Il kit è contenuto in una scatola di cartone, di buona qualità, lunga 75 cm; l’immagine, sul coperchio della scatola, mostra la nave in assetto da battaglia mentre naviga in un mare tempestoso.
L’immagine rende molto bene l’idea di un mostro dei mari veramente temibile.

- La scatola di montaggio -
In alto a destra, vicino al logo Tamiya, sono riportate la lunghezza (717 mm) e la larghezza (103 mm) del modello.
Per la lunghezza, il valore in scala, coincide con la lunghezza reale della nave misurata “fuori tutto” mentre per la larghezza, c è uno scarto di circa tre millimetri in meno sul modello (punto più largo alla chiglia).
Aprendo la scatola, questa è divisa longitudinalmente in due parti; una occupata interamente dallo scafo, l’altra contiene le stampate di plastica con le altre parti da montare.

- La scatola aperta -
Ho trovato due libretti di istruzioni per il montaggio; uno interamente in Giapponese e l’altro in Inglese e Tedesco; curiosamente quello Giapponese, a pagina 11, riporta i codici vernici da usare della Tamiya mentre l’altro non riporta i codici ma la descrizione delle vernici.
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| - Le istruzioni in Inglese ed il nome del colore - | - Il motorino elettrico - |
Con una certa sorpresa, in una busta a parte all’interno del kit, ho trovato l’occorrente per montare un piccolo motore elettrico; infatti questa versione della nave è un modello statico/dinamico, nel senso che all’interno dello scafo, è inserito un vano per le pile (quattro a torcia !!!) e dei perni tra i quali viene inserito il motorino.
Volendo renderla “dinamica” (le istruzioni, molto chiare, riguardano anche questa parte) occorre sostituire le eliche della versione “statica” e vanno aggiunti gli alberi di trasmissione del moto.
Inoltre, occorre aprire un foro, di un centimetro per due/tre millimetri, lateralmente tra il bordo dello scafo e il deck centrale, per inserire un piccolo interruttore che la “mette in moto”.
Le istruzioni suggeriscono prudenzialmente che ci si accerti che il modello stia a galla se si vuole realizzare la versione “navigante”.
Osservando le stampate, ne abbiamo otto, sigillate in buste di plastica, contenenti le varie componenti (cannoni, torri, fumaiolo, scialuppe, antenne e due minuscoli Arado AR 134), una, anch’essa sigillata in busta, con il piedistallo per il modello ed il deck principale diviso in tre sezioni (centrale in busta a sé prua e poppa in busta insieme) di cui quella di prua e quella di poppa si incastrano in parte sotto il deck centrale (che và dalla torre B sopraelevata dell’armamento principale fino alla torre C di poppa).

- stampate G con parte delle scialuppe e gli Arado -

- Dettaglio di una torre e di una coppia di cannoni da 381 mm -

- Parti delle torri A e di comando -
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| - Un Arado “un po’ ingrandito !” - | - Dettaglio fumaiolo - |
Osservando lo scafo, del modello in mio possesso, non si notano graffi, segni o bave di plastica che possono portare ad una pre-attività di carteggiatura e/o stuccatura; le proporzioni e le forme sono rese molto bene.
Sotto la chiglia c’è una linea di giunzione che andrebbe quantomeno alleggerita con una carteggiatura con carta vetrata inumidita; sono presenti invece due piccole sporgenze in plastica quasi equidistanti una dalla prua e l’ altra dalla poppa che potrebbero essere dovute agli estrattori dallo stampo e che devono essere eliminate con pochissimo lavoro.
Il resto è sullo standard Tamiya cioè ottimo.
Osservando in dettagli le altre stampate non si notano graffi o segni particolari; nemmeno sbavature di plastica eccessive; lo standard costruttivo del modello, a mio avviso, è eccellente .
Consiglio di leggere attentamente le istruzioni; anche più di una volta. Infatti, benché siano molto chiare, ci sono parti che non vanno assemblate e/o colorate nella sequenza riportata ma DEVONO essere lavorate solo verso la fine del modello pena l’impossibilità fisica di montare alcuni pezzi (a meno di non disporre di un assistente o sé qualche modellista è di provenienza extraterrestre e di mani ne ha tre o quattro), o probabile rottura dello stesso pezzo durante la lavorazione o ancora impossibilità di verniciare correttamente alcuni angoli nascosti; altre parti vanno lavorate assemblandole e incollandole/verniciandole ma lasciandole svincolate dalla struttura principale su cui dovranno essere montate come ad esempio le torrette corazzate e i cannoni, il ponte principale, la torre di controllo e la sua struttura, e così via.
Se l’impressione che ho avuto sarà confermata lo saprò dire solamente durante il montaggio…
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Carlo Canducci IPMS Italia Centro Tuttoinscala di Roma |
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PS : Per chi si vuole sbizzarrire, ci sono in commercio delle splendide fotoincisioni della EDUARD (cod. 53002) dedicate alla Bismarck della Tamiya comprensive di battagliole, scalette e tanti ma proprio tanti altri dettagli con i quali divertirsi.
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Giaba (Giacomo Banche)














