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La Bismarck: apparato motore

L’impianto a vapore principale comprendeva dodici caldaie installate a coppie in sei sale disposte in doppia fila e separate da pannelli di controllo principali e ausiliari. Le caldaie erano del[...]

L’impianto a vapore principale comprendeva dodici caldaie installate a coppie in sei sale disposte in doppia fila e separate da pannelli di controllo principali e ausiliari. Le caldaie erano del modello Wagner (realizzato Blohm & Voss per la Bismarck e dai cantieri di Wilhelms insieme alla Deschimag per la Tirpitz) con un coefficiente di evaporazione di 50.000 Kg/h che operavano ad una pressione Kg/cm2 e 450°C producendo 54 tonnellate circa di vapor tonnellate a secco.
Erano dotate di surriscaldatori Askania a regolazione automatica e di un pre riscaldatore ad aria orizzontale, ma non avevano economizzatori e, come molte caldaie tedesche, avevano resa piuttosto bassa.
Erano dotate anche di due scarichi ausiliari per il vapore di cui uno alimentava il deaeratore mentre l’altro, a 8 Kg/cm2, andava dalle pompe di alimentazione al riscaldatore di seconda fase che portava la temperatura fino a 350°C. Su ogni caldaia erano poi installati due bruciatori Saacke.
Le turbine erano sistemate su tre assi con la sala macchine centrale all’estrema poppa e le turbine laterali in compartimenti separati a poppa delle sale caldaie.
Come le unità precedenti adottarono delle turbine diverse per modello e per fabbricazione.
La F (poi Bismarck) usò le Blohm & Voss e la G (poi Tirpitz) le Brown-Boveri.
Le turbine del Bismarck erano simili a quelle installate sull’Admiral Hipper per problemi di lunghezza erano senza impulsi d’alimentazione flusso radiale.
La potenza piena normale era di 38.300 HP per con un massimo di 46.000 HP. I giri arrivavano fino a 265 minuto e ogni asse aveva dei giunti disinseribili.
Tutti i riduttori erano a riduzione semplice, doppio elicoidali.
La potenza ausiliaria era fornita da una caldaia ausiliaria primo ponte direttamente a prua della sala caldaie n° 2, II l’energia elettrica era prodotta nelle quattro sale dei generatori principali, sempre sullo stesso ponte. Le sale generatori n° 2 si trovavano a destra e a sinistra nel compartimento VIII e tenevano ognuna quattro unità diesel da 500 KW. Le n° 3 e n° 4 erano disposte allo stesso modo nel compartimento XIV, ma ognuna conteneva tre turbogeneratori da 690 KW.

Bismarck
- Vista di prua della nave 8 dicembre 1940 -

La Bismarck aveva 7.400 tonnellate di capacità di stivaggio di combustibile, la Tirpitz 7.780 tonnellate massime utilizzabili e una capacità effettiva di 8.297 tonnellate (la differenza non poteva essere pompata in superficie).
Il raggio d’azione previsto era di 14.000 miglia nautiche a 15 nodi, ma già nell’ottobre 1936, l’OKM si rese conto che erano cifre calcolate sulle condizioni più favorevoli del tempo di pace, e il raggio venne così dimezzato a 7.000 mn a 15 nodi.
Fu un passo drastico che rimise in discussione la possibilità di tornare, se possibile, ai motori diesel.
Non si prese nessuna iniziativa fino all’agosto 1941, quando i Tedeschi entrarono in possesso delle “Istruzioni tattiche della Royal Navy” che riportavano dettagliatamente il consumo di carburante di tutte le navi da guerra britanniche.
A quel punto l’autonomia della Bismarck era calcolata di 8.600 mn a 15 nodi/8.150 mn a 21 nodi/5.200 mn a 27 nodi e 3.750 mn a 30 nodi. (Mancavano ancora i calcoli per la Tirpitz).
Il carburante ammontava a115% del dislocamento con carico pieno al 75%.
Partendo dal carburante usato per 100 tonnellate di dislocamento per 100 miglia nautiche a vapore, alla Tirpitz vennero attribuite le seguenti cifre: 1,7 m3 a 15 nodi/1,8 m3 a 21 nodi/2,9m3 a 27 nodi e 3,9 m3 a 30 nodi.
I dati della Scharnhorst e della Gneisenau (rispettivamente 3,4 e 4 m3 a 27 nodi) mostrano che le loro installazioni a bassa pressione erano meno economiche di quelle della Bismarck.

Fotografie dal sito internet: www.bismarck-class.dk





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