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B.24 "Lady be Good" - Giuseppe Penna

Seconda realizzazione di Giuseppe ovvero quando il modellismo rievoca un avvenimento veramente accaduto ...

L’intervento che segue, rievoca un fatto realmente accaduto, l’abilita’ del modellista e’ quella di ricreare un atmosfera il piu’ possibile vicina agli avvenimenti occorsi.

Ben sappiamo che piu’ il nostro modello si avvicina alla realta’ piu’ siamo vicini al nostro obiettivo.

In questo caso, la riproduzione modellistica si compone non solo della parte “costruttiva” vera e propria ma e’ correlata anche da uno studio approfondito delle condizioni ambientali che coinvolgono la realizzazione.

Lo spunto per il diorama deriva da un libro del grande Sheperd Payne uscito circa dieci anni fa.

Lady be Good

La storia e’ un fatto reale: il “Lady be Good”, un bombardiere americano, B.24, di ritorno da una missione di bombardamento su Napoli nel 1943, nel rientrare alla base americana di Soluch in Libia sbaglia completamente rotta perdendosi nel deserto libico dove si schianta per mancanza di carburante.

Verra’ ritrovato solo 16 anni piu’ tardi, quasi per caso, a 400 miglia a sud di Soluch da un elicottero di una compagnia aerea petrolifera americana.

Lady be Good

La carcassa era adagiata sulla sabbia e i segni evidenti sul luogo, indicarono che l’equipaggio si era perso nel buio ritornando da Napoli.

Successive ricerche fatte dall’aviazione USA permisero di ritrovare i corpi dello sfortunato equipaggio.

Numerose parti del velivolo, furono inviate negli Stati Uniti dove sono tuttoggi conservate nel grande Museo dell’Air Force in OHIO.

La carcassa della “Lady” giace tuttora nello stesso luogo del ritrovamento nel deserto libico.

Lady be Good

Il kit di partenza e’ un Academy in scala 1/72.

Il lavoro e’ stato suddiviso in due parti molto particolari, nella prima si trattava di costruire il modello, nella seconda di … distruggerlo!

Per dare realismo alla cosa bisognava anche invecchiarlo di sedici anni, tanto quanto era rimasto abbandonato nella sabbia.

L’effetto “smeriglio” della sabbia sui vetri della parte anteriore e quelli delle torrette delle armi e’ stato simulato con una leggera spruzzata di MATT della Gunze.

Lady be Good

Lo spezzone di coda, e’ stato ricostruito quasi completamente, prima assottigliando la plastica ed infine aggiungendo i “correntini” interni per dare un aspetto piu’ rispondente alla realta’.

La centinatura delle parti mobili e’ stata “spogliata” dai rivestimenti in tela per farle assumere una fisionomia cosi’ come apparve per la prima volta ai tecnici della British Petroleum che lo ritrovarono.

Lady be Good

Per finire il motore destro e’ stato staccato, sparpagliandone i pezzi lungo il tratto di atterraggio forzato, sono ben visibili i pezzi davanti al velivolo, questo perchè all’ultimo momento, in seguito all’urto violentissimo sulla sabbia la “Lady be Good” si spezzo’ in due tronconi ruotando su se stessa.

L’equipaggio si lancio’ pochi momenti prima dell’impatto causato dalla mancanza di carburante.

Lady be Good

Gli eventi di questa storia sono noti in quanto vennero annotati dal comandante del velivolo in un diario ritrovato insieme al suo corpo a parecchie miglia di distanza, ultimo tentativo disperato di trovare un’oasi.

L’ultima curiosita’ e’ data dal fatto che a causa del clima particolarmente secco della zona, dopo aver recuperato i corpi dei piloti, i tecnici della USAF verificarono le armi del B.24 e le trovarono perfettamente funzionanti.

Lady be Good

Giaba e Giuseppe Penna

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