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Un T 34/85 dell’Armata Rossa a Berlino nel 1945 - Ivano Franco

Il carro sovietico in 1:72 tra le rovine ...

T 34/85 - Ivano Franco

Il 24 aprile 1945 le divisioni dell’Armata Rossa dei generali Zukov, provenienti da Est, e Koniev, da Sud, giungono alla periferia di Berlino e la circondano; il 2 maggio la capitale di quello che era stato il Terzo Reich, quasi interamente distrutta da intensi bombardamenti e dalla battaglia cittadina svoltasi quartiere per quartiere e casa per casa, capitola definitivamente.
E’ in questo quadro, dedicato all’ultimo e definitivo capitolo della Seconda Guerra Mondiale nel teatro europeo, che ho deciso di ambientare un T 34/85 realizzato – come da mia abitudine - in scala 1:72.

T 34/85 - Ivano Franco

Il kit
Il Kit di partenza è quello Revel, particolareggiato con una serie di piccole modifiche; nello specifico sono partito dall’asportare i parafanghi anteriori e posteriori del kit, sostituendoli – tranne quello anteriore sinistro, perso in battaglia – con altri ricostruiti con una sottile lamina di rame.
Ho quindi rimosso la parte stampata della griglia motore, ricostruendola con un pezzo di griglia metallica, striscioline di piombo e gocce di colla vinilica mista a borotalco per simulare le bullonature.
Tutte le linee di saldatura, sia dello scafo che della torretta, sono quindi state rifatte con sottoli fili di sprue ammorbiditi con colla liquida per plastica e testurizzati con la punta di un cutter, mentre l’intera torretta è stata intrisa di colla e testurizzata con un pennello a setole dure.
La canna del cannone è stata sostituita con una canna in metallo tornito della Armo.
Anche i numerosi maniglioni presenti sul mezzo sono stati sostituiti con maniglie realizzate artigianalmente con un finissimo filo di ferro, così come per i serbatoi supplementari sono stati usati due serbatoi fotoincisi della Part.
Ultime aggiunte sono state un rametto di legno che simula un tronco ed alcuni pezzi di catena - si tratta di catenella navale – strumenti sempre presenti ed utili al mezzo in caso di impantanamento e necessità di traino.

T 34/85 - Ivano Franco

Colorazione
Conclusa la fase di montaggio, il modello è stato lavato con acqua ed una goccia di sgrassante per piatti. Steso un velo di primer a spruzzo per garantire la presa del colore sulle parti metalliche, ho steso ad aerografo alcune mani di French Kaki Lifecolor UA 142.
Le parti inferiori dello scafo, precedentemente testurizzate con stucco per plastica per simulare accumuli di fango, hanno quindi ricevuto, ancora ad aerografo, velature di toni marroni e sabbia, procedendo dal colore più scuro verso quello più chiaro.
Lasciato asciugare il tutto, ho quindi realizzato le strisce distintive bianche in torretta, utilizzando il bianco acrilico della Andrea Color steso a pennello, per poi passare alla posa delle decals; a quelle originali del Kit ho preferito i trasferibili della Mig.
Passo successivo è stato un lavaggio generale su tutto il carro - e per questo piuttosto diluito in white spirit - di un terra d’ombra naturale ad olio seguito, ad asciugatura completa, da un lavaggio selettivo con del seppia ancora ad olio.
Giunto alla profondità voluta è stata la volta del pennello asciutto, steso con colore base – in questo caso ho usato smalti Humbrol – gradualmente schiarito con del bianco, sino ad evidenziare i particolari del mezzo in modo soddisfacente.
Sono poi passato a polveri e pastelli: negli intertizi dei parafanghi ho depositato della polvere per artisti marrone mista a color sabbia, stendendola con un pennellino inumidito in acqua, per simulare gli accumuli di terriccio e sporcizia, quindi il carro è stato trattato con polvere di pastelli di diverse tonalità di marrone ed ocra (stesi con un pennellino questa volta asciutto) attraverso i quali ho anche effettuato dei filtri di colore per diversificare le pennellature. Ultimi tocchi, scrostature e colature, queste ultime ancora con colori ad olio.

T 34/85 - Ivano Franco

Le reti di protezione urbana
Per fornire un tocco di originalità in più al pezzo, l’ho voluto completare con le reti di protezione urbana che venivano aggiunte ai carri impegnati negli scontri cittadini.
Ho realizzati questi particolari con cornici di plasticard di 1 mm di larghezza, corredati da rettangoli di griglia metallica molto fine. Una volta colorati con una miscela di smalti nero e marrone li ho applicati al carro, ammorbidendo il colore di base con polvere di gessetto (ocra e rosso per la ruggine) ed il lavoro è così terminato.

T 34/85 - Ivano Franco

La scena
Quando le truppe sovietiche entrarono a Berlino i combattimenti si svolsero casa per casa per snidare la disperata resistenza di quel che restava del potente esercito tedesco.
Ma la città era già stata pesantemente bombardata nei giorni precedenti all’ingresso dell’Armata Rossa, tanto che numerosi quartieri risultavano essere completamente rasi al suolo.
Ho così deciso di ambientare il mezzo in uno di questi quartieri, utilizzando una scenografia minima ma – credo – efficace per tale situazione.
Per aumentare il senso di sgomento e drammaticità provato dai tedeschi nel vedere in quelle immagini il definitivo crollo del paranoico sogno del Terzo Reich, ho aggiunto un figurino della Prieser che penso contribuisca efficacemente a quanto volevo rappresentare.

T 34/85 - Ivano Franco







Ivano Franco
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