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SOLDATINI CHE PASSIONE! - N. 21

IL SUONO DEL SILENZIO Parte prima: Soldadini Al Guggenheim





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Ricorderò sempre le prime lezioni di composizione architettonica.

Il professore era l’arch. Marcello Rebecchini.

Era il novembre 1986 e Maradona, un poeta del gol, aveva appena vinto i mondiali messicani.

Ma non fu il solo ad insegnarmi l’Architettura.

Ci fu anche il prof. ing. Luigi Biscogli a condurmi per mano nel linguaggio delle forme, ad insegnarmi che i materiali, i colori e le loro forme potevano esprimere energia.

Ci tengo a fare i loro nomi anche se qui appaiono inconsueti, come apparivano inconsuete le loro lezioni in una facoltà di ingegneria.

Ore di proiezioni di diapositive e di improbabili equazioni forma-funzione oggi, che ho imparato quanto l’Architettura sia impossibile in Italia, sembrano veramente lontane.

Forse devo a loro anche parte di questa mia passione.

Quando direttrici, simmetrie, prospettive e diagonali si ridisegnano idealmente nella geometria di alcune scenette oppure quando colgo quell’abilità di riequilibrare le azioni e le forze nelle posture di altri soggetti, forse mi si riattivano sinapsi sopite.

Spero di non esagerare e non intendo etichettare alcun autore con uno stile architettonico,
semmai questo è mutevole da soldatino a soldatino indipendentemente dall’epoca di
riferimento.

WIDTH="80" ALIGN="LEFT">Ma in fin dei conti è riconoscibilissimo il classicismo
del “Alix di Ivo Preda.

La bandiera volta in senso opposto al verso del cavallo, seppure in contrasto con la logica,
riequilibra la figura verso il centro.

E poi, come non ricondurre l’ellittico ridondare del “Duroc name=Duroc_up> di Signanini o del Trombettiere del 3° Reggimento Lancieri Polacchi“,
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alle forme del barocco (scultura Leibowitz, pittura Signanini)?

In quest’ultimo l’inganno di una tromba mantenuta, ma sostenente il peso del braccio, si riequilibra splendidamente con la leggera rotazione del busto e le parabole tracciate dal pennacchio e dalla sciabola.

Decisamente contrastante con i precedenti il sobrio razionalismo funzionale tipico del Bauhaus si rispecchia, a mio avviso,

nel
lanciere di Didier Dantel o nell’ “Ufficiale del 4° Cacciatori di Mariano Numitone, mentre il dinamismo del Marchetti nell’Ospitaliere, ricorda il decostruttivismo di Zaha Hadid o di Gunther Benisch.

Hadid








Nel Celta” di Latorre dipinto da Paolo Leonori ritroviamo il

brutalismo contemporaneo di Tadao Ando o la splendida sincerità dei materiali di Mies Van Der Rohe.

Il “razionalismo organico” di Alvar Aalto (mi scuso con la sua anima per aver anche tentato soltanto di definirlo) sembra essere il tema di questo Ufficiale dei Dragoni di Nello Rivieccio (?).

Per l’archibugiere di Allevi Giumelli si deve scomodare il carico rococò.

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Decisamente gotici il
Braveheart” di Mike Blank ed il “guerriero villanoviano” di Laruccia e Forconi nel loro protendersi verso l’alto (come la cattedrale di Reims) alla ricerca di una luce divina che porti in terra giustizia.

Rinascimentale appare invece il cavaliere di Biberain.

Romanticissimo poi l’Ufficiale francese in Egitto del duo Azzarà
Cartacci mentre il decò sembra lo stile dei
Russian Vityaz.

Nel Capitain Danjou” dei fratelli Cannone si ritrova facilmente SRC="http://giaba.supereva.it/scastra/21 gugge wright.jpg" HEIGHT="177" WIDTH="226"
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l’espressionismo organico di Frank Lloyd Wright del Guggenheim Museum di NewYork; la mano di
legno dell’ufficiale è un corpo morto appeso alla spalla, mentre la destra, per estrarre la
spada dal fodero, prelude al vincerne l’inerzia con uno slancio avvolgente.

Direttamente dall’era romana la posa classica del Germanico” di
Laruccia Dipinto da Gianni Coniglio e la maestosa superbia dittatoriale del HREF="#Tribuno">tribuno pretoriano di Jula (pittore ignoto) sembrano rivestire di travertino ogni “inesistente” contorno!

Bisogna riconoscere che il soldatinaio più all’avanguardia SRC="http://giaba.supereva.it/scastra/21 wright-cascata.jpg" HEIGHT="227" WIDTH="150" ALIGN="LEFT">
nella “ricerca architettonica” sembra proprio Ludovico Carrano.

Oscilla tra il decostruttivismo della Marlborought War” e
l’architettura organica della Casa sulla Cascata di Wright che si ripercuote nella scenetta della guerra di Canada.

Ma è al Guggenheim Museum a Bilbao, di Frank O. Gehry, che occorre riferirsi per il caotico attacco di cavalleria leggera.

Non si sa dove inizia né dove finisce, ma soprattutto chi sorregge cosa.

Decostruendo…

Stefano Castracane


Preda Alix WIDTH="420">

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Signanini Duroc HEIGHT="331" WIDTH="420">

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Signanini Tromba HEIGHT="538" WIDTH="312">

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Dantel Lanciere HEIGHT="330" WIDTH="191">

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Numitone<br />
Ufficiale

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Marchetti<br />
Ospitaliere

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Leonori Celta HEIGHT="508" WIDTH="246">

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Allevi archib. HEIGHT="541" WIDTH="363">

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Blank Braveheart HEIGHT="596" WIDTH="384">

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Forconi<br />
villanoviano

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Biberain WIDTH="343">

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Azzarà Cartacci -<br />
Egitto

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Russian Vityaz HEIGHT="566" WIDTH="386">

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Cannone Danjou HEIGHT="367" WIDTH="221">

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germanico<br />
Coniglio

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tribuno romano HEIGHT="518" WIDTH="332">

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Carrano<br />
Marlborought War

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Carrano cascata<br />
6x1

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Groviglio WIDTH="420">

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Guggenheim WIDTH="420">

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Guggenheim WIDTH="420">

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