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Iugula - Fernando Volpe

“IUGULA”, era l’espressione con la quale il pubblico invitava il gladiatore vincente ad uccidere l’avversario, una scenetta in 90 mm ripropone uno di questi scontri ...

L’idea di realizzare la scenetta è nata guardando il quadro di Jean Léon Gerome, “I gladiatori”.
La prima fase nella realizzazione è stata la raccolta di materiale informativo, utile a chiarirmi usi e costumi dei gladiatori.
Capire chi erano i gladiatori, come combattevano, come erano armati, risulta importante al fine di evitare errori di natura storica.
Per esempio come si nota nel quadro, il retiario disteso a terra e che implora pietà, riporta una protezione al braccio sinistro; diversamente dalle informazioni raccolte solitamente il retiario portava la protezione al braccio destro, in quanto era con quest’ultimo che impugnava il tridente e quindi in caso di affondi andati a vuoto era facilmente soggetto ai colpi dell’avversario.

Iugula - Fernando Volpe

Dopo aver raccolto le informazioni, si passa alla fase di progettazione, in cui si stabilisce in modo dettagliato come si evolverà il lavoro.
Il modello è stato interamente autocostruito partendo dal classico manichino in filo di ferro.
Conferita la postura corretta, ho cominciato ad applicare gli strati di stucco necessari a simulare la muscolatura ed infine ho realizzato il panneggio e l’armatura.

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Retiarius
Ho impiegato principalmente stucco milliput per la realizzazione dell’incarnato ed una combinazione di Milliput e Duro al 50% per il panneggio.
Così facendo ho ottenuto uno stucco dalle caratteristiche elastiche proprie del Duro e facilmente carteggiabile come il Milliput.
Come si nota dall’immagine sottostante la protezione al braccio è stata realizzata avvalendomi di lamierino di stagno, opportunamente tagliato ed incollato.
Ho impiegato lo stagno tagliato a striscioline per realizzare le cinghie dei gambali.
Queste ultime sono state impresse nello stucco ancora fresco, in modo tale da conferire profondità e movimento al panneggio.
Il tridente spezzato è stato invece realizzato con plasticard tagliato e lavorato.
La base su cui poggia il retiarius è stata realizzata con acqua, Vinavil e stucco in polvere mischiati insieme.

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Trace
Anche per la realizzazione del trace mi sono avvalso delle stesse combinazioni di stucco.
Sicuramente la parte più complicata è stata realizzare l’elmo.
Dopo vari tentativi ho raggiunto un risultato accettabile.
Ho impiegato il seguente materiale: - Milliput: per la struttura generale, ho impiegato questo materiale in quanto può essere facilmente intagliato e carteggiato, modificandone la forma originaria.
- Lamierino di stagno: per la tesa dell’elmo, una volta realizzata la testa, ne ho tagliato la parte superiore; successivamente ho incollato un foglio di lamierino di stagno e con l’ausilio di forbici e pinzette, gli ho conferito la forma opportuna. Infine con il milliput ho realizzato la parte superiore dell’elmo.
- Plasticard: per i copriocchi ho sagomato la forma idonea e con un trapanino ho praticato i fori, per la cresta ho utilizzato ancora del plasticard opportunamente tagliato.
- Stucco Duro: per i particolari, quali cerniere e disegni in rilievo sull’elmo.
Per i parastinchi del Trace mi sono avvalso di plasticard tagliato e sagomato, su cui successivamente ho creato i particolari (teste di leone e rami) con il Duro.

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Pittura Gladiatori - Incarnato
Per la pittura dei modelli ho impiegato colori acrilici della Vallejo.
Tenuto conto che i gladiatori vivevano quasi sempre all’aria aperta, esposti al sole e alle condizioni atmosferiche, ho voluto conferire al colore dell’incarnato una tonalità più scura per simulare l’abbronzatura.

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Ho utilizzato principalmente la tecnica delle velature, stendendo sottili strati di colore molto diluito e dalle tonalità sempre più chiare.
Infine per smorzare i passaggi di tonalità ed evidenziare una certa abbronzatura ai corpi, ho eseguito dei lievissimi lavaggi con tintura di noce molto diluita.
Per conferire alla pelle dei gladiatori un aspetto traslucido necessario a simulare il sudore (tenuto conto che i nostri personaggi si trovano nell’atto conclusivo di un duro combattimento) ho steso sull’incarnato prima una mano di protettivo lucido, e, una volta asciugato, ne ho steso uno opaco.
Ho inoltre impiegato la tecnica delle polveri, effettuando delle leggerissime passate di pennello intriso di polvere (la stessa impiegata poi per il terreno).

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Metallo
Per le parti metalliche ho impiegato colori della Citadel.
Dopo aver steso una mano di colore bronzo, ho effettuato, utilizzando la tecnica del pennello asciutto, delle passate di colore argento.
Infine ho effettuato diversi lavaggi con inchiostri color terra.

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Terreno
Prima di tutto ho realizzato la base su cui poggiano i figurini, effettuando un miscuglio di vinavil e polvere di stucco.
Ho steso sulla basetta uno strato di questo composto di uno spessore di circa 5mm ed ho aspettato che asciugasse.
Per conferire l’aspetto terroso ho effettuato diversi lavaggi con polvere di noce.
E’ una terra che si diluisce nell’acqua ed una volta asciugata si compatta ma mantiene il suo aspetto terroso.
Per creare le spaccature del terreno (riarso dal sole) ho accelerato il processo di asciugatura dei vari strati di colore molto diluito, avvalendomi del getto caldo di un Phon.

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