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La Bismarck tra storia, mito... e modellismo (IV) - C. Canducci

Storia Operativa... seconda parte

Durante la giornata del 23 di maggio, le condizioni del tempo e del mare peggiorarono; gli aerei da ricognizione inglesi non poterono decollare e anche il pattugliamento lungo le coste norvegesi non ebbe luogo; l’incrociatore Suffolk riuscì a continuare comunque il pedinamento in quanto dotato di un apparato radar migliorato.

Bismarck
- La Prince of Wales -

Ore 19.22 dello stesso giorno: mentre il Suffolk pattugliava la zona assegnata nella zona sud occidentale dell’Atlantico, avvistò la Bismarck ed il Prinz Eugen che dirigevano sulla stessa rotta. Venne inviato il rapporto all’altro incrociatore, il Norfolk, ed iniziò l’inseguimento.
Ore 19.39: l’Ammiraglio Holland sull’ Hood, ricevette il rapporto, ma si trovava 300 miglia a sud delle navi tedesche e aumentò la velocità per raggiungerle. L’ammiraglio Tovey, sulla King George V era ancora all’oscuro della situazione (erano le 20.32) e in quel momento si trovava a 600 miglia a sud est della Bismarck per cui toccava all’Hood e alla Prince of Wales colpire per prime. Nel frattempo, Norfolk e Suffolk proseguivano il tallonamento consapevoli del fatto che se la Bismarck avesse invertito la rotta per dare battaglia, nessuno avrebbe potuto aiutarli. Ciò non si verificò; le navi tedesche proseguirono per la loro rotta originale.
Stava per iniziare quella che è conosciuta come battaglia dello stretto di Danimarca.

Ore 00.15 del 24 maggio: vennero issate le bandiere da combattimento sulla Hood e sulla Prince of Wales; intorno alla stessa ora Norfolk e Suffolk persero il contatto con le navi Tedesche L’Ammiraglio Holland inviò i sei cacciatorpediniere in esplorazione verso nord, ma alle 02.48 gli incrociatori riuscirono a riprendere il contatto per poi mantenerlo.
Ore 04.45: sul Norfolk e Suffolk, si venne a sapere che le navi da battaglia inglesi erano in zona e alle 05.15 venne avvistato il fumo delle loro ciminiere. Venti minuti dopo vennero avvistati anche la Bismarck ed il Prinz Eugen a 17 miglia a dritta di prora all’Hood.
Ore 05.46: l’Ammiraglio Holland diresse le sue navi verso i tedeschi per serrare le distanze prima di aprire il fuoco; era conscio dell’inferiorità delle sue due navi ma sperava di poter far fuoco con entrambe simultaneamente da forte distanza. La decisione di manovrare le due navi in sezione fu un errore fatale. Esse, infatti, navigavano a una distanza di 800 yards l’una dall’altra con la visuale del nemico nascosta dalla Prince of Wales, dal fumo della Hood e dagli spruzzi d’acqua generati dei proiettili che finivano intorno alla capofila, facilitando in tal modo il compito degli artiglieri tedeschi. Un altro errore, fu l’identificazione della nave di testa come la Bismarck, mentre in realtà era Il Prinz Eugen, per cui tutte le salve di apertura della Hood furono indirizzate verso l’incrociatore tedesco, mentre la Prince of Wales, trasgredendo gli ordini dell’Ammiraglio Holland, aveva sparato contro la Bismarck. Nel frattempo i tedeschi avevano concentrato il fuoco sulla Hood.

Bismarck
- La Bismarck apre il fuoco sulla Hood -

Tutto finì molto presto :

ore 05.49 : l’Hood segnala di concentrare il fuoco sulla nave di testa
ore 05.52 : ad una distanza 24.000 metri la Hood e la Bismarck aprono il fuoco seguiti dalla Prince of Wales; la prima salva della Bismarck cade molto vicino alla Hood
ore 05.55 : la terza salva della Bismarck colpisce l’Hood e fa incendiare le munizioni pronte all’uso sul ponte; l’Hood accosta a sinistra per mettere in campo tutte le artiglierie; la quarta salva della Bismarck centra ancora la Hood
ore 06.00 : distanza 14000 metri; mentre la Hood e la Prince of Wales stanno ancora accostando la quinta salva della Bismarck, centra ancora la Hood, perfora la corazza, raggiunge un deposito di munizioni e lo fa saltare; la Prince of Wales manovra per evitare la Hood che sta affondando.
ore 06.02 : la Bismarck e il Prinz Eugen concentrano il fuoco sulla Prince of Wales che viene colpita in plancia.
Ore 06.12 : la Prince of Wales è colpita altre quattro volte dalla Bismarck e tre volte dal Prinz Eugen
Ore 06.13 : la Prince of Wales rompe il contatto e si ritira mentre Norfolk e Suffolk la seguono. L’affondamento dell’Hood fu molto rapido; iniziò alla 06.03 del 24/5; solo tre membri dell’equipaggio si salvarono su 1419.

