezione di scatole che &#8220;prima o poi faro’ &#8230;&#8221;<br />
Per questo &#8220;arciere elfo&#8221;, cosi’ definito dalla Andrea Miniaturas, probabilmente per aggirare le costosissime royalties, invece non ho resistito.<br />
A poche ore dal suo acquisto, ero gia’ intento a limare e unire le sette parti (piu’ basamento) che compongono il kit che, a parte un difetto che raccontero’ in seguito, e’ ottimo.</p>
<p><img height=331 alt="Legolas - Giaba" src="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas00.jpg" width=420/> </p>
<p>La somiglianza della scultura all’attore Bloom e’ particolarmente azzeccata.<br />
In un primo momento ho pensato di dipingerlo usando colori di fantasia, a tal proposito, interpellando alcuni amici &#8220;patiti&#8221; di Tolkien mi veniva detto che i libri non specificano con quali colori erano fatti i vestiti degli elfi ma, dovendosi mimetizzare nei boschi, ne riflettevano sicuramente le tonalita’.</p>
<p><img height=404 alt="Legolas - Giaba" src="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas01.jpg" width=420/> </p>
<p>Non convinto di cio’ ho voluto fare di testa mia prendendo ispirazione dalla confezione.<br />
Mi accorsi pero’ cammin facendo che il risultato non era proprio quello che volevo.</p>
<p><img height=214 alt="Legolas - Giaba" src="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas02.jpg" width=420/> </p>
<p>L’azzurro usato per i pantaloni era troppo chiaro e il mio Legolas sembrava piu’ un principe Disney che non un personaggio posto a difesa dell’Anello.<br />
<img alt="Legolas - Giaba" hspace=8 src="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas03.jpg" width=200 align=left vspace=2/> Nel continuare nel montaggio scoprivo poi tardivamente un difetto: il mantello non si raccordava nel migliore dei modi, anzi, risultava mancante per un breve pezzo.<br />
La scelta fu drastica: sverniciatura completa e raccordo, in Milliput, del mantello al resto del corpo.<br />
Nella ripartenza ho deciso di affidarmi ad una documentazione migliore: il film.<br />
Non ho contato le volte che ho visto e rivisto le scene del primo episodio della saga bloccando spesso il filmato per annotarmi qualche particolare del vestito da replicare sul figurino.<br />
Una volta convinto dell’&#8221;uniforme&#8221; mi sono rimesso al lavoro.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas06.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Legolas © Giaba  - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas06.jpg" width=432/></a></p>
<p>Per l’incarnato ho usato una mescola arancio+rosso+carne+uniforme inglese schiarendo con carne e scurendo con l’uniforme inglese, cercando pero’ di mantenere i toni un po’ piu’ chiari.<br />
Gli occhi sono azzurri per dare un tono &#8220;diafano&#8221; al personaggio.<br />
I capelli sono in giallo ocra di base schiariti con bianco e scuriti con uniforme inglese.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas05.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Legolas © Giaba  - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas05.jpg" width=432/></a></p>
<p>Il mantello e’ stato dipinto partendo da un verde miltare, il german grey (alla faccia del fantasy) schiarito con carne.<br />
Per il corpo ho usato vari toni di marroni mentre per i pantaloni sono partito da un blu di Prussia schiarendo man mano con del celeste.<br />
Marroni vari per cinture, fibbie e arco con rifiniture in bronzo e oro fatti risaltare con lavaggi di nero.<br />
La basetta e’ quella originale del kit dipinta con tutte le tonalita’ di marrone e verde che mi passavano tra le mani, le luci sono in giallo e qualche ciuffetto di erba sintetica completano il tutto.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas07.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Legolas © Giaba  - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas07.jpg" width=432/></a></p>
<p>Praticamente alla fine dell’opera, mi accingevo all’ultimo dettaglio: la corda dell’arco.<br />
Non so a quanti ho chiesto un parere su come mettere ‘sta corda per poi fare&#8230; di testa mia!<br />
Ed ecco, puntuale, la punizione per aver stressato troppo: la corda tocca il gomito, un difetto che non ho notato non avendo fatto alcuna prova mentre montavo il figurino.<br />
A questo punto mi sono arreso, dopo tutto e’ un difetto quasi accettabile&#8230; che ne dite?</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas_Mi.jpg" target=_blank><br />
<img alt="Legolas © Giaba  - Click to enlarge" src="http://www.kitshow.net/images/Giaba/Giaba_Legolas_Mi.jpg" width=432/></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right>
<a href="mailto:giaba@supereva.it">Giaba</a><br />
[ <a href="http://www.kitshow.net">www.kitshow.net</a> ]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090630194025"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090630194025?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090630194025" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090630194025&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F06%2Flegolas-giaba"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Spesso mi capita di innamorarmi a prima vista di un figurino.
