Questo sito contribuisce alla audience di

Il Limes di Roma - Stefano Deliperi

I confini del “potere” di Roma.

Limes Romano

Il limes romano era inteso in due significati differenti: il confine del potere di Roma, repubblicano prima ed imperiale in seguito, ovvero la strada, la via di comunicazione ai margini del dominio dello Stato.
Nel primo significato, il più comune, costituiva l’insieme della frontiere dell’Impero di Roma classificate in base alla loro natura: artificiale o naturale.
I confini naturali potevano, a loro volta, essere nel caso concreto di tipo fluviale (il Reno, il Danubio, l’Eufrate) e chiamati ripa (riva del fiume), montuosi (i Carpazi nella Dacia, l’Atlante in Mauretania), desertici (come i confini meridionali dell’Egitto, della Cirenaica, quelli siriani ed arabi).
I confini artificiali erano costituiti da specifiche barriere di vario genere: un muro in pietra (soprattutto a partire dal regno di Adriano, II sec. d. C.) o una palizzata, un agger di terra ed un fossato antistante.
Questo è il caso del vallo di Adriano, di Antonino, del Porolissensis o del limes germanico-retico. Ogni frontiera era, inoltre, seguita parallelamente per tutta la sua estensione, da una strada presidiata ad intervalli regolari oltre che da fortezze legionarie (castra), anche da forti (castella) e fortini (burgi) ausiliari, intervallati da torrette (turris) e stazioni di avvistamento (stationes).
Raffigurazioni del limes romano possono essere rinvenute nella Colonna traiana e nella Colonna antonina, le cui scene iniziali riportano la riva destra del Danubio, costellata di forti, palizzate, cataste di legna e covoni di paglia (da incendiare per eventuali segnalazioni a distanza).

Vallo di Adriano

Poteva esserci anche una sorta di limes interno, la cosiddetta praetentura, una zona interna all’Impero (come la praetentura Italiae et Alpium al tempo delle guerre contro i Marcomanni, seconda metà del III sec. d. C.) affidata ad un comando militare speciale (in questo particolare caso ad Quinto Antistio Advento) con una forza militare autonoma (anche varie legioni) per prevenire e bloccare eventuali invasioni barbariche.

Torre

Erano tre i principali settori strategici a protezione dell’Impero di Roma:

Il fronte settentrionale, a sua volta formato da:

  • il limes Britannicus, il più settentrionale dell’intero Impero, con i suoi valli (vallo di Adriano e vallo Antonino);
  • il limes Germanicus lungo il Reno, anche se per circa 20 anni le legioni romane penetrarono nella Germania magna fino all’Elba, fino alla pesante sconfitta della Selva di Teutoburgo (9 d. C.);
  • il limes danubiano, il più importante dell’intero sistema difensivo imperiale, a protezione di tutte le province che dalla Raetia seguivano il grande fiume fino alla sua foce, nelle Moesia inferiore;
  • il limes a nord del Danubio, comprendente le province della Dacia, della Sarmatia e le coste settentrionali del Ponto Eusino (dalle città greche di Tyras e Olbia al Regno del Bosforo, tutte località presidiate dai tempi di Nerone con installazioni militari romane, fino all’arrivo dei Goti, nella prima metà del III sec. d. C.);
  •  
    Il fronte orientale, a protezione dei confini est dell’Impero romano, a sua volta organizzato in quattro settori:

  • il limes cappadocio e del Ponto Eusino creato a partire dall’imperatore Tiberio nel 17 d. C. con l’annessione della nuova provincia della Cappadocia;
  • il limes armeno, spesso al centro di durissime guerre tra Romani e Persiani per vari secoli;
  • il limes mesopotamico creato in modo discontinuo a partire dalle campagne partiche di Traiano (114-117 d. C.);
  • il limes Arabicus, fra l’Eufrate e il Mar Rosso (un migliaio di km.), a difesa delle province di Siria, Giudea, Arabia;
  •  
    Il fronte africano, a difesa dei confini meridionali, a sua volta diviso in:

  • il limes occidentale, comprendente la Mauretania, la Numidia, l’Africa proconsolare;
  • il limes orientale, costituito dalle province della Cirenaica e dell’Egitto.
  •  

    Torre con palizzata

    Presso le fortezze legionarie sorgevano centri abitati dove risiedevano familiari dei legionari, commercianti, artigiani.
    Spesso si evolvevano nel corso del tempo in vere e proprie città e costituivano una delle più efficaci forme di romanizzazione delle popolazioni annesse.

