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Eurofighter Typhoon (I Parte)

Dopo il feroce Saladino, passiamo al plastimodellismo, analizzando insieme le fasi per la costruzione del gioiello dell'Areonautica Militare...

Breve Storia

Il progetto per la costruzione di quello che e’ tra i piu’ moderni velivoli da combattimento e’ partito nel 1994, grazie alla collaborazione industriale di quattro nazioni : Germania, Inghilterra, Italia e Spagna.

Fino ad oggi sono stati prodotti sette velivoli, di cui due in Italia.

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Per le caratteristiche tecniche consiglio la visione del sito Eurofighter (http://eurofighter-typhoon.com/ recensito nella parte Link); in breve sintesi l’Eurofighter Typhoon puo’ ricoprire piu’ ruoli sia come interdittore che come caccia con una notevole potenza di fuoco.

L’utilizzo della fibra di carbonio (simile a quella utilizzata in F1) ne riduce il peso a favore di una maggiore velocita’ (oltre 2700 Km/h).

I piloti possono contare su di un sistema vocale per controllare le operazioni di volo ed hanno un display funzionale all’interno del casco.

Il kit

Il modello della Italeri e’ in scala 1:72, Eurofighter Typhoon rappresenta il modello in forza al Reparto Sperimentale di Volo di Pratica di Mare, denominato DA3 il cui primo volo risale al 1995.

Il Kit ha una settantina di pezzi, distribuiti su due telai di supporto piu’ decals.

Le istruzioni di montaggio sono complete e ben comprensibili, specialmente per cio’ che riguarda le varianti.

Colori
I colori principali da usare sono il ghost gray (F.S. 36375), usato nel 90% del modello, il nero e una tinta metallo.

Altri colori come verde, rosso e argento sono utilizzati per l’armamento.

Come ogni modellista che si rispetti mi prendo ora un po’ di tempo per studiare il modello per cui … arrivederci alla seconda parte dove affronteremo montaggio e colorazione.

Per meglio reggere la curiosita’, ecco il risultato finale:

EFA