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Armor Camouflage & Markings of the 2nd New Zealand Division (I)

Part 1: Greece & North Africa - Model Centrum Progres

Ben vengano i testi che ci distolgono, una volta tanto, dal banale e dall’ordinario, come questo.
In effetti siamo, abbastanza a torto, presi dalle molte uscite librarie relative alla Normandia od al fronte russo, trascurando il teatro mediterraneo che perlomeno al 1943 inoltrato fu molto importante, essendo anche l’unico sul quale gli Alleati si scontravano direttamente con la Germania e con l’Italia.
Jeffrey Plowman, già noto tra i lettori più informati per le sue pregevoli opere ha recentemente dato alle stampe questo primo libro di una nuova collana.
Grafica ineccepibile, come per quasi tutti ormai i prodotti similari dell’Europa orientale.
Una ventina di tavole a colori tra le più rispondenti mai viste ai colori inglesi, notoriamente difficili da rendere plausibili
Appendici ricche sui contrassegni ordinati per diversi periodi, quelli – riportati a colori – per le unità d’artiglieria ed organigrammi x reparto blindo e artiglieria. .

Pz. Kpfw. IV Ausf. D Up-gunned

La prima parte è un’orgia di Marmon-Herrington e carri leggeri, che si contendono lo spazio con i vari Bren ed Universal carrier, si passa poi all’autunno 1941 con gli M3 Stuart americani ed alcuni Crusaders inglesi prima della costante presenza dello Sherman, di alcune versioni diverse, che rimarrà la ‘cavalcatura’ del reparto sino a Trieste.
Le complesse vicende belliche del periodo, pagina per pagina acquistano corpo con minuzia di particolari, grazie anche all’attenta scelta di materiale fotografico – un centinaio in bianco e nero.
Il testo, essendo le pagine una cinquantina, è sinteticamente essenziale ma resta una utile mezzo di consultazione sulle vicende generali sia storiche che di reparto.
L’autore si è dimostrato una volta di più abile nel realizzare un’opera non prolissa ma ricca di particolari e di spunti modellistica, di quasi tutti i mezzi presenti nelle fotografie esiste la replica in scala, alcune volte solo in resina però avendo i mezzi alleati ancora meno ‘copertura’ degli analoghi tedeschi.

Andrea Tallillo
© 2008
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