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Cav. Fiorentino, fam. Bellandi, 1260 - Ugo Giberti

Direttamente dalla battaglia di Montaperti, un Cavaliere combattivo ... e vincente!

Qualche Cenno Storico
Il figurino rappresenta un nobile cavaliere fiorentino che partecipò il 4 settembre del 1260 alla battaglia di Montaperti che vedeva in campo il comune e il popolo di Firenze, che con il partito Guelfo voleva essere libero di autogovernarsi, e Siena, Ghibellina, fedele all’imperatore di Svevia, con i suoi alleati toscani, impegnata a contrastare l’egemonia economico-politica di Firenze.
In questa battaglia Firenze venne duramente sconfitta e la cavalleria ghibellina, che travolse le linee di difesa mettendo in fuga parecchi nobili cavalieri avversari, assurse a simbolo di questo scontro, certamente epico, nell’epoca in cui si svolse.


Cavaliere Fiorentino © Ugo Giberti - Click to enlarge

Il Figurino
Il bellissimo pezzo della Pegaso, codice 54-075, montato da scatola, se non per la piccola variante costituita dalla modifica della mano per impugnare il vessillo di famiglia, proveniente da altro kit, è un figurino che ha una posa molto accattivante e, personalmente, mi piacerebbe utilizzarlo ancora, ritenendolo uno dei meglio riusciti della prolifica ditta italiana.
Altri ne ho realizzati sempre attinenti il periodo storico in questione, primi, credo, di una nutrita serie di cavalieri, tutti “cuoio cotto, ferro e campi coloratissimi”.
Poi, con il prezioso testo “Montaperti” di Mario Venturi, santone del figurinismo italiano, acquistabile tramite catalogo TuttoStoria, Ed. Simex, ho ricavato le informazioni necessarie per realizzare un cavaliere particolare, della famiglia Bellandi, Sestiere di Porta del Duomo, come recita la bella tavola di pag.116, una delle tante in cui vengono mostrate le araldiche dei combattenti di entrambi gli schieramenti.
Una vera miniera di informazioni e non solo per la battaglia in questione.


Cavaliere Fiorentino © Ugo Giberti - Click to enlarge

Colorazione.
Ho dipinto il pezzo esclusivamente con colori acrilici, sia per le parti metalliche che per le sopravvesti.
Dopo aver dato un fondo nero semilucido, ho eseguito diversi passaggi di leggero dry-brush di gun metal, poi miscelato con natural steel, fino a dare il tocco finale di natural steel + silver sempre Vallejo con un pennellino molto fine.
Ho ripassato le ombre con chine Citadel, Nero e Brown, poco coprenti perciò ben dosabili per evitare l’effetto disegnato.
Sulle parti più in luce piccoli tocchi di smalto argento Model Master e al termine, passaggio di trasparente brillante di Vallejo molto diluito.
E’ stato molto divertente fare la veste, utilizzando due colori caldi e molto espressivi come il giallo e il rosso; per entrambi sono partito da tinte abbastanza scure: Rosso base + rosso scarlatto e giallo base + vermillon e orange brown.
Siccome non volevo arrivare a riprodurre tinte troppo chiare, ho prestato attenzione a dipingere luci abbastanza “intense” affinchè la tinta non mi scappasse verso l’arancione e il giallo pallido; a questo sono arrivato utilizzando, come dicevo, una base abbastanza scura.
Anche l’elmo con la sua bella cromaticità è stato dipinto in questo modo, curando però di evidenziare i rivetti, i solchi, le giunture, oltre ad un certo invecchiamento del colore tramite chine e leggeri lavaggi .


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Lo scudo
Molto timore nell’apprestarmi alla mia prima figura araldica, ma grazie al testo citato, a diverse prove e schizzi, all’occhio clinico di mia moglie, sono andato sul pezzo con piglio guerriero, disegnando con mano ferma il leone rampante e, sull’onda del lavoro ben riuscito, la pittura mi è sembrata più facile e … mi sono fatto i complimenti!
Almeno per me è stata una grande soddisfazione vedere che ero riuscito a disegnare correttamente il leone, simbolo dei Bellandi.
Poi per arricchire lo scudo di luci e ombre ho sfogliato diverse riviste, ho osservato i pezzi dei migliori figurinisti, e ho cercato di riproporre sul “mio” scudo le luminosità e le sfumature adatte affinché non apparisse troppo piatto, troppo nuovo, troppo vecchio, poco sfumato, troppo opaco o troppo lucido, pensando anche al materiale di cui era rivestito.
La basetta vuole rappresentare un terreno brullo, leggermente umido, come era quello del colle su cui si svolse la battaglia; ho utilizzato Pronto Das, sabbia e vinavil, diversi tipi di erbe sintetiche.
Ho dipinto il tutto con un fondo Brown e Deep Green, poi diversi passaggi per schiarire con tonalità sabbia, buff e verde chiaro.
Targhetta della basetta fatta con il computer poi ricoperta con adesivo Clear della Scotch, reperibile con grande facilità e consigliatomi dall’amico e “maestro”, Maurizio Berselli.

Il figurino ha ricevuto alcuni premi, tra i quali l’Oro alla mostra di Verona dello scorso Aprile 2002, in cui è stato fotografato da Pierluigi Castellani che ringrazio per l’ottima foto e la gentilezza che ha avuto inviandomela poco dopo lo svolgimento della bella mostra scaligera.

Ugo Giberti
[Gallery]
www.ugogiberti.it

    

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