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Pz. Kpfw. IV Ausf. D Up-gunned - Andrea Tallillo

AFV Super Detail Photo Book Vol. 1, Model Art 2006

Il Pz. IV è senza dubbio uno dei carri armati che hanno fatto la storia, un mezzo interessante sia dal punto di vista tecnico che bellico.
E’ vero che non fu versatile come lo Sherman e che l’aumento di corazzatura ed armamento lo resero meno capace di costituire un’arma mobile per le offensive, ma le caratteristiche della Panzerwaffe del 1944-45 lo resero ancora utile, restando un buon avversario almeno per i corazzati inglesi ed americani meno moderni.
E’ quindi naturale che diverse ditte si siano dedicate a trarne modelli, ma per molti anni ci si è dedicati a poche versioni, almeno in plastica, in pratica solo sei su dieci, di recente l’enfasi è caduta sui primi modelli del 1939/1941.
Chi non volesse però fermarsi alla sobria configurazione di base ed alla verniciatura in un poco incoraggiante panzergrau potrà trovare un ottimo spunto da questo volume, il primo che descriva in dettaglio una particolare versione. Da moltissimi anni, a Bovington è conservato un esemplare ibrido, ovvero un Pz IV D con cofano motore, treno di rotolamento, cannone lungo, corazze addizionali e addirittura schurzen, tutte componenti che entrarono in servizio dopo.
E’ il prodotto di una pratica comune, quando i carri che tornavano in Germania per una revisione a fondo venivano in genere riammodernati
il più possibile, incorporando i particolari più recenti.
Non furono certo serie molto adatte alla prima linea ed in genere erano riservate all’addestramento.
La difficoltà di una replica modellistica era proprio quella di poter controllare quanto s’era innestato sulla configurazione precedente, anche se sono documentati centinaia di carri rielaborati, c’erano solo tre foto operative e soprattutto mancavano i dettagli da vicino.

Pz. Kpfw. IV Ausf. D Up-gunned

Ci viene in soccorso questo libretto di 57 pagine, letteralmente stipato di foto a centinaia, anche per gli interni, che finalmente documentano com’era un Pz IV Ausf. D/G.
La cura per il particolare è, come sempre per l’editoria nipponica, quasi maniacale ma è molto apprezzabile se si pensa che mediamente
l’aspetto esterno ed interno dello scafo Pz IV è ancora meno trattato rispetto ai più fotogenici Pantera, Tigre eccetera.
Nel testo, suddiviso in 11 brevi capitoletti e non troppo tecnico, con naturalezza siamo accompagnati parte per parte con avvertenze modellistiche quantomai utili. Il libro acquista cosi’ una sua fisionomia più netta, risparmiandoci lunghe ricerche sullo scafo di
base.
Dato anche il costo contenuto, è veramente un libro consigliabile, specie se si vorrà concretizzare l’ispirazione con un modello veramente singolare, ma che ha lasciato traccia sia sul fronte di Salerno con la 26 a Pz.
Division nel settembre del 1943, che addirittura poi nell’esercito siriano negli anni ’60, un altro esemplare infatti è ancora conservato da quelle
parti.

Andrea Tallillo
© 2007
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