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Introduzione al modellismo statico (I) - Carlo Canducci

Modellismo plastico/modellismo statico

Questo settore, ha avuto un notevole sviluppo a partire dalla fine della seconda guerra mondiale.
Infatti, la scoperta di materiali plastici derivati dal petrolio e, soprattutto, l’invenzione dello stampaggio in pressofusione, consentirono la riproduzione a costi molto contenuti, di dettagli di kit veramente piccoli, riassemblabili in seguito grazie a colle speciali.
L’attività hobbistica prese piede un po’ in tutto il mondo a partire dal Giappone, dagli Stati Uniti e dal Nord Europa.
Con lo sviluppo dei materiali e delle tecnologie di produzione si è arrivati ad oggi dove, in molti casi, l’autocostruzione in legno può tranquillamente essere affiancata da quella in polistirene e resine.
Non solo, ma un moderno kit in plastica o resina, consente a chiunque disponga di una buona manualità, di ottenere delle riproduzioni in scala di un realismo eccezionale.

Per quanto riguarda i modelli in resina occorre fare un discorso a parte; la resina rende molto meglio i dettagli tuttavia ha diversi lati negativi: tanto per cominciare i modelli in resina costano cari, occorre usare colle cianoacriliche altrimenti le parti non si attaccano, la resina si consuma molto più rapidamente sotto i colpi della lima e della carta vetrata, occorre fare attenzione a staccare i pezzi dall’albero di colata perché questo materiale sembra elastico invece tende a spaccarsi con una certa facilità e per concludere in bellezza è indispensabile lavorare con la mascherina perché la polvere di resina, che si produce per effetto della carteggiatura, è estremamente tossica e pericolosa e alla fine, prima di togliersi la mascherina, occorre raccogliere tutta la polvere e gettarla via.


Kit in resina e in plastica © Carlo Canducci - Click to enlarge


Kit in resina © Carlo Canducci - Click to enlarge


Kit in plastica © Carlo Canducci - Click to enlarge

Allora ? Neofiti curiosi vi ho scoraggiato abbastanza ?

Modellismo statico vuol dire che i nostri modelli sono immobili, in bella mostra in una bacheca o una vetrina, illuminati in modo opportuno cioè con luce diffusa, mai diretta e soprattutto mai alogena.
Le lampade alogene scaldano troppo e se il modello è troppo vicino ad esse e la luce accesa per lungo tempo, rischiate di ritrovare un ammasso informe di plastica e decals.
Le alogene poi falsano i colori (il loro spettro cromatico si avvicina all’ultravioletto); ergo questo tipo di lampada deve essere scartata a priori.
Consiglio fortemente le vetrine retro illuminate e le lampade ad incandescenza di potenza non superiore ai 40 W e possibilmente opalescenti.

Carlo Canducci
IPMS Italia - Centro Tuttoinscala di Roma
Via forum sul sito: http://modellismo.lineaweb.net

 

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