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Gli scudi di Dura Europos parte II - Marco Berettoni

Cavaliere della Ippica Ginnasia

Cavaliere Ippica Ginnasia © Marco Berettoni - Click to enlarge

Come già detto nel precedente articolo durante gli scavi archeologici nella città fortezza di Dura Europos sono stati trovati 5 scudi ovali di oltre un metro di diametro (4 piatti ed uno leggermente concavo).
Il motivo riprodotto su questo figurino è stato ripreso da uno di questi scudi.
Gli scudi ovali tra la fine del II secolo e gli inizi del III soppiantarono quelli rettangolari, almeno per scopi bellici.

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Anche in questo caso, come per il legionario già descritto, siamo di fronte ad uno scudo da parata, vista la complessità del motivo che vi è riprodotto.
Dovendo pensare ad un impiego di tale scudo, quale miglior soggetto se non un cavaliere della ippica ginnasia?
I romani infatti erano soliti celebrare la fine di importanti campagne militari e battaglie con delle parate (in cui venivano conferiti premi e riconoscimenti a quanti si erano distinti ma anche punizioni a chi non era stato all’altezza della situazione)e con dei giochi equestri, appunto gli Hippica Gymnasia.
Questi erano esibizioni di altissima abilità effettuate dalla cavalleria con l’impiego di finti giavellotti che ricordano in qualche misura le giostre medievali.
Infatti sia cavalli che cavalieri indossavano armature elaborate e tutta la cerimonia era coloratissima, anche per l’impiego di porta stendardi come quello riprodotto da questo figurino.
Venivano formate due squadre distinte da colori diversi ed una funzionava da bersaglio e l’altra caricava scagliando dei leggeri giavellotti.
Si ripeteva il tutto a parti invertite contando i punti in base ai giavellotti andati a segno.
Stendardi a forma di drago con lunghe code aggiungevano colore.

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Anche se reperti riconducibili agli sport equestri sono emersi un po’ da tutte le zone dell’impero, certamente il ritrovamento più importante è quello avvenuto nel sito di Straubing, in Baviera, databile al 3° secolo. Sono emersi caschi, gambali, e parti di protezioni per il muso del cavallo, tutti in un eccezionale stato di conservazione e riprodotti dallo scultore su questa miniatura.
E’ improbabile però che questa pratica sia di origini romane.
La presenza di caschi sportivi sul rilievo della vittoria a Pergamo suggerisce che essa possa essere di origine Celtica od orientale.

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A chi volesse realizzare questo bel figurino vorrei suggerire quanto mi è stato giustamente “rimproverato”: pur se nessuno vieta di pensare che il nostro cavaliere si stia recando sul luogo della gara, sicuramente un’ambientazione di terra battuta, dove queste esibizioni si svolgevano, sarebbe stata più adatta ed avrebbe meglio “inquadrato“ il soggetto, magari anche con una parte di staccionata che serviva a delimitare il campo di gara e con qualche giavellotto appoggiato.
Spesso guardando il figurino sono tentato di smontarlo dalla base e rifare l’ambientazione.
Voi che ne dite?

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Bibliografia
Peter Connonly – Greece and Rome at war

Marco Berettoni
[Gallery]
Figurini.it

    

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