Cenni storici
“The Sea Shall Not Have Them” - “Il mare non li avrà”, questo era il motto del Royal Air Force Air Sea Rescue Service, che svolse un importante ruolo nel recupero dei piloti abbattuti sul canale della Manica, nel corso della seconda guerra mondiale.
Questo servizio fece uso di aerei ma soprattutto di veloci motoscafi creati appositamente per questo scopo.
Tra le imbarcazioni più utilizzate dall’ASR (Air Sea Rescue) vi fu il type 2 da 63 ft. Hsl, fabbricato dalla British Power Boat Company.
Il suo ponte arcuato le guadagno’ il soprannome di “Whaleback”, dorso di balena.
Il progetto nacque nel 1937 e nel 1940 il type 2 inizio’ ad affiancarsi alle unita’ di attacco marine della Raf. Tra il 1940 e il 1942 furono costruiti circa 70 Whalebacks.
A seguito delle loro prestazioni durante l’incursione di Dieppe nell’agosto 1942, il tipo due fu modificato. L’armamento supplementare consisteva in mitragliatrici binate poste sul ponte, esternamente alla cabina, e un cannone da 20 millimetri Oerlikon sulla piattaforma posteriore (rinforzata).
La protezione della cabina fu migliorata aggiungendo protezioni anti-shrapnel.
Velocita’ massima: 36 nodi
Motori: 3 Napier Sea Lion (da 500 h.p)
Autonomia: 500 miglia a 25 nodi
Equipaggio: 9 persone (inclusi Capitano e un Medico)
Costruzione
Il kit Airfix, nonostante la veneranda eta’, e’ sufficientemente particolareggiato; necessita solo di qualche ritocco per aumentare un po’ il realismo.
Nel kit, i 155 pezzi comprendono anche alcuni corrimani, che ho provveduto a rifare in metallo (filo di ottone saldato), in quanto in plastica sono troppo fragili, a causa delle loro dimensioni.
Un’altra modifica e’ stata il rifacimento in acetato del parabrezza posto superiormente alla cabina, in quanto quello del kit, e’ veramente troppo spesso.
Il gommone di salvataggio e’ stato un po’ elaborato, eliminando la riproduzione della fune posta superiormente, sostituendola con vero filo di cotone.
Particolare nota merita l’antenna, composta da 3 fili paralleli distanziati dagli anelli ricostruiti con filo di ottone sottilissimo.
Colorazione
Per il ponte ho utilizzato l’Humbrol 64, mentre per la cabina l’Humbrol 74 (ho evitato il giallo indicato nelle istruzioni, troppo “acceso”) per il resto della cabina il 140, sempre Humbrol.
Scafo colore nero 33 e parte inferiore Model Master rust 1785.
Particolare cura e’ stata posta nella verniciatura del frame delle torrette trasparenti, lavoro abbastanza lungo e laborioso.
Bisogna fare attenzione all’applicazione delle decal sul ponte, in quanto hanno bisogno di almeno 2 mani di trasparente opaco per “armonizzare” con il ponte.
Infatti sopra le decal va posizionato il supporto anteriore dell’antenna.
Anche per le decal sullo scafo, stesso trattamento di trasparente opaco, con rifinitura in nero a contorno dei numeri per eliminare quei maledetti riflessi delle decal.
Per rivestimento anti-shrapnel ho utilizzato il colore 83 Humbrol con un lavaggio di pigmento in polvere colore marrone scuro.
La bandiera e’ stata completamente rifatta in quanto l’originale aveva il simbolo della Raf troppo grande.
Invecchiamento
Ho utilizzato, come sopra, lavaggi con pigmenti color marrone e color ruggine; in particolare quest’ultimo, visto l’ambiente marino in cui venivano usate.
Il gommone e’ stato sporcato alla grande vista la posizione vicino ai motori.
Base
Come per gli altri modelli da me realizzati, anche per questo ho realizzato una base di dimensioni adeguate in legno di abete.
Dopo 2 mani di impregnante e 2 mani di trasparente lucido, e’ pronta per ospitare le colonnine per il sostegno del modello, in questo caso di ottone.
Anche qui 2 viti e relativo bulloncino all’interno del modello, assicurano la stabilita’.
| Massimo Icardi © 2007 [Gallery] |
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Giaba (Giacomo Banche)

















