Questo sito contribuisce alla audience di

La storia di un “cattivo”, sul fronte di Anzio - Stefano Deliperi

Un periodo tragico, una storia condivisa.

Anzio 1944

Le tante polemiche tuttora presenti intorno alle vicende della guerra di liberazione e della Repubblica sociale italiana sono il segno – grave – dell’assenza di una storia condivisa in questa Italia che più di sessant’anni fa attraversava una devastante guerra e un’ancor più devastante guerra civile fra italiani e italiani.
Un’assenza di conoscenza che si dovrebbe colmare al più presto, attraverso la scuola, dibattiti pubblici, mezzi di informazione per aversi anche una salda coscienza civile basata su quella Costituzione repubblicana del 1948 ancora attualissima. Tuttavia si dovrebbe già da lungo tempo avere un po’ di rispetto delle tante persone che, per i motivi più diversi, combatterono su fronti opposti credendo in perfetta buona fede e in tempi così travagliati di fare la scelta giusta.
Anche questo contribuirebbe ad avere una storia condivisa e una coscienza civile nel nostro Paese.


Btg. Barbarigo - Click to enlarge

Una storia di un cattivo, di uno di quelli che scelse di stare dalla parte sbagliata.
La racconto per provare a rifletterci sopra.
Senza revisionismi, senza evocare eroismi, ma per cercare di capire, riconoscendoci tutti nella nostra Costituzione quale base per una convivenza civile di tutti gli italiani.
Proviamo, però, a ritornare indietro di 65-70 anni.
Proviamo a contestualizzare persone e scelte.
Non tutti furono torturatori di civili e di partigiani, spesso si trovarono a vivere eventi molto più grandi di loro, difficili da comprendere anche per chi li viveva.
Ricordiamoci che è stata una vera e propria guerra civile, violenta, sanguinosa, crudele, vigliacca.


La storia di un 'cattivo' © Stefano Deliperi - Click to enlarge

Un guardiamarina sul fronte di Anzio.
Alessandro Tognoloni è nato nell’Italia fascista e non ha conosciuto altro, è un giovane studente di architettura imbevuto di ideali patriottici e, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 con gran parte del suolo italiano invaso o bombardato dagli Alleati, non ha esitazioni: ritiene di doverli continuare a combattere con tutte le sue forze.
Ed è nella prima azione di guerra del nuovo esercito della Repubblica Sociale Italiana, alleata dei tedeschi.

Btg. Barbarigo

E’ un guardiamarina del Battaglione Barbarigo della X Mas sul fronte di Anzio - Nettuno, comanda un plotone e combatte da mesi la testa di ponte anglo-americana sbarcata in direzione di Roma.
Gli Alleati non riescono a sfondare e sono molto sorpresi dalla veemente reazione di queste truppe italiane, prive di mezzi ma tutt’altro che demoralizzate.
Alle prime ore del 23 maggio 1944 tre Divisioni statunitensi (la III Divisione di Fanteria, la I Divisione Corazzata, la First Special Service Force) attaccano Anzio in direzione Cisterna, verso la strada statale Casilina.
Il 24 maggio il Battaglione Barbarigo e il Gruppo di artiglieria San Giorgio scoprono che le forze tedesche – dopo lo sfondamento del fronte – stanno per ritirarsi senza nemmeno averli avvertiti.
Le cinque Compagnie della Fanteria di Marina e le due Batterie si dirigono verso Sermoneta e Bassiano.
La II è attaccata da mezzi corazzati a Cisterna, la IV resiste agli attacchi presso Norma.
Gli artiglieri del Gruppo San Giorgio, dopo aver esaurito le munizioni, fanno saltare i pezzi.

Btg. Barbarigo

La III Compagnia ripiega da Terracina ricongiungendosi al resto del Battaglione.
Il plotone della II Compagnia comandato dal guardiamarina Alessandro Tognoloni viene accerchiato da una formazione corazzata americana della III Divisione di Fanteria con carri armati Sherman a Cisterna e rifiuta di arrendersi, nonostante siano quasi tutti feriti: al grido di “Decima ! Barbarigo !” il guardiamarina guida l’assalto ai carri armati con pistola e bombe a mano.
Gli americani, dopo un primo attimo di sbigottimento, aprono il fuoco.
Alessandro Tognoloni lancia le sue bombe a mano, viene colpito al torace e scarica il caricatore della sua pistola contro il carro armato avanzante, poi sparisce in una nuvola di fumo.
Lo danno per morto.
Gli viene concessa la medaglia d’oro al valor militare “alla memoria”.
Ma gli americani lo raccolgono agonizzante per le numerose e gravi ferite.
Ammirati dal coraggio, lo sottopongono ad una lunga serie di interventi chirurgici in Italia e negli Stati Uniti.
Rimessolo in piedi, lo rinchiudono nel campo di prigionia di Hereford, nel Texas, quello riservato ai “recalcitrans”, i non collaborazionisti.
Il comandante americano del campo per prigionieri, al momento della liberazione, così si rivolge a lui: “Se dovessi andare in guerra, vorrei avere combattenti come voi”.

Btg. Barbarigo

Al termine della guerra e della prigionia, diventa architetto e contribuisce alla realizzazione del Campo della Memoria, il cimitero di guerra dei caduti italiani sul fronte di Anzio - Nettuno. Muore nel 2008.

Il diorama.


La storia di un 'cattivo' © Stefano Deliperi - Click to enlarge

Il piccolo diorama rappresenta un attacco di sorpresa di un reparto del “Barbarigo” sul fronte di Anzio - Nettuno ad una formazione meccanizzata statunitense.
In quei mesi furono numerose le azioni “disperate” condotte in palese inferiorità numerica e di mezzi da parte delle truppe della X Mas e paracadutisti nei confronti degli Alleati.
Oltre 600 furono i caduti italiani in quei mesi di guerra.


