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Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco

Una scenetta di carriarmati in 1:72 nei deserti del Nord Africa

Sfogliando libri fotografici sulla campagna in Nord Africa durante la seconda mondiale, non sarà infrequente trovare un numero elevatissimo di foto nelle quali mezzi del Regio Esercito Italiano sono distrutti, danneggiati, tristemente abbandonati in pessime condizioni.

Numerosi scheletri, soprattutto di carri armati, sicuramente leggeri, poco potenti e male armati, insomma inadeguati se rapportati a quelli degli altri eserciti in lizza, che ricordano la rotta italiana e le lunghe ritirate alle quali furono costretti i nostri soldati, nonostante gli atti di eroismo che spesso li videro protagonisti proprio tra i deserti nordafricani (si ricordi ad esempio su tutti, El Alamein ed i parà della Folgore!!!).

Tra le varie foto, però, mi è venuta sotto gli occhi quella di un carro britannico Matilda, abbandonato questa volta lui, in male arnese e con un cingolo completamente srotolato… ecco nascere l’idea: magari, ad un certo punto della storia, da quelle parti è passato un carro italiano e, finalmente, i nostri carristi hanno potuto avvicinare loro un carro distrutto al nemico… “una volta ogni tanto” appunto.

Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco

Mi sono quindi messo al lavoro partendo da un carro medio italiano M 14/41 comperato chissà quando e chissà perché, pezzo in resina della Model Dream, marca alessandrina.

Per un non-esperto di mezzi corazzati come me, non è stato certamente impresa facile assemblare un carro in resina, con tutte le difficoltà che questo materiale comporta (soprattutto nel lavoro di pulitura dei particolari!) mai del tutto perfetto nelle colate, nonostante la buona qualità di particolari presentati dal pezzo in particolare.


Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco

Completato il carro nazionale con qualche piccola aggiunta (ad esempio le staffe che cingono gli scarichi in sottilissima lamina di piombo, le scalette di accesso al mezzo in filo di rame e plasticard, le cinghie che fermano gli attrezzi, le decal riprodotte al computer e vari altri piccoli particolari) mi sono cimentato nella costruzione del Matilda.


Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco

Nello specifico, si tratta di un pezzo Airfix ad iniezione, tutto un altro vivere per quanto concerne la costruzione!!!!

Anche in questo caso il lavoro di ricerca del particolare è stato piuttosto intenso, soprattutto per quanto riguarda la torretta (guardare con attenzione per credere).


Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco

Senza dilungarmi, mi piace qui ricordare il lavoro effettuato sui tubi di scarico, nella realtà fasciati di amianto per trattenere il calore a beneficio della fanteria che avanzava dietro al carro; tale fasciatura è stata riprodotta con striscioline di teflon, appositamente tagliate e arrotolate passo passo….

Lavoro da imprecazioni continue ma, credo di poter dire, dal buon effetto finale.


Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco

Ecco quindi costruire la scenetta, completata da un carrista italiano (anche qui Model Dream) che finalmente può guardare, in religioso silenzio, ma da vicino, un tanto antipatico nemico.


Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco


Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco

Concludendo, la domanda da suspance che vuole sollecitare la scenetta: ma il carro inglese è stato colpito da quello italiano, oppure è stato abbandonato in precedenza chissà, per un guasto spontaneo o magari un colpo tedesco?!?

Ai posteri l’ardua sentenza.


Una volta ogni tanto ... - Ivano Franco

Ivano Franco
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