Come tutti i colpi di fulmine, durano pochi giorni, il tempo di acquistare il kit o non trovarlo affatto e pian piano il tutto svanisce nel[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Andrea Miniatures, novità di Giugno 2009</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/andrea-miniatures-novita-di-giugno-2009</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/andrea-miniatures-novita-di-giugno-2009</guid>
	<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 20:17:25 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/andrea-miniatures-novita-di-giugno-2009#comments</comments>
    <category>novit_modellistiche</category><category>andrea miniatures</category><category>george armstrong custer</category><category>sulnar burning wind</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Andrea_Logo.jpg" class="left" border="0" width="180" height="121" alt="Andrea Miniatures" />Questo mese il sito <a href="http://www.andrea-miniatures.com">Andrea Miniatures</a> propone due novità anche se le indiscrezioni indicavano un numero di uscite ben più elevato.<br />
Si parte con un classico personaggio, George Armstrong Custer.<br />
La dicitura del kit corrispondente alle immagini, riferisce ad una collocazione del figurino nel 1863, anno in cui il giovane Custer, appena 23enne, fu nominato generale di una brigata di cavalleria durante la guerra di secessione Americana.<br />
L&#8217;unico dubbio sulla miniatura riguarda l&#8217;apparenza oramai matura del viso a dispetto della giovane età.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-062009/1"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-062009/SGF14401.jpg" alt="Gen. Custer" width="432" /></a></p>
<p>Il kit, in 54 mm ha il codice: SG-F144<br />
<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-062009/2"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-062009/SGF14402.jpg" alt="Gen. Custer" width="432"/></a></p>
<p>Passiamo poi ad un nuovo personaggio della saga Warlord: Sulnar &#8220;Burning Wind&#8221;, un fantasy dove ci si può sbizzarrire con le tecniche di pittura più svariate.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-062009/3"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-062009/WS02201.jpg" alt="Sulnar "Burning Wind"" width="432"/></a></p>
<p>Il kit, in 54 mm ha il codice: WS-022</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-062009/4"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-062009/WS02202.jpg" alt="Sulnar "Burning Wind"" width="432"/></a></p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/andrea-miniatures-062009/5"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/andrea-miniatures-062009/WS02203.jpg" alt="Sulnar "Burning Wind"" width="432"/></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right>
<a href="mailto:giaba@supereva.it">Giaba</a><br />
[ <a href="http://www.kitshow.net">www.kitshow.net</a> ]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p><strong>NOTA</strong>: le immagini sono di proprietà Andrea Miniatures</p>
<p>&nbsp;&nbsp; </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090629201725"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090629201725?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090629201725" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090629201725&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fandrea-miniatures-novita-di-giugno-2009"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Questo mese il sito Andrea Miniatures propone due novità anche se le indiscrezioni indicavano un numero di uscite ben più elevato.
Si parte con un classico personaggio, George Armstrong Custer.
La[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Art Girona, Novità di Giugno 2009</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/art-girona-novita-di-giugno-2009</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/art-girona-novita-di-giugno-2009</guid>
	<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 20:35:28 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/art-girona-novita-di-giugno-2009#comments</comments>
    <category>novit_modellistiche</category><category>battaglia di appomattox</category><category>eannatum</category><category>guerra di secessione americama</category><category>lagash</category><category>regni sumeri</category><category>regno di palmira</category><category>settimio odenato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Art_Girona_logo.jpg" class="left" border="0" width="180" height="146" alt="Art Girona" />L&#8217;<a href="http://www.art-girona.com">Art Girona</a> continua nella commercializzazione di figurini al di fuori dei soliti &#8220;filoni&#8221; modelistici.<br />
