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SOLDATINI CHE PASSIONE! - N. 22

IL SUONO DEL SILENZIO - Parte seconda: La Mano Urlante





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Quanto detto in precedenza su presunti riferimenti a correnti stilistiche dell’architettura si potrebbe farli per ognuna delle arti principali.

Io ho parlato di questa per averla studiata meglio, ma si sarebbe sicuramente potuto far cenno a letteratura, pittura, scultura ed altre arti figurative.

E perché non parlare anche di soldatini? In fondo potremmo essere di fronte ad una “moderna” forma di espressione, proprio per l’abilità con cui sono stati piegati alle sue necessità nuovi materiali e nuove tecnologie, rimescolandole con le tecniche di sempre.

Si apre allora il tema del linguaggio delle forme e della loro energia intrinseca.

Forme ricche di un significato recondito ma al tempo stesso eloquente.

Così l’eterno dibattito degli osservatori, divisi tra il preferire un soldatino in posa statica o quello in posa dinamica, si inerpica verso inesplicabili significati.

A volte una mano può raccontare molte cose, la sua posizione, il suo gesto, sono il sunto stesso dell’atto del soldatino.

Sicuramente è per questo che i fratelli Cannone sembrano prestarle tanta attenzione come ad esempio nello zuavo e nel marinaio russo della Guerra di Crimea.







Cannone Zuavo

Cannone Marinaio Sebastopoli

Nel Cacciatore russo la mano sembra dar voce all’azione.


Nei loro lavori è quasi sempre in primo piano, e sempre molto curata nella scultura e nella pittura, proprio perché l’espressività del soldatino non passa solo dal viso, ma da tutto il suo insieme e dall’azione che compie (o non compie).

Non sembra che questo “piacione” di Bill Horan stia parafrasando una recente pubblicità automobiolistica ed offrendo il fiore stia pronunciando un ammiccante ed opportunistico “buuoonaseeeera”?

Cannone Uff. Fanteria
La postura stessa dei soggetti accompagna, non descrive soltanto, l’espressione impressa ai visi.

Si guardi l’Ufficiale di Fanteria Leggera francese.

Non direste abbia la luna di traverso?

Non solo nei soggetti solitari è possibile, attraverso le geometrie delle forze, ricostruire un racconto.

Soprattutto nelle scenette o nelle pose dinamiche la geometria assume un significato fondamentale.

L’energia delle azioni deve avere un vertice cui tendere per non perdere significato, o un centro attorno a cui ruotare.

Pesco ancora nell’album dei Cannone per fare un esempio con la Battaglia della Sforzesca.

Cannone Sforzesca

Ma il centro è importante anche nel caso di una scenetta “esplosiva” come in quella di Albuhera di Bill Horan in cui dal centro ci si allontana.

Horan Albuhera

In quel luogo deve essere veramente pericoloso rimanere se, per quanto coraggiosi, tutti se ne allontanano!

È la pittura classica ad insegnarcelo, ma anche la fisica.

Se questo non avvenisse ogni gesto si esaurirebbe in pochi istanti disperdendosi nell’infinito-vuoto circostante (qualcuno ha anche scritto di entropia delle forme!).

Anche per questo le scenette sono difficilissime per quel loro rischio di esaurirsi nello spazio ed è forse proprio per questo che alcuni dicano di preferire i soggetti statici in quanto “… durano di più”.

Cannone Trincea
Il fante russo che perlustra la trincea timoroso dell’incontro del nemico, e il “The Roll Call” di Berselli che a sua volta è tratto da un dipinto inglese di fine ‘800, sembrano perfetti per aiutarmi a spiegare.

Il primo cammina e guarda verso destra e la tensione del corpo chino, la paura di una sorpresa “prevista”, trasmette ansia all’osservatore che la percepisce attraverso una sensazione di stop-ritorno.

La seconda scena inizia da sinistra più alta, l’ufficiale è a cavallo, per narrarci verso destra in basso l’elenco dei superstiti e l’esito di una battaglia, forse vinta, ma a caro prezzo.

Una sorta di “quiete dopo la tempesta”.

Invece “la pattuglia” del trio Jula-Balloni-Favaro (pure tratto da un dipinto d’epoca) si presta in modo eccezionale a testimoniare come l’attraversamento temporaneo della scena da parte dei cavalieri, restituisca il significato transitorio dell’evento per il pastorello, che rimarrà tuttavia colpito dall’incontro e, infine, padrone del campo in assoluta quiete.


22 Jula Balloni Favaro Pattuglia.jpg

Tutto questo è anche il frutto ed una conseguenza dell’abitudine che ha l’uomo occidentale nel leggere da sinistra verso destra e dall’alto in basso. Ed è così che ha imparato a leggere anche le figure.

Non credo che sia un caso il risultato di certi lavori, ma il frutto di una consapevole ricerca di espressività in un soggetto da parte dell’autore, che per forza di cose deve avvalersi di un linguaggio non verbale.

Così il trecentesco portabandiera del Rione VII di Roma scolpito dal Marchetti ed interpretato da Emiliano Iacobacci, impatta verso l’osservatore, le diagonali ci sono tutte, da destra a sinistra dal basso in alto dal retro in avanti.







Iacobacci SPQR

Iacobacci SPQR

Si percepisce subito, dal convergere delle direttrici (si osservi anche la bandiera), come avanzi e di come questa sua avanzata sembri entusiasta, inesorabile, sicura…vincente!

Cannone Tamburo
E non vi sembra di sentire i rulli di tamburi di questo Tamburino d’Artiglieria di Pasquale Cannone?

Latorre cornamusa
O il lamento delle cornamuse accompagnare l’avanzata degli Highlander di questo suonatore di R.G. La Torre?

Giuliani Araldo
Non è così squillante il suono di questo “Araldo Fiorentino” di Marco Giuliani dalle guance così gonfie al punto da desiderare di ascoltare il … suono del silenzio?

Volete vedere e sentire il suono del silenzio?

Clicca qui

Silenziosamente …

Stefano Castracane

PS. Mi scuso e ringrazio al tempo stesso SOLDATINI e FIGURINES per aver approfittato di alcune loro immagini (in particlare per “la pattuglia” e “the roll call”) che altrimenti non avrebbero potuto accompagnare quest’articolo, nonché con gli autori di quelle foto catturate qua e là nella rete.

Horan piacione

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Signanini Duroc

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