La storia di un 'cattivo' © Stefano Deliperi - Click to enlarge

I soldatini sono tutti in resina, scala 1/72.
Quelli della X Mas sono della livornese Waterloo 1815, i fanti statunitensi sono della Italeri.
Il rudere della casa è in materiale plastico, di ditta sconosciuta, recuperato in una bancarella nei pressi di Piazza Navona, a Roma.
Il mezzo blindato per trasporto truppe è un Half Track M3 della Italeri.
I colori utilizzati sono gli acrilici Model, gli Humbrol e i Revell con pennelli “tre zero” e “quattro zero”, mentre l’ambientazione è ottenuta esclusivamente con elementi naturali: legno, pietre, foglie secche, licheni, ecc.


La storia di un 'cattivo' © Stefano Deliperi - Click to enlarge

Bibliografia.
Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, la voce dei vinti, busta 1, fascicolo 5, 1996;
Marino Perissinotto, Duri a morire. Storia del Battaglione Barbarigo, Ed. Albertelli, 2001.

  

Stefano Deliperi
© 2010
[Gallery]
[Soldatini e storia]

    

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Giovanna Marini

    02 May 2010 - 17:02 - #1
    0 punti
    Up Down

    Buonasera, sono ritornata su questo sito proprio per avere suggerimenti a fini didattici: ecco questo articolo equilibrato che mi fornisce spunti su come affrontare con alunni delle scuole medie un periodo così tragico per la nostra storia recente. Lo stamperò (citando la fonte) e lo distribuirò ai ragazzi insieme alla storia di un partigiano del Ferrarese. Grazie per il bel lavoro che fate, lei e il sito.
    Giovanna Marini

  • Stefano Deliperi

    03 May 2010 - 21:47 - #2
    0 punti
    Up Down

    in questa Guida di modellismo, curata da Giacomo con tanta passione e competenza, è possibile reperire articoli e “lavori” importanti anche sul piano storico. Se possono essere validi anche sul piano didattico credo che possa essere una soddisfazione ulteriore per tutti i modellisti, anche per i dilettanti come me.

  • Giaba

    04 May 2010 - 21:14 - #3
    0 punti
    Up Down

    Gentile Giovanna Marini,
    mi associo a Stefano per comunicarle la mia soddisfazione per la sua iniziativa.
    E’ un piccolo orgoglio sapere che il nostro hobby può contribuire ad avvicinare i ragazzi alla nostra storia spesso considerata un pò… noiosa da studiare.
    Mi farebbe molto piacere sapere come è andata e rimango a disposizione per altri suoi bisogni.
    Giacomo (giaba@supereva.it)

  • Giovanna Marini

    11 May 2010 - 21:56 - #4
    0 punti
    Up Down

    Buonasera Stefano e Giacomo, in due giorni diversi abbiamo discusso in classe le vicende personali di Alessandro Tognoloni, di Franco Moretti (una persona comune, un elettrotecnico che riuscì ad evitare nel marzo 1945 un bombardamento alleato su Ferrara riparando una radio per conto dei partigiani) e di Matilde Bassani Finzi, antifascista, la Micol del “Giardino dei Finzi Contini” del grande scrittore ferrarese Giorgio Bassani. Tre vicende umane diversissime di persone oneste nelle loro scelte attraverso le quali abbiamo cercato di comprendere insieme la realtà tragica di quegli anni. La prossima settimana saranno protagonisti due nonni che allora erano su fronti avversi, grazie alla persuasione dei loro nipoti. Però è stato anche grazie ai soldatini e al vostro bel lavoro se venti ragazzi della terza media si sono interessati alla storia recente e “difficile” della nostra Italia. Grazie ancora e tornerò a visitare questo bel sito per i tanti spunti che sapete dare. Un cordiale saluto.
    Giovanna Marini

  • simona tognoloni

    13 May 2010 - 08:01 - #5
    0 punti
    Up Down

    gentile sig.ra marini,
    curiosando su internet ho trovato le sue parole riguardanti mio padre.
    sapere che si parla di lui anche in una scuola .. mi rende onorata.
    la ringrazio e mi fa piacere sapere che i ragazzi di oggi sappiano qualcosa in più di un ragazzo di ieri.
    buon lavoro!
    simona tognoloni

  • Stefano Deliperi

    04 Jul 2010 - 17:02 - #6
    0 punti
    Up Down

    anche in Sardegna un piccolo esempio di successo!

    da La Nuova Sardegna, 4 luglio 2010
    Tesi sulla Prima guerra mondiale, per Vincenzo Sedda una licenza media da ricordare.
    All’esame il plastico con i soldatini. (Gavino Masia)

    PORTO TORRES. Un brillante esame di licenza media con la tesina sulla Prima guerra mondiale e il relativo plastico dei soldati in trincea. Nozioni belliche e simulazione sono opera di Vincenzo Sedda, terza G della media «Leonardo Da Vinci», che ha cominciato la sua discussione parlando delle condizioni socio-politiche dell’Europa ai primi del Novecento. Sedda descrive l’Italia che dichiara guerra all’Austria, 24 maggio 1915, ma nel 1917 viene sconfitta a Caporetto. Un anno dopo Italia e Austria firmano l’armistizio, e ritornano a issare il Tricolore le città di Trento, Trieste, Udine e Bolzano. L’alunno ha parlato anche delle gesta dei soldati della Brigata Sassari, individuandoli nelle trincee all’interno del plastico, concludendo con le conseguenze del Dopoguerra che portò milioni di morti e feriti, povertà, malattie e criminalità.

Link correlati