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Introduzione al modellismo statico (X) - Carlo Canducci

Gli Aerografi

Utilizzo.
In pratica l’uso dell’aerografo non ha confini, infatti, ritroviamo l’impiego dell’aerografo per la colorazione dei pupazzi di zucchero e altro anche nella manifattura dei dolciumi.
Professionisti del ritocco fotografico e disegnatori pubblicitari usano correntemente quest’utensile.
Inoltre, esistono dei veri e propri guru, che fanno dei disegni sui camion o sulle moto, utilizzando l’aerografo, (sicuramente avrete già visto delle moto con il serbatoio finemente disegnato, ebbene il mago che ha fatto ciò ha proprio usato l’aerografo!).
Numerose sono le industrie che producono aerografi e spruzzatori, a titolo d’esempio cito:
Paasche, Badger, Olympus, Iwata ecc.

Funzionamento e tipi d’aerografo.
Il principio di funzionamento dell’aerografo è semplice; tramite una sorgente d’aria compressa che genera una depressione a livello dell’ugello, la vernice è aspirata e proiettata in polvere sulla superficie da noi scelta.


Aerografi © Carlo Canducci - Click to enlarge

Possiamo dire, per semplificare, che esistono due tipi di aerografo:
L’aerografo a singola azione, quello a doppia azione.
Singola azione significa che, alla pressione sul pulsante dell’aeropenna (l’aerografo si chiama anche così), dall’ugello esce un flusso d’aria e vernice fissa non avendo alcuna possibilità di regolare la quantità di colore e d’aria; la regolazione della quantità di vernice avviene svitando o riavvitando la rotella zigrinata posta nella parte posteriore .
Doppia azione invece significa che, agendo sul pulsante, si ha la possibilità di regolare sia la quantità di vernice sia la quantità d’aria in uscita dall’ugello (premendo il pulsante regoliamo la quantità d’aria, spingendo lo stesso indietro regoliamo la quantità di colore erogato).
Viene da sé che l’aerografo a singola azione è riservato per i lavori che non richiedono grande finezza, mentre con quello a doppia azione ci si può sbizzarrire a fare un’ampia gamma d’effetti con il movimento del dito, ad esempio,le mimetiche sfumate dei caccia tedeschi della II G.M.
La differenza tra i due tipi incide anche sul prezzo; di solito uno a doppia azione costa il doppio o più del doppio rispetto a quello a singola azione, la sua manutenzione è più delicata ma se si sa usare il primo, bastano un pò di prove ed il secondo diviene insostituibile.
L’alimentazione della vernice può avvenire o per “gravità” (serbatoio attaccato sopra l’apparecchio) o per aspirazione (serbatoio attaccato sotto l’apparecchio).
Entrambi hanno vantaggi e svantaggi, legati alla fluidità e alla finezza della vernice che si sta usando; in linea di massima, per le vernici che si utilizzano per il modellismo, entrambi vanno più che bene; si tratta più che altro di “prendere la mano” con l’apparecchio.
L’operazione di smontaggio, pulitura, lubrificazione e re-assemblaggio è, in ogni caso, un’operazione delicata! Deve essere eseguita OBBLIGATORIAMENTE ogni volta che è stato usato e prima di metterlo via.
Usate la massima attenzione, prendete tutto il tempo e la calma necessaria e soprattutto non usate le pinze per svitare e riavvitare i delicatissimi pezzi che lo compongono; eseguite l’operazione seduti disponendo l’apparecchio su di un panno.
Normalmente, quando acquistate un aerografo esso è venduto in un cofanetto corredato di una piccola chiave, a volte di un giravite da orologiaio e (se proprio è di marca o è un modello professionale) di aghi ed ugelli di ricambio per poter sfruttare al massimo le sue capacità.
Prima di smontare l’attrezzo staccate l’aerografo dalla sua sorgente d’aria compressa e, istruzioni alla mano, cominciate a smontare l’ugello, il manico, poi svitate la ghiera che blocca l’ago ed estraete con le dita l’ago dal davanti…Può sembrare strano estrarlo dal davanti ma, se ci riflettete, constaterete che in questo modo l’eventuale sporco accumulatosi sull’ago non va ad intasare il corpo dell’aerografo, cosa che accadrebbe estraendolo dalla parte posteriore. Prestate attenzione che l’ago non si deformi e che la punta non batta su una superficie dura (si storce solo a guardarlo!).
Per pulire l’aerografo si può utilizzare qualsiasi prodotto anche acetone e trielina perché generalmente le guarnizioni sono in materiale non intaccabile tipo teflon. Io uso per una pulizia sommaria, il diluente della vernice usata e, successivamente del petrolio bianco acquistabile in qualsiasi ferramenta. Ogni tanto si smonta il tutto e si lasciano a bagno per una giornata i vari pezzi.
Poi occorre dare una bella pulita approfondita con materiali non pericolosi come stoffa e stuzzicadenti.
La cosa principale è non piegare l’ago e non allargare il foro della duse.
É chiaro che l’operazione sopra descritta è lunga, noiosa e per di più DEVE essere eseguita ogni volta che si ripone l’attrezzo, ma se volete che il vostro aerografo sia sempre efficiente questa è la procedura.
Aggiungo che, nel caso usiate vernici acriliche, è d’obbligo usare il CLEANER apposito per aerografi; Consiglio il Badger airbrush cleaner in bombolette spray che costa salato ma porta via veramente tutto.

