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Guerrieri Celti - Paolo Solvi

Kit Pegaso ed Elite, 54mm

Salve a tutti, oggi mi ripropongo con un’altra scenetta raffigurante tre guerrieri celta in un’ambientazione campestre che potrebbe rappresentare un avamposto al quale fare la guardia oppure una semplice perlustrazione per individuare eventuali nemici.


Guerrieri Celti © Paolo Solvi - Click to Enlarge

I pezzi sono tutti in 54mm di due ditte diverse ma molto simili tra loro per qualità e perfezione dei pezzi: Pegaso ed Elite.
Avevo acquistato i tre pezzi in periodi diversi e li avevo riposti nella mia dispensa modellistica in attesa di essere “cotti e mangiati”; di tempo ne è passato, poi, un giorno, ho ritrovato la foto di una vecchia copertina di soldatini dove era rappresentata una scenetta realizzata dal bravissimo Raul Garcia Latorre, raffigurate tre celta: un capo e tre guerrieri, da lì mi è partita l’idea.
- “Bella scena !” - mi sono detto, ma, non avendo l’arte di Raul per la scultura, e nemmeno il tempo, mi sono ricordato dei kit acquistati e messi nel dimenticatoio.
Osservandoli, ho notato che i periodi erano molto vicini tra loro e le pose erano, almeno per i pezzi Pegaso, facilmente combinabili.
Il pezzo Elite, vista la posa e lo sguardo vigile, l’ho immaginato come di guardia mentre gli altri, pur guardinghi, parlano del più e meno.


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Ora non restava che creare l’ambientazione: per evitare che i tre figurini non si coprissero a vicenda dovevo creare almeno due livelli.
Per creare il livello più alto, dove avrei posizionato il guerriero di guardia, ho utilizzato una copia di un’ambientazione di un kit della Durendal dov’è rappresentato un celta in avanscoperta che sposta un ramo di un albero situato sopra delle rocce.


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Ho posizionato le basi dei due celta che parlano incollandole con della colla bicomponente di modo che, piazzati sopra i due figurini, fosse ancora possibile spostarli nella posa voluta.
La bicomponente infatti, avendo un tempo di essiccatura più lento rispetto al cianoacrilico, ci permette di riposizionare i pezzi fino a che non troveremo la posizione appropriata.
Il tutto è stato ampliato inglobandolo nella base utilizzando del das testurizzato e prima che tutto fosse secco, ho aggiunto tronchi, anch’essi copie, e sassi.
Al raggiungimento del risultato voluto, ho cominciato l’opera di verniciatura in acrilico, e poi creato la vegetazione.
Dato che volevo creare un terreno piuttosto selvaggio, ho utilizzato le alghe marine incollate con vinilica tinta e posizionate come fossero dei ciuffi ritti, le ho poi spruzzate con della vernice a smalto spray verde scura tentando di togliere il marrone, tinta base di queste alghe, e prima che il tutto fosse asciutto ho cercato di spianarle per evitare che il tutto sembrasse una testa di un Punk pettinato con il gel.


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Il passo successivo sono le lavature fatte ad olio molto diluito utilizzando dei marroni e neri distribuite anche sul terreno stesso per poi passare a dei tocchi di luce; per l’erba alta ho utilizzato degli acrilici verdi chiaro, fino ad arrivare al giallo puro mentre per il terreno ho utilizzato tinte ocra, grigio, gialli, rossi, e bianco in piccolisima percentuale.
La tecnica di pittura in questo caso è il dry brush e pennello piatto.


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Durante la preparazione dell’ambientazione ho provato ad inserire dei piccoli animali, vedi il picchio sull’albero e lo scoiattolo sul tronco caduto, il risultato ottenuto era di mio gradimento e quindi li ho lasciati in quelle posizioni, ho poi cercato in un’enciclopedia le foto per la colorazione degli animali e li ho dipinti ed incollati al loro posto.


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Sono passato poi ai figurini; per tutti ho adottato delle armature in bronzo, per i vestiti ho preferito usare delle colorazioni poco accese tipiche dei colori celtici: verdi rossi e blu, aiutandomi anche con libri, disegni, e foto di altri modellisti.
Per le lance ho usato del color legno e tinta ferro per le punte; il cinghiale e’ in bronzo e per il mantello in pelo di animale ho preferito adottare una colorazione marroncina tipo quella di un orso.
Per tutto il resto non mi dilungherò su argomenti già trattati in precedenza e che magari tratteremo nuovamente con altri modelli.


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Il messaggio che vorrei trasmettere è l’idea di sfruttare al meglio dei pezzi commerciali usando la nostra fantasia abbinata ad una discreta conoscenza dell’argomento per non uscire troppo dalla realtà storica.
Spero che la scenetta vi abbia trasmesso le mie sensazioni, immaginate di vedere i tre celti fra le nebbie di boschi e campagne ancora selvaggi.

 

Paolo Solvi
Non solo figurini militari
Gruppo Modellistico GPF Firenze

    

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