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SIAI Marchetti S.79 (IV) - Orazio Pappalardo

Paper model in scala 1/48 - Parte IV

SIAI Marchetti S.79

In questa quarta parte inizio ad assemblare tutti i componenti del modello, non è una operazione difficile ma richiede cura e attenzione per il posizionamento e la corrispondenza delle varie parti.
Tutti gli elementi finora assemblati (Ali, Vani motore, Gondole carrello ecc.) vanno tutti provati e ri-provati nelle rispettive posizioni di collocamento (… Mai!! Incollare subito e a caso!).
Quando si è sicuri della posizione e della giusta sagoma che il pezzo deve assumere, solo allora, si può procedere con la colla.
Dopo l’inserimento i incollaggio dello scheletro nelle ali, procedo al posizionamento e incollaggio dei due Vani-Motore uniti alle Gondole Carrello sulla parte bassa delle ali:


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Le ali vengono poi inserite nelle fessure presenti sulla Cabina equipaggio ed ivi incollate.
Per dare il giusto angolo diedro alle Ali, disegno due triangoli di cartoncino che saranno collocati in apposita posizione dettata dal disegno in scala che ho precedentemente ricavato


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Dopo questa operazione è possibile inserire e incollare il vano che riproduce le parti interne dell’aereo.
L’operazione più impegnativa, per me, è stata la riproduzione e il collocamento della caratteristca ‘Gobba’.
La Gobba del ‘S.79′ è la sua caratteristica più evidente e va affrontata con molta cura.
In un primo momento avevo preparato, a parte, tutto l’insieme dei finestrini (i diversi pezzi tutti pre-incollati) e la gobba (che è un unico pezzo)


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Dopo varie prove di adattamento mi sono reso conto che il gruppo finestrini era troppo flessibile e instabile (a causa delle parti trasparenti) per contenere le forti spinte esercitate dalla torsione a cui doveva essere sottoposta la gobba.
Ci sono molte curvatute da mantenere in questa fase e non facili da ancorare (ma, in questa attività, a tutto c’è rimedio).
Quindi dovevo studiare una strategia di attacco adeguata; una sequenza di fasi che alla fine ho denominato: ’step by step’ cioè passo-passo; una strategia molto più lunga nel tempo ma che mi avrebbe garantito un risultato accettabile.
Ho incollato un singolo elemento alla volta e ad asciugatura avvenuta, un successivo elemento come da foto:


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Finita questa lunga operazione sono passato alla Gobba che ho diviso e tagliato in singoli elementi utilizzando la stessa tecnica, ’step by step’, per l’incollaggio:


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Sono del parere che i dettagli dei modelli costituiscono una forte attrazione e rendono più credibile il modello statico, per tale motivo un modellista passa molto tempo allo studio di foto, disegni e quant’altro possa essere utile allo scopo.
Dallo sudio della seguente foto (che è la foto reale dell’S.79 vedi immagine sotto) si possono notare molte cose.
Anzitutto la colorazione dell’aereo del periodo, è pur vero che siamo in bianco/nero ma i modellisti sono abituati a confrontare sovente queste tonalità di grigio con le colorazioni reali. Ci si può benissimo rendere conto ad esempio delle tonalità marroni della mimetica utilizzata all’epoca.
Inoltre sei particolari sono, secondo me degni di nota, in rapporto al modello in questione.
1) L’antenna del Radio-goniometro non è presente nel kit e si dovrà riprodurre;
2) Il traliccetto che sostiene l’Antenna di coda non è nel kit e si dovrà riprodurre;
3) La “Macchina Pellizzari”, RA-400 Generatore Elettrico Eolico di riserva di cui tutti gli S.79 erano dotati (una sofisticheria per quei tempi) posto sul lato destro dell’aereo non è nel kit e si dovrà riprodurre;


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4) La mitrgliera SAFAT posta ‘in caccia’ era sovente rimossa dagli equipaggi (probabilmente ingombrava ed era poco efficiente) ma quì è presente e operativa, queste armi sono tutte nel kit;
5) I contrappesi sugli alettoni non sono in kit e si dvranno riprodurre;
6) Infine i due Tubi di Pitot posti alle estremità alari non sono in kit e si dovrà riprodurli.


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C’è da notare che accanto all’antenna del Radio-Goniometro era posta una piccola botola da dove il navigatore aveva la possibilità di utilizzare un sestante per i dati di navigazione.


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Un altro argomento poco trattato sono le Antenne Radio, sovente assenti.
Erano di Rame o di Acciaio? Dove e come erano ancorate sulla carcassa dell’aereo?
Per questo modello mi ha molto aiutato il documento PDF che ho citato all’inizio, nella sezione ‘Siti consultati’.
Tutte le parti non comprese nel kit e che ho appena elencato, tranne per le armi che ho solo ricolorato, sono state disegnate su un foglio a parte ‘ExP’ - Extra Parti -.
Non sono per nulla difficili da riprodurre si tratta sempre di piccole, semplici striscioline di carta più o meno sagomate o di piccoli dischetti di carta.


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L’antenna Radio-Goniometro e la Botola del navigatore, denominati sul foglio ‘ExP’ con ‘1+’;


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Il Traliccio tendi Antenna di coda è:’2’sul foglio ‘ExP’


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La “Macchina Pellizzari”, RA-400 Generatore Elettrico Eolico di riserva.
Le eliche: ‘3′ sul foglio ‘ExP’. Il resto è stato fatto ricavando un tubicino di carta del diametro di 3 mm e lunghezza 8 mm; alcuni dischetti di carta affiancati della misura di 3 mm e alcuni più piccoli per inserirli all’interno del tubicino, vedi foto


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Le Mitragliere ‘4′ sul foglio ‘ExP’ hanno subito solo un intervento estetico ma sono esattamente quelle del kit


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I contrappesi degli alettoni sono denominati dalla cifra ‘5′ sul foglio ‘ExP’, il loro disegno è ricavato dai disegni in scala di cui ho già discusso.


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Per i fili di Antenna e le controventature degli elevatori e stato utilizzato del filo elastico speciale da 0,1 mm.
Si tratta di un elastomero denominato: ‘ez’ venduto da una ditta italiana (ad un prezzo, secondo me, eccessivo).
Ma è veramente comodo e si tende con facilità perchè abbastanza elastico, l’impatto visivo è ottimo.


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Ecco, infine, le immagini del modello finito.


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