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SOLDATINI CHE PASSIONE! - N.19

IL RITORNO!





È stata soltanto una serie di imprevisti, per lo più graditi se devo essere sincero, ad avermi indotto a interrompere la pubblicazione di SCP!

Per giunta proprio ora che Giaba mi ha concesso questo spazio su superEva!

Dal n. precedente sono accaduti eventi sconvolgenti, rispetto ad allora molto, forse l’intero mondo, è cambiato.

A Le Petit Soldat ero diviso: da una parte l’incombere della guerra sulla civiltà contemporanea, dall’altra la passione di molti modellisti e collezionisti per i soldatini. Un’inqietante miscela.

Abbandonarmi alle consuete emozioni della kermesse soldatinesca che preferisco, proiettarmi verso un evento mondiale quale il World Expo, che si terrà proprio nella mia città tra pochi mesi, mi sembrava veramente impossibile.

Soltanto dopo, durante il viaggio di ritorno, sono affiorate le prime impressioni.


Nella memoria le immagini più ricorrenti erano il Fireman di Dough Cohen, ed una scenetta di Ludovico Carrano.

Il primo tra le macerie delle Twin Tower veniva, con drammatica tempestività, eletto eroe-guerriero contemporaneo.

La seconda, un agguato degli indiani d’America alle truppe coloniali inglesi, ritraevano un disperato tentativo di difendere la propria civiltà mediante la guerriglia, eleggendo agli onori della storia un popolo oppresso e soltanto oggi rivalutato per gli oltraggi subiti.

Entrambe, in un’amara ed ironica similitudine, testimonianza di un agguato, erano pure documento della sconfitta storica del dominatore. Per scherzo del destino, o della storia, a parti invertite la civiltà così detta “occidentale” era aggredita in terra di conquista, come oggi in patria.

Entrambe le scene, emblemi del caos.

Così, credendo di aver dato sfogo alla mia inquietudine, in un’improbabile comprensione di stridere di significati, ho potuto imbellemente abbandonarmi ad illudermi che il soldatino fosse, ancora una volta, degno di uno status espressivo.

Se non altro per questa sua capacità di comunicazione che mi è parso di poter estrarre dal mio inconscio.

Restituito, forse dalla stanchezza, alla ludica osservazione delle fotografie, oggi rifletto sulla poche novità che l’edizione del 2001 di Le Petit Soldat ci ha offerto.

Dopo tanti costanti progressi nella scultura, nelle tecniche pittoriche e di rappresentazione, dopo l’evoluzione fino all’eccesso di decorazioni, dei virtuosismi apprezzati nella passata edizione, siamo giunti al primo momento critico.


Se si escludono un paio di pezzi ironici tra cui spiccava il cavaliere “caduto fuori dalla sua esigua basetta” di G. Scartezzini, tutti i soggetti erano avvolti da un alone di “già visto”.

Ma non per questo scevri di pregio, intendiamoci.

In generale si potrebbe concludere che il livello medio qualitativo sia aumentato, seppur non sensibilmente come nelle passate edizioni.

Così direi, per il soldatino da collezione, che si stia tornando al punto di partenza.

Quello che resta del soldatino attuale, oggi come in passato, è la forte espressività sia dei personaggi che dei volti.

Seleziono così le immagini dei soggetti da pubblicare in quest’editoriale.

Forse l’unica vera originalità e’ l’ussaro alato addormentato sulla cavalcatura di Kostas Kariotellis.


Restano tra i miei preferiti il “signifero” di Chacon nella marziale postura “impartirta” da A.Jula, il patos della battaglia nella scenetta di M. Numitone, il caos della carica di cavalleria di L. Carrano, il simbolismo iconografico di
Ulrich Von Lichtestein” e della “Giostra del Saracino” (titolo originale: Semper) di M. Giuliani, il sudore e la stanchezza di due fanti realizzati dai Fratelli Cannnone,

il fuciliere a riposo di B.Horan, la superbia di un cavaliere nell “Owen Glendwr” del solito Diego Ruina e naturalmente la magnificenza del “Best Of Show” dell’inarrivabile C. Signanini.

Mi bastano queste poche immagini per poter suggerire, a qualunque neoadepto di questa disciplina, che ciò su cui ci si deve concentrare per ottenere un bel soldatino è, imprescindibilmente, l’espressività.

Introspezionando …

Stefano Castracane

Fireman


iroky


cavaliere


ussaro alato

signifero


battaglia


Carica di cavalleria


Ulrich Von Lichtestein


Giostra del Saracino







Fante stanco



Fante sudato

fuciliere a riposo


Owen Glendwr

Best of Show


Best of Show

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