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"One of their own" - Giuseppe Condorelli

I Black Watch in scala 1/72

One of their own © Giuseppe Condorelli

La basetta riproduce un quadro di Don troiani ispirato al reggimento dei Black Watch durante la guerra Franco-Indiana (1755-1763).

One of their own © Giuseppe Condorelli

Per i soldati ho utilizzato due scozzesi della esci totalmente “manipolati” e modificati per l’occorrenza.

One of their own © Giuseppe Condorelli

Per il scozzese che poggia il fiore sulla tomba del camerata ho utilizzato uno soldato italeri che carica il fucile, con gli opportuni accorgimenti (cioè tagliandolo a metà per inclinarlo e ricostruendo l’uniforme).
Mentre per l’altro camerata scozzese con il capo scoperto ho utilizzato dalla confezione il soldato che porta il ferito, ricostruendo il braccio destro per intero con l’aggiunta del fucile che avevo staccato dallo stesso e trasferito sull’altra mano, ho poi ricostruito anche la parte frontale e i capelli.

One of their own © Giuseppe Condorelli

Essendo l’uniforme degli scozzesi napoleonici totalmente differente da quella dei black watch del 18°secolo, ho dovuto fare notevoli modifiche:
- il tartar, che non era stato più utilizzato dagli scozzesi dalla fine del ‘700;
- la giacca totalmente rifatta;
- la borsetta tipica scozzese tenuta all’altezza dell’inguine, che però manca nei soldati napoleonici;
- la spada e la sua fodera;
- la fodera della baionetta, che stava attaccata alla cintura a differenza dei napoleonici;
- la giberna che portava le cartucce, sempre messa nella cintura;
- il codino dei capelli (che non era più utilizzato nel periodo napoleonico);
- il basco tipico scozzese

One of their own © Giuseppe Condorelli

La colorazione e’ stata effettuata con colori acrilici; la prima mano (per dare la base) è stata fatta partendo dal nero per poi andare a colorare i pezzi con i colori normali (rosso per la parte superiore) e verde o blu al tartan.
Avendo passato il nero, il rosso e il blu rimangono ancora piuttosto scuri, da qui si vanno a dare altre mani e si va a schiarire, andando piano piano anche a dipingere i dettagli (calzini,scarpe,borse,ecc.)
Il fatto di avere il nero di base, non solo favorisce il posizionamento delle ombre, ma permette anche delle “linee nere” abbastanza importanti per dare un effetto un po’ più tridimensionale; questo effetto e’ utile per mettere in evidenza la separazione degli oggetti dal soldatino (per esempio sulla divisa rossa, se ho una striscia di cuoio che tiene una borsa, sarebbe bene prima passare il nero su di essa e poi, cercando di non cancelare il nero ai bordi, applicare il color cuoio).
Si continua poi a schiarire sia le zone piu’ illuminate prendendo in considerazione una fonte di luce (la cosiddetta lucezenitale), sia le zone dove vanno evidenziati gli spigoli e le parti più chiare delle pieghe.

One of their own © Giuseppe Condorelli

Per il viso (come già si è visto nei tutorial di alcuni nostri amici modellisti), sono partito da un colore come il terra di siena bruciata (o per l’occasione un colore abbastanza vivo vicino al rosso) per poi evidenziare gli zigomi la fronte e il naso (le parti più spigolose) con un ocra come prima passata, e successivamente il carne, cercando di evitare che l’accumulazione di colore crei grumi fastidiosi o stratificazioni un po’ evidenti, che vanno a formare una serie di rughe esteticamente non presentabili).

One of their own © Giuseppe Condorelli

Gli occhi di solito non li dipingo (per il timore di essere sproporzionati) ma preferisco lasciare un po’ di quel colore di base terra bruciata per far notare la zona.




Giuseppe Condorelli
© 2008

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