Oulitore per aerografi © Carlo Canducci

Personalmente, dopo il re-assemblaggio riempio a metà il serbatoio di diluente e spruzzo a vuoto fino ad esaurimento, poi ricomincio la procedura di riempimento con la vernice, e così via.
Se avete la possibilità economica e del tempo da spendere, seguite un corso d’iniziazione o acquistate un manuale sull’uso dell’aerografo; in seguito, provate e riprovate su plastica, carta, ceramica fino a quando non otterrete l’effetto desiderato.

Cambio di colore durante l’uso.
Quando durante l’uso, volete cambiare vernice non è necessario “cannibalizzarlo”, basterà dare una prima sommaria pulita al serbatoio della vernice poi riempitelo d’acquaragia, agitate con uno stuzzicadenti e gettate il tutto, riempite ancora una volta e spruzzate su un panno circa la metà del diluente, quindi tappate con un dito l’ugello e azionate l’aerografo facendo in modo che si provochino delle bollicine all’interno del serbatoio.
Gettate via il diluente rimasto nel serbatoio e pulite il medesimo con un po’ di carta igienica inumidita d’acquaragia; riempite nuovamente a metà il serbatoio, spruzzate su uno straccio e così sarete pronti per usarlo con un altro colore.
In confidenza, vi dico che l’operazione completa di smontaggio e rimontaggio la eseguo ad ogni cambio di vernice e con la massima accuratezza.

La sorgente d’aria compressa.
La prima soluzione prevede di acquistare delle bombolette d’aria compressa (disponibili presso tutti i negozi di belle arti che vendono aerografi).
A proposito delle bombolette, vorrei evidenziare il fatto che è una soluzione antieconomica al 100%; una bomboletta non basta mai per un modello, bisogna sempre averne a disposizione una nuova di riserva.
Le bombolette costano molto, inoltre, durante l’uso tendono a gelare provocando una caduta di pressione e relativo sputacchiamento dell’aerografo.
La seconda soluzione prevede l’acquisto di un compressore; quest’attrezzo costa, ed è rumoroso ed ingombrante.
Cominciamo col dire che alla lunga un compressore si rivela un’affidabile ed economica fonte d’aria compressa; in commercio esistono sia piccoli compressori senza polmone di riserva aria sia i compressori silenziosi che sono costituiti da un motore di frigorifero aventi o meno un polmone di riserva d’aria.
Questi ultimi hanno un costo elevato, ma possono essere usati alle due del mattino nel vostro appartamento, senza che nessuno bussi alla porta per protestare per il rumore.
Infatti, il “suono” prodotto da questo tipo di compressore è lo stesso di quello generato dal vostro frigorifero, l’unico rumore in più è il “psssss” dell’aerografo in funzione.
Per le sue caratteristiche, questo tipo di compressore richiede una minima manutenzione, che consiste nel verificare di tanto in tanto il livello d’olio nel motore.
Per quest’operazione limitatevi solo a guardare la spia (una bolla di vetro trasparente) che si trova sul corpo del motore.
Se il livello d’olio scende oltre la tacca, rabboccatelo nei modi descritti, utilizzando l’olio specificato nel libretto d’istruzioni del compressore.
Questo tipo di apparecchio è utilizzato dalla stragrande maggioranza di professionisti ed artisti del settore; grazie alla sua silenziosità.
Può essere acquistato presso i grandi centri di bricolage o nei negozi specializzati di belle arti.
Il suo prezzo……É CARO ! ! ! !
Eh sì, un modesto compressore silenzioso costa in media circa 300 euro.

