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Messerschmitt Bf. 110 C-7 "Zërstorer" - Marco Vergani

Il Distruttore, kit Dragon in 1/32


Messerschmitt Bf. 110 © Marco Vergani - Click to enlarge

Nonostante il nome datogli da Hermann W. Göring, il Bf. 110 fu un fallimento come caccia pesante.
Al contrario si dimostrò insostituibile come caccia notturno, rimanendo in linea dal primo all’ultimo giorno di guerra.

Storia
Il Bf 110 fu un famoso aeroplano da combattimento a lungo raggio tedesco della seconda guerra mondiale; anche se umiliato dalla propaganda britannica per la prova scadente durante la Battaglia d’Inghilterra, dove in poche settimane almeno 120 macchine vennero abbattute, il Bf 110 “Zërstorer” (distruttore) rimase per tutto il conflitto il caccia pesante tedesco standard e uno dei progetti maggiormente cari a Hermann Göring; dimostrò inoltre di avere un elevato potenziale di sviluppo nel corso delle ostilità, ed abbatté migliaia di bombardieri alleati durante la difesa aerea della Germania.
Il progetto del Bf 110 venne concepito come era nel costume dell’epoca per questa categoria, una macchina pesante da destinare alla caccia di scorta, intercettazione, attacco e altri compiti ancora. Doveva essere quasi inevitabilmente biposto e bimotore, per avere una sufficiente potenzialità tecnica e operativa. Il concetto era davvero molto diffuso e almeno 7 nazioni lo portavano avanti, tentando di ricavare un velivolo multiruolo di caratteristiche accettabili. Fu proprio da parte tedesca che si raggiunse il miglior risultato, con una macchina che si dimostrò veloce, ben armata e assai gradevole da pilotare, a differenza di molti progetti dell’epoca, molto scadenti come controllabilità o prestazioni. Nell’insieme sembrava una macchina molto più matura anche dello stesso Bf 109 B, assai più limitato eccetto che nell’agilità.
Il Bf 110 aveva un potenziale notevolissimo e una gradevole linea estetica, molto arrotondata e armoniosa; era molto agile per essere un bimotore ma questo non era ancora sufficiente per un duello aereo con i monoposto dell’epoca, specialmente quelli inglesi che avevano un ottimo connubio tra velocità e maneggevolezza.
La struttura era metallica, bideriva e biposto. L’ala era trapezioidale, il pilota e il navigatore-mitragliere sedevano in tandem e l’abitacolo totalmente vetrato e chiuso offriva una eccellente visibilità. Decollo ed atterraggio non erano un problema, non esistevano limiti di visibilità e il carrello era stabile e robusto. L’armamento era costituito inizialmente da 4 MG 17, oltre ad un’altra in postazione difensiva. In seguito, il modello B-1 disponeva anche di due cannoni MG FF, mentre i supporti per le bombe comparvero nei modelli C. Il motore impiegato era inizialmente lo Junkers Jumo 211, ma appena furono disponibili vennero installati i Daimler-Benz DB 601; le gondole dei motori ospitavano il carrello retrattile, dotato di pneumatici molto larghi e di supporti a traliccio.
Il primo prototipo volò nel 1936 e la produzione iniziò due anni dopo, ma solo il modello C, dotato di cannoni MG FF e del motore DB 601 (al posto del Jumo 210), si poteva definire la versione “matura” della macchina, mentre gli esemplari prodotti della versione B vennero trasferiti alle scuole.
Al 31 agosto 1939 c’erano 159 esemplari operativi nei gruppi ZG (Zërstorer Gruppe, ovvero “gruppo distruttori”).