Per la serie storica, la casa spagnola, dopo re assiri, persiani ed ittiti, propone altri personaggi di tutto rispetto.<br />
Tra i re sumeri, Palesi Gudea delagas&#8217;h non e’ tra i più famosi essendo un discendente del più titolato Eannatum che fu tra i primi sovrani della storia a conquistare ciò che si può definire un impero; il re sumero di Lagash infatti annesse sotto il proprio domino la maggior parte delle città mesopotamiche estendendo il suo potere anche in Siria.<br />
Purtroppo non esistono riferimenti sostanziali per identificare completamente le &#8220;uniformi&#8221; di questi sovrani se non alcuni frammenti di stele e stendardi distribuiti nei vari musei; Adriano Laruccia, lo scultore del figurino in 54mm che rappresenta il discendente di  Eannatum, (III dinastia), si sarà probabilmente ispirato alla tavola pubblicata nell&#8217;Osprey serie Men at Arms, &#8220;Ancient armies of the Middle East&#8221;.<br />
Il kit nell&#8217;immagine e&#8217; stato dipinto da Jesús Gamarra, il suo codice: H16, la scala 54mm.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/art-girona-062009/2"><img class="left"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/art-girona-062009/big_H16.jpg" alt="Art Girona, novità Giugno 2009" width="432" /></a></p>
<p>Facciamo ora un salto di oltre 2000 anni per spostarci nella vicina Siria dove si creò un regno che seppe espandersi dalla Turchia centrale fino all&#8217;Egitto.<br />
Nel III Secolo come conseguenza delle sconfitte romane da parte dei persiani, l&#8217;impero Romano d&#8217;Oriente entrò in crisi.<br />
Settimio Odenato, discendente di una delle più importanti famiglie di Palmira che ottenne la cittadinanza romana, riuscì nell&#8217;intento di riportare le terre strappate dai persiani sotto l&#8217;influenza dell&#8217;Impero creando un vero e proprio regno.<br />
Alfonso Gozalo ha scolpito il master in 54mm che rappresenta il re di Palmira, Septimius Odaenathus.<br />
Il kit dell&#8217;immagine e&#8217; stato dipinto da Jesús Gamarra, codice:  H-17  </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/art-girona-062009/4"><img class="left"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/art-girona-062009/big_H17.jpg" alt="Art Girona, novità Giugno 2009" width="432" /></a></p>
<p>Dopo due kit fuori dagli schemi, ritorniamo nei canoni modellistici con un ufficiale confederato ambientato nell&#8217;ultima battaglia della Guerra di secessione americama: Appomattox, nel 1865.<br />
Krisztian Bodi e&#8217; lo scultore del figurino proposto nell&#8217;immagine che segue interpretato nella pittura da Joan Masferrer.<br />
Il codice del kit: I-61, la scala 54mm.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/art-girona-062009/3"><img class="left"  src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/art-girona-062009/big_I61.jpg" alt="Art Girona, novità Giugno 2009" width="432" /></a></p>
<p>Per finire, un &#8220;classico&#8221; napoleonico, uno zappatore del 42º reggimento di linea francese del 1809.<br />
Il kit in 54 mm e&#8217; stato scolpito da Michel Saez, Jesús Gamarra e&#8217; ancora una volta il pittore della box art.<br />
Codice: GN-53</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/galleria/art-girona-062009/1"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/art-girona-062009/big_GN53.jpg" alt="Art Girona, novità Giugno 2009" width="432" /></a><br clear="both" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right>
<a href="mailto:giaba@supereva.it">Giaba</a><br />
[ <a href="http://www.kitshow.net">www.kitshow.net</a> ]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p><strong>NOTA</strong>: le immagini sono di proprietà <a href="http://www.art-girona.com/">Art Girona</a></p>
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    <p><map name="google_ad_map_20090628203528"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090628203528?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090628203528" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090628203528&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fart-girona-novita-di-giugno-2009"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>L&amp;#8217;Art Girona continua nella commercializzazione di figurini al di fuori dei soliti &amp;#8220;filoni&amp;#8221; modelistici.