    Chi presidiava il limes di Roma. L’esercito.
    I confini del dominio di Roma venivano in epoca repubblicana presidiati soprattutto da guarnigioni ausiliarie, in epoca imperiale, invece, vennero dislocate numerose legioni in vere e proprie fortezze legionarie permanenti (castra), con la destinazione della gran parte degli effettivi dell’esercito romano per consolidare le province di recente annessione e difenderne i confini.

    Cavalleria romana

    In epoca imperiale l’esercito di Roma, oltre che per l’organizzazione e la disciplina, divenne senza dubbio il più ragguardevole del mondo antico anche per le dimensioni.
    All’epoca di Tiberio, secondo un recente studio (Le Bohec, 2008), le forze legionarie raggiunsero i 125.000 effettivi, suddivisi in 25 legioni, mentre altrettanti militavano nelle truppe ausiliarie, per un totale di 250.000 armati (di cui circa 30.000 cavalieri). A questi andavano poi sommati 10.000 soldati acquartierati a Roma, tra guardia pretoriana, coorti urbane, vigili, equites singulari Augusti oltre a 40.000 uomini impiegati nella marina. Con Traiano le legioni diventarono ben 30 (165.000 legionari circa), mentre il numero delle truppe ausiliarie saliva a 380 unità (per un totale di circa 200/220.000 ausiliari, di cui 70.000 cavalieri), superando la cifra totale i 360/380.000 soldati.
    Secondo Holder (2003), l’esercito romano contava quasi 380.000 armati tra legionari (154.000) e auxilia (223.000), senza considerare le guarnigioni di Roma (dalla guardia pretoriana, alle coorti di vigili e urbane), la flotta di Ravenna e Miseno, oltre a quelle minori lungo i principali fiumi (Reno e Danubio), lungo le coste del Mediterraneo, del Mar Nero e della Manica. Ai tempi dell’imperatore Settimio Severo (a cavallo fra II e III sec. d. C.) l’esercito romano raggiunse quasi le 500.000 unità complessive, con ben 33 legioni (pari a 182.000 legionari) e oltre a 400 unità ausiliarie (pari a 250.000 ausiliari, di cui almeno 75.000 cavalieri). Le legioni invece nel corso della crisi politico-sociale del III sec. d. C. raggiunsero le 36 unità, pari a quasi 200.000 soldati, tanto da superare le 500.000 unità complessive, comprese le truppe ausiliarie e la marina militare.


    Cavalleria romana © Stefano Deliperi - Click to enlarge

    Grazie alla Notitia dignitatum et administrationum omnium tam civilium quam militarium (documento sull’organizzazione amministrativa e militare dell’Impero romano redatto fra la fine del IV e l’inizio del V secolo d. C.), alcuni storici moderni propongono una ricostruzione delle forze armate romane in epoca costantiniana: 600.000 soldati complessivamente. Di questi 104.000 comitatenses nella parte occidentale dell’Impero e 113.000 in quella orientale, 135.000 limitanei ancora in Occidente e 248.000 in Oriente. Invece Giovanni Lido parla di 435.266 effettivi, compresa la flotta, per le forze armate di Diocleziano.

    Il diorama.
    La prima forma di limes della Britannia romana, antecedente al vallo di Adriano ed al successivo vallo di Antonino, doveva molto probabilmente essere una strada militare sorvegliata da torrette, forti e fortini per il pattugliamento della nuova zona di confine.
    Ed è questo il soggetto del piccolo diorama.


    Limes © Stefano Deliperi - Click to enlarge

    Una torre di avvistamento, una palizzata che si appoggia ad un elemento naturale difensivo, una roccia utilizzata anche quale posizione di avvistamento.
    Un agger di terra costituiva un utile rinforzo della struttura difensiva.
    La guarnigione della VI Legione Victrix era stanziata nella Britannia settentrionale in difesa dei confini ed era supportata dalla cavalleria ausiliaria, spesso costituita da mercenari o alleati.


