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Largo ai giovani! Ma ci sono? - Andrea Vanzetto

Riflessione sul modellismo.

E’ cambiato il modellismo ?

Pensando a quando ho iniziato e guardando il livello tecnico raggiunto dai modelli, (penso agli aerei ma anche ai treni, che pure mi appassionano), la risposta è indubbiamente sì.

Lo stesso può dirsi anche di tutto quanto ruota intorno ai modelli: vernici, accessori, strumenti e via dicendo.

Ma il modellismo non è fatto di modelli, o per meglio dire, SOLO di modelli.

E’ fatto DI e DAI modellisti.

Quindi la domanda diventa: i modellisti sono cambiati?

Per la passione e l’impegno che mettono nel loro hobby la risposta è no.

Ma diventa sì, per molti, dal punto di vista anagrafico (io sono tra questi).

Ma ciò che, a mio parere, è un po’ cambiato è l’avvicinamento al modellismo.

Per me, ma credo per molti di noi, questo si è verificato da bambino.

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Mio zio, infatti, sapendo che mi piacevano gli aerei mi regalò un modello (ovviamente montato quasi tutto dal babbo!) e fu fatta.

Quindi, come in tutte le cose del mondo, sta essenzialmente alla sensibilità dei “grandi” modellisti o meno, stimolare questo hobby nelle “nuove leve”.

Purtroppo la buona volontà al giorno d’oggi non basta più.

Mi sembra infatti che vari fattori contribuiscano ad uno scarso interese dei giovani per il modellismo:

I bambini hanno sempre meno spazio per proprie fantasie autonome e non ” predigerite”.
Videogiochi, TV, Cinema, ormai la fanno da padrone, e le letture sono molto ridotte.
E non c’è mezzo che stimoli la fantasia e l’immaginazione più della lettura…
Pensate che questo non c’entri con il modellismo? Bene! Alzi la mano chi di noi, non ha giocato con i suoi primi modellini (di solito gli Airfix in bustina) dando sfogo alla propria fantasia!
Solo con il tempo è subentrata la voglia di “fare” (un po’ come con il Lego) e così ci siamo ritrovati modellisti
I genitori riescono a dedicare poco tempo ai figli… e anche ai propri hobby, così, difficilmente si riesce a stimolare ed incuriosire i bimbi
I modelli stessi.
Essendo, come scrivevo all’inizio, sempre più perfezionati e rifiniti sono spesso piuttosto costosi.
Ci sono comunque modelli, tipo gli Airfix ancora prodotti con i vecchi stampi, che sono realmente economici.

E allora? Be’ credo che una possibilità sia proprio questa.

Se un bimbo ha interesse per un modellino, regaliamogliene uno poco costoso, facilmente montabile e magari neanche da verniciare.
E lasciamo che gusti la frenesia di montarlo per poi poterci giocare.
I modelli di nuova generazione utilizziamoli come esca per il futuro: sono roba da grandi!

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In definitiva mi sembra di poter dire che, se vogliamo che il nostro hobby continui a prosperare, possiamo e dobbiamo farci carico di stimolare e preparare i modellisti del futuro, essenzialmente facendo proseliti “in casa”.

Mostre e pubbliche manifestazioni ben organizzate aiutano e sono le benvenute, ma ricordiamoci che difficilmente un non-modellista porta i figli a vedere una mostra di modellismo (specie se sono davanti alla Playstation) ….

Andrea Vanzetto

Di seguito la replica di Ugo:

Sono perfettamente d’accordo con Andrea: anche io ho dei figli… io credo che alla base del modellismo, ci sia la voglia di creatività, di fantasia, il desiderio di costruire qualcosa per Giocare, sia il soldatino di carta del vecchio Corriere dei piccoli, sia l’aereo attaccato malamente con la colla, il mitra fatto con il legno o la ciabatta che diventa un missile, ciò che permette il modellismo è, alla persona,al bambino di essere soggetto dell’azione fantastica, e non solo oggetto di una storia precostituita come avviene con il videogioco (che se ben usato ha un sacco di valenze che non voglio misconoscere).

Ecco che allora l’azione diviene pedagogica, educativa, ovvero formativa, cioè da forma alle risorse, al carattere, alle attitudini della persona, ed aiuta a strutturare una personalità con caratteristiche oggi assai necessarie: la volontà e il desiderio, oltre il tecnicismo e il razionalismo imperante, di creare, di sognare, di dare vita a situazioni inedite attraverso i prodotti della propria manualità, che potranno in seguito assumere una ricerca di perfezione legata al piacere e non al dovere di dover fare.

Francesco, mio figlio, sta ora dipingendo figurini fantasy, mi guardo bene dal dare consigli che pur migliorando la sua tecnica, smorzino la gioia e l’emozione di fare qualcosa di suo con pezzi di plastica che , prendendo colore, assumo vita, una piccola vita , che da origine a quel mondo fantastico che non è fuga dalla realtà, ma l’altra faccia del nostro essere persone che sanno ancora sognare, sperare, ricercare un di più oltre l’evidente.

Ugo Giberti