Per la serie storica, la casa spagnola, dopo re assiri, persiani ed[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Messerschmitt Me 262 B-1a/U1 &quot;Nachtjäger&quot; - Marco Vergani</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/mv_messerschmitt_me_262</link>
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	<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 16:20:20 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/mv_messerschmitt_me_262#comments</comments>
    <category>aerei_e_mezzi</category><category>in evidenza</category><category>messerschmitt me 262</category><category>nachtjäger</category><category>primo aereo a reazione</category><category>schwalbe</category><category>sturmvogel</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Me_262_00.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="messerschmitt me 262" /><br clear="both" /><br />
<em>Fu il primo aereo a reazione operativo della storia. La sua comparsa, nel 1944, creò grande allarme negli Alleati, ma arrivò troppo tardi sulla scena del conflitto..</em></p>
<p>Il <strong>Messerschmitt Me 262</strong> era un bimotore a getto da caccia multiruolo ad ala a freccia sviluppato e prodotto dall&#8217;azienda tedesca Messerschmitt AG negli anni quaranta.<br />
Impiegato dalla Luftwaffe, durante le fasi finali della seconda guerra mondiale, detiene il primato di essere stato il primo caccia della storia con motore a getto ad entrare in servizio operativo.<br />
Le versioni principali erano :<br />
. da caccia, soprannominata <strong>Schwalbe</strong>, rondine;<br />
. bombardiere soprannominata <strong>Sturmvogel</strong>, uccello delle tempeste;<br />
. <strong>Nachtjäger</strong>, versione biposto da caccia notturna, costruito in pochi esemplari negli ultimi mesi del conflitto.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_01.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_01.jpg" width=432 alt="Messerschmitt Me 262 © Marco Vergani - Click to enlarge"/></a></p>
<p><strong>Le origini</strong><br />
Il progetto del Me 262, iniziato nel 1938, prevedeva l&#8217;installazione di nuovi motori a reazione in fase di costruzione sia dalla Junkers Flugzeug und Motorenwerke AG che dalla BMW.<br />
Nel 1940 la cellula era già pronta, ma mancavano ancora i motori. Infatti, i primi voli vennero fatti con un motore a pistoni Junkers Jumo 210 montato sul muso. Nel 1941 la BMW consegnò i motori e nel 1942 venne fatto il collaudo, ma la rottura di un compressore costrinse l&#8217;aereo a un atterraggio di fortuna. Finalmente nel luglio di quell&#8217;anno arrivarono i motori della Junkers, due Jumo 004, e il collaudo fu un successo totale.</p>
<p><strong>L’impiego operativo</strong><br />
Mostrato nel luglio del 1943 a Hermann Göring, nel novembre dello stesso anno fu presentato al Führer. Impressionato, Hitler diede uno dei suoi più controversi ordini, disponendo che l&#8217;aereo fosse impiegato per missioni di bombardamento. Chiedendo a Willy Messerschmitt se l&#8217;aereo avesse la possibilità di portare bombe ed avendo ricevuto una risposta affermativa, sembra che esclamò: &#8220;Ecco il bombardiere veloce di cui avevo bisogno!&#8221;. Questo ordine comportò molti problemi ai reparti tedeschi, dal momento che il bireattore in pratica era incapace di assolvere il ruolo di bombardiere in quanto non aveva visibilità verso il basso e, non avendo aerofreni, accelerava troppo rapidamente in picchiate sostenute. L&#8217;unica soluzione fu trovata nel volo in picchiata leggera a media quota. Il Me 262 non aveva però vita facile con i caccia alleati, che potevano picchiare a velocità sufficiente per raggiungerli se si trovavano a quota superiore.<br />
La versione da bombardamento poteva trasportare 500 kg di bombe, due SC 250 da 250 kg oppure una SC 500 da 500. Spesso venivano montati solo 2 cannoni, per un totale di 250 kg in meno.<br />
Quando finalmente venne accordata l&#8217;autorizzazione all&#8217;uso come caccia, l&#8217;aereo aveva ancora molti problemi da risolvere, sia come tattica che come tecnica. La mancanza di piloti addestrati era un altro grave problema. Quando possibile vennero impiegati i piloti dei bombardieri perché l&#8217;aereo aveva la necessità di una costante e precisa regolazione, tutt&#8217;altro che istintiva nella condotta in volo. Non bisognava mai tentare manovre acrobatiche o esagerare con la manetta.<br />
Quando riusciva ad attaccare era in grado di devastare il bersaglio aereo, ma al tempo stesso alcune caratteristiche di volo lo rendevano attaccabile da parte dei caccia alleati. Il Me 262 doveva prediligere il volo orizzontale piuttosto che quello in picchiata per il suo disimpegno, altrimenti rischiava di essere seguito e talvolta raggiunto dai veloci apparecchi angloamericani di recente produzione.<br />
