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Siluro a Lenta Corsa e Barchino esplosivo (II) - Robeto Colaianni

Realizzazione dei modelli

X MasSLC (Siluro Lenta Corsa)
Chiuso lo spinoso capitolo resina, passiamo ora a descrivere la realizzazione dei modelli, dove non mi aspettavo grandi sorprese e infatti non ve ne sono state.
I due maiali sono stati montati in un pomeriggio, nessuna difficoltà per le parti in plastica, uso dello stucco e della carta abrasiva ridotto al minimo.
Uniche modifiche: l’applicazione dei 4 cavi di governo dei timoni di profondità e direzione in sprue tirato a caldo, l’omissione della lastrina di acetato del quadro strumenti, sostituita da innumerevoli mani di Gunze trasparente lucido date a pennello a modello finito e l’ apertura dei fori di sfiato dell’ aria sulla parte superiore dello scudo di protezione del pilota


MTM Barchino esplosivo – © Roberto Colaianni- Click to enlarge

   - Il quadro strumenti del pilota e i fori sulla parte superiore dello scudo -

Qualche difficoltà l’ho incontrata nel sagomare la gabbia fotoincisa di protezione delle eliche.
Unica parte non fissata prima della colorazione è stato lo scudo di protezione del pilota.
Per effettuare la colorazione e l’ invecchiamento sono partito dall’ipotesi che si trattava di un mezzo da addestramento, quindi sottoposto ad uso intenso, con molti graffi e scrostature dovute ai continui vari ed alaggi a mezzo gru e relative catene di sospensione, agli urti sul fondale roccioso, alle reti parasiluri e agli utensili degli operatori. Per contro la vernice non doveva essere molto sbiadita, perché il mezzo, terminato l’ addestramento veniva alato, sciacquato con acqua dolce e ricoverato in un’ officina di manutenzione al chiuso sottraendolo all’ effetto sbiadente del sole e della salsedine.
Per la verniciatura, rapidissima, mi sono affidato ai soliti acrilici Tamyia, una mano di Nato Black, una di Black Green e per finire Olive Drab.
Un leggerissimo e veloce drybrush con lo Slate Gray Humbrole servito a far risaltare i dettagli in rilievo
Non altrettanto rapido è stato pitturare a pennello le scrostature con acrilici Vallejo, la tecnica è quella mutuata dai “carristi”, prima si dipinge la scrostatura con il colore scuro, poi lo si rifila solo da un lato, di solito in basso, con il colore più chiaro. Poiché nel caso del maiale il colore di fondo è molto scuro, sono stato costretto a fare il contrario: scrostatura più ampia in verde chiaro, rifilata superiormente in nero.
Con il terra di Siena bruciata, partendo proprio da alcune delle scrostature, ho creato le colature di ruggine. Preferisco fare questa operazione su un fondo opaco, sul quale i colori ad olio non scivolino via troppo facilmente.
Da notare che nelle foto molto ravvicinate, effettuate in modalità macro, i graffi sembrano esagerati in dimensione e quantità, ma se le riducete alle dimensioni naturali sono appena apprezzabili.
Non ho usato alcun tipo di vernice lucida, ma, dopo aver atteso una settimana che le colature fossero asciutte, ho eseguito dei lavaggi selettivi con colori a olio terra di Cassel, terra di Siena bruciata e ocra negli interstizi in cui presumibilmente si formava la ruggine.
Una leggera passata con matita dalla mina morbida, nei punti i cui si può ipotizzare che, uno sfregamento più frequente asporti la vernice e tenda a lucidare il metallo sottostante, ha terminato l’ invecchiamento ed il modello nel complesso.


MTM Barchino esplosivo – © Roberto Colaianni- Click to enlarge

   - SLC terminato e fotografato la sera con luce naturale -


MTM Barchino esplosivo – © Roberto Colaianni- Click to enlarge

   - SLC terminato e fotografato con luce artificiale -

MTM (Motoscafi da Turismo Modificati)

Poco da dire anche per il barchino, nessuna difficoltà ad assemblarlo da scatola, uniche aggiunte una paratia che separa il vano motore dal vano carica bellica, presente sull’ esemplare riprodotto da Italeri nel prospetto allegato al modello e fotografato, credo, al museo Navale di Venezia, e alcuni cavi che, presumo, facessero parte del sistema di innesco delle cariche secondarie, per l’ affondamento del mezzo a impatto avvenuto, contro l’obbiettivo.


