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Gli scudi di Dura Europos parte I - Marco Berettoni

Legionario del III secolo

Legionario del III secolo - © Marco Berettoni - Click to enlarge

La città fortezza di Dura-Europos, strappata ai Parti nel 165, costituì per quasi un secolo il più orientale possedimento romano in Siria.
Fu sempre una città di fondamentale importanza strategica per la sua posizione sul fiume Eufrate e sulla principale via di accesso alla Siria ed alla Mesopotamia e centro di scambi sulla principale rotta commerciale tra est ed ovest.
Nel corso degli anni la guarnigione di Dura fu più volte rafforzata (Coorte ausiliaria XX palmyrenorum, Coorte II Ulpia equitata, Legio IV Schytica) e la città fu coinvolta nelle guerre che in quegli anni si susseguirono nella regione per il controllo della Mesopotamia.
Infatti nel 224-26 i Persiani Sassanidi si affrancarono dai sovrani Parti, ed i loro re Ardashir dichiarò di volersi riprendere tutti i territori romani già appartenuti all’impero persiano prima della conquista di Alessandro il Grande.
Ardashir, re abile e carismatico, portò dalla sua parte molte truppe ausiliarie e sfidò apertamente Roma, che in quegli anni doveva anche affrontare guerre civili e tenere a bada Germani e Goti in Europa.
Tralasciando le numerose altre battaglie avvenute nella regione tra il 227 ed il 250, arriviamo al 255-57 quando Dura-Europos fu assediata e conquistata.
Dagli scavi archeologici si sono potute ricostruire le varie fasi dell’assedio: durò diversi mesi e probabilmente la città alla fine si arrendette poiché non ci sono segni di distruzione (per maggiori dettagli Osprey - Warrior Series 072 - Imperial Roman Legionary 161-284 AD).
La città fu poi abbandonata per sempre dai Persiani e mai più reclamata dai romani.
Quello che ci interessa è che durante gli scavi archeologici, oltre a numerosi importanti reperti, sono stati ritrovati anche 5 scudi ovali ed uno scudo rettangolare che dopo il restauro hanno mostrato appieno l’elevata qualità ed il particolare pregio delle loro decorazioni.
Naturalmente i soggetti raffigurati rappresentano un ottimo spunto per quanti modellisti volessero cimentarsi nella riproduzione di motivi differenti da quelli che siamo abituati a vedere.
Proprio la qualità delle figure lascia pensare a scudi non in dotazione a soldati e probabilmente mai usati in battaglia, ma a scudi da parata, o da cerimonia.

Gli scudi di Dura Europos - © Marco Berettoni

Lo scudo riprodotto su questo bel legionario ha anche altre peculiarità. La struttura è costituita da tre strati di striscie di legno di 2 mm incollate a dare un pezzo curvato di quello che oggi chiameremmo compensato.
Il retro è rinforzato con striscie di legno anch’esse incollate e la maniglia ottenuta ispessendo la striscia centrale. Il tutto rivestito di cuoio e la parte frontale ricoperta di lino.
Questo scudo risulta più sottile, leggero e fragile di quelli usati in combattimento.
Inoltre il bordo anziché di bronzo è in cuoio. Questi elementi, assieme al fatto che nel terzo secolo lo scudo rettangolare era stato soppiantato da quello ovale, confermano appunto il probabile impiego “non bellico” di questo manufatto.

Legionario del III secolo - © Marco Berettoni - Click to enlarge

Due parole sul figurino.
Il legionario è equipaggiato con un elmo del 3° secolo.
E’ l’esempio più tardo di elmi imperiali romani e deriva dall’elmo imperiale italico del 1° secolo. Anche cintura e bandoliera si ispirano a reperti ritrovati a Dura e tipici del 3° secolo.
In finale un bel figurino da realiizare, con elementi quali elmo, lorica e gonnellino di ottima fattura.

Legionario del III secolo - © Marco Berettoni - Click to enlarge

Ho lucidato come al solito le parti in metallo ed ottenuto i metalli gialli con passaggi alternati di trasparente giallo e terra d‘ombra ad olio. Per lo scudo tanta tanta pazienza.

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Nel prossimo articolo vedremo uno degli scudi ovali di Dura.

Bibliografia
Osprey - Warrior Series 072 - Imperial Roman Legionary 161-284 AD
Peter Connonly – Greece and Rome at war

Marco Berettoni
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