    Limes © Stefano Deliperi - Click to enlarge

    Forse uno dei più valorosi fra i comandanti romani di queste guarnigioni dei confini più settentrionali dell’Impero, Lucius Artorius Castus, è stato l’origine della storia leggendaria di Artù.
    Dux leg cohortium alarum Britaniciniarum, comandante delle corti di cavalleria stanziate in Britannia, secondo Erodiano, condusse (185 d.C.) una spedizione in Armorica (l’odierna Bretagna) e Normandia e prese parte alla vittoriosa spedizione contro i Caledoni, nell’odierna Scozia.
    Divenne, infine, governatore della Liburnia, la Dalmazia settentrionale.
    Il titolo riservatogli di “dux” significa che fu protagonista di eccezionali imprese militari al comando delle sue coorti di cavalieri.
    Imprese probabilmente tramandate alle generazioni successive in un sempre maggiore alone di leggenda.
    I legionari (28 mm.) sono della tedesca Fine Scale Factory, la cavalleria è della romana Strategia e Tattica.


    Limes © Stefano Deliperi - Click to enlarge

    La torre è in resina, prodotta dalla russa Zvezda, palizzata e gli altri accessori sono della Italeri.
    I colori utilizzati sono gli acrilici Model con pennelli “tre zero” e “quattro zero”, mentre l’ambientazione è ottenuta esclusivamente con elementi naturali: legno, pietre, foglie secche, licheni, ecc.


    La Britannia romana - Click to enlarge

    Bibliografia.
    G. Cascarino, L’esercito romano. Armamento e organizzazione, vol. I - Dalle origini alla fine della repubblica, Rimini, 2007.
    G. Cascarino, L’esercito romano. Armamento e organizzazione, vol. II - Da Augusto ai Severi, Rimini, 2008.
    Ritterling, “Legio“, P-W, Stuttgart ,1924-1925, col. 1747-48.
    CAH, L’impero romano da Augusto agli Antonini, vol. VIII, Milano, 1975.
    Parker, Roman Legions, New York, 1993.
    A. Liberati, E. Silverio, Organizzazione militare: esercito, Museo della civiltà romana, Roma, 1988.
    Lawrence Keppie, The Making of the Roman Army from Republic to Empire, Oklahoma, 1998.
    J.R. Gonzales, Historia de las legiones romanas, Madrid, 2003.
    G. Webster, The Roman Imperial Army in the I-II Centuries A.D., Oklahoma, 1998.


    Limes © Stefano Deliperi - Click to enlarge

      

    Stefano Deliperi
    © 2010
    [Gallery]
    [Soldatini e storia]

        

    Commenti dei lettori

    (Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
    • FManconi

      08 Mar 2010 - 09:57 - #1
      0 punti
      Up Down

      mi piace l’ambientazione e la vivacità delle pose di figurini e delle difese, i contenuti storici li trovo veramente interessanti: sai mettere insieme passione per il modellismo e competenza storica, è un piacere leggerti.

    • Giovanna Marini

      12 Mar 2010 - 10:14 - #2
      0 punti
      Up Down

      Mi pare un modo divertente di spiegare la storia e di interessare i ragazzi. Lo dico da insegnante e sto pensando di proporlo come metodo didattico nella mia Scuola per stimolare la loro attenzione e il desiderio di apprendimento. Può indicarmi se c’è qualche esperienza precedente? Cordiali saluti.
      Giovanna Marini

    • Stefano Deliperi

      13 Mar 2010 - 19:32 - #3
      0 punti
      Up Down

      grazie a tutti! Gentilissima prof.ssa Marini, la sua idea mi coglie di sorpresa e mi diverte parecchio. Non so se vi siano già esperienze in materia. A me non era mai venuto in mente una simile possibilità, però forse qualche insegnante e qualche club di modellismo statico ha fatto qualcosa in proposito, mi informerò e le farò sapere.

    • gabrylai

      10 Apr 2010 - 15:33 - #4
      0 punti
      Up Down

      cercavo materiale sul vallo di adriano e trovo questo post che ho letto per curiosità:bello, mi è piaciuto molto,che fantasia :)