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   - Barchino in costruzione -

Pochi i dettagli pitturati prima dell’assemblaggio, fra questi la carica principale ed il suo vano, il pannello strumenti del pilota e il gruppo trasmissione del piede motore all’ interno del vano di pilotaggio stesso.
Come per il maiale, ho anche in questo caso ipotizzato si trattasse di un mezzo usurato per il continuo impiego a supporto dell’ addestramento, si può inoltre ragionevolmente ipotizzare che, poiché meno bisognoso di manutenzione del maiale e di facile rifornimento a mezzo delle classiche taniche da 20 litri, fosse spesso lasciato ormeggiato ad un molo, sottoposto alle intemperie.
Osservando alcuni pescherecci in alto Adriatico ho inoltre notato che, pur essendo di costruzione lignea, presentano innumerevoli colature di ruggine sulle murate, sono le teste dei chiodi che fissano il fasciame alle ordinate. Con il tempo, il lavorare del legno, l’impatto con le onde, la vernice salta via ed i chiodi arrugginiscono, generando le vistose colature di cui sopra.
Ho voluto riprodurre questo fenomeno anche sul mio barchino.
Sono partito pitturando velocemente tutto l’esterno con il Neutral Gray Tamyia, poi ho velato il tutto ad aerografo con il bianco (1 parte di colore, 4 di diluente della stessa casa). Sempre con il bianco, questa volta smalto Humbrol, ho effettuato un dry-brush mettendo in risalto tutti i particolari in rilievo.
Con un grigio scuro Vallejo ho appena tracciato a pennello dei brevi tratti orizzontali sull’opera morta, a simulare un fasciame leggermente sconnesso. Con il terra di Siena bruciata ho creato le colature di ruggine analogamente a quanto fatto sui maiali.
Due mani di cera Emulsio Facile diluita 1 a 1 con acqua e qualche goccia di alcol hanno reso lucido e profumatissimo il modello, facilitando il depositari dei successivi lavaggi selettivi in tutti gli interstizi aumentando la tridimensionalità del modello.
Una mano di opaco Humbrol ha posto termine alla costruzione.


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   - Barchino ultimato -

Figurini

Sono quelli forniti da scatola. Notare con che maestria ho riprodotto l’espressione tesa ma decisa che si legge negli occhi dei due soggetti…..con la maschera indossata.
Quelli senza maschera mi sono venuti un po’ meno bene.
A parte gli scherzi, se volete consigli su come si dipinge un figurino rivolgetevi a qualcun altro, altrimenti rischiereste di buttare via il vostro tempo.


MTM Barchino esplosivo – © Roberto Colaianni- Click to enlarge


MTM Barchino esplosivo – © Roberto Colaianni- Click to enlarge


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Conclusioni

Da un punto di vista prettamente modellistico i risultati sono variabili, sono molto soddisfatto dei due SLC ( se escludiamo la diversa densità delle scrostature sono identici), un po’meno del barchino.
Il diorama del barchino mi sembra un Po spoglio, ma a questo si può rimediare, penso infatti che aggiungerò ancora qualche oggetto, magari una cassetta di attrezzi, una cima arrotolata e, se riesco a trovarlo, un bel gabbiano.
Non mi convince a pieno l’acqua.
Ho fatto progressi con i figurini, anche se per me rimangono sempre degli accessori ad un mezzo, vorrei migliorare ancora, ma dedicandomi principalmente ad aerei, navi e raramente a qualche corazzato non vi dedico molto tempo, per cui mi aspetto progressi molto lenti.
Le critiche egli apprezzamenti ricevuti fino ad ora confermano abbastanza queste mie impressioni.


MTM Barchino esplosivo – © Roberto Colaianni- Click to enlarge


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   - Due dei tre diorami ultimati -

Prima Parte

Roberto Colaianni
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GAMS Udine