Bismarck
- La Hood vista dalla Prince of Wales -





Bismarck
- Due colpi da 381mm della Hood vicino al Prinz Eugen -
Bismarck
- L’esplosione della Hood -

La Bismarck subì tre colpi dalla Prince of Wales nessuno dei quali su parti vitali, che però cambiarono il corso dell’operazione “RHEINUBUNG”.
Infatti, uno dei colpi centrò un locale caldaie, riducendo la velocità della nave a 28 nodi e il successivo un deposito di nafta di prora per cui la nave lasciava la scia di combustibile lungo il suo cammino.
Alle 08.00 del 24/5 l’Ammiraglio Lutjens, segnalò la sua intenzione di dirigere su St. Nazaire, unico porto nel golfo di Biscaglia che aveva un bacino di carenaggio in grado di accogliere la Bismarck.
Il Prinz Eugen rimase, invece, in Atlantico per proseguire le sue operazioni.
Quando la Prince of Wales si ritirò, e la battaglia dello stretto di Danimarca finì, Tovey e la Home Fleet (la squadra navale partita da Scapa Flow) erano a 330 miglia a sud est.
Tovey diede ordine alla forza H, dell’Ammiraglio Sommervile, di rimanere in Atlantico (la squadra era composta dall’incrociatore da battaglia Renown, dalla portaerei Ark Royal e dall’incrociatore Sheffield) e alla corazzata Ramilles, che stava scortando un convoglio, venne ordinato di coprire la rotta più probabile della Bismarck, verso ovest. Anche alla Revenge venne ordinato di lasciare Halifax e di avvicinarsi ad ovest.
Ma, questa volta, alla caccia si unì anche la portaerei Victorious.

Bismarck
- La Victorious -

Alle 22.24 del 24/5, vennero lanciati nove aerosiluranti Swordfish che vennero guidati sul bersaglio dai rapporti radar degli incrociatori.
L’attacco avvenne poco dopo la mezzanotte; un siluro colpì la Bismarck al centro, nella zona meglio protetta; le conseguenze furono praticamente nulle poiché la nave riuscì a proseguire la navigazione, sempre seguita dalle navi Inglesi, che la controllavano col radar; il Suffolk che la tallonava alla massima distanza consentita dalla portata del radar; la Prince of Walles e il Norfolk seguivano a maggior distanza.
Il 25 la squadra da battaglia dell’ammiraglio Tovey era distante solo 100 miglia dalla Bismarck.
Intanto, molto più ad est, la nave da battaglia Rodney era sulla rotta che la Bismarck, avrebbe dovuto seguire, per andare nel golfo di Biscaglia.

