Lo Stato Maggiore della Marina Imperiale Giapponese, (Teikoku Kaigun) iniziò a progettare un attacco diretto al territorio degli Stati Uniti verso la fine del 1942.
L’attacco, non poteva essere condotto con le portaerei, che, in prossimità del territorio Americano, sarebbero state certamente scoperte, attaccate ed affondate, ma dovevano essere utilizzati dei velivoli trasportati e lanciati da sommergibili.
Sommergibili “lancia aerei” erano già a disposizione della Marina Giapponese per un totale di 33 esemplari:
| 20 classe | I-15 tipo b1 |
| 3 classe | I-9 tipo a1 |
| 6 classe | I-40 tipo b2 |
| uno classe | I-12 tipo a2 |
| 3 classe | I-54 tipo b3 |
i quali, oltre all’armamento standard di tubi lancia siluri più un cannone, trasportavano solo lenti e obsoleti ricognitori Yokosuka E14Y1 Suisei (codice Americano Glenn).
Uno di questi, adattato a bombardiere, il 9 settembre 1942, lanciò quattro ordigni su una foresta delle coste dell’Oregon.
Alcuni mesi più tardi, venne ordinata una nuova classe di sommergibili, capaci di trasportare più velivoli dedicati al bombardamento/siluramento : la classe I-400
Inizialmente venne programmata la costruzione di 18 unità, ma ne furono costruiti 4 di cui solo 3 pienamente operativi; l’ I-400, l’I-401 e l’I-402.
Queste unità, sono state le più grandi del mondo fino all’apparizione, nel 1962, del primo sottomarino a propulsione atomica Americano: il Lafayette.
Con un dislocamento in immersione di 5223 tonnellate, una lunghezza di 122 metri, una larghezza massima di 12 metri, un’autonomia di navigazione di 37500 miglia a 14 nodi in emersione ed un equipaggio di 191 uomini, potevano essere tranquillamente comparati ai cacciatorpediniere della classe Yugumo (2520 tonn di dislocamento 119,2 metri di lunghezza, 10,8 metri di larghezza massima e 228 uomini di equipaggi).
Impressionante, per un sommergibile, era anche l’armamento : 8 tubi lanciasiluri da 533 mm con una riserva di 20 siluri, un cannone da 140 mm e 10 armi contraeree da 25 mm in tre postazioni trinate e una singola.
L’hangar, lungo oltre 30 mt e largo 4,2 mt, poteva contenere tre velivoli allestiti più uno completamente smontato.
Riepilogo dati tecnici:
| Dislocamento: | 3530 tonns (in superficie) |
| 5223 tonns (in immersione) | |
| Lunghezza: | 122 metri |
| Larghezza massima: | 12 metri |
| Pescaggio: | 7 metri |
| Motori: | 4 motori diesel + 2 ausiliari |
| 2 motori elettrici | |
| Velocità: | 18,7 nodi in superficie |
| 6,5 nodi in immersione | |
| Autonomia: | 37500 miglia nautiche a 14 nodi in superficie |
| 30000 miglia nautiche a 16 nodi in superficie | |
| 60 miglia nautiche a 3 nodi in immersione coi motori elettrici | |
| Profondità raggiungibile: | 100 metri |
| Equipaggio: | 191 uomini |
| Armamento: | un cannone da 140 mm type 11 |
| 10 armi antiaeree da 25 mm type 96 | |
| 8 tubi lancia siluri da 533 mm con 20 armi type 95 in riserva | |
| Aerei: | 4 Aichi M6A1 Seiran per attacchi speciali |
Alla Aichi venne assegnato il compito di progettare un velivolo da bombardamento catapultabile dall’ I-400.
Il primo prototipo dell’ M6A1 Seiran, venne completato nell’ottobre del 1943 e i test cominciarono il mese successivo; il secondo prototipo venne completato nel febbraio del 1944. I risultati furono soddisfacenti e all’Aichi venne richiesto l’inizio della produzione.
Unitamente alla versione idrovolante, da imbarcare sui sommergibili, vennero realizzati anche due aerei con carrello retrattile (M6A1-K Nanzan) da usare come addestratori.
La produzione subì uno stop improvviso, a causa di un violento terremoto che distrusse la linea di montaggio, nel dicembre del 1944; i bombardamenti dei B29 fecero il resto.
Solo 26 Seiran e i due Nanzan alla fine videro la luce.
Il “Seiran” era lungo 11,63 mt, aveva un’apertura alare di 12,26 mt, era alto 4,58 mt ed il peso a vuoto era di 3301 Kg.
Il motore era un 12 cilindri raffreddato ad acqua Atsuta 32 basato sul motore Tedesco Daimler-Benz DB603.
La velocità massima era di 474 Km/h con i galleggianti e 559 Km/h senza; l’equipaggio era costituito da due uomini e l’armamento comprendeva una mitragliatrice da 12,7 mm in postazione difensiva e fino a 800 Kg di carico bellico.
Le ali erano montate su un perno pivottante che permetteva di ruotarle prima verso il basso e poi indietro in posizione parallela rispetto alla fusoliera, per consentire lo stivaggio del velivolo nell’hangar dell’ I-400.
Anche gli stabilizzatori orizzontali potevano ruotare verso il basso.
I galleggianti e i piloni di supporto, venivano lasciati in un compartimento separato del sommergibile.
Gli equipaggi delle unità vennero addestrati per assemblare i velivoli, armarli e lanciarli in 45 minuti; durante le prove riuscirono a farlo in soli 15 minuti, escludendo il montaggio dei galleggianti.
Era stata prevista anche la possibilità di lanciare il velivolo senza galleggianti, con perdita dello stesso in fase di rientro.
La prima missione prevista, avrebbe dovuto essere il bombardamento, con armi batteriologiche, delle isole del Pacifico e della costa occidentale degli Stati Uniti, come risposta al bombardamento al napalm di Tokyo, ma la missione venne rigettata dall’alto comando dell’ esercito Giapponese.
Una successiva missione di attacco alle navi Americane ormeggiate presso l’atollo di Ulith, (operazione Arashi – tempesta sulla montagna), non venne portata a termine a causa dell’affondamento di un sommergibile che trasportava i velivoli da ricognizione per la missione.
In data 23 luglio 1944 due sommergibili,l’I-400 e l’I-401, partirono per attaccare le chiuse e le dighe del canale di Panama.
Le due unità avrebbero dovuto incontrarsi il 14 agosto al largo delle isole Caroline, per proseguire insieme, verso Panama ma l’incontro fallì.
Il 15 agosto venne siglata la resa del Giappone e i sommergibili intercettarono il messaggio.
A questo punto, a bordo delle due unità, vennero distrutti i documenti inerenti la missione; vennero affondati gli aerei e i battelli si diressero verso le loro basi per la resa.
Due sommergibili classe I-15 e i due classe I-400, vennero portati negli Stati Uniti per essere di seguito ispezionati e vennero affondati, durante le prove di siluri, nel 1946.
Per quanto riguarda il Seiran, ne esiste ancora uno, esposto allo Smithsonian National Air Space and Museum di Washington, il cui ripristino è terminato nel 1997 dopo una fase di restauro durata dieci anni.
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| Aichi M6A1 Seiran | Aichi M6A1 Nanzan | Book I-400 |
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Carlo Canducci IPMS Italia Centro Tuttoinscala di Roma |
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Giaba (Giacomo Banche)











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