Per ottenere risultati ancora migliori, i cacciatori alleati iniziarono a pattugliare gli aeroporti tedeschi sorprendendo spesso i piloti nemici in atterraggio e soprattutto in decollo. I tedeschi cercarono di opporsi destinando reparti di Fw-190 e addirittura di Ta-152 alla difesa a bassa quota dei jet in atterraggio, ma questo non evitò dolorose perdite, come quella dell&#8217;asso Walter Nowotny.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_02.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_02.jpg" width=432 alt="Messerschmitt Me 262 © Marco Vergani - Click to enlarge"/></a></p>
<p><strong>L’ultimo periodo</strong><br />
La macchina venne usata in tutte le sue versioni per scontri feroci negli ultimi mesi; talvolta scortò i bombardieri a reazione in attacchi al suolo. Il modello da caccia notturna, equipaggiato con radar come il Neptun e il Berlin, era un biposto (pilota più operatore radar) che giunse in linea in pochi esemplari negli ultimi mesi del conflitto, distruggendo rapidamente un buon numero di bombardieri alleati.<br />
In una sola azione, 55 velivoli vennero inviati in azione durante un massiccio attacco al suolo in cui i caccia alleati ne abbatterono 3. La velocità con le bombe diminuiva a circa 755 km/h.<br />
In un&#8217;altra giornata, ben 27 Me 262 finirono distrutti in aria e a terra durante un tentativo di arrestare l&#8217;ennesima ondata di bombardieri americani.<br />
La mancanza di carburante e di quasi tutto il resto aveva impedito al caccia tedesco di operare al meglio di sé. Il totale delle perdite era stato di 100 aeroplani contro circa 450 vittorie reclamate.<br />
I pochi esemplari completati riportarono pertanto buoni successi e nessun altro caccia tedesco nell&#8217;ultimo periodo di guerra era in grado di avere un rapporto abbattimenti/perdite favorevole. Il Messerschmitt Me 262 purtroppo apparve in un momento critico per l&#8217;industria aeronautica, ormai logorata dai continui bombardamenti.<br />
Alla fine della guerra, non oltre 500 macchine di questo tipo erano state consegnate ai reparti: le altre erano state accantonate su scali ferroviari e fabbriche per l&#8217;impossibilità di mantenerle in servizio, e li rimasero fino alla fine della guerra.<br />
Il reparto più famoso che operò sui Me 262 fu lo Jagdverband 44 (JV44), comandato dal leggendario asso della caccia Adolf Galland. Era una unità di elitè, composta da piloti eccezionali e pluridecorati, che entrò in operazione nelle ultime settimane di guerra e ottenne i risultati più significativi contro i bombardieri alleati:in poco più di un mese furono registrati ben 56 abbattimenti. Ma anche questo sforzo alla fine fu inutile, il destino della Germania era ormai segnato.  </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_05.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_05.jpg" width=432 alt="Messerschmitt Me 262 © Marco Vergani - Click to enlarge"/></a></p>
<p><strong>Il velivolo: descrizione tecnica</strong><br />
Il Me 262 sviluppava una spinta di 1 800 kg grazie a due Junkers Jumo 004B a propulsione jet, configurazione interna di tipo assiale (che dava una struttura snella e aerodinamica), una velocità di 870 km/h a 6.000 m e una tangenza nominale di 11 500 m. L&#8217;alta velocità era raggiunta dai motori Jumo a costo di un consumo enorme di carburante. Questo fatto permetteva un&#8217;autonomia dai 480 ai 1 050 km a seconda della quota, nonostante il carico di 2 470 litri di carburante, sei volte quello di un Bf 109. Era possibile però usare carburanti meno costosi, come il kerosene o il gasolio: non c&#8217;era nessuna esigenza di benzine ad alto numero di ottani. Esistevano due serbatoi da 900 litri davanti e dietro l&#8217;abitacolo del pilota, mentre uno ausiliario da 570 litri non sempre era presente o pieno. I motori avevano una vita utile di appena 10-25 ore e dovevano essere trattati con molta cautela. I piloti rimasero inorriditi dalla tendenza agli incendi, dovuta alla indisponibilità di acciai speciali per le componenti critiche del motore, dall&#8217;impossibilità di riaccendere un motore se si fosse spento, dalla accelerazione troppo lenta per togliersi dai guai in caso di difficoltà a velocità più basse.<br />
Particolarmente rilevanti le soluzioni utilizzati nella cellula, sia dal punto di vista strutturale che come aerodinamico (&#8221;a forma di squalo&#8221;). La sezione era triangolare con un ventre molto piatto che migliorava la capacità di sostentamento senza accrescere troppo la superficie alare. L&#8217;intero aereo era costruito secondo una struttura modulare, di modo che i singoli moduli potessero essere costruiti separatamente e quindi assemblati. Questo veniva incontro alle esigenze di decentramento dell&#8217;industria tedesca, che per far fronte ai devastanti attacchi aerei aveva spostato la produzione dalle grandi fabbriche a impianti più piccoli, nascosti all&#8217;aviazione alleata. La leggera freccia nella forma delle ali, che in seguito avrebbe fatto scuola nell&#8217;ambito degli aerei transonici, era dovuta originariamente alla necessità di rielaborare l&#8217;ala per riequilibrare i pesi, dopo aver cambiato il modello di motori previsto in origine. Le armature di protezione erano efficaci, la visuale ottima e la maneggevolezza ad alta velocità eccellente, rispetto a quanto precedentemente disponibile<br />
