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Introduzione al modellismo statico (VI) - Carlo Canducci

L'attrezzatura

Cominciamo con le lime; quelle che usiamo sono piccole, corte, e con profili e grane diverse. Un set di base comprende una lima piatta, una a coda di topo, una triangolare ed una a mezzaluna. Ce ne sono di diversi altri tipi ma non è il caso di acquistarle tutte subito; compreremo le altre nel momento in cui ci serviranno.


Lime © Carlo Canducci - Click to enlarge

Un acquisto consigliato è quello di un cofanetto che contiene un set di impugnature e di lame intercambiabili. Queste ultime non sono riaffilabili, ma non vanno gettate perché possono essere usate per stendere dello stucco.
Come attrezzatura di base può bastare una tronchese a taglio laterale e un cutter che servono per staccare i pezzi dal telaio, un paio di forbici sottili, una pinzetta, una piccola morsa con le ganasce rivestite di gomma (per non rigare la plastica), un mandrino manuale con ganasce che chiudono a 0 utilissimo per fare fori a partire da 0,3 mm fino a 1,5 mm, un robot, elastici, pinzette da bucato, piccoli contenitori per riporre parti pre-assemblate e/o pre-verniciate.


Robot e Morsa © Carlo Canducci - Click to enlarge


Pinze e Cutter © Carlo Canducci - Click to enlarge


Mandrino con punte © Carlo Canducci - Click to enlarge


Scatole © Carlo Canducci - Click to enlarge


Pinzette © Carlo Canducci - Click to enlarge

Spatole

Un buon acquisto, anche se costoso, può essere quello di un trapano elettrico per modellismo alimentato a 220V ; quelli a 12V hanno una potenza troppo bassa per poter essere effettivamente utili in tutte le situazioni.
Unitamente al trapano è fortemente consigliato un regolatore di tensione altrimenti l’alta velocità di rotazione potrebbe bruciare la plastica.
Se avete un amico dentista fatevi regalare una spatola per stendere lo stucco e magari un bisturi per tagli di precisione.
Col tempo le esigenze aumentano; avere l’attrezzatura diviene un virus contagioso ben diffuso tra i modellisti; ve ne accorgerete da soli.


Riga e Scatola © Carlo Canducci - Click to enlarge

Fondamentale è la carta vetrata.
Le carte abrasive per modellismo sono simili a quelle utilizzate dai carrozzieri, cioè lavorano bene quando sono umide.
La grana che sceglieremo parte da 1000 e arriva fino a 2000 per tutti i lavori di fino; comunque un foglio di 600 ed uno di 800 non guasta.
Queste grane le utilizzeremo per i lavori di sgrossatura iniziale.


Carte e Tamponi © Carlo Canducci - Click to enlarge

E’ difficile trovare presso le ferramenta e i supermercati del fai da te carte di finezza superiore a 1000 per cui, per le grane più fini, ci riforniremo in un negozio di modellismo dove potremo trovare in commercio delle buste Tamiya comprendenti due fogli 1000, due 1200 due 1500 e due 2000.
Esistono carte vetrate di grana ancora più fine ma servono per lavori molto particolari.
Le carte abrasive non “dovrebbero” essere usate a secco, infatti, dopo due o tre passate, saranno fuori uso, impastate di colore o di polvere di plastica.
La carteggiatura su parti stuccate e/o verniciate deve essere effettuata solo quando la vernice e/o lo stucco sono completamente asciutti.
La carta abrasiva usata, anche se consumata, tornerà ancora utile in quanto più si usa, (a umido) più la sua grana diventa sottile e lavora di fino.
Quando carteggio tengo sempre accanto a me un contenitore in plastica con dell’acqua leggermente saponata; l’acqua leggermente saponata diminuisce un po’ il potere di abrasione della carta, ma dopo la carteggiatura guardate il risultato.
Se quest’ultimo é soddisfacente, lavate il pezzo in acqua tiepida per eliminare tutte le tracce di sapone. Sono stati realizzati dei tamponi abrasivi di varia grana (SBM) molto comodi da utilizzare e che possono fare le veci della carta vetrata.

Altro capitolo importantissimo : le colle
Esistono in commercio colle di tutti i tipi; abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.
E’ molto difficile trovare prodotti “insoddisfacenti” è più facile non riuscire a prendere “la mano” con una specifica colla o con un tipo di stucco e così via.