Messerschmitt Bf. 110 © Marco Vergani - Click to enlarge

Dopo l’esordio in Polonia, dove le perdite ammontarono solo a 12 macchine contro 57 Bf 109, operò con successo fino alla Battaglia d’Inghilterra, dove venne battuto duramente dai caccia inglesi.
Ripiegato nelle meno impegnative missioni di ricognizione e attacco al suolo, si fece tuttavia valere ancora in azioni di intercettazione nel Mar Mediterraneo ed in Russia, dove i caccia non erano temibili quanto quelli incontrati nei cieli inglesi.
Ma la rinascita vera e propria, specialmente dalla fine del 1942, arrivò con l’esigenza di contrastare i bombardieri angloamericani, esigenza che sia i bombardieri medi modificati come intercettori pesanti sia i caccia monomotore non erano pienamente sufficienti ad affrontare. Il Bf 110 nella versione F e soprattutto nella G venne usato in innumerevoli sottovarianti e modifiche, arrivando a portare armi come quattro cannoni da 20 mm, oppure due da 30 mm e 1 da 37 mm, in aggiunta ai razzi da 210 mm di calibro WG-21.
Nel 1943 i gruppi di “distruttori” ZG e “caccia notturna” NJG distrussero migliaia di bombardieri angloamericani, equipaggiati anche di radar FuG 220b Lichtenstein e ‘Flensburg’ per l’uso notturno di vario modello e di cannoni obliqui ( Schrage Musik ) per sparare contro bombardieri dal basso, specialmente contro quelli inglesi che usualmente non erano armati con mitragliatrici ventrali.
La sua capacità di essere aggiornato lo rese un velivolo insostituibile nelle file della Luftwaffe fino alla fine della guerra, anche perché il successore, il Messerschmitt Me 210, fallì totalmente e altre macchine non erano sufficientemente numerose e prestanti per eseguire i compiti di intercettazione pesante e notturna. La produzione aumentò fino ad oltre 120 esemplari al mese nel 1943-44. Il peso aumentò quasi del 50%, ma la macchina riuscì a rimanere ragionevolmente affidabile ed efficiente fino alla fine, quando la penuria di carburante e i caccia di scorta alleati misero fine alle speranze di resistenza della Luftwaffe.


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Dati Tecnici

  • ruolo : caccia pesante, caccia bombardiere, caccia notturno
  • equipaggio : 2 ( 3 persone caccia notturno )
  • primo volo : 12 maggio 1936
  • costruttore : Bayerische Flugzeugwerke AG
  • esemplari costruiti : circa 6.000
  • lunghezza : 12,07 m.
  • apertura alare : 16,25 m.
  • altezza : 3,5 m.
  • propulsore : 2 Daimler-Benz DB 601P da 1175 CV.
  • velocità max.: 540 km/h a 6000 m.
  • autonomia : 1100 Km.
  • tangenza : 8300 m.
  • armamento variava di molto da versione a versione:
    Bf 110 C-7 : 4 MG 17 da 7,92 mm. installate nel muso
    2 MG FF da 20 mm. installate sotto l’abitacolo
    1 MG 15 da 7,92 mm. in postazione difensiva, nella parte posteriore dell’abitacolo
    due bombe SC 250 da 250 kg/cad. sotto la fusoliera
    due bombe SC 50 da 50 kg/cad. sotto ciascuna semi-ala


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Il Kit
Un bellissimo kit della Dragon in 1/32, riguardante un velivolo in forza alla Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale: il Messerschmitt Bf. 110 C-7.
Non ho mai costruito un kit in 1/32 per ovvi motivi ma, quando ho visto sul web, l’uscita di questo nuovissimo kit della Dragon nonché le fotografie delle varie stampate, è stato un amore a prima vista.
Certamente il prezzo è impegnativo ma, posso dire sinceramente che, vale tutti gli euro spesi per acquistarlo.
Aprendo la scatola, dalle dimensioni molto generose e veramente pesante, non si può non rimanere a bocca aperta davanti al contenuto: le stampate sono davvero tante ed il dettaglio delle stesse è veramente superbo! Oltre chiaramente a tutte le numerose e varie stampate in plastica e trasparenti, saltano all’occhio le due piccole confezioni di fotoincisione riguardanti le cinture di sicurezza. Il foglio istruzioni poteva essere un po’ più dettagliato, soprattutto riguardo alla colorazione dei vari pezzi, mentre le decals, sinceramente misere, sono prive di tutti gli stencil, che erano tanti. Devo dire che per i kit Dragon sono un classico le decals un po’ misere, anche se, visto il prezzo di questo kit in particolare, potevano sforzarsi un tantino di più.
Nonostante tutto comunque il dettaglio è completo, sia a livello di abitacolo, di motori ( con la possibilità di lasciarli in vista tutti e due), e delle quattro mitragliatrici da 7,92 mm. inserite nel muso del velivolo !!
Ho deciso di lasciare in vista le armi nel muso e, pertanto, ho dovuto tagliare longitudinalmente il pezzo che componeva il “naso” del velivolo in quanto era in un unico pezzo.
Le parti trasparenti del tettuccio, molto belle, permettono di poter tenere aperto lo stesso, sia dalla parte del pilota, che quella del mitragliere!
Ho comunque voluto acquistare questi articoli:
1) foglio mask della Eduard EDU-JXL 082 per il Me 110C;
2) foglio decals della Eagle Cals n. EC-32-45 sul Bf. 110 ( acquistato solamente per gli stencil );
3) figurini di due piloti tedeschi in 1/32 art. F2003 dell’Aires “ Marseille & Homut”;


