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Ferrari 250 GTO - Mario Galimberti

Tre Kit in 1/43 della Starter

Ferrari 250 GTO © Mario Galimberti - Click to enlarge

Per la stagione 1962, la F.I.A. decise che le vetture partecipanti al Campionato Mondiale Marche dovevano essere delle vetture Gran Turismo con una cilindrata non superiore ai 3000 cc.
La Ferrari realizzò una nuova berlinetta spinta dal classico 12 cilindri di 2953cc denominata “250 GTO” (Gran Turismo Omologata).
Questa vettura venne portata in pista solo dai clienti sportivi, mentre la squadra ufficiale continuò a dedicarsi allo sviluppo delle vetture Sport.
Alla 24 ore di Le Mans del 1962 le vetture del Cavallino Rampante conquistarono i primi tre posti assoluti; la vittoria andò alla grossa “330 LM” di Olivier Gendebien e Phil Hill, ma al secondo posto assoluto (e prima nella categoria GT) si classificò la “250 GTO” N° 19 schierata dalla squadra francese di Pierre Noblet e condotta dallo stesso Noblet in coppia con Guichet.
Il trionfo fu completato dal terzo posto della “GTO” N° 22 della Squadra Nazionale Belga condotta da Beurlys – Eldè.

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La versione prescelta è proprio quella che ha conquistato il secondo posto assoluto alla 24 ore del 1962.
Il kit è quello in resina della Starter.
L’assemblaggio non presenta particolari difficoltà tranne la posa degli acetati, in quanto bisogna ritagliare le due parabole per la chiusura dei fari e le due piccole semiparabole che fungono da prese d’aria per le due griglie sul cofano.
Il lunotto e il parabrezza hanno già la giusta bombatura mentre per i finestrini l’acetato è completamente piatto.
Dall’acetato in avanzo ho ritagliato un piccolo rettangolo per realizzare la piccola protezione paravolatili applicata davanti al tubo sul cofano.

Per il 1963 la casa italiana realizzò una nuova versione della berlinetta e la equipaggiò con due differenti motorizzazioni.
La prima versione era spinta dal classico motore di 2953cc, mentre la seconda era spinta da un 12 cilindri di 3967cc e venne denominata “330 LMB”.
A Le Mans nel 1963, oltre a tre GTO dell’anno precedente furono presenti anche quattro di queste nuove vetture, una 250 GTO e tre 330 LMB che vennero iscritte categoria Prototipi.
Due vetture giunsero al traguardo, la 330 LMB N° 12 iscritta dalla “Maranello Concessionnaires” che terminò al quinto posto assoluto con l’equipaggio Sears – Solomon e la 250 GTO N° 26 iscritta dal N.A.R.T. e condotta da Gregory – Piper che giunse al sesto posto.
Entrambe conquistarono il terzo posto assoluto nelle loro classi, Prototipi e GT.

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La Starter ha prodotto due kits dedicati alla vettura schierata a Le Mans, il primo permetteva di realizzare le 330 LMB N°9 e N°11 che avevano la guida a sinistra, mentre il secondo permetteva di realizzare la 330 LMB N°12 con guida a destra.
Anche in questo caso l’assemblaggio del kit è molto semplice, l’unica modifica riguarda la rimozione dei due ganci fermacofano in resina per sostituirli con due in fotoincisione e l’autocostruzione della protezione paravolatili e della luce posizionata sul tetto.

Per il 1964 venne realizzata una nuova vettura denominata “250 GTO/64”.
A Le Mans nel 1964 vennero iscritte quattro vetture, e delle tre che terminarono la gara quella meglio classificata fu la N° 24 iscritta dalla Squadra Nazionale Belga che si classificò al quinto posto assoluto (ma seconda nella categoria GT dietro alla Cobra Daytona quarta classificata) con l’equipaggio Beurlys-Bianchi.
Al sesto posto si classificò la vettura N° 25 iscritta dalla “Maranello Concessionnaires” condotta da Ireland – Maggs, mentre la vettura N° 27 iscritta da Fernand Tavano e portata in gara dallo stesso Tavano in coppia con Grossman concluse al nono posto.
Nei tre anni della loro carriera agonistica queste vetture, pur essendo state schierate solo da squadre private, hanno consentito alla Ferrari la conquista di tre Campionati del Mondo Marche.

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La Starter, alla versione di Le Mans ha dedicato tre kits, uno per la N° 25 del team britannico, una per la N° 26 iscritta dal NART ed il terzo, quello preso in esame, permette di realizzare sia la N° 24 che la N°27.
Anche questo kit è molto semplice e l’unica modifica riguarda la sostituzione dei ganci fermacofano in resina con quelli in fotoincisione.

 

Mario Galimberti
Mediolanum Modelling Club

    

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