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Dornier Do-335 A-12 - Lorenzo Borgesa

Kit Tamyia in 1/48

Dornier Do-335 A-12 - Lorenzo Borgesa

Cenni storici.
La formula non convenzionale del Do-335 venne brevettata da Claudius Dornier nel 1937; il fatto di avere un motore nel muso ed uno nella coda permetteva di disporre della potenza di un bimotore con la resistenza di un monomotore.
Il primo prototipo del Do-335 volò nel settembre del 1943, raggiungendo la velocità record di 846 km/h e dimostrando ottime caratteristiche di volo; tuttavia apparve subito evidente la necessità di un velivolo da addestramento, soprattutto per addestrare i piloti alle fasi del decollo e dell’atterraggio: questi erano i momenti più critici del volo a causa della grande coda cruciforme che tendeva a toccare il terreno.
Fu così che venne iniziato lo sviluppo di un velivolo appositamente modificato per l’addestramento: inizialmente si pensò di produrre un limitato numero di trainer, ma l’elevato rateo di incidenti riscontrato durante i test della versione A-0 portò alla decisione di convertire tutti gli esemplari della serie A-1 in trainer, dando origine alla serie A-10 (solo due esemplari prodotti) e poi alla serie A-12.
Quest’ultimo tipo di Do-335 era caratterizzato dalla presenza di un secondo cockpit dotato di una strumentazione limitata e di un seggiolino non eiettabile (a differenza del seggiolino anteriore, eiettabile pneumaticamente).
La campagna di bombardamento condotta dagli Alleati rallentò la produzione degli A-12 e solo tre esemplari vennero completati, mentre un quarto venne catturato non completo.
Uno dei tre velivoli completi venne demolito subito dagli Americani (Werk Nr.240122); il secondo (Werk Nr.240121) finì in Inghilterra e fu distrutto in un incidente il 13 dicembre 1945; il terzo ed ultimo esemplare (Werk Nr.240112) fu catturato e passato in carico al RAE e venne distrutto in un incidente il 18 gennaio 1946.

Dornier Do-335 A-12 - Lorenzo Borgesa

La costruzione.
Il Do-335 A-12 Tamiya presenta le stesse stampate della versione monoposto, con in più una stampata aggiuntiva per il secondo cockpit ed il suo tettuccio.
La qualità è quella standard Tamiya, con una finitura ottima e degli interni molto buoni.
Per realizzare il modello ho utilizzato il set Eduard n° 48359, dedicato al Do-335 trainer.
La documentazione per realizzare il modello è stata reperita su internet: sul sito www.squadron13.com sono disponibili delle ottime foto a colori degli interni del cockpit anteriore, mentre per quello posteriore ho trovato solo una foto in bianco e nero.
Il lavoro di costruzione è iniziato dal cockpit anteriore; qui sono necessarie alcune modifiche a livello delle due consolles laterali che non sono piene come rappresentato nel kit, ma nella parte inferiore sono vuote.
Il pannello strumenti è quello in fotoincisione Eduard; nella sua parte posteriore sono stati aggiunti i cablaggi dei vari strumenti in sprue stirato.
Il seggiolino ha ricevuto le cinture fotoincise e vari altri dettagli fotoincisi sono stati aggiunti, come le pedaliere, manette ecc.
Nel cockpit posteriore è stata modificata la consolle sinistra e sono state aggiunte le ordinate laterali in fotoincisione, dopodiché il seggiolino è stato dotato di cinture ed è stato sostituito il pannello strumenti con quello fotoinciso Eduard.
Per la colorazione degli interni ho utilizzato un azzurro assimilabile all’RLM 76, mentre le consolles, il pannello strumenti ed i seggiolini sono in nero.
Dopo la colorazione effettuata con gli acrilici Gunze, ho effettuato un lavaggio con il blu ad olio, seguito da un drybrush con un azzurro molto chiaro della Humbrol; tutti i vari dettagli sono poi stati colorati con gli acrilici Andrea.
I due cockpit sono stati assemblati ed inseriti all’interno della fusoliera; la carenatura dorsale che ospita il cockpit posteriore non si adatta perfettamente alla fusoliera, ma un po’ di cianoacrilica permette di forzarla in posizione senza troppa difficoltà.
La stiva bombe è stata chiusa perché sugli esemplari da addestramento i due portelloni erano stati disattivati.

