
Nella figura di Babbo Natale, generoso dispensatore di doni e ormai inseparabile compagno del Natale “consumistico”, si fondono leggende nordiche e tradizioni cristiane.
Norvegia, Svezia, Finlandia ancor oggi si contendono le origini di questo personaggio, legato alle antiche tradizioni pagane e magico/naturalistiche e ne mantengono le residenze “ufficiali” con uffici postali dedicati.
Babbo Natale ha molti padri e molte patrie proprio perché nasce dalla sovrapposizione di storie e figure diverse.
Anche San Basilio nel mondo slavo e San Nicola in quello germanico ne replicano le funzioni quali benefici portatori di doni.
Ed è in America, crogiolo di popoli e culture, che, nei primi decenni del 1800, comincia a prendere forma quel Santa Claus che ha già molti tratti del Babbo Natale che noi conosciamo.
Finché la Coca-Cola decise di usarlo come testimonial della sua bibita, venduta in lattine con gli stessi colori bianco e rosso, conferendogli fama universale!
Questo simpatico kit dell’Andrea Miniatures apparve in anteprima alla mostra Au Petit Soldat di Bra, a metà ottobre, portatovi dallo stesso Julios Cabos che ne aveva dipinto la box art.
Anche se la scultura è originale, accattivante e gradevole, non ho voluto riprodurre la scenetta tale e quale ma ho apportato alcune modifiche.
In primis ho accresciuto il numero dei balocchi, aggiungendo un cavallino a dondolo e una trombetta che spunta dal sacco dei doni.
Con effetto piuttosto divertente, sul cavallo che ho scolpito personalmente ho piazzato lo gnomo che nel kit originale sta in cima al sacco dei regali in una posizione quanto mai adatta.
Il pavimento di assi di legno è stato un po’ampliato per far posto ad un topolino che spunta da un buco e guarda incuriosito.
Ho poi realizzato una piccola stufa in ghisa con il suo camino di scarico, ricavandoli da due tubi di plastica di diverse dimensioni, per aumentare il senso d’intimità e di calore all’interno della casa, mentre fuori ci si immagina imperversi l’inverno nordico. Questo contrasto è ancor più evidenziato dalla pittura sulla basetta, che rappresenta una radura fra gli abeti carichi di neve con una piccola casa di legno da cui promanano luce e calore.
A Santa Claus, stanco e assonnato, ho messo in testa un cappuccio che sta a mezzo fra il tipico cappello di Babbo Natale e la classica berretta da notte!
In questo modo tutto l’insieme appare più ricco e caratterizzato.
Nella colorazione ho deliberatamente evitato il tradizionale rosso Coca-Cola per una tonalità che avesse maggior fondamento storico.
Da questo punto di vista il verde era il colore ideale: fa subito pensare alle grandi foreste d’abeti dell’Europa settentrionale da cui la saga di Babbo Natale ci arriva.
| Davide Chiarabella www.kitshow.net/chiarabella |

Giaba (Giacomo Banche)













