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ISU 122 - Ivano Franco

Un ISU sovietico in scala 1:72

L’assaltatore sovietico ISU 122, così come il 152, nasce durante la seconda guerra mondiale dal successo del SU 152, concependo questa famiglia di cannoni nelle sue varie versioni montati su scafo dello Iosif Stalin 2 e, dall’inverno del 1944, inizia a sostituire il SU 152 in tutti i reparti operativi nei quali questo era impiegato.

ISU 122 - Ivano Franco

Il modello che presento in quest’occasione, naturalmente in scala 1:72, ha come base l’ISU proposto dalla bielorussa PST, azienda attiva nella realizzazione di mezzi sovietici, con kit ricchi di dettagli spesso però inutilizzabili in quanto sovradimensionati.

Il Montaggio
Sono partito dalla realizzazione del guscio inferiore dello scafo e del treno di rotolamento.
Unica modifica aggiuntiva, in questo caso, ha riguardato la realizzazione delle staffe che reggono i cingoli di scorta, situati nella parte anteriore del carro.
Queste sono state realizzate con striscioline di plasticard dello spessore di 0,25 mm, poi rifinite con la bullonatura, realizzata con un impasto di colla vinilica e borotalco “posata” con la punta di un ago.

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Ben più elaborata è stata la costruzione della parte superiore dello scafo: qui ho iniziato a lavorare i parafanghi prima assottigliandoli con della carta abrasiva, quindi tagliandoli anteriormente e bollandone tutti i contorni e la parte posteriore con l’uso del calore di una sigaretta e successivamente modellandoli con una pinzetta.
Il contorno dei parafanghi posteriori è stato ribadito e dettagliato con la bullonatura.
Restando nella parte posteriore del carro, qui ho realizzato alcuni particolari come le staffette dove avvolgere le funi di traino, una maniglietta mancante nel kit rispetto alla realtà (in filo di ferro fine) e gli anelli degli sportelli del motore (sprue stirato).
Anche le griglie sono state rifatte con rete metallica, sprue stirato e molta pazienza, così come sono state sostituite tutte le maniglie ed i maniglioni presenti sul carro, con pezzi ricavati anche qui da filo di ferro modellato con pinzette.

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I due tubi di scappamento sono stati svuotati (in origine sono blocchetti di plastica piena), mentre dei quattro serbatoi supplementari ne sono stati montati soltanto tre previo lievi danneggiamenti) mentre, al posto del quarto, sono state montate soltanto le staffe di supporto, ricavate anche qui da plasticard da 0,25 mm.
Avanzando verso la casamatta, ho rifatto tutte le linee di saldatura, usando sprue stirato ammorbidito con colla liquida per plastica e tesaurizzato con un bisturi.
Rispetto al kit di base ho aggiunto, nella parte superiore della casamatta, alcuni particolari aggiuntivi (vedi foto), oltre ad aver lasciato aperto lo sportello del capo-carro, particolareggiandolo all’interno con il maniglione di chiusura interno.

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Venendo alla parte anteriore, la base dell’aggancio del cannone è stata testurizzata con un pennello rigido, previo ammorbidimento della plastica anche qui con colla, in modo da simulare la grossolanità della fusione, mentre il faretto è stato svuotato e vi ho aggiunto il cablaggio utilizzando un pezzetto di filo di rame finissimo.

La colorazione
Prima di unire i due gusci del carro, ho colorato la parte inferiore.
Questa ha ricevuto una mano di French Kaki Lifecolor UA 142 stesa ad aerografo; quindi, ancora ad aerografo, ho distribuito delle velature di marron cioccolato LC 37, bruno opaco LC 17 ed Iraqi sand della Vallejo.

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Dopo aver tesaurizzato i cingoli con piccole quantità di stucco Tamya, ottima base per simulare accumuli ed incrostazioni di fango, li ho colorati con gun metal 53 della Humbrol, colorando le testurizzazioni di fango-stucco con LC 37; il lavoro è stato quindi finito con polveri e pastelli color terra, sporcando il tutto e rendendolo omogeneo.
Stessa operazioni, con oli (con i quali ho effettùuato lavaggi con terra d’ombra naturale e bruciata) e pastelli, sono state effettuate per finire l’interno del treno di rotolamento ed il fondo del carro.

ISU 122 - Ivano Franco
ISU 122 - Ivano Franco

Ho quindi unito definitivamente i due gusci e, dopo aver adeguatamente mascherato cingoli, treno di rotolamento e fondo del carro, ho steso su tutto il carro una doppia mano di French Kaki UA 142 ad aerografo per passare, ad asciugatura completata, ad un lavaggio totale effettuato con terra d’ombra naturale.
Un ulteriore lavaggio selettivo, operato con color seppia ancora ad olio, ha quindi interessato tutti i particolari quali bullonature, staffe ed anfratti vari.
Il tutto è stato quindi rifinito con vari dry brush effettuati con colori humbrol, partendo da un verde H 86, schiarito con un verde più chiaro ad olio e bianco, il cui dosaggio è aumentato di passaggio in passaggio.
Questo sino ad un ultimo dry brush effettuato con del bianco quasi puro, insistito soprattutto sulla parte anteriore del carro, a voler simulare una mimetica bianca posticcia, in via di completo dissolvimento (il carro è stato ambientato su un terreno in via di completo disgelo dal tremendo inverno russo lasciato alle spalle!).
Il lavoro di rifinitura è stato poi effettuato con pastelli e gessetti per simulare invecchiamenti vari, dopo un lieve lavoro di scrostature simulate a pennello.

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In conclusione
Prima di sistemarlo nella sua ambientazione, il carro è stato arricchito con un carrista ed un fante seduto in casamatta (pezzi avanzati da un kit della Italeri), con alcune casse e teli arrotolati della polacca Mash (azienda produttrice di ottimi particolari in resina in 1:72 dalla quale proviene anche la pala sistemata su di un lato del mezzo, un tronco in plastica, con funi e catena (da modellismo navale) ed una ruota ricavata dalla mia “scatola degli avanzi”.

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La scenetta, ottenuta su base di dash lavorata, colorata ed arricchita da neve Prochima, è stata completata con un rigoglioso albero della Krea che ci indica il definitivo passaggio verso la primavera
.







Ivano Franco
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