Il velivolo disponeva di una batteria di 4 cannoni MK 108 da 30 mm montati nella fusoliera; in seguito vennero montati anche 24 razzi R4M da 55 mm. Erano presenti 80 o 100 colpi per arma, con una cadenza di fuoco di 550 colpi al minuto, ma data la loro pesantezza non era possibile avere anche una balistica ottimale: i risultati nei combattimenti con i caccia e negli attacchi al suolo erano assai inferiori in precisione ai precedenti colpi da 20mm. Avendo tuttavia una granata e un carico d&#8217;esplosivo superiore, la loro distruttività era notevolmente maggiore, tanto che persino un colpo solo poteva spesso distruggere un caccia avversario. </p>
<p>Dati Tecnici<br />
Ruolo : caccia, bombardiere, caccia notturno<br />
Equipaggio 1 persona ( biposto come caccia notturno )<br />
Entrata in servizio : estate 1944<br />
Costruttore Messerschmitt AG<br />
Esemplari costruiti : 1433, operativi 500 ca.<br />
Lunghezza : 10,58 m.<br />
Apertura alare : 12,50 m.<br />
Altezza : 3,83 m.<br />
Motori : 2 turbogetti Junkers Jumo 004 B-1 da 900 kg di spinta<br />
Velocità max : 863 Km/h a 7000 m.<br />
Autonomia : 480 / 1050 Km.<br />
Tangenza : 11500/12200 m.<br />
Armamento : . caccia : 4 cannoni MK 108 da 30 mm. e 24 missili R4M da 55 mm.<br />
                    . Bombardiere : due bombe SC 250 oppure una SC da 500 Kg ( 2 soli cannoni )<br />
                    . caccia notturna : 4 cannoni MK 108 da 30 mm e due serbatoi sganciabili da 400 litri </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_06.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_06.jpg" width=432 alt="Messerschmitt Me 262 © Marco Vergani - Click to enlarge"/></a></p>
<p><strong>Il kit </strong><br />
Un bellissimo kit della Trumpeter, ancora in 1/32, riguardante sempre un velivolo in forza alla Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale: il leggendario Messerschmitt Me. 262 in versione B-1a/U1 &#8220;Nachtjäger&#8221;<br />
L’esperienza del precedente kit in 1/32 del Bf. 110 mi ha talmente appassionato che ho deciso di ripetere la prova, anche se credo che, vista la scala, sarà l’ultima.<br />
Aprendo la scatola, dalle dimensioni generose, non si può non rimanere a bocca aperta davanti al contenuto: le stampate sono davvero tante ed il dettaglio delle stesse è veramente superbo! Oltre chiaramente a tutte le numerose e varie stampate in plastica, il foglio decals veramente completo, il foglio delle istruzioni dettagliatissimo, ed il foglio colorato per il camouflage e  marking per due velivoli, Rot “10” e “11”, salta all’occhio la piccola scatola di cartone contenente le fotoincisioni riguardanti le cinture di sicurezza, i pneumatici in gomma, le tre gambe di forza del carrello in metallo ed i trasparenti.<br />
Il dettaglio è completo, sia a livello di abitacolo, dei due motori e dei quattro cannoni da 30 mm. inseriti nella parte anteriore del velivolo, che sono stati lasciati in vista.<br />
Le parti trasparenti del tettuccio, molto belle, permettono di poter tenere aperto lo stesso, sia quello del pilota che dell’operatore radar.<br />
Ho comunque voluto acquistare questi articoli:<br />
1) foglio mask della Montex 32077 per il Me 262 B-1;<br />
2) figurino in 1/32 art. 54004 WWII German Fighter Pilot della Ultracast ( bellissimo );<br />
3) figurino in 1/32 art. F2001 WWII Fighter JG 53 dell’Aires;<br />
4) set di fotoincisioni della Eduard EDU 32622 Me 262 B-1;<br />
5) set di fotoincisioni della Eduard EDU 32623 Me 262 B-1 interior.<br />
Non ho incontrato delle vere e proprie difficoltà nell’assemblaggio del kit, però considerando la scala in 1/32, ha richiesto un’attenzione maggiore. L’uso dello stucco è stato comunque  veramente modesto in quanto le parti si congiungevano abbastanza bene.<br />
L’intero abitacolo è stato dipinto con l’acrilico Lifecolor UA 133 RLM 66 ( FS 36081), per poi eseguire dei passaggi in marrone opaco molto diluiti, al fine di dare a tutto l’interno dell’abitacolo stesso un aspetto vissuto<br />
Il cruscotto ed i pannelli contenenti le varie strumentazioni del cockpit sono stati poi “ripassati” con del nero opaco meno fluido, eseguendo poi dei “lavaggi” in modo da far risaltare le strumentazioni stesse con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto).<br />
Infine l’intero abitacolo, sempre con la tecnica del Dry Brush, è stato nuovamente “ripassato” con dell’argento per fare risaltare quelle sporgenze metalliche più esposte al contatto, facendo così evidenziare la perdita del colore originale .<br />
Nel 1944 il <strong>R</strong>eichs<strong>L</strong>uftfahrt<strong>M</strong>inisterium emanò una specifica con la quale introdusse nel manuale designato L. DV.521/1 nuovi colori, che vennero usati per il camouflage dei nuovi velivoli tipo l’Ar. 234, il Ta. 152 ed il Me. 262,  e cioè: RLM 81, RLM 82 ed RLM 83.<br />