Compressore © Carlo Canducci


Dettaglio compressore © Carlo Canducci - Click to enlarge

E’ possibile risparmiare diversi “soldoni” autocostruendo un compressore. Il materiale “procurato” è stato il motore di frigorifero, una bombola tipo antincendio (da usare come polmone), un carrello portavaligie per il trasporto.
Le parti acquistate sono state il pressostato, un manometro, un regolatore di pressione, una valvola di non ritorno, raccorderie varie, un deumidificatore, un filtro benzina (ad impedire che l’olio dal motore salga fino al presso stato), un filtro aria e varie altre piccole cose per un totale di circa 100 euro.
L’aiuto di un amico modellista sia come supporto tecnico, sia per la costruzione effettiva, sia come confidente spirituale in caso di crisi mistica susseguente ad esaurimento nervoso da “autocostruzione” è sempre molto gradito.

Verniciatura.
Come detto in precedenza, la pressione media con la quale funziona un aerografo è 2.0 bar, tuttavia, a seconda delle vernici e dell’effetto che si vuole dare alla superficie, si gioca sulla pressione (da 0,7 a 1,5 atm per la mia esperienza) nel senso che, se si vuole una finitura leggermente rugosa, si scende di pressione.
Ricordatevi, comunque, che se si esagera con la pressione la vernice arriva secca sul modello (il modello vola via dal tavolo) ed allora addio superfici verniciate a specchio; difatti, usando un aerografo alla massima pressione 3.5 bar o più, il diluente contenuto nella vernice, in virtù dell’alta velocità in uscita dall’ugello, evapora immediatamente, conseguentemente la vernice arriva già secca sulla superficie da verniciare, quindi vi ritrovate sì con una superficie colorata… ma l’aspetto sarà come quello di un foglio di carta abrasiva .

La diluizione del colore base
Ne abbiamo parlato qualche pagina fa; rimane da aggiungere che un metodo per vedere se la diluizione è ottimale è di assicurarsi che la vernice ottenuta abbia la densità del latte, ovvero che lasci un velo di colore sulle pareti del barattolo.

Esercizi per l’uso corretto dell’aerografo.
1) Prendete un foglio di carta e con l’aiuto di una matita ed un righello, tracciate delle linee dritte e parallele ad una distanza di 5cm.
Una dall’altra in modo da formare un reticolo. Caricate l’aerografo con del colore nero diluito e cercate di rifare il reticolo, linea dopo linea con l’aerografo, muovendo il braccio e non il polso; i movimenti dovranno essere diretti da sinistra a destra, dall’alto verso il basso e viceversa.
2) Tracciate su un foglio di carta delle linee parallele e, se avete la possibilità di regolare il flusso di vernice, iniziate a ricoprire le linee via via aumentando lo spessore, poi controllate che abbiano tutte la stessa consistenza di colore.
3) Mascherate con del nastro adesivo per disegnatori un foglio di carta bianco in modo da lasciare un quadrato libero al centro, poi ricoprite di colore chiaro il quadrato (passate leggere da destra a sinistra e viceversa); a colore asciutto levate il nastro adesivo, il quadrato ottenuto deve risultare omogeneo senza chiazze o zone più chiare. Per ottenere dei risultati perfetti riprovate fino alla noia.
4) Prendete dei vecchi oggetti, possibilmente in plastica e provate a colorarli senza sbavature o accumuli di colore.

Suggerimenti
5) Tenete l’aerografo ad una distanza di 8/10cm. Dall’oggetto da colorare
6) Cominciate a spruzzare prima dell’oggetto ed arrestate lo spruzzo dopo l’oggetto
7) Non spruzzate mai ad arco per evitare accumuli di colore
8) Con i colori metallici fate delle passate leggerissime, per evitare colature non insistete troppo (ricordate che i colori metallici non aderiscono come i colori tradizionali).
9) Se avete fatto confusione (colore che sbrodola…) due sono i modi per risolvere il guaio:
a) Con un fazzolettino di carta avvicinatevi delicatamente alla goccia in modo da assorbire il colore in eccedenza.
b) Se restano ancora delle tracce del guaio, aspettate che la vernice sia ben secca (un giorno o più) poi carteggiate a umido e ripetete la verniciatura.
10) La massima disperazione per noi modellisti sono i pelucchi sul nostro modello appena verniciato La “drittata” consiste nel rendere il luogo dove verniciate molto umido in modo che la polvere in sospensione precipiti.
Il luogo ideale per una buona verniciatura con un rischio polvere minimo è ovviamente il bagno dopo una bella doccia calda.
Preparate una bella pentola di acqua bollente e fumante e mettetela nella stanza dove operate, oppure restate in cucina, lasciate che l’ambiente si impregni di umidità, poi cominciate a verniciare.
Per essere sicuri che il modello si asciughi senza che polvere e pelucchi si depositino sullo stesso, potete, a verniciatura fatta, ricoprirlo con una vecchia scatola da scarpe forata (per permettere all’aria di passare) inumidendola preventivamente all’interno.

Carlo Canducci
IPMS Italia
Centro Tuttoinscala di Roma

    

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