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C.R.D.A. Cant.Z 506S “Airone” - Sebastiano Casella

Un kit Supermodel

Cant.Z 506S Airone © Sebastiano Casella - Click to enlarge

Il velivolo (612-1) non presenta un grande interesse storico, ma solo estetico giacchè appartenente all’unico reparto “sanitario” fregiato del n° di sqd., pure se presente solo all’interno dello stemma della stessa.
Pur se molte ricerche ho fatto circa l’esatta composizione della M.M. che la stessa Tauromodel indica incompleta (45XXX) questa rimane sconosciuta.
Per quanto riguarda la locazione temporale che in alcuni casi viene indicata come 1940 è invece ipotizzabile al minimo come posteriore al Nov./Dic. 1941, (inizio fornitura n°12 506 B modificati in S) ma dall’aspetto usurato del velivolo e per altre “sensazioni” posso pensare che la foto sia stata scattata almeno a metà del 1942.

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Il modello
Non mi posso trattenere dal definirlo “disastroso” perchè errato in lunghezza, apertura alare, corda alare, posizione e dimensione delle superfici mobili, corda degl’impennaggi orizzontali, lunghezza degli scarponi, con pannellature in rilevo, oltre alle solite manchevolezze e grossolanerie dei modelli Supermodel.
In pratica, quasi ogni pezzo del kit è stato manomesso; a quanto detto bisogna aggiungere l’allungamento dei raccordi alari d’uscita, il rifacimento delle cerniere del piano mobile verticale, il taglio degli scarponi “water line” la termoformatura della capottina (in più esemplari per ottenere le parti mobili) e della cupolina d’osservazione, assente nel kit; qui devo ricordare che per la prima volta ho usato il sistema dei “frames” fatti con nastro adesivo d’alluminio data l’ampiezza e la cristallinità dei trasparenti in questione.
Anche per questa ragione ho dovuto effettuare un super dettaglio del cockpit, potendone solo sfruttare la struttura di base, i volantini, e la struttura dei sedili; aggiungendovi: tralicci di sostegno, maniglie d’appiglio, imbottiture, pedaliere, paratie, longherone passante, piano di calpestìo, consolles varie e postazione R.T. con sedile, rifacendo a ”doppio strato” i cruscotti; per quanto riguarda le cinture pur avendole ricostruite non ho la sicurezza che queste fossero installate.
La speciale scaletta “guida barelle” è stata autocostruita in filo di rame di vari diametri; rifatto il “pitot” in filo di rame.
Per quanto riguarda i motori, giusti solo nel numero dei cilindri, ne ho usato la struttura di base creando un master servito per lo stampo gomma/resina; le eliche son state dimagrite in spessore e corda variandone debitamente la forma.

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Aspetto esterno
Nessuna nota speciale circa la tipica livrea dei “sanitari” fortemente usurati dall’ambiente marino, solamente le pale delle eliche hanno le estremità che non sono sicuramente né gialle né nere, e per i ragionamenti e i raffronti fatti, non posso quindi che ipotizzarle in rosso (ved. Foto p.55 di Aerospazio n°8).

NB l’unica libertà che mi son concesso, cioè non suffragata da riscontri fotografici, è quella riguardante l’uso dell’ancorotto d’ormeggio che non ho mai visto in uso operativo.

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La Basetta
E’ stata la parte più affascinante dell’opera in quanto il mio primo (e forse unico) “idro” ho voluto proporlo realizzato nel suo ambiente, alla fonda in mare, presso la costa siciliana, forse però troppo simile a quelle Caraìbiche.
Per la superficie marina non è stato possibile l’uso diretto di un vetro stampato dato che questo ha le creste delle “onde” in negativo, è così servito come base per ristamparlo con la resina Cristal E30; per simulare la profondità marina sul retro ho usato vernice da vetro verde e sul fondale, realizzato con cartavetro e pietre ho usato azzurro trasparente.
Dati i problemi creati dallo staccante la brillantezza superficiale è stata ricreata con l’uso di “Vernidash”.

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Sebastiano Casella
Gruppo Modellistico Moncalierese

    

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