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Il sovietico "multi-torretta" T 28 - Ivano Franco

Un carro tra i piu' famosi dell'ex Unione Sovietica.

Prima della “grande guerra patriottica” - come i sovietici definivano la Seconda Guerra Mondiale - il carro medio multi-torretta T 28 era uno dei simboli dell’Armata Rossa, insieme al suo “fratello” T 35.

T 28 - Ivano Franco

Questo carro, la cui silouette fu resa famosa dalle numerose parate pre-belliche effettuate nella Piazza Rossa di Mosca, nasce nel 1931 dai progetti elaborati in seno al gruppo dei progettisti dell’ OKMO - “Opytuij Konstruktorsko-Mekhanicheskij Otdel” - il dipartimento dei progetti sperimentali della fabbrica di Leningrado, guidato dagli ingegneri capo N.V.Baryokov ed N.V.Tzeitz.
Alla fine dello stesso anno il primo prototipo del carro era pronto per i test e sul finire del 1932 fu messo in produzione, per vedere i primi mezzi completati a partire dal febbraio dell’anno successivo.
Da quel momento il T 28 andò ad armare vari reparti corazzati dell’Armata Rossa partecipando alle principali operazioni militari sovietiche a cavallo tra gli Anni Trenta e Quaranta, a partire dall’occupazione dell’Ovest dell’Ucraina, nel settembre del 1939, alla successiva guerra Russo-Finnica della fine dello stesso anno, alla Seconda Guerra Mondiale appunto.

Il modello

Il modello di T 28 da cui sono partito per realizzare il lavoro che vi presento è la “saponetta” della francese Exo-kit, un pezzo di resina assai compatto ed in cui vi è molto da lavorare, consigliatomi dall’amico Carlo Riccardi, meglio noto come Mr.Panzer.

T 28 - Ivano Franco

Dire che lavorare blocchi di resina sia salutare e divertente, beh, è dire certamente il falso, ma la voglia di realizzare un carro a tre torrette in piccola scala è stata così forte, che la buona volontà e la pazienza mi hanno supportato in questa impresa.
A partire dai lavori di pulitura del monoblocco che costituisce lo scafo; un lavoro da realizzare con un minitrapano attrezzato di buoni rulli di cartavetro, da utilizzare assolutamente in “isolamento” dall’ambiente, per non trovarsi polvere di resina ovunque; questo a maggior ragione se ci si trova, come me, a lavorare in appartamento.
Per far questo mi sono procurato un grande sacchetto di nylon trasparente ed ho effettuato le mie lavorazioni al suo interno (ovviamente non sempre senza problemi!).

T 28 - Ivano Franco

Nell’effettuare tale fase della realizzazione, ho operato indossando rigorosamente una mascherina a protezione di naso e bocca perché, è bene tenerlo sempre a mente, il pulviscono di resina, se inalato, è dannosissimo per i polmoni.
Gran parte del lavoro di montaggio consiste appunto nelle verie puliture dei blocchi che formano il carro (sostanzialmente, oltre al blocco dello scafo di cui abbiamo già detto, vi sono i due treni di rotolamento e le tre torrette) per fare in modo che l’assemblaggio finale risulti il più corretto possibile, operazione completata con colla cianoacrilica in gel ed una buona dose di stucco.

T 28 - Ivano Franco

Nonostante la buona definizione dei particolari garantita dall’utilizzo della resina quale materiale di stampaggio, bisogna segnalare l’alto numero di bolle presenti in questo pezzo, da eliminare pazientemente con stucco e carta vetrata di grana fine.

T 28 - Ivano Franco

I miglioramenti apportati al pezzo hanno riguardato le parti più piccole; in particolare le canne delle mitragliatrici, ricostruite con sprue stirato in diversi diametri e l’aggiunta dei cavi di traino, completamente assenti nel kit.

La colorazione

Viste le limitazioni presentate dalla costruzione, dovute alla natura stessa del kit, ho deciso di “giocarmi” un poco di originalità del pezzo nella colorazione.

T 28 - Ivano Franco

Per questo ho scelto di confrontarmi con una livrea che ho ritenuto molto particolare, utilizzata tra le nevi della Finlandia nel 1939, dove il tradizionale verde sovietico ha lasciato il posto ad un bianco mimetico (e sin qui tutto nella norma!) striato verticalmente con striscie di un blu chiaro.

T 28 - Ivano Franco

T 28 - Ivano Franco

Ho quindi steso ad aerografo una mano di verde sovietico di base (in questo caso, French Kaki Life Color) poi ricoperto da una velatura di bianco acrilico opaco Model Master.
Prima che il bianco asciugasse definitivamente ho prodotto piccole abrasioni con un cotton-fioc leggermente imbevuto di diluente Model Master ad accennare prime scrostature nella vernice.
Ho quindi completato il tutto tracciando, ancora ad aerografo, le striature verticali blu.
Da qui in avanti ho lavorato all’invecchiamento del mezzo attraverso lavaggi ad olio, contrasti a pennello asciutto, accentuando scrostature e sporcature e finendo il tutto con polveri e gessetti per artisti.

T 28 - Ivano Franco

Giunti al termine ho deciso di ambientare il carro su un terreno completamente innevato, aiutandomi con neve in microsfere della Prochima, utilizzata anche per “sporcare” le fiancate ed i cingoli del carro stesso.

T 28 - Ivano Franco







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