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SIAI Marchetti S.79 (I) - Orazio Pappalardo

Paper model in scala 1/48 - Parte I

SIAI Marchetti S.79

L’autore del progetto è Roman Vasilyev “der Kampfflieger” (www.freewebs.com/kampfflieger), uno straordinario disegnatore-progettista Ukraino, molto appassionato di aerei della Prima Guerra Mondiale.
Questo modello, pero’ è venduto altrove, perchè Roman ha ceduto i diritti a Mr. DeWayne del sito: www.teuton.org/~dbarnett che è l’unico rivenditore, a quanto mi risulta, per questo modello.
Il kit e’ venduto in tre livree: quella trattata nell’intervento una della WWII ed una post-bellica, quando queste macchine furono impiegate (finalmente per il ruolo per cui erano state progettate) per trasporto VIP.

Inizialmente abbiamo solo un file ‘PDF’ che chiunque può trasformare in un modello tridimensionale di tutto rispetto.
Una volta stampato, otteniamo otto fogli di carta formato ‘A4′, dei quali: un foglio è la copertina,1 foglio e 1/2 sono le istruzioni (pochine) e 5 fogli e 1/2 di pezzi utili per costruire il nostro glorioso S.79 “Sparviero” che fu il bombardiere medio Italiano di gran lunga più popolare fra i nostri equipaggi aeronautici e non solo.


MC.200 © Orazio Pappalardo  - Click to enlarge


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Ho deciso di costruire il modello con questa livrea per due sostanziali motivi:
1- Perche’ e’ l’epoca d’oro di questo aereo (1937). Era, all’epoca, imbattibile. I caccia Russi non riuscivano a batterlo in velocità. Sfortunatamente già all’inizio della WWII, con la comparsa dei velocissimi caccia Spitfire e Hurricane, l’S.79 era già sorpassato.
2- Perche’ e’ un aereo impiegato prima della WWII quindi un periodo non usuale. La guerra civile Spagnola, che servì, tra l’altro, a Germania e Italia per compiere test su queste macchine che dovevano servire per ben più tristi tempi futuri.

Questo modello riproduce un SM 79 della 10a Squadriglia del 28° Gruppo dell’8° Stormo.
L’insegna di squadriglia si ispira al nome di copertura (’Gallina’) assunto in Spagna dal comandante di squadriglia Cap. Tullio di Prato (Palma de Mallorca Novembre 1937).

Siti consultati

Il sito da cui ho tratto le più importanti informazioni e stato questo:
www.ams.vr.it/dat/entry_eng/document_eng.htm
(Questo sito riporta anche manuali originali di camuoflage and markings di aerei USAF e non solo, di estrema importanza per modellisti)

Il sito di cui sopra mi ha introdotto in:
www.ams.vr.it/Documents/Sm.79%20drawpro/Sm.79%20drawpro.htm

Da quest’ultimo sito ho tratto i disegni dell’aereo che sono abbastanza grandi e ben definiti, che ho riscalato a 1:48 e a quel punto ho avuto molti dati su cui poter lavorare e soprattutto la visione reale del modello.
In questo sito c’è l’unica fotografia che ho potuto trovare e che ritrae il vero aereo in volo, da essa ho potuto studiare l’assetto operativo del velivolo.
Per foto di dettagli mi sono servito di:
www.aircraftresourcecenter.com/AWA1/601-700/walk665_Sparviero

Non dimentichiamoci anche di: www.ottocentoromantico.it/deltaeditrice, una Italianissima Casa Editrice che produce una quantità di materiale cartaceo su questi argomenti, in particolare ho utilizzato il Supplemento ai Grandi Aerei Storici n.22 Maggio-Giugno 2006 ‘Speciale S.79 Sparviero’, ricchissimo di materiale fotografico, disegni, spaccati storia e quant’altro.