Dornier Do-335 A-12 - Lorenzo Borgesa

Per dare un po’ di movimento al modello ho iniziato a rimuovere i flaps per riposizionarli abbassati; la stessa cosa è stata fatta per il timone di profondità e per gli alettoni.
Per lo stesso motivo ho provveduto a modificare il ruotino anteriore per rappresentarlo sterzato e quindi ho poi dovuto muovere anche il timone direzionale.
I vani carrello hanno ricevuto un po’ di dettaglio addizionale sotto forma di fotoincisioni e di filo di rame, dopodiché le ali ed i piani di coda sono stati incollati alla fusoliera: la giunzione è praticamente perfetta e non richiede stuccature o aggiustamenti vari.
Le ruote del carrello principale sono state appiattite ed i rigonfiamenti laterali sono stati realizzati con dello stucco bicomponente Tamiya.
Le luci di atterraggio nell’ala sinistra sono state sostituite con delle altre realizzate tornendo sul minitrapano un pezzo di sprue trasparente.
Il muso del modello e la cofanatura frontale del radiatore anulare sono stati lucidati con del Compound Gunze, in preparazione della verniciatura in metallo naturale.
Prima di iniziare la fase di verniciatura ho incollato i due parabrezza e poi ho mascherato i cockpit ed i trasparenti; questo si è rivelato più rapido del previsto poiché i frames dei tettucci sono incisi e quindi è stato sufficiente ricoprirli interamente con nastro Tamiya e poi passare la lama di un cutter lungo le incisioni, togliendo il nastro in eccesso.

Dornier Do-335 A-12 - Lorenzo Borgesa

Verniciatura.
Navigando in internet, sul sito www.luftwaffepics.com ho trovato diverse foto di Do-335 catturati e dotati di coccarde americane; uno di questi mi ha particolarmente incuriosito, poiché le coccarde americane erano state coperte da coccarde inglesi, le quali lasciavano però fuoriuscire le due barre laterali.
L’esemplare in questione è stato fotografato su un prato e la presenza sullo sfondo di aerei inglesi di tipi diversi mi ha fatto supporre che si tratti dell’esemplare Wr. Nr 240112, catturato prima dagli americani e poi ceduto al RAE inglese: ovviamente non ho resistito alla tentazione di realizzare questo velivolo, caratterizzato, tra l’altro, dal muso in metallo naturale.
Lo schema di colorazione è lo splinter in RLM 82 e RLM 83, con superfici inferiori in RLM 76; a differenza dello schema standard, l’esemplare in questione aveva anche la parte laterale della grossa presa d’aria ventrale colorata in RLM 82 e 83.
Prima di iniziare la mimetizzazione, ho effettuato un pre-shading con il Tyre Black Gunze, passando lungo le pannellature e, in modo più leggero, anche all’interno degli stessi pannelli, dopodiché ho iniziato la verniciatura delle superfici inferiori utilizzando l’acrilico Gunze.

Dornier Do-335 A-12 - Lorenzo Borgesa

Anche lo splinter è stato realizzato con gli acrilici Gunze, tuttavia, dopo aver eseguito l’intera verniciatura ho realizzato che il contrasto tra i due colori RLM 82 e 83 era decisamente troppo forte e non rispecchiava l’aspetto del velivolo in fotografia; ho quindi preso uno straccio imbevuto di alcool e ho pulito il modello, ricominciando daccapo con la verniciatura.
Questa volta ho però scurito l’RLM 83 e schiarito l’RLM 82, in modo da avere meno contrasto. Successivamente ho schiarito l’interno dei pannelli usando i colori di base con un po’ di bianco; in questa fase ho utilizzato l’aerografo creando delle linee verticali sulla fusoliera e longitudinali sulle ali, cercando di riprodurre l’effetto della pioggia sulla fusoliera e del flusso d’aria sulle ali.
Ho poi realizzato delle mascherature con i fogli adesivi Revell ed ho dipinto le svastiche e le croci sulla fusoliera e sulle ali; queste sono poi state coperte con un velo leggero in Olive Drab, in modo da lasciarle trasparire leggermente. Il muso è stato dipinto con il Chrome Silver Model Master che è poi stato smorzato con alcune mani di opaco Gunze e ripassando le pannellature con un velo leggerissimo di Tyre Black.
I carrelli e gli interni dei pozzetti sono stati verniciati con l’XF22 Tamiya, mentre per le eliche e le ogive ho utilizzato il Black Green Gunze.
I pochi stencils utilizzati sono quelli della scatola, mentre le coccarde inglesi sono della Superscale; le barre delle coccarde americane sono state realizzate con decal di recupero.
L’applicazione delle decals è stata seguita da una passata di vernice lucida e poi da alcune mani di opaco Gunze.
Dopo aver tolto tutte le mascherature, ho incollato i carrelli, i tettucci, i tubi di scarico ecc.

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Lorenzo Borgesa
Drive & Fly - Modena