Pertanto il camouflage dei velivoli era il seguente:  superfici inferiori della fusoliera e delle ali, lati fusoliera e derive in RLM 76; superfici superiori delle ali e della fusoliera in splinter RLM 81 e 82 che sfumavano sui lati con il 76.<br />
Sui due lati della fusoliera e sulla deriva sopra il 76 comparivano, a volte, “macchie oppure virgole irregolari” molto sfumate sempre in 81 e 82.<br />
Il camouflage dei pochi esemplari della versione Nachtjäger del Me 262 seguiva lo schema classico dei caccia notturni. In particolare quello del velivolo da me costruito, Rot “11”, era il seguente : parte inferiore della fusoliera, delle ali e gondole motori in RLM 22 ( schwarz), lati superiori delle ali, intera fusoliera e timone di coda in RLM 76 ( hellgrau ). Sopra tutto il 76 comparivano macchie o virgole molto sfumate in RLM 75 ( grau violett).<br />
Dopo il posizionamento delle decals e di tutti gli stencil,  ho voluto dare al modello un minimo d’aspetto vissuto ( considerato i pochi mesi d’operatività), cercando altresì di mettere in evidenza le linee delle pannellature, per poi sigillare il tutto con spray opaco trasparente.</p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_03.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_03.jpg" width=432 alt="Messerschmitt Me 262 © Marco Vergani - Click to enlarge"/></a></p>
<p><strong>Figurini e motocicletta </strong><br />
Ho voluto inserire nel diorama due figurini di piloti tedeschi in modo da raffrontare la grandezza del velivolo con delle figure umane.<br />
La scelta è caduta sul figurino della Ultracast, veramente molto bello, e dell’Aires. Sono stati dipinti come da istruzioni, ed hanno subito poi dei “lavaggi” in modo da far risaltare le pieghe della tuta di volo e della divisa con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto).  .<br />
La motocicletta è una Tamiya, art. 89548, “German military motorcycle DKW NZ 350”, in verità in scala 1/35, ed un pochino si nota. E’ stata colorata in German Grey utilizzando lo spray Tamiya TS 4 e successivamente ha subito anche lei dei “lavaggi” in modo da far risaltare le varie parti, con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto).  .<br />
Dopo il posizionamento delle decals della targa, ho voluto dare al modello un aspetto vissuto, dovuto all’uso, sporcandola con del marrone per far risaltare fango e sporco.</p>
<p><strong>Ambientazione</strong><br />
Per la basetta, molto semplice in verità, considerate le dimensioni del modello, ho adoperato la solita cornice di legno, cm. 25&#215;30, senza lastra di vetro.<br />
Ho creato con dei listelli di legno, quelli usati per il modellismo navale, una zona adibita alla manutenzione dei velivoli<br />
La parte circostante è stata ricoperta con colla vinilica. Sopra la colla ancora fresca ho sparso della sabbia setacciata. Una volta ben asciutto ho tolto la parte eccedente della sabbia, cospargendo infine dell’erbetta usata nel modellismo ferroviario. Ho sigillato poi il tutto con una bella spruzzata di trasparente opaco comprato in ferramenta. </p>
<p><strong>Marking</strong><br />
Il modello rappresentato nel diorama è un Messerschmitt Me. 262 B-1a/U1&#8243; Nachtjäger&#8221;, rot “11” W. Nr. 1110494, pilotato dal Lt. Herbert Altner, in forza al 10./<strong>N</strong>acht<strong>J</strong>ägd<strong>G</strong>eschwader 11 a difesa del Reich, nell’aprile del 1945. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_07.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_07.jpg" width=432 alt="Messerschmitt Me 262 © Marco Vergani - Click to enlarge"/></a></p>
<p>Per correttezza, la documentazione storica sul velivolo è stata reperita da <a href="http://it.wikipedia.org"> Wikipedia</a>, l’Enciclopedia Libera.<br />
Le fotografie storiche sono state recuperate dal sito <a href="http://www.luftarchiv.de">www.luftarchiv.de</a>.<br />
Un grazie a queste fonti.<br />
Il profilo invece è stato “scannerizzato” direttamente dalla scatola del kit. </p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_08.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/Marco_Vergani/Me_262_08.jpg" width=432 alt="Messerschmitt Me 262 © Marco Vergani - Click to enlarge"/></a></p>
<table cellSpacing=6 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right>
<a href="mailto:miky_marco@virgilio.it">Marco Vergani</a><br />
© 2009<br />
[<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2007/04/292802.shtml">Gallery</a>]
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090626162020"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090626162020?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090626162020" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090626162020&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fmv_messerschmitt_me_262"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Fu il primo aereo a reazione operativo della storia. La sua comparsa, nel 1944, creò grande allarme negli Alleati, ma arrivò troppo tardi sulla scena del conflitto..
