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Massimo Cerrato - Gallery

Modelli esposti: 3

 

Il mio curriculum

 

Sono nato a Torino nel 1964 e dopo una breve attività come pilota di velivolo ad ala fissa ho dovuto abbandonare questo mondo in seguito a un incidente automobilistico; a quell’epoca probabilmente avevo montato il 70° modello di aereo o ci mancava poco (un F15 C della ESCI).
Il primo modello l’ho costruito all’età di 6 anni, probabilmente una realizzazione della Frog, che possiedo ancora e ho intenzione di restaurare: si tratta di un P47 Thunderbolt dove la carlinga è un foro all’interno della stampata di fusoliera, il motore è uno stampo unico con l’anello NACA e i vani del carrello non esistono (se si desiderava poggiarlo sulle ruote semplicemente c’erano due buchi nell’intradosso alare).
Da li il gioco è continuato con un po’ di tutto, dal carro armato al veliero; ma poiché la prima passione sono stati gli aerei ad un certo momento ho deciso di dedicarmi unicamente a questo tipo di realizzazione.
Poiché da sempre sono convinto che piloti si nasce e non si diventa, non potendo continuare a volare come desideravo ho gettato alle ortiche la possibilità di conseguire la laurea in ingegneria aeronautica e mi sono dedicato alla seconda passione (dopo le donne e il volo: la prima cosa che ti insegnano alla scuola di volo l’aereo è come una bella donna) la storia, così sono diventato archeologo-medievista.
In poche parole oggi posso affermare di avere cominciato quando il modellismo era poco più svezzato di me e avere seguito da vicino le prime esperienze di ricerca sui colori corretti o della precisione delle parti plastiche; condizione che mi trascino appresso, insieme con un complesso bagaglio culturale, ogni qual volta che metto mano a un modello!
Sostanzialmente non mi accontento di avere il pezzo in mano e di realizzarlo; non mi pongo problemi di tempo se non di realizzare (in miniatura) un pezzo di vita e di passione che ho condiviso sia con i fratelli Wright sia con Chuck Yeager.
In altre parole significa pure ricostruire la storia dell’aviazione attraverso immagini tridimensionali; pertanto prima di dare inizio al modello effettuo sempre un esame critico di quanto fornisce la scatola di montaggio e la realizzazione del medesimo avviene pure attraverso una appropriata ricerca storiografica.
Questo mi ha condotto a comprendere che quanto viene realizzato è un momento particolare, un immagine fotografica che coglie un attimo; da qui sono convinto che per ottenere il migliore risultato sia necessario non chiedere altro alla fantasia se non quello di realizzare quanto è necessario per raggiungere l’optimum; cosicché se non ho a disposizione immagini oggettive del velivolo interessato, ad esempio non mi accingo mai a svolgere un’azione di invecchiamento soggettiva.
Allo stesso modo sono cosciente che non tutto è realizzabile e che il modellismo è fatto anche di compromessi; per questo motivo non esaspero mai la situazione con la pretesa di raffigurare la realtà a ogni costo.

Massimo Cerrato

 

Massimo Cerrato

 

    

I Miei Modelli

 

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