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Garibaldi fu ferito ... - Ivano Franco

Pochi interventi di cutter e stucco per una realizzazione davvero originale

Garibaldi fu ferito ...

“Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba…” era anche l’incipit di una famosa canzoncina che ricorda il ferimento dell’Eroe dei due mondi da parte dei bersaglieri dell’esercito piemontese (ormai italiano!) il 29 agosto 1862 in Aspromonte.

Una pagina particolare della storia risorgimentale del nostro Paese che ha sempre attirato la mia attenzione; e l’ha attirata anche durante l’ennesima lettura sulla vita del Peppino nazionale: si è trattato di “Garibaldi – ritratto dell’Eroe dei due mondi”, di Montanelli e Nozza, una biografia del 1963 che fece scalpore, alla sua uscita, in quanto si soffermava per la prima volta sulla vita reale del Generale, dandone più un taglio di cronaca che di storia.

Il libro mi è capitato tra le mani – ed è stato immediatamente acquistato – in una riedizione della BUR che, nonostante l’economicità dell’edizione, si presenta ricco di stampe e di immagini dell’epoca; tra queste, appunto, alcune che ricordano l’episodio del ferimento e della conseguente degenza del Generale.

Da qui, insomma, l’insana idea che tutto riporta al mondo della riproduzione in scala: perché non tentare la realizzazione di un Garibaldi ferito in 54 mm?

Dall’idea in avanti, tutta una sequenza di ragionamenti: nel cassettone dei soldatini acquistati e non realizzati, avevo una copia di Garibaldi de “Il Feudo”, e su questa ho deciso di lavorare, considerando anche che il soggetto si prestava senza la necessità di troppe trasformazioni.

Garibaldi fu ferito ...

Lavorando infatti su una gamba (la destra, quella effettivamente colpita!) e sulle braccia ( il sinistro che, nella realizzazione de Il Feudo, sbarcato a Marsala regge la bandiera, ora regge una stampella; il desto, epurato della sciabola e ricostruita in milliput la mano, si tende a raggiungere la seconda stampella, poggiata al tavolo), il gioco è quasi fatto.

Garibaldi fu ferito ...

Garibaldi fu ferito ...

La sedia sulla quale siede il generale, è stata autocostruita in plasticard, così come le stampelle, tratte anch’esse da una stampa d’epoca. Tavolo, sgabello e accessori vari sono della Historex.

Risultato finale: un Garibaldi ferito, convalescente nella propria casa (ovviamente a Caprera!) che, dopo un pasto frugalissimo – come era solito fare – ed in una torsione condizionata dal suo stato di semi-infermità, è nell’atto di afferrare le stampelle per alzarsi e tentare di spostarsi in altra parte dell’abitazione.

Tutto si addiceva al Generale tranne, ovviamente, il riposo forzato!

Garibaldi fu ferito ...

Ivano Franco
I Tauri Model Club