Sebbene ci siano in commercio diverse miniature raffiguranti Jacopo Cavalli, il Gold Box della Pegaso PE54-099 ben si adatta a riprodurre questo cavaliere vissuto nella metà del XIV secolo e che servì la repubblica di Venezia.
Il kit
(come tutti i Gold Box) fornisce due possibili varianti (anche se la cosa ha il suo costo): una testa con barbuta a visiera chiusa ed una testa nuda con il camaglio abbassato.
Ho scelto questa seconda soluzione soprattutto perché mi piaceva moltissimo il volto realizzato dallo scultore: lo trovo molto “medievale”.
Inoltre, usando la testa scoperta, si deve aggiungere l’elmo e si può così usare, poggiandolo in terra o su di un muretto, il grande elmo fornito nel kit con il cimiero a testa di cavallo che fu portato, oltre che da altre nobili famiglie, appunto da Jacopo Cavalli.
Tali cimieri, molto in voga in quegli anni, erano fatti di legno, poi ingessato, incollato e dipinto con le armi del cavaliere e costituivano una sua connotazione personale.
Diversamente le armi portate sullo scudo potevano indicare il casato di nascita o la parte politica di appartenenza oppure il signore a cui si prestava servizio.
Il resto della scultura è ugualmente di ottimo livello con dettagli molto ben curati, come l’allacciatura sul davanti della tunica, le varie manopole dell’armatura e la cintura cavalleresca.
Gli incastri coincidono molto bene e l’unica accortezza è verificare la giusta composizione del braccio destro con l’ascia (per far sì che questa poggi correttamente a terra) e del braccio sinistro con l’impugnatura della spada.
Le braccia, la spada e l’ascia sono state prima dipinte ed incollate alla fine.
Tutte le parti in metallo sono state prima lucidate e poi trattate con il solito lavaggio ad olio (nero avorio + terra d’ombra).
Le parti in metallo dorato sono state primerizzate, dipinte con oro smalto maimeri e lavate con terra d’ombra ad olio.
Per la tunica ho scelto un rosso scuro che ben contrastasse con il metallo.
La cotta d’arme non è stata riprodotta sulla veste per due motivi: l’allacciatura sul davanti avrebbe reso la riproduzione dell’araldica quasi inutile; poi spulciando nella mia piccola biblioteca ho trovato una riproduzione di Jacopo dei Cavalli nel testo Osprey, MEN-AT-ARM series, vol. 99, “Medieval Heraldry”, dove si fa notare che la cotta d’arme appare solo sullo scudo.
In realtà la veste poteva comunque essere “arricchita” da una qualche damascatura o ricamo ma io non mi sono avventurato nell’impresa.
Forse lo farò in futuro, dato che questo pezzo mi piace molto e vorrei riutilizzarlo per rappresentare qualche altro cavaliere.
Una pietra per sostenere lo scudo ed un rametto preso in giardino completano la scena.
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Marco Berettoni [Gallery] Figurini.it |
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Giaba (Giacomo Banche)











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