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Non ho incontrato delle vere e proprie difficoltà nell’assemblaggio del kit, però considerando la scala in 1/32, ha richiesto un’attenzione maggiore. L’uso dello stucco è stato comunque veramente modesto in quanto le parti si congiungevano abbastanza bene.
L’intero abitacolo è stato dipinto con l’acrilico Lifecolor UA 071 RLM 02 ( FS 36165), per poi eseguire dei passaggi in marrone opaco molto diluiti, al fine di dare a tutto l’interno dell’abitacolo stesso un aspetto vissuto
Il cruscotto ed i pannelli contenenti le varie strumentazioni del cockpit sono stati poi “ripassati” con del nero opaco meno fluido, eseguendo poi dei “lavaggi” in modo da far risaltare le strumentazioni stesse con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto).
Infine l’intero abitacolo, sempre con la tecnica del Dry Brush, è stato nuovamente “ripassato” con dell’argento per fare risaltare quelle sporgenze metalliche più esposte al contatto, facendo così evidenziare la perdita del colore originale .
Il camouflage standard del Bf. 110 è quello classico: superfici inferiori della fusoliera e delle ali, lati fusoliera e derive in RLM 76; superfici superiori delle ali e della fusoliera in splinter RLM 74 e 75 che sfumavano sui lati con il 76.
Sui due lati della fusoliera sopra il 76 comparivano “macchie oppure virgole irregolari” molto sfumate in 74 e 75, oppure anche in 02.
Per la colorazione di questo velivolo ho usato gli spray Tamiya, in particolare l’AS 5 come RLM 76 ( hellgrau ), l’AS 3 come RLM 74 ( grau grun ) e l’AS 4 come RLM 75 ( grau violett ).
Le macchie o virgole sono state fatte con i colori acrilici molto diluiti Lifecolor UA 072 RLM 74 ( FS 36081 ), UA 073 RLM 75 ( FS 36132) usando dei cotton fioc.
Per quanto riguarda invece la fascia in fusoliera e le estremità inferiori delle ali in giallo ho usato l‘acrilico della Lifecolor UA 140 FS 33538. Infatti la fascia gialla in fusoliera, come le estremità inferiori delle ali sempre in giallo ( gelb RLM 04 ), erano verniciate sui velivoli che operavano sul fronte orientale ( Russia, paesi scandinavi e anche Francia ).
Dopo il posizionamento delle decals e di tutti gli stencil, ho voluto dare al modello un aspetto vissuto, dovuto all’usura, al fumo dei gas di scarico ed alle manutenzioni varie, cercando altresì di mettere in evidenza le linee delle pannellature, per poi sigillare il tutto con spray opaco trasparente.
Infine, per simulare la vernice sbiadita ed il suo invecchiamento, ho passato sulla parte superiore di tutto il modello del bianco opaco molto diluito.


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Figurini
Ho voluto inserire nel diorama due figurini di piloti tedeschi in modo da raffrontare la grandezza del velivolo con delle figure umane.
La scelta è caduta sui figurini dell’Aires. Sono stati dipinti come da istruzioni, ed hanno subito poi dei “lavaggi” in modo da far risaltare le pieghe della tuta di volo e della divisa con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto). .


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Ambientazione
Per la basetta, molto semplice in verità, considerate le dimensioni del modello, ho adoperato la solita cornice di legno, cm. 25×30, senza lastra di vetro.
Ho creato con dei listelli di legno, quelli usati per il modellismo navale, una zona adibita alla manutenzione dei velivoli
La parte circostante è stata ricoperta con colla vinilica. Sopra la colla ancora fresca ho sparso della sabbia setacciata e dei piccoli sassolini.
Una volta ben asciutto ho tolto la parte eccedente della sabbia, cospargendo infine dell’erbetta usata nel modellismo ferroviario.
Ho spruzzato leggermente uno spray color sabbia, per accentuare il fondo polveroso e calpestato di una zona adibita a manutenzione dei velivoli. Ho passato poi del nero opaco molto diluito su tutta la superficie dei listelli di legno, al fine di dare profondità, ed ho sigillato il tutto con una bella spruzzata di trasparente opaco comprato in ferramenta.
Nella scena sono stati inseriti tre bidoni di carburante, in verità in scala 1/35, e le bombe inserite nel kit stesso.

Marking
Il modello rappresentato nel diorama è un Messerschmitt Bf. 110 C-7 , codice di identificazione LN+IR, appartenuto al 1.(Z)/JG 77, che operò in Norvegia nel 1941.


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Per correttezza, la documentazione storica sul velivolo è stata reperita da Wikipedia, l’Enciclopedia Libera.
Le fotografie storiche sono state recuperate dal sito www.luftarchiv.de.
Un grazie a queste fonti.
Il profilo invece è stato “scannerizzato” direttamente dalla scatola del kit.


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Marco Vergani
© 2009
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