Una buona occhiata si può dare anche a: www.aereimilitari.org/forum/index.php?showtopic=6290

Un altro sito che in seguito si è rivelato importante e’: www.aireroma.altervista.org ove nella sezione ‘Curiosità Storiche’: www.aireroma.altervista.org/Doc/curositaStoriche.htm ho trovato un file PDF con tutto ciò che poteva interessarmi sulle Radio dello Sparviero, Antenne e sul Generatore Elettrico Eolico RA-400 della ditta ‘Pellizzari’ di cui tutti gli S.79 erano dotati (una manna, un Grazie alla A.I.R.E gruppo di Roma e in particolare al Sig. Fabio Zeppieri autore del testo).
Il generatore eolico RA-400 non era nel Kit del modello ma è stato autocostruito.

Costruzione del modello

Nel settore Paper-Model esistono essenzialmente due metodi che permettono di unire le varie sezioni di cui è composto un qualsiasi modello:
1- e’ l’utilizzo delle ‘Connection Strip’ - strisce di connessione - che permettono di incollare fra loro le varie sezioni di fusoliera, o di altre parti composte come ali, timoni di coda, nel caso di aerei, vedi foto;


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2- e’ l’utilizzo di ‘Former’ - forme o centine o diaframmi - da applicare alle varie sezioni, chiudendole e ottenendo in tal modo delle forme solide autonome salvo poi unirle a formare un solido più complesso. Vedi il mio Macchi MC.200: http://guide.supereva.it/modellismo_statico/interventi/2008/07/334831.shtml 5a-6a figura.
Questo sistema presuppone la necessità di avere doppie ‘Forme’ che permettono di incollare le sezioni contigue.

Dopo un attento studio dei fogli, contenenti il modello, mi sono reso subito conto che il sistema non apparteneva a nessuno dei due casi citati.
Non c’erano le ‘Strisce di connessione’ e nemmeno le doppie ‘Forme’.
Cosa fare a questo punto abbandonare il progetto? No!
Bisognava studiare un metodo di costruzione.
Ho scelto un metodo ibrido, usando in parte le strisce di connessione e in parte le doppie forme.
Le strisce di connessione le ho prodotte con Adobe-illustrator grazie alla libertà di apertura dei fogli PDF.
Le Doppie forme, duplicando (tramite Photoshop o Gimp) su un foglio a parte le forme che mi interessavano.


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MC.200 © Orazio Pappalardo

E così è iniziata l’avventura costruttiva.
Tutti i fogli sono stati stampati con la mia Canon Pixima ip 4500 su carta fotografica semilucida da 170 g/m2 e subito irrorati con vernice spray acrilica (non con solvente ad acqua).
Per le strisce di connessione ho usato carta normale da 100 g/m2.
Tutte le forme, le centine, tutte le strutture formatrici come i longheroni delle ali etc., sono stampate su carta normale da 80 g/m2 e incollate su cartoncino (Quello dei cereali ‘Kellogg’s’, per intenderci, va benissimo).
Ho iniziato con la produzione della parte retta della fusoliera, composta da due sezioni di fusoliera


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Proseguendo con la Cabina di pilotaggio e il naso dell’aereo. Notare anche che le pareti laterali della cabina sono stati rinforzati perchè nelle due fessure laterali saranno introdotti i longheroni che sostengono le ali:


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Ho montato poi il modulo interni del Cockpit ma questo bisogna tenerlo da parte fino a quando non saranno inserite ed incollate definitivamente le ali e solo allora potrà essere posizionato:


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Poi sono passato al montaggio dei Motori e delle Ogive delle eliche.
E’ un lavoro tedioso ogni cilindro è un minuscolo quadratino di carta arrotolato coperto all’estremità da un piccolo dischetto e incollato sopra una corona con appositi alloggi. I motori sono 3 e ogni motore ha 9 cilindri.
Quando il lavoro sarà finito posso assicurare che l’impatto visivo è straordinario e ripaga del lavoro accurato speso.
L’ogiva dell’elica é un cono a petali che va curvato e incollato in modo uniforme e perfettamente raccordato.
Io ho utilizzato una lampada a bulbo da auto di apposita misura.
La colla sul vetro del bulbo non attacca e ho avuto il tempo e il modo di manipolare il tutto con le dita, fino ad ottenere la forma desiderata:


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Fine prima parte…
 
[Seconda parte]

 

Orazio Pappalardo
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