Il Messerschmitt Me 262 era un[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Una giornata a Saumur (III) - Pietro Ballarini</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_3</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_3</guid>
	<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 06:19:18 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_3#comments</comments>
    <category>manifestazioni_e_mostre</category><category>mostra di modellismo panther e kingtiger</category><category>mostra modellismo t72</category><category>musée des blindés samur normandia</category><category>museo dei blindati samur francia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Dscn9111.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="Saumur " /><br clear="both" /></p>
<p>Continuano le immagini della mostra&#8230;<br />
<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_2">Prima Parte</a><br />
<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_1">Immagini dal Museo</a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_11.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_11.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_12.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_12.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_13.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_13.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_14.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_14.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_15.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_15.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_16.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_16.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_17.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_17.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_18.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_18.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_19.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_19.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_20.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_20.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_21.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_21.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=5 cellPadding=5 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right><font size="3"> Pietro Ballarini<br /></font><font size=1>© 2009</font><br />
[<a href="http://guide.dada.net/modellismo_statico/interventi/2004/01/148290.shtml">Gallery</a>]
  </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090625061918"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090625061918?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090625061918" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090625061918&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fsaumur_3"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Continuano le immagini della mostra&amp;#8230;
Prima Parte
Immagini dal Museo






















&amp;nbsp;



 Pietro Ballarini© 2009
[Gallery]
  




&amp;nbsp;</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Una giornata a Saumur (II) - Pietro Ballarini</title>
	<link>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_2</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_2</guid>
	<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 06:15:50 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Giaba (Giacomo Banche)</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_2#comments</comments>
    <category>manifestazioni_e_mostre</category><category>mostra di modellismo panther e kingtiger</category><category>mostra modellismo t72</category><category>musée des blindés samur normandia</category><category>museo dei blindati samur francia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/modellismo_statico/Dscn9111.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="Saumur " /><br clear="both" /></p>
<p>Insieme alla visita al museo, le cui immagini sono visibili a questo <a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_1">link</a>, ecco la prima parte di alcune immagini della mostra modellistica tenutasi al suo interno.<br />
<a href="http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2009/06/saumur_3">Seconda Parte</a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_01.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_01.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_02.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_02.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_03.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_03.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_04.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_04.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_05.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_05.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_06.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_06.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_07.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_07.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_08.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_08.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_09.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_09.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p><a href="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_10.jpg" target=_blank><br />
<img src="http://www.kitshow.net/images/M_M/09_Samur/Samur_MM_10.jpg" width=432 alt="Saumur © Pietro Ballarini - Click to enlarge"/></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellSpacing=5 cellPadding=5 width=432 align=center>
<tbody>
<tr>
<td align=right><font size="3"> Pietro Ballarini<br /></font><font size=1>© 2009</font><br />
[<a href="http://guide.dada.net/modellismo_statico/interventi/2004/01/148290.shtml">Gallery</a>]
  </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090625061550"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090625061550?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090625061550" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090625061550&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmodellismo_statico%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fsaumur_2"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Insieme alla visita al museo, le cui immagini sono visibili a questo link, ecco la prima parte di alcune immagini della mostra modellistica tenutasi al suo interno.
Seconda[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
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