Colle © Carlo Canducci - Click to enlarge

Personalmente uso la colla Faller con cannula per incollaggi di precisione, la Tamiya liquida tappo verde quando devo far filtrare il prodotto in spazi ristretti, la Humbrol liquid poly per incollaggi provvisori (prove a semi-secco per verificare che i pezzi combacino), l’Humbrol Clearfix per incollare i trasparenti, il SuperAttack e la colla Eduard per le fotoincisioni (cianoacrilati).
Come collante alternativo si può usare la trielina che, fondendo la plastica può tranquillamente essere usata come colla; da tenere presente che questo prodotto evapora rapidamente e deve essere usata con celerità; per contro incolla lentamente.
Per le superfici trasparenti come i tettucci degli abitacoli degli aerei o i vetri delle auto, non devono essere usate le colle cianoacriliche. Infatti, questi prodotti, durante il processo di essiccazione emettono dei vapori biancastri che velano la plastica trasparente.
Le colle cianoacriliche di cui ho precedentemente accennato, incollano quasi istantaneamente qualsiasi tipo di materiale, anche le dita!
Nel caso in cui vi incolliate le dita, non tentare mai di separarle forzando, rischiereste di lacerare la pelle ma inumidite le dita con alcune gocce di acetone, (nel caso di pelle screpolata NON USARE ASSOLUTAMENTE L’ACETONE, ma solo pazienza ed acqua calda) aspettate 1 o 2 minuti prima di cominciare l’opera di distacco e qualora si riscontrasse ancora una forte resistenza, versare sulla parte ancora dell’acetone. Ad operazione compiuta lavare abbondantemente con acqua calda e sapone.
Utilizzare le colle, gli acceleranti, gli stucchi in locali ben aerati, perché SONO PRODOTTI TOSSICI e FACILMENTE INFIAMMABILI, evitate di fumare !
Prima di incollare e/o verniciare i pezzi occorre lavarli sempre con acqua e detersivo liquido per piatti. Sulle parti del nostro kit è depositato un sottile strato di “distaccante” che serve a facilitare il “distacco” dei pezzi dagli stampi dopo il processo di iniezione delle plastiche negli stessi.
Dato che questo prodotto è grasso, tutti i componenti di plastica devono essere tirati fuori dalla scatola e lavati.
Gli acceleranti come lo Zip Kicker della Società Pacer ( la stessa che produce lo Zap), servono per velocizzare il processo di asciugatura delle colle cianoacriliche.
Se dopo lo strato di cianoacrilico si applica con uno stuzzicadenti il prodotto, si sentirà una specie di soffio e vedrete una nuvoletta biancastra; la ciano sarà secca all’istante; usate l’accelerante con discrezione e mai su superfici trasparenti in quanto essendo un potentissimo agente chimico prima di tutto tende a sciogliere le plastiche e poi rischiereste di incrinare irrimediabilmente i pezzi trasparenti.

Lo stucco é utilizzato per riparare eventuali imperfezioni, eliminare la linea di giunzione della fusoliera, delle ali, mettere una toppa ai nostri errori ecc. ecc.
Quello che useremo è quello per modellisti; viene venduto in tubo, in barattolo o in coppie di bastoncini (stucchi epossidici) che una volta amalgamati tra loro in parti uguali servono anche per ricostruire dei pezzi.
Deve essere usato sempre in modeste quantità sia per evitare gli sprechi sia perché non serve a nulla abbondare col prodotto sul punto da stuccare; così facendo asciugherà molto lentamente e formerà delle crepe (lo stucco quando asciuga si ritira).
E’ preferibile stenderne dei piccoli strati ed aspettare un poco,
Se lo stucco é troppo denso, lo si può allungare con l’acetone fino a renderlo liquido.
L’acetone ha la capacità di agire come accelerante durante il processo di essiccazione; dopo pochi minuti un sottile strato bello duro è pronto per essere carteggiato.
La regola dell’acetone però non è valida per gli stucchi bicomponenti ma solo con i filler di Humbrol o similari di altre marche; i bicomponenti una volta induriti non c’é verso di riutilizzarli.
Dopo aver avuto un rapporto conflittuale con diversi tipi di stucco ora uso abitualmente il Milliput bicomponente bianco (superfine) e il Mr. Surfacer 1000 (liquido) della Gunze.


Stucco © Carlo Canducci - Click to enlarge

Per quanto riguarda il Milliput non ci sono tante ricette particolari di miscelazione e quelle poche a mia conoscenza riguardano solo la diversa percentuale dei due componenti da mischiare influendo in tal modo sul tempo di indurimento dello stucco ma non modificando, se non in minimo modo, le caratteristiche di lavorabilità del prodotto.
A mio avviso comunque, è preferibile unire i due componenti a 50% come indicato anche dai fogli di istruzione.
Per modellarlo si possono usare delle piccole spatole di metallo.
Il prodotto non sempre si attaccherà dove si vuole, per questo non ho trovato soluzioni valide se si vuole lavorare con lo stucco asciutto; con lo stucco bagnato le cose migliorano in parte, perché è vero che non si attacca agli attrezzi ma non si attacca neanche al modello quindi le cose devono essere mediate e possibilmente deve essere usata pochissima acqua; solo per bagnare la spatola.
Quando penso di aver finito la modellazione, per rifinire la superficie, uso le dita bagnate (adopero sempre un guanto monouso) sfregando la superficie come con la carta abrasiva, e poi con un pennello morbido do una finitura finale sempre usando l’acqua.
Cerco comunque di usare minime quantità di prodotto, cosi da non dover poi togliere troppo materiale in eccesso.
E’ possibile usare il Vinavil per stuccature anche piuttosto fini; data la caratteristica di fluidità entra bene nelle fessure e le riempie; terminata l’operazione occorre rimuovere rapidamente con un panno umido l’eccesso di prodotto.
Tra l’attrezzatura inserirei anche l’area di lavoro; la cosa migliore è una postazione fissa ed una o più, a seconda delle necessità, mini cassettiere acquistabili anche nei supermarket del fai da te per metterci attrezzi, colle, colori ecc.


Postazione © Carlo Canducci - Click to enlarge


Postazione © Carlo Canducci - Click to enlarge

Non tutti però possono disporre di una stanza o di un’ area hobby per cui una soluzione può essere quella di realizzare, con del truciolato spesso da 2 a 2,5 cm o con del compensato, un piano di circa 50×50 cm da appoggiare ad un qualsiasi altro tavolo di casa dove poter lavorare senza correre il rischio di fare danni.
Questa zona sarà illuminata da una lampada a pantografo per disegnatori con una lampadina a luce azzurrata che non altera i colori.
Da evitare, come già detto, le luci alogene e soprattutto quelle al neon che col loro tremolio e la loro luce biancastra affaticano gli occhi.
Una lente d’ingrandimento può essere utile ma può anche dare fastidio; esistono in commercio delle lampade da tavolo con lente d’ingrandimento incorporata ma le possiamo considerare un “optional”.

Carlo Canducci
IPMS Italia
Centro Tuttoinscala di Roma

    

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