Bismarck
- La nave da battaglia Rodney -

La Ramilles era diretta verso nord e si stava avvicinando alla Bismarck ma era un centinaio di miglia a sud quando il contatto venne perduto.
Dopo una serie di errori di rilevamento radiogonometrici, che davano la posizione della Bismarck 200 miglia più a nord della sua reale posizione, ne venne fissata una nuova, questa volta più precisa, che indicava chiaramente che la nave stava tentando di tornare in Francia.
A questo punto, la Home Fleet, si trovava a 150 miglia dalla Bismarck, ma il carburante incominciava a scarseggiare per cui le ricerche a largo raggio vennero affidate agli idrovolanti Catalina del comando costiero della RAF.
La mattina del 26 maggio alle 10.36 un Catalina scovò la Bismarck; si trovava 690 miglia da Brest e al massimo avrebbe raggiunto il porto il giorno appresso.
A causa della nuova posizione della nave solo gli aerosiluranti Swordfish imbarcati sulla Ark Royal (forza H) potevano intervenire.
Alle 14.50 del 26, quattordici aerosiluranti lasciarono il ponte di volo dell’Ark Royal e circa un’ora dopo attaccarono… lo Sheffield credendolo la Bismarck fortunatamente senza conseguenze.
Gli aerei tornarono a bordo e si prepararono per un secondo attacco.
Quindici Swordfish attaccarono in successione, a partire dalle 20.57; un siluro colpì sul lato dritto dell’estrema poppa della Bismarck distruggendo la macchina del timone e bloccando quest’ultimo alla banda.
La nave, incapace di governare, fece due giri su se stessa prima di riprendere la rotta verso nord ovest con velocità 10 nodi.
Il timone non risultò riparabile; la nave sarebbe andata avanti incontro al suo destino.
Durante tutta la notte, fino alle ore 07.00 del 27 maggio, i cacciatorpediniere Cossack, Maori, Sikh, Zulu e il polacco Piorun attaccarono continuamente costringendo l’esausto equipaggio della Bismarck a rimanere al posto di combattimento.
La fine venne con l’alba del 27 maggio; Vian, il comandante dei cacciatorpediniere, avvistò la King George V e la Rodney poco dopo le 08.00 e le guidò con precisione verso la Bismarck.
L’ammiraglio Tovey attese la luce del giorno e diede ordine alla Rodney di manovrare come meglio ritenesse per mettere in campo tutta l’artiglieria.
L’ultimo combattimento tra la Bismarck e le tre corazzate inglesi cominciò alle 08.47 ad una distanza di 15500 metri.
Poco dopo le 09.00 la Bismarck venne investita da un gran numero di colpi da 356mm e 406 mm; alle 10.15 la Bismarck era un relitto galleggiante.
Gli inglesi, erano talmente a corto di carburante, che dovettero abbandonare il combattimento e lasciare il compito dell’affondamento agli incrociatori e ai cacciatorpediniere.
L’equipaggio tedesco fece però in tempo a far esplodere le cariche per l’autoaffondamento.
La Bismarck si capovolse e affondò alle 10.36 con la bandiera ancora issata a riva.
Gli inglesi raccolsero 110 superstiti, un sommergibile tedesco altri tre, ma 2200 uomini perirono, compreso l’Ammiraglio Lutjens.

Bismarck

CONCLUSIONE.
Se mai una nave da guerra morì di una morte “wagneriana”, questa fu la Bismarck: sabotata dal suo equipaggio, dopo che le sue sovrastrutture erano state smantellate a cannonate, tutti i suoi cannoni messi fuori combattimento e dopo aver incassato dagli 8 ai 12 siluri.
L’operazione “RHEINUBUNG” si era conclusa con un disastro; in due mesi le prospettive della marina tedesca erano decisamente cambiate in peggio e la potenza inglese sui mari non era stata spezzata.
A seguito dell’affondamento del capolavoro di ingegneria navale che era la Bismarck e, a fronte di altri episodi bellici avvenuti nel Mediterraneo e nel Pacifico, venne dimostrato che il tempo delle grandi navi da battaglia e degli scambi di colpi di grosso calibro a grandi distanze stava finendo; si avvicinava una nuova regina dei mari che stava cambiando le teorie e le tattiche di combattimento navale : la portaerei







Carlo Canducci
IPMS Italia
Centro Tuttoinscala di Roma

Per chi volesse approfondire l’argomento :












































Autore Titolo
L. Kennedy Caccia alla Bismarck
G. Giorgerini Le navi da battaglia della II Guerra Gondiale
E. Gray Hitler’s battleships
R. Sumrall Battleships in WW II ( tre volumi)
S. Breyer German navy at war vol. I - Battleships
L. De La Sierra Guerra navale nell’Atlantico
V. Elfrath Battleship Bismarck
E. Grove German capital ships and raiders in World War II
(from Scharnhost to Tirpitz 1942 - 1945)
E. Grove German capital ships and raiders in World War II
(from Graf Spee to Bismarck)
R. Jackson Kriegsmarine
M.J. Whitley Battleships of world war II : an international encyclopedia
M.J. Whitley German capital ships of WW II
R. Winklareth The Bismarck class

NOTA: Le immagini sono state tratte dai seguenti siti internet :

http://www.bismarck-class.dk/
http://www.kbismarck.com/
http